Nelle gerarchie ecclesiastiche non esiste la carica di "papessa", un termine che fu coniato per definire il leggendario personaggio di Giovanna, presumibilmente salita al soglio di Pietro nell'853 e morta due anni dopo. Ma sono moltissime le donne che - in qualità di amanti, consorti, figlie e nipoti - ebbero un ruolo fondamentale nella storia della Chiesa: da Giulia Farnese, favorita di papa Borgia e "uxor Christi", alla concubine scacciate dalla corte pontificia dopo l'elezione del loro compagno, come accadde a Vannozza Cattanei e Silvia Ruffini, non ammesse nel palazzo apostolico di Alessandro VI e Paolo III. Nei duemila anni di vita del Vaticano, però, questo ruolo è stato incarnato anche da uomini - un favorito, un compagno -, nonché da un fratello o da altri consanguinei, come testimonia emblematicamente il Palazzo Piccolomini di Siena, soprannominato il "Palazzo delle Papesse", perché fatto costruire da Pio II per le sorelle Laudomia e Costanza, e divenuto un simbolo evidente del nepotismo. Claudio Rendina ci offre così, in questo nuovo saggio, un'affascinante e completa controstoria della Chiesa attraverso queste figure, spesso sconosciute ai più, ma determinanti nell'evoluzione secolare dello Stato del Vaticano.
Si tratta di un altro saggio storico che passa in rassegna, in ordino cronologico, le figure delle papesse, ovvero quelle donne che "affiancavano" i papi e hanno avuto nel bene e nel male un ruolo influente in Vaticano. Per la maggior parte si tratta di figure tutt'altro che sante, erano corrotte come tutto il clero e il libro calca la mano sugli scandali soprattutto sessuali dell'epoca. Interessante ma a volte l'ho sentito ripetitivo. Sono stata contenta di finirlo per passare ad altro.
Per essere un libro sulle figure femminili che ruotavano intorno ai papi dell'antichità più o meno recente, parla davvero poco di donne e tanto di uomini, date, fatti storici e situazione (inter)nazionale dei tempi, approfondendoli in proporzione tale da soffocare il lato "femminile" cui dovrebbe dar voce. Anche la brevità dei singoli saggi non aiuta a farsi un'opinione molto positiva; lascia l'impressione di un lavoro superficiale, come se si trattasse di tanti riassunti di tomi di storia sull'argomento. Aggiunto al carattere dei fatti sulle papesse, quasi da piè di pagina (con l'eccezione di un paio di capitoli), questo mi ha lasciata decisamente insoddisfatta. La conoscenza c'è, ma la ricerca d'approfondimento no - non che si noti, insomma. E me ne dispiace, perché lo stile è scorrevole e il soggetto interessante.
L'idea è interessante, ma l'esecuzione non mi ha convinta. Sicuramente c'è una ricerca dietro, ma in parecchi capitoli, più che parlare delle figure femminili su cui si dovrebbero incentrare... si parla dei papi – corrotti o meno – che erano a capo del Vaticano quando queste donne erano in vita. E quando comunque si parla di queste donne... diciamo che ne vengono fuori figure veramente atroci. Forse mi aspettavo altro. Forse fare meno capitoli e ampliare meglio le storie avrebbe giovato, per lo meno avrebbe portato ad una curiosità da soddisfare e all'approfondire le vicende.