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160 pages, Paperback
First published January 1, 2009
"L'utopia sta all'orizzonte. Mi avvicino di due passi, lei si allontana di due passi. Faccio dieci passi e l'orizzonte si allontana di dieci passi. Per quanto cammini, non la raggiungerò mai.
A cosa serve l'utopia?
A questo: serve a camminare."
A cosa serve questo libro di Sepulveda - così come quasi tutti i suoi libri?.
A non dimenticare di sognare, perché non si può costruire un futuro diverso, se prima non lo si sogna.
Questa lunga premessa per dire che il nuovo libro dello scrittore cileno è una bella favola: ci sono i 4 reduci della "rivoluzione democratica" di Allende; c'è il poliziotto onesto e probo, la giovane agente intelligente e di sinistra. C'è grande ironia ed autoironia. C'è una capacità fabulatoria che non è quella del grande scrittore colto, ma del grande narratore, di chi sa raccontare bene belle storie.
C'è la memoria, soprattutto. La memoria cristallina che se anche si è perso, anche se ci hanno spazzato via con violenza inusitata, anche se ci hanno disprezzato, villipeso, accusati delle peggio porcherie e falsità. Se anche i macellai, i torturatori, i fiancheggiatori, i vili sono tutti al loro posto ed anzi, magari hanno fatto carriera (come i nostri poliziotti aguzzini del G8 di Genova). Se anche tutto questo e pure molto peggio, comunque noi avevamo ragione, noi volevamo un mondo migliore, più giusto, più ricco di senso e di vita. E lo vogliamo ancora.
Grazie Luis.