1881, Gheel, detto anche “il paese dei matti”. Teresa Senzasogni non è pazza, ma come tale è stata registrata per poter godere, come è uso in quel villaggio fiammingo, dell’ospitalità della famiglia Vanheim. Un giorno avrà una dote e sposerà il suo Icarus, che le racconta le ingiustizie del mondo. Ma poi arriva un nuovo ospite, un vagabondo rosso di capelli, schivo, rude, gli occhi accesi da una febbre sconosciuta, e Teresa sembra riconoscere in lui un destino diventerà un pittore – lei lo sa, lei lo sente –, troverà nei colori una strada universale. Quando la “profezia” si avvera è passata una decina d’anni e molto è accaduto, a Teresa e a Vincent van Gogh. Teresa scrive al caro signor Van Gogh perché si ricordi, perché la aiuti a mettere ordine nel disordine, speranza nella disperazione, amore nel disamore e colore nel grigio. Lui, in realtà, è l’unico vero amore di tutta la sua vita. E come tutti gli amori è pieno di luce e di futuro. Il romanzo di Giovanni Montanaro è una lunga lettera che si trasforma in una storia di anime in gabbia, di sentimenti che vogliono lasciare il segno e di un bisogno di libertà grande quanto l'immaginazione che lo contiene.
Mi sono chiesta tante volte che cosa permette ad un uomo di giudicare la sanità mentale di un altro, chi può dire che uno è folle e un altro è normale. Ho conosciuto pazienti psichiatrici rinchiusi in manicomio da piccoli, o da giovanissimi perché le famiglie non ne sopportavano la vivacità. Non erano matti ma le loro vite sono state distrutte al punto da perdere davvero il contatto con la realtà. Leggere questo romanzo mi ha ricordato come per tanto, troppo tempo , persone assolutamente normali sono state giudicate insane di mente per i motivi più disparati, dal non sapersi adattare alle regole all'avere qualche malattia da carenze nutrizionali non conosciuta come la pellagra. Incredibile come una storia così triste e crudele abbia delle sfumature di tale intensa e struggente bellezza, proprio come certi dipinti di Van Gogh.
Un lungo racconto che mi ha fatto compagnia durante un viaggio a Geel (senza h, ma il fastidio è un problema tutto mio). Straziante e commovente, carico di colori e di nero, di vita e di disperazione.
Eine Story, die mich wirklich überrascht hat, aber irgendetwas passt nicht recht zusammen: das Vorspiel, der Bruch, das Ende? Dennoch toll geschrieben.
Teresa Senzasogni è ciò che non è. In questa lunga e scorrevole serie di lettere e storie - le storie della sua vita - tutte indirizzate al problematico, controverso, cupo, geniale Vincent Van Gogh, la ragazza tenta di riscoprire se stessa e di ricostruire ciò che forse è andato perduto per sempre: la sua innocenza. "Tutti i colori del mondo" è una raccolta di passioni e di vicende che coinvolge il lettore e lo porta tra le pittoresche strade e le fresche campagne di Gheel, il paese dei matti, il paese dove Teresa scopre per la prima volta le cose e i loro veri colori.
Penso che il romanzo possa tranquillamente essere definito 'di formazione'. La storia segue di pari passo la vita di Teresa, i suoi piccoli piaceri e i suoi grandi dolori, le scoperte sconcertanti sul proprio essere e l'affascinante Vincent Van Gogh. Proprio questo enigmatico personaggio - che secondo me è azzeccatissimo - risulta essere il silenzioso destinatario di tutte le lettere che disperatamente Teresa scrive, forse semplicemente per far chiarezza nei suoi mille pensieri. Romanzo di formazione, sì, ma anche esistenziale. La scoperta della propria vera identità getta Teresa - e con lei il lettore - nella più totale angoscia.
