Sapete quando in tv beccate un film di fantascienza violento, con mostri alieni, assolutamente trash e ridicolo, e una parte di voi pensa "Se solo fosse fatto bene"? Ecco, Abaddon è il "se solo fosse fatto bene".
Questo mi porta alla prima considerazione: Menconi ha uno stile cinematografico, adrenalinico, e molto alla action-movie americano. Riesce a scrivere scene d'azioni concitate ma non confuse, e la sua è una scrittura che - almeno per me - si presterebbe tantissimo ad un adattamento per il grande schermo.
Abaddon è una storia di fantascienza, diversa da quelle che ho letto finora: tanto per inziare, il protagonista. William Boore, come annunciato dalla quarta di copertina, si è scoperto codardo: soldato abilissimo e senza pietà, dopo aver messo su famiglia si è reso conto di aver paura di morire, di voler vivere una vita quanto più tranquilla e sicura possibile con sua moglie e suo figlio.
Un uomo non più adatto alle missioni sul campo perchè mette al primo posto la propria sopravvivenza, con un discreto PSTD, che non ha detto niente a nessuno delle sue condizioni perchè... beh, è un codardo, no?
La totale inadeguatezza di Boore nel suo ruolo è uno dei fattori volti a creare l'ansia: a parte quello, l'autore ha messo un simpatico conto alla rovescia, per cui tu lo sai che ad un certo punto succederà qualcosa... e quel qualcosa non è ciò che ci si aspetta: voglio dire, astronave aliena apparentemente morta che all'improvviso si accende è una premessa che permette di lanciarsi in ipotesi. E almeno quelle che facevo io si sono dimostrate sempre errate.
Tranne una, verso la fine, ma perchè sparando a caso nel mucchio statisticamente qualcosa alla fine prendi.
Ho trovate interessante anche come Menconi abbia ribaltato molte prospettive: i personaggi si trovano in un posto immenso, eppure il senso di claustrofobia regna sovrano. Devono esplorare un luogo sconosciuto, mentre - teoricamente - sono più o meno dove erano prima.
Come al solito, con i libri editi da Vaporteppa le recensioni mi vengono molto corte: in generale i romanzi da loro pubblicati hanno un sacco di colpi di scena, per cui parlarne approfonditamente significherebbe rovinare la lettura ai potenziali futuri lettori. Abaddon non fa eccezione, con una prima parte che accumula domande e misteri, accompagnata da un autore abbastanza bravo da fornire due o tre teorie plausibili al lettore.
Sul serio, bisogna essere bravi per creare un mistero e buttare al lettore indizi che gli permettano di lanciarsi in assurdi voli pindarici, e poi comunque la soluzione sta tutta da un'altra parte.
Quindi, in definitiva, siamo di fronte ad un libro horror/fantascienza con gran belle scene d'azione, un'ambientazione ben costruita e (soprattutto) ben sfruttata, un protagonista particolare, un'ottima gestione del ritmo.
Se proprio devo trovare un difetto, è quanto sia chiaro che i membri della squadra di Boore sono carne da macello che neanche gli adolescenti scemi di Nightmare, ma non cambia quanto questo libro sia divertente.