Giovanni si risveglia dal coma nel luglio del 2017. Aveva vent'anni quando la sua vita si interruppe. L'ultimo ricordo, prima dell'incidente, è in piazza San Giovanni, il 13 giugno 1984. Insieme al padre e alla fidanzata sta partecipando al dolore collettivo per la morte di Enrico Berlinguer. Dopo oltre trent'anni la vita ricomincia. Giovanni rinasce, adulto. Tutto è cambiato. Si trova in un nuovo secolo, in un nuovo millennio. Non c'è più il mondo che ha i partiti, gli stati, i personaggi. Il modo di vivere, di sapere, di comunicare è stravolto, per lui un universo ignoto. Giovanni è come un bambino cinquantenne. Deve imparare una vita inedita e conoscere, accettandolo, il destino di chi ha amato quando ne aveva venti. Ad aiutarlo a rinascere ci sono Giulia, la suora tormentata che l'ha accudito per buona parte della degenza, Daniela, la psicologa dalla malinconia sottile, e suo figlio Enrico, ragazzino saggio e disilluso. Quando non celebra solo la memoria collettiva di un'epoca lontana ma radicata nelle coscienze. E il racconto del presente, meraviglioso e terribile, riconosciuto con la nitidezza di occhi che lo incontrano per la prima volta. È il romanzo per ognuno di per chi ha vissuto, senza mai sentirsi solo, la forza di un ideale oppure lo ha mancato per ragioni anagrafiche e ne avverte la potenza o il rimpianto. Quando è la storia di una vita rammendata, è un romanzo di politica e d'amore, scritto con leggerezza e passione.
Walter Veltroni è nato a Roma il 3 luglio 1955. È stato direttore dell’Unità, vicepresidente del Consiglio e ministro per i Beni e le attività culturali, sindaco di Roma, fondatore e primo segretario del Partito democratico. Oltre al primo capitolo delle indagini del commissario Buonvino, Assassinio a Villa Borghese, pubblicato sempre da Marsilio nel 2019, ha scritto vari romanzi, tra i quali La scoperta dell’alba (2006), Noi (2009), L’isola e le rose (2012), Ciao (2015), Quando (2017), tutti editi da Rizzoli. Ha realizzato diversi documentari tra i quali Quando c’era Berlinguer (2014), I bambini sanno (2015), Indizi di felicità (2017), Tutto davanti a questi occhi (2018) e la serie sulla storia dei programmi televisivi Gli occhi cambiano (2016). Nel 2019 è uscito il suo primo film, C’è tempo. Collabora con il Corriere della Sera e La Gazzetta dello Sport.
Questo libro mi ha stupito. L'ho letto tutto d'un fiato, ed è sempre più raro che succeda. Mi sono affezionata al protagonista Giovanni. Le sue angosce, il suo sgomento nello scoprire il nostro mondo moderno dopo 33 anni di coma mi hanno fatto emozionare e riflettere. Walter Veltroni è un ottima penna. Uno stile fresco, scorrevole e una persona veramente colta.
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IMHO ingiustificabile, estenuante, in alcuni punti anche internamente incoerente. Didascalico, ridondante, quell'ansia di mostrare quanto hai studiato, quanto sei arguto, e il farlo una pagina sì e una no con un esercizio di event-namedropping estremo. Bah.
Decisamente una piacevole sorpresa: la narrazione scorre veloce e delicata, aggettivo che direi identifica il libro nella sua interezza. Si sfiora ma si evita lo stucchevole (un amore impossibile e morboso, sostituito da uno sereno e piacevole) e la retorica nostalgica del passato comunista (raccontato con le lenti rosa di chi guarda al proprio passato, ma senza sconti e molta consapevolezza). Resta dentro anche l'abisso svelato di come il mondo cambia velocemente, anche se non sembra a chi non si addormenta per trentatrè anni.
"Siamo veloci,ma superficiali. Siamo semplici perchè le cose complicate ci spaventano. Perchè richiedono fatica,studio,esperienza,rigore. La violenza è ovunque. Si,siamo liberi di fare qualunque cosa. Ma usiamo questa libertà per alimentare odi e paure. Siamo la generazione più spaventata dal futuri che sia esistita. Siamo fragili, interconnessi,ma fragili".
Ho soddisfatto la mia curiosità. Nulla di che, l'idea è buona ma mi aspettavo molto di più che saccenti affermazioni sul comunismo e critiche sterili sul mondo di oggi.
Non mi ero mai reso conto che un romanista comunista avesse perso nel giro di 15 giorni la finale di Coppa dei Campioni e il più amato segretario del PCI.