Un grande thriller storico Firenze, la culla del Rinascimento, è bagnata di sangue Firenze, 1439. Durante il delicatissimo concilio ecumenico, un inquietante evento rischia di creare ulteriori e pericolose tensioni tra la Chiesa latina e quella greca: un delegato greco, appena ventenne, precipita dalla cupola di Santa Maria del Fiore. Cosimo de’ Medici incarica subito Leon Battista Alberti, noto per il suo ingegno acuto, di indagare segretamente su quell’evento tanto violento. I segni sul collo della vittima costringono presto Leon Battista a informare Cosimo che l’ipotesi di suicidio inizialmente elaborata è da scartare. Non solo, infatti, il giovane è stato strangolato, ma il cadavere aveva in bocca un fiorino d’oro e un foglietto con su scritto “TIMEO”. Alberti e Parentucelli, raffinato e dotto teologo che lo affianca nell’indagine, non impiegano molto tempo a scandagliare la vita della vittima, il giovane Teodoro, i suoi affari, le sue frequentazioni. Ma chi possa avere avuto interesse a ucciderlo resta un mistero. E soprattutto, perché? C’è forse qualcuno che trama perché l’unione tra le due Chiese fallisca? Quando un altro crimine bagna di sangue le strade di Firenze, i due si rendono conto che dietro a quelle morti c’è uno schema concepito con diabolica precisione da una mente lucida e spietata. Se non troveranno al più presto l’assassino, non solo le morti finiranno per moltiplicarsi, ma il destino della cristianità sarà in grave pericolo. «Un grande esordio. La scrittura di Cossu affonda oscura e seducente nelle radici della Storia.» Marcello Simoni, autore del Mercante di libri maledetti «Un thriller storico dal ritmo mozzafiato e travolgente che ritrae una Firenze rinascimentale magnifica e livida insieme. Personaggi carismatici e formidabili colpi di scena fanno di questo romanzo una lettura irrinunciabile.» Matteo Strukul, autore della saga dei Medici
Per essere un romanzo d'esordio c'è da apprezzare la scelta originale dell'ambientazione storica: il turbolento concilio di Firenze del 1439 tra Papa Eugenio IV e l'imperatore d'Oriente Giovanni II Paleologo ha dato l'occasione di inserire una miriade di personaggi storici interessanti e insoliti, accennando dinamiche non banali. Si percepisce la differenza tra la Chiesa Occidentale e quella Orientale, il pericolo dei Turchi che le spinge a cercare una riconciliazione, il fascino dell'umanesimo in via di sviluppo, i legami tra simboli, arte e potere. Firenze non è ancora la Signoria dei Medici, esistono in essa tensioni, luci e ombre che ne fanno lo sfondo perfetto e storicamente accurato per un thriller. Sono tantissimi, espliciti e impliciti, i riferimenti alle Lettere greche e latine: sono inclusi nella narrazione con naturalezza, precisione e coerenza; non vengono banalizzati o proposti con pretese di pomposa erudizione, ma sono effettivamente utili alla conduzione della trama e adeguati alla caratura culturale di ciascun personaggio. Cosa non mi è piaciuto? La scelta del protagonista. Leon Battista Alberti mi è sembrato un protagonista immotivato, parziale e "stonato" rispetto alla sua vera controparte. E il suo comprimario, Tommaso Parentucelli, è un personaggio un po' insignificante soprattutto considerato che sarebbe poi diventato Papa Niccolò V, successore di Eugenio IV (ma non tutti i lettori possono saperlo). Trovo che anche il titolo sia poco significativo. Tutto sommato, comunque, una piacevole lettura.
L'ambientazione è la prima cosa che ho apprezzato di più; Firenze è una città splendida e le descrizioni che ci offre l'autore ci permettono di addentrarci nel capoluogo toscano e ammirarne la bellezza. [...] Davide Cossu ha un modo di scrivere abbastanza simile a Marcello Simoni; ho trovato molto scorrevoli i dialoghi, ma a volte meno fluido il raccontato, un po' troppo "storico" per quanto riguarda il mio gusto personale. Si detona da questo la grande conoscenza dell'autore del momento storico di cui ha voluto raccontare ma, ecco, come dicevo, a volte mi è sembrata più una lezione di storia.
Recensione completa sul blog Gli Occhi del Lupo (Voto 3.5)
Le dinamiche dei personaggi mi hanno stregato, invece la trama ed il mistero in sé erano un po' blandi e poco sviluppati.
Ho visto che nel prossimo libro della saga c'è questo magico trio che, a mio parere, funziona ed è ben caratterizzato, tutto sommato lo consiglierei solo per loro ed i battibecchi fra Tommaso, gli altri due, che, devo ammettere, mi hanno fatto sorridere più di una volta.