In questo raro spazio verde della città lagunare si intrecciano le vicende di persone diverse fra loro per età, provenienza ed estrazione sociale, a volte con un passato di grande sofferenza , come Tom, un ex partigiano, e Rosetta, un’orfana cresciuta alle Zitelle . I personaggi di questo romanzo sono legati dal loro talento artistico : Giuditta disegna, i suoi cugini americani sono musicisti, Tom è pittore, Carlo mastro vetraio, Polo crea oggetti d’arte. Una festa in maschera trasformerà, in una serata d’estate, il giardino in un teatro dove si incontreranno i più famosi personaggi veneziani . I tanti protagonisti non sono legati fra loro dalla sola arte, ma anche dal bisogno ancestrale, come sostiene Platone nel Simposio , di trovare “l’altra metà” con la quale completarsi e condividere l’esistenza. Questo bisogno, nonostante le diverse occasioni che si presenteranno a Venezia, Napoli e Londra, non sempre verrà soddisfatto. Con stile fluido, incisivo, l’autrice illustra con sensibilità narrativa e acuta sintesi sia una Venezia suggestiva, sia la psicologia di personaggi ben caratterizzati.
Carlo è il personaggio centrale di questo bel testo, lavora inizialmente in una vetreria ma col tempo diventa maestro vetraio. Era felicemente legato a Fiamma, una bella ragazza di cui era innamorato, troppo innamorato , nel modo sbagliato. Dopo esser stato lasciato, Carlo cerca altro alloggio, sempre a Venezia ma in altra zona, ed ecco che approda nella palazzