Cipro, 1570. Nella città di Famagosta settemila cristiani, comandati dal veneziano Marcantonio Bragadin, contro ogni previsione resistono all'assedio di oltre centocinquantamila soldati turchi. Isolati, combattono con tenacia e ingegno fino allo stremo, sperando negli aiuti che dovrebbero arrivare dal mare. A Venezia, il Doge deve convincere Genova, il Papa e la Spagna ad impegnarsi per muovere velocemente una flotta in grado di contrastare l'avanzata turca. Pochi anni prima, a Costantinopoli, il giovane Francesco Bragadin, fratello di Marcantonio, si trova al centro delle complesse relazioni diplomatiche tra le due potenze mediterranee e scopre che l'amore non guarda i confini e le bandiere. I destini dei due fratelli si incontrano nelle sabbie di Famagosta, tra amore e morte, in un luogo dove la storia del mondo venne scritta con il sangue. Vincitori e vinti, eroi e vili, traditori e amanti intrecciano le proprie vite in un romanzo basato sulle cronache di cinquecento anni fa, dove il passato racconta il presente.
Ambientato a Cipro, sul finire del XVI secolo, questo romanzo ci riporta all’assedio di Famagosta del 1570 in cui settemila cristiani, guidati dal veneziano Marcantonio Bragadin, resistettero con grande coraggio a un esercito turco di oltre centocinquantamila uomini. È una pagina di storia spesso marginalizzata, ma che qui viene raccontata con una forza narrativa e una precisione storica davvero notevoli.
L’autore riesce a mescolare abilmente intrighi di corte, passioni proibite e strategie militari, creando un affresco vivido dell’epoca. Il destino dei fratelli Bragadin — Marcantonio a Famagosta e Francesco a Costantinopoli — conferisce al romanzo una dimensione narrativa in cui la Storia si intreccia con i sentimenti, le paure e i sogni delle persone..
Un romanzo da consigliare a chi ama la storia del Mediterraneo e i romanzi storici ben dettagliati