Ohne zu spoilern kann man nicht wirklich viel zu dem Buch schreiben, dennoch versuche ich es. Auf jeden Fall ist es keine schöne Geschichte für zwischendurch, aber eine lehrreiche. Die verwaiste Teresa kommt bei einer Familie unter, die in einem Dorf lebt, in dem man "Verrückte" unterschiedlichster Art aufgenommen hat und mit denen man das Leben gemeinsam gestaltet. Eines Tages verirrt sich der Maler Vincent van Gogh dorthin und Teresa verliebt sich in ihn, obwohl der Maler, zu diesem Zeitpunkt noch kein Maler, unnahbar bleibt. Beschrieben wird dies alles in einem Brief, den die erwachsene Therese schreibt. Das Buch geht mit der Thematik des "Verrücktseins" und den daraus resultierenden Folgen im 19. Jahrhundert relativ ehrlich um, was man schon vertragen können muss. Allerdings wird der Weg dorthin durchaus wundervoll und auch interessant beschrieben. Farben nehmen tatsächlich viel Platz ein in dem Buch. Die Geschichte von Vincent van Gogh empfand ich dabei als zu spekulativ, letztendlich aber trotzdem als lesbar.
Beschreibung 1881, im flandrischen Geel: Seit dem Mittelalter leben in dieser »Stadt der Verrückten« die Geisteskranken mit den Gesunden zusammen. Die junge Teresa wächst hier als Waisenkind bei der Familie Vanheim auf. Eines Tages kommt ein Unbekannter in den Ort. Teresa verliebt sich in diesen in sich gekehrten rothaarigen Mann, in dessen Augen ein ungekanntes Feuer brennt, und sie ist es, die ihm seine Bestimmung zeigt: Er trägt »alle Farben der Welt« in sich. Obwohl ihre Wege sich trennen, beeinflusst die Begegnung Teresas weiteres Leben auf dramatische Weise. Zehn Jahre später schreibt sie einen leidenschaftlichen Brief an den »Lieben Monsieur van Gogh«, in dem sie ihr peinvolles Schicksal erzählt und schließlich zu sich selbst zurückfindet.
Kurzmeinung / Leseerlebnis Die Geschichte lässt mich ambivalent zurück. Sprachlich hat es mir gut gefallen, auch die Charaktere waren nachvollziehbar. Trotzdem fehlte für mich "das gewisse Etwas", auch wenn es immer wieder mal kurz aufkam, war es zu wenig für ein Highlight.
Quella del signor Van Gogh e di Teresa Senzasogni (sopratutto quella di Teresa) non è una storia che mi scrollerò di dosso tanto presto. È una di quelle storie che ti rimangono attaccate alla pelle e si depositano a fior di nervi, e non ci sono molte speranze di farle andare via. È una storia bellissima, poetica e terribile allo stesso tempo. Montanaro ci parla di cose grandi in modo semplice, e per farlo usa tutti i colori del mondo, scovati in anni di ricerche e pellegrinaggi intellettuali e non. A me piace pensare che, a suo modo, anche il signor Van Gogh ci abbia messo lo zampino, strizzando l'occhio all'autore attraverso le sue tele.
O livro é uma longa carta ao pintor Vincent Van Gogh que se transforma em um bom passatempo, desde que você não esteja esperando grandes surpresas e nem a melhor leitura da sua vida. Para ser justa o livro tem uma surpresa...mas quem espera um livro sobre Van Gogh terminará frustrado, porque o livro conta mesmo a história de uma pessoa normal, que acabou caindo em loucura pela ignorância daqueles que a cercavam.
Sembra essere stato scritto di fretta, la parte finale non c'entra niente con il resto del libro, sembrano due libri a parte. La scrittura è abbastanza elementare, nel complesso non è un libro che mi è piaciuto molto, ma carina la storia del paese di matti ed alcune descrizioni presenti nel testo. Fatto male, comunque.
Eine kurze Geschichte des Wahnsinns und seiner Entstehung. Hat mit van Gogh und Farben nur sehr am Rande zu tun. Sehr einfühlsam geschrieben, leicht zu lesen. Alles in allem äusserst empfehlenswert! :)