Questo libro mi è stato dato da G. del gruppo Librarsi che ne ha parlato all'ultima serata tenuta sull'argomento "Migrazioni", così mi ha costretta a leggerlo :-).
Si è rivelato un libro molto carino, delicato e scritto bene, anche poetico, con un mood alla Murakami (ripetutamente citato) ma una sobrietà e una riflessività molto solida. Sicuramente autobiografico, vista anche l'appendice finale (una breve analisi dei gusti artistici, letterari, musicali e gastronomici dell'autrice e della protagonista a confronto), non è interessante solo perchè ci parla di una migrazione diversa da quelle che toccano noi italiani (immigrati vietnamiti che arrivano in Francia (l'Indocina era sotto il dominio francese) con un viaggio ancora più lungo e da un paese ancora più lontano di coloro che approdano nel nostro paese), ma anche perchè l'autrice ci presenta quella che presumo sia la sua esperienza di figlia di immigrati regolari, che, se pur scappati dalla ferocia della guerra, si sono ben inseriti nel tessuto sociale ed economico della nuova patria, per cui la protagonista, appunto di seconda generazione, si sentirebbe perfettamente francese. Ma la riflessione sul rapporto con le sue origini (oltre che da alcuni viaggi finalmente possibili di ritorno "a casa", anche se ormai più da turisti) viene acceso e stimolato dall'incontro con un coetaneo, immigrato di prima generazione che, dopo la chiusura delle frontiere, è arrivato invece clandestinamente a bordo dei barconi e ha perso ogni contatto con la sua famiglia.
Purtroppo non sentiremo veramente la voce diretta di Nam, ma il confronto di Lan è molto onesto, anche se visto con gli occhi innamorati e tristi di una ragazza che finalmente troverà in qualche modo il suo posto.
Come sottolineato da quasi tutti, molto particolare anche la presenza di molte storie tradizionali che, a differenza delle nostre generalmente a lieto fine, non hanno una morale consolatoria ma piuttosto amara o tragica.
La lettura però è piacevole, si tratta di un libro breve, scorrevole in cui prevalgono gli aspetti di tenerezza e riflessione su quelli di drammaticità e credo che sarebbe una bella lettura da proporre nelle scuole, in special modo per le età adolescenziali.
L’histoire d’une rencontre, de l’attente, un récit sur la quête d’identité, les renoncements de l’adolescence et la recherche des origines. Sur la forme, j’aime la construction même si l’écriture ne m’a pas totalement emportée. Sur le fond, cette amitié entre un garçon et une fille tous les deux d’origine vietnamienne entrecoupée de légendes est poétique mais un peu facile. Un témoignage touchant d’une période trouble pas si lointaine. Les personnages sont attachants mais on voudrait en savoir plus. Ils ne sont pas creusés. Le garçon Nam reste mystérieux et me laisse un peu sur ma faim.
"Catapultata in un paese straniero, a lungo considerato nemico, obbediente a regole a lei incomprensibili se prima non le venivano spiegate, mia nonna si era riservata uno spazio che apparteneva a lei sola - un'Isola dei Morti che lei visitava quotidianamente. Non c'era giorno in cui lei, senza farne parola, non raggiungesse con il pensiero tutti coloro che aveva perduto."
Semi-autobiografico, raccontato in modo semplice, è la storia di Lan (e dell'autrice), adolescente figlia di due vietnamiti espatriati in Francia che si destreggia tra ottimi voti a scuola, l'essere invisibile tra i suoi coetanei e la sua prima cotta con un ragazzo vietnamita, Nam, fuggito dal Vietnam a bordo di un barcone. . Vero protagonista del libro non è la storia d'amore, ma il dramma degli espatriati, in fuga da un paese dilaniato dalla guerra i cui fantasmi della morte continuano ivi a imperversare. Questa è la storia della famiglia di Lan, della ragazza che non riesce a integrarsi tra i coetanei francesi e comincia la sua ricerca delle origini, ma si scontra con il muro di negazione e dolore che i genitori (madre sudvietamita e padre proveniente dal Nord Vietnam) e la nonna paterna le mettono contro, tutti testimoni delle brutalità dei loro stessi compatrioti, dei francesi e americani. . Interessanti sono le fiabe e leggende del folklore vietnamita che mostrano una morale al rovescio, senza il lieto fine che porta il bene e il buono a trionfare: volevo già recuperarle, ma ora più che mai le voglio leggere! . BONUS: consigliato ai fan di Murakami Haruki, io personalmente non lo apprezzo, ma l'autrice e la protagonista Lan sono sue grandi fan e il libro è ricco di riferimenti alle sue opere.
Questa è la storia, raccontata con semplicità, del Vietnam e della diaspora dei suoi abitanti. Se Lan, la protagonista, risponde a tutti i cliché della brava ragazza asiatica (ottimi voti, attività extrascolastiche impegnative, vacanza studio e ambizioni da realizzare per la soddisfazione della famiglia), le girano attorno tante sfaccettature: l'amico di pari livello Nam che si perde nelle banlieue parigine, la nonna, i genitori, una marea di cugini e di amici rimasti in Vietnam sopravvissuti alla guerra e i fantasmi di chi invece è morto. Si capisce che c'è molto di autobiografico nella storia di Lan e questo mi ha portato a prestare più attenzione. Ho inoltre apprezzato moltissimo il sommario finale, dove i gusti di Lan e dell'autrice vengono riassunti e comparati. Un'altra cosa che questo libro mi spinge a fare è trovare una raccolta di fiabe vietnamita. Quelle qui presentate sono tristi e non hanno una morale come le nostre, tutt'altro: i buoni e gli onesti finiscono coll'essere danneggiati dalle cattivo di turno, e non c'è riscatto. Perché così tanto fatalismo nella cultura vietnamita?
J'ai vraiment essayé d'aimer et de comprendre la démarche de l'autrice mais ça ne l'a pas fait. Je trouve que ça a vraiment mal vieilli, autant dans le male gaze qui suinte dans pas mal de réflexions de l'héroïne que dans la narration. La narration était vraiment compliqué à attraper, beaucoup de tell qui font passer à la trappe énormément de moments qui auraient pu rendre les lecteurices attaché·es à l'héroïne.
Au final, les thématiques sont vraiment intéressantes (la raison du pourquoi j'ai acheté ce livre) mais la forme a plombé le propos + les références culturelles de l'héroïne avec lesquelles j'ai beaucoup de mal (Haruki Murakami)
La fusion puis la fission de l'histoire et du présent, du fantasme et de la réalité. L'histoire d'une amitié entremêlée avec un conte vietnamien. Simple et harmonieux mais également profond et touchant ; un récit à lire en toute urgence !
Très beau récit sur les rencontres qui traversent nos existences et les marquent profondément, sur le poids du passé et les cicatrices laissées par l'Histoire sur les histoires individuelles, en l'occurrence celle du Vietnam et de tout ceux qui ont du fuir le pays, en laissant tout derrière eux.
Une lecture poignante et une écriture aussi poétique que les légendes qui encadrent l’histoire. Une histoire d’amour impossible imprégnée de silences. Ces silences forts qui font réfléchir ne laissent pas le lecteur indifférent.
Una tematica già vista e rivista ma di cui mi piace sempre molto leggere e questo libro non fa eccezione.
Molto belle le riflessioni sul senso di appartenenza, sulla (in)tangibilità delle radici, sul senso di oppressione dovuto all’imposizione esterna e alle aspettative altrui. Il tocco in più è dato dall’intreccio delle leggende e storie popolari vietnamite che mi è piaciuto molto scoprire!