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¿Ateos o creyentes?: Conversaciones sobre filosofía, política, ética y ciencias

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I temi della fede e della religione, e del loro conflitto con la cultura laica, sono al centro di un interesse tuttora crescente, alimentato dalle polemiche sugli interventi e le “scomuniche” del papa e della CEI. Mancava però un testo che discutesse, da punti di vista diversi, le ragioni dell’ateismo e della fede.
Ora, in Atei o credenti?, si confrontano gli esponenti di posizioni diverse tra loro, accomunate però dal rifiuto di ogni appartenenza accademica: il “cristianesimo nietzscheano” di Gianni Vattimo, l’edonismo ateo di Michel Onfray e l’empirismo materialistico-esistenziale di Paolo Flores D’Arcais. Nel libro – che riproduce, con successive rielaborazioni, un incontro privato avvenuto a Torino ed è completato da tre poscritti – gli autori rispondono agli interrogativi essenziali legati al problema l’“ipotesi Dio” deve essere considerata superflua nella riflessione filosofica e nell’esperienza vitale? Quali sono le conseguenze etiche e politiche dell’essere atei o invece credenti? Quale la posizione da tenere nei confronti del “successo” delle scienze? Quale il giusto ruolo delle dottrine religiose nell’istruzione pubblica? Su questi e altri temi – ad esempio la possibilità di un islam moderato, cui è dedicato un controverso capitolo – Vattimo, Onfray e Flores D’Arcais danno vita a un’appassionata disputa, fra consonanze impreviste e opposizioni durissime. Una lettura di grande coinvolgimento, che assomiglia a un ascolto dal vivo e mette in questione i nostri più profondi atteggiamenti e convinzioni.

160 pages, Paperback

First published November 16, 2007

8 people want to read

About the author

Paolo Flores d'Arcais (1944) è un filosofo, pubblicista e ricercatore universitario italiano, direttore della rivista MicroMega. È stato collaboratore de la Repubblica, il Fatto Quotidiano, El País, Frankfurter Allgemeine Zeitung e Gazeta Wyborcza.
Punto focale dei suoi interessi è “la questione politica” e le condizioni in cui è immersa. D’Arcais si appella ai fondamenti della teoria politica di Hannah Arendt, alle sue posizioni critiche nei confronti della società moderna in cui lo svuotamento del politico, la degenerazione della politica a professione e l’interferenza fra pubblico e privato portano a una pericolosa perdita di individualità ove la politica si riduce a un rituale in cui la spartizione delle cariche ha priorità sull’adoperarsi per qualcosa.

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Profile Image for Carlos.
791 reviews28 followers
September 3, 2021
No desmerece (aunque ello afirme uno de los autores) el que, en realidad, este libro es la puesta por escrito de una charla entre tres filósofos, retocada posteriormente por cada uno de ellos y con una posdata, para que tanto los ateos Michel Onfray y Paolo Flores D'Arcais como el creyente Gianni Vattimo expresaran mejor sus posturas personales. Desde luego, no es lo mismo a la génesis de un proyecto de escritura personal, pero la sapiencia y el conocimiento de los tres hace meritorio conocer su conversación en torno a temas tan interesantes como la Razón y la Fe, la democracia y el Islam, Hegel y Heidegger, educación laica, el Big Bang, etćetera.
El único pero, me parece, proviene de quien esto escribe: son tantos los autores, las corrientes filosóficas, históricas y culturales que estos filósofos dominan que a ratos resulta casi imposible seguirles el paso. Pero eso no demerita en nada su labor.
Algún día lo releeré, y espero para entonces ser menos ígnaro.
Profile Image for L'Eterno Assente.
42 reviews2 followers
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October 15, 2017
Non è un libro per persone superficiali. Anzi. È un libro per chi vuol ravanare nelle profondità della filosofia, invece. Del resto è ovvio: Gianni Vattimo non è un credulone che si beve la verginità della Madonna e il resto del ciarpame dogmatico cattolico. Sicché, sgombrato il campo del cristianesimo da bigotti, che cosa rimane? La filosofia. I fondamenti del sapere. Le ragioni a sostegno delle idee. Ma soprattutto il metodo. Paolo Flores d’Arcais, ottimista inossidabile con la sua fiducia nella ragione per demolire le fedi religiose, si pone nel solco della tradizione razionalista classica, fondata sul metodo scientifico e sulla logica per arrivare a verità intersoggettive. Vattimo lo accusa di non voler riconoscere che anche quella, in fondo, è solo una tradizione culturale come tante, funzionale a esigenze di potere e di dominio. E le sue osservazioni – bisogna riconoscerlo – costringono a riflettere. Michel Onfray, che talvolta si trova a sostenere Vattimo, è il più pessimista: il rifugio nel pensiero magico è inevitabile, la razionalità scientifica non spazzerà mai via le religioni, possiamo e dobbiamo solo perseguire filosofie capaci di far luce sui meccanismi psicologici che scatenano il bisogno della religione. Insomma, un bello scontro di menti, che purtroppo alla fine lascia ancora la sensazione di un dialogo fra sordi, di una collisione fra idiosincrasie.
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