Non solo interessante e documentato benissimo, rigoroso, acuto e argomentato; ma anche scritto benissimo, con uno stile incalzante e teso. Non stupisce che la stessa moglie di Ambrosoli abbia apprezzato questo resoconto e si sia dichiarata lieta di aver collaborato con CS alla stesura. La vicenda narrata, oggi lontana nel tempo per noi, ha ancora la sconvolgente presa e profondità, il carattere inquietante e demoniaco che doveva avere per gli attoniti spettatori dell’epoca. CS fa rivivere Ambrosoli rendendo profonda giustizia al suo lavoro indefesso e alla sua imparzialità totale. Bellissimo.
Un libro di storia Non c'� tutto ma c'� un bel po' di ci� che molti non avrebbero mai voluto si sapesse. Volete sapere se uno � un c@glione? Se a questo libro obietta "ma Stajano � di sinistra" ne sarete certi.
Per essere un testo pubblicato nel 1991 è davvero notevole. Anticipa strutture che troveranno massima diffusione solo negli anni Duemila.
Il testo ricostruisce una vicenda giudiziaria piuttosto complessa: il caso Sindona, finanziere italiano dai loschi traffici che è stato l'artefice del fallimento di numerosi istituti finanziari, sia in Italia che negli U.S.A. A causa della natura 'economica' dell'intrigo, la lettura di certi punti può risultare macchinosa e pesante. Purtroppo, è un punto debole abbastanza considerevole del testo. Va dato atto, però, che Stajano cerca di essere il più sintetico possibile, anche se a volte ciò va a discapito della chiarezza.
Il tutto viene ricostruito attraverso saggi, articoli di giornali, manuali storici, interviste, atti giudiziari. Le fonti vengono citate, tant'è che il testo è corredato da un apparato di note di non poco conto. Per tale motivo, il testo può essere inscritto all'interno del filone della docu-fiction, cioè un testo che fa uso di documenti reali, ma inseriti all'interno di una cornice romanzesca.
Infatti, il testo presenta una trama e il tentativo di creare una certa suspense nel lettore: il testo si apre con il delitto di Ambrosoli, secondo le ricostruzioni giudiziarie. Il lettore, quindi, all'inizio sa chi è stato ucciso, l'assassinio e il mandante. Eppure, non sa come è stato possibile che un finanziere di fama mondiale abbia potuto far uccidere una persona come se fosse il più truce dei boss di Mafia.
L'elemento più interessante è la figura dell'assassinato: un eroe borghese. Di fatto, tale espressione è un controsenso: come può essere eroe, quindi uomo eccezionale, colui che appartiene alla classe della normalità per eccellenza? Ambrosoli è personaggio tutt'altro che simpatico: in un altra storia, sarebbe il noioso uomo di buona famiglia conservatore e ottuso. Non suscita simpatia, almeno nelle prima pagine in cui ne viene narrata la storia. Eppure, sarà quel suo atteggiamento preciso, ligio al dovere, che non si discosta dalla norma a essere una strenua resistenza nei confronti di chi, invece, vuole sfruttare le regole a proprio vantaggio. E' la lotta tra un uomo di ordine contro un uomo del Caos, che cela i suoi misfatti dietro manovre finanziarie complesse, dall'apparente validità giuridica.
Il testo viene pubblicato dopo la caduta dell'U.R.S.S., quando ormai si presagisce una vittoria del sistema capitalistico su quello socialista. All'improvviso, il borghese diviene eroe, poiché nella sua rigidità può divenire difensore di un sistema che viene attaccato da chi propone un liberalismo estremo, senza scrupoli. Il caso Sindona sembra la prefigurazione di un mondo futuro, in cui l'arrivismo verrà visto come una virtù.
Sbalordisce constatare come la rigidità di Ambrosoli venga ostacolata da un sistema politico, affaristico e giudiziario che in tutti i modi cerca di difendere Sindona. Per quanto truffaldino, Sindona rappresenta il successo italiano: un uomo mediocre, ma scaltro, che riesce a creare un impero finanziario internazionale. Ma dietro questa maschera da "uomo fatto da sé", si cela il "mafioso", l'uomo di finanza che non disdegna l'uso della violenza come extrema ratio. Ambrosoli, incorruttibile, usa le regole per rendere inattaccabile la sua opera di investigazione, che va a scoprire i traffici di Sindona che hanno condotto il suo istituto finanziario alla bancarotta. E sia ben chiaro: Ambrosoli è solo un avvocato che si occupa di permettere la liquidazione di istituti in bancarotta. Non è né un poliziotto, né un investigatore, né un uomo d'azione.
E' una rappresentazione di un'Italia che vede le regole come un ostacolo al successo, che considera il genio come qualcosa che va al di là dell'ordine costituito. Attraverso intrighi politici e massonici, soprattutto legati alla P2 di Licio Gelli, un uomo come Sindona sembra essere destinato a scamparla, se non fosse per la strenua resistenza di Ambrosoli.
La morte arriverà in maniera violenta, ma quando non servirà più a nulla: su Sindona si è già raccolto tutto il necessario. Ambrosoli muore più per vendetta che per reale bisogno di bloccare le indagini. Ambrosoli, antagonista del romanzo sindoniano, si trasforma in 'eroe' nel momento della sua morte, simbolo di un'Italia ottusa che, però, ha comunque il suo ruolo nella difesa della Giustizia.
Il nome di Giorgio Ambrosoli è inevitabilmente legato al nome del faccendiere (e criminale) Michele Sindona. Un'associazione difficile da rompere. Due uomini diametralmente opposti, nel carattere e nella visione delle cose. Integerrimo il primo, corruttore e corruttibile il secondo.
Stajano, che apre il romanzo con l'inquadratura sull'omicidio Ambrosoli del 1979, dopo un'introduzione dell'uomo che era afferra presto il caso Sindona e non lo molla più, oscurando di fatto il protagonista del libro. Ma in fondo, considerata la risonanza che l'intera vicenda ha avuto e gli incastri politico-mafiosi che si susseguono nel tempo, il protagonista difficilmente poteva essere solo uno.
Se avessi avuto buone nozioni sul mondo finanziario o bancario probabilmente avrei apprezzato molto di più il libro, che con la sua ricchezza di tecnicismi in tale ambito ha messo a dura prova un inesperto come me, disperdendo parte - e non poca - dell'interesse riservato al commissario liquidatore della Banca Privata Italiana Giorgio Ambrosoli, uomo onestamente determinato che ha fatto una brutta fine. Sindona invece era subdolamente potente, ma una brutta fine l'ha fatta anche lui nel 1986, in carcere, un paio di giorni dopo la condanna all'ergastolo, in stile Gaspare Pisciotta.
Quella di Ambrosoli è una vicenda che conosco piuttosto bene, avendo letto testi e articoli e visto vari video in rete, nonché il bel film tratto proprio da questo libro di Stajano sul quale, ironia della sorte, non mi ero ancora cimentato. Ho finalmente colmato la lacuna, e non posso che confermare quanto di buono a riguardo è stato già espresso da tanti, compreso Umberto Ambrosoli, uno dei figli di Giorgio. Ritengo si tratti di una storia da conoscere e ricordare per vari motivi: prima di tutto per rendersi conto di cosa fosse, e probabilmente ancora sia, questo Paese, in cui politica, economia, alcuni apparati statali e criminalità sono, purtroppo, spesso connessi; ed inoltre per apprezzare e additare come esempio l'azione di Giorgio Ambrosoli, che come commissario liquidatore della Banca Privata Italiana si trovò al centro di una serie di intrighi che lo portarono a fare politica nel senso più alto del termine, mettendosi cioè al servizio della comunità e obbedendo soltanto alla legge. Una scelta che pagò con la vita e che per questo fa di lui un vero e proprio eroe dei nostri tempi.
Una storia esemplare: una lezione di civiltà, professionalità e senso del dovere. Ma anche l’ennesimo caso in cui la difesa dello Stato e dei suoi valori è a carico di singoli cittadini responsabili mentre le istituzioni sono latitanti.
Appassionante ricostruzione della biografia dell’avvocato Giulio Ambrosoli, un uomo che aveva fatto del rigore e della deontologia la propria pietra angolare, vittima designata nell’affare Sindona, abbandonato dalle istituzioni fino all’epilogo fatale. Una lettura dalla forte valenza civica.
Spietato reportage di un omicidio di Stato, in cui potere e politica lasciano trasparire tutto io torbido che la mente umana può architettare. Agghiacciante pensare che certi politici italiani non pagarono mai
Fondamentale per capire cosa successe ad Ambrosoli, vittima di un sistema economico-affaristico malato e corrotto. Forma del testo un po’ ondivaga, ma comunque un buon libro per focalizzare un momento di vita del paese di cui non sapevo granché.