Il Manuale di Epitteto (Enchiridion, cioè “oggetto che si tiene in mano”) fu scritto da Arriano, discepolo del filosofo, e consiste in una serie di precetti pratici che racchiudono i concetti fondamentali della dottrina morale dello stoicismo. L’opera conobbe fin da subito una grande fortuna e fu tradotta in italiano innumerevoli volte, ma la versione di Giacomo Leopardi fu la prima a essere tradotta direttamente dal testo greco.
Questo testo è veramente illuminante. Quello che lodo è l’accessibilità dei concetti espressi da Epitteto - certo, la versione tradotta da Leopardi risulta, con ogni probabilità, desueta e meno comprensibile - per ovvi motivi ancora attuali.
Consiglio “Il Manuale” ai neofiti, a chi, come me, vuole inziare filosofia perché in un libricino sono raccolti tanti concetti che mi hanno fatto capire tanto di come funziona la vita e di come trovare la serenità mentale.
Un piccolo liberculo con l'ambizione raggiunta di essere un manuale (tanto da averne inventato il termine) per l'uso alla vita del buon cittadino e del buon filosofo. Alcuni spunti talmente antichi da suonare moderni, su cos'è la felicità o la proprietà. La cosa più importante che resta è la spinta alla relatività dele posizioni. Pensarsi in relazione all'altro.
Letto in una traduzione moderna, la volgarizzazione leopardiana è famosa ma inevitabilmente desueta. Libro da tenere in borsa, o sul comò, da rileggere ogni giorno.