Gaetano, il marito, sparisce all'improvviso.Anciluzza, la moglie, resta a Tummìna con due picciriddre a carico.Da matura casalinga laureata, Anciluzza si fa commerciante suo malgrado, e per guadagnarsi la vita apre una putìa di prodotti tipici siciliani.Nel retrobottega la donna cuoce zuppa di pesce, impasta cassatelle di ricotta, addensa biancomangiare alle mandorle, frigge melanzane per la caponata, conza cubetti di zucca in agrodolce, e ama. Senza risparmio.La putìa di Anciluzza accoglie corpi e li sfama, in ogni senso. Così, davanti e dietro al suo bancone, l'appassionata commerciante troverà il gusto dell'amore gioioso e fugace, e quello della carne morbida e felice di sé.L'assaggiatrice è un racconto goloso e lieve, dolce di fichi e fresco di menta.
Avendo il tempo, si legge in un pomeriggio. A mio avviso è scritto molto bene, l'intercalare siciliano (sia nei termini specifici che nei costrutti delle frasi) è azzeccatissimo per rendere meglio i concetti (come sempre succede con i dialetti!!!). La storia non è male, le scene erotiche magari un po' banali sono ben descritte e le ricette tra un capitolo e l'altro sono un ottimo spunto culinario! Non è una novità che cibo ed eros vadano d'accordo!! :D
Sono arrivata per caso a questo libro, e devo dire che è stata comunque una lettura piacevole. La scrittura è accattivante, in italiano siciliano con aggiunta di parole dialettali che a noi del nord piace molto, e la trama scorre bene. Nella sua semplicità raggiunge a pieno lo scopo prefissato dall'autrice ossia creare un connubio tra cibo ed eros e, nel bene o nel male, credo che non guarderò mai più il cibo siciliano nello stesso modo.
Pensavo fosse uno storico, invece è ambientato ai nostri giorni. Divertente, succulento. Sembra non avere troppe pretese, ma è la storia di una donna sola, che forse lo è sempre stata. Mi è piaciuta l'idea di inserire ricette della tradizione siciliana al termine di ogni capitolo. Da leggere, sotto l'ombrellone per chi ha voglia di relax ma, ripeto: la storia vuole anche essere un buono spunto di riflessione.
2.5 ⭐ Leggo,sempre, con piacere i libri di G. Torregrossa ma,questa volta,sono rimasta delusa. La scrittura è sempre magica, con quel suo modo inteso di descrivere luoghi, tradizioni, sapori della mia terra, la Sicilia. La trama, invece, mi ha lasciata insoddisfatta. Carina l'idea di inserire delle ricette, mi ha ricordato Afrodita di Isabel Allende.
"Il miglior partito di Tummina, genitori benestanti, figlio unico che non avrebbe dovuto dividere l'eredità con i fratelli, e poi anche ingegnere" eccola descrizione di Gaetano, il marito della protagonista, che abita in un piccolo paesino sul mare in Sicilia.
Un manifesto della sessualità femminile legata alle gioie del cibo. Bello, raccontato come piace a me, con molta sicilianità e un dialogo diretto, pieno di meravigliose inflessioni dialettali.
Ik twijfel tussen drie of vier sterren. Ik vond het wel een origineel gegeven. Het had meer uitgewerkt mogen worden, maar sommige recepten wilde ik alvast ook zelf uitproberen...
Ho fatto in fretta a leggerlo per poterlo accantonare in fretta. Do 2 stelle invece di una perché la descrizione delle ricette invita a provarle. Un'esplosione di sapori e sensazioni, esagerate.
Ho già letto altri libri di Giuseppina Torregrossa, e devo dire che è una scrittrice frizzante, gioiosa e mette di sicuro allegria nelle sue storie tutte incentrate sulla sua Sicilia. Ho letto di storie familiari, di paure e tormenti, ma questo libro è molto diverso. Di sicuro un libro curioso. La protagonista è Ancilluzza, originaria di Tummina. Sui marito Gaetano dal giorno alla notte sparisce. Ma si sa in Sicilia quando un uomo sparisce, non è come nel continente che poi il corpo vivo o morto si ritrova, in Sicilia quando un uomo sparisce, sparisce. E così che Ancilluzza si ritrova da sola con due bambine a reinventarsi. Apre un locale dove prepara i piatti tipici Siciliani e tra una ricetta e un altra, tra una caponata, melanzane fritte e zucca a cubetti, Ancilluzza ritrova anche l amore dietro al bancone. L amore fisico di uomini e donne, perché si sa la carne è debole e il desiderio strazia le carni. Un estate bollente quella di Ancilluzza, ma che la porterà a fare determinate scelte. Di sicuro non uno dei più belli della Torregrossa, ma di sicuro un altro spaccato di vita.
Non mi e' piaciuto; certo, la lettura e' scorrevole, alcune pagine sono anche intriganti. Ma il tutto e' veramente molto lieve, quasi impalpabile. Mi sono accostato con molta curiosita' a questa lettura, 'che a noi maschietti ogni dettaglio in piu' circa la carnalita' vista dall'altra meta' del cielo serve piu' che l'acqua nel deserto. Ma son rimasto abbastanza deluso. Anche le numerose ricette, per un non siciliano, sono di spesso di difficile comprensione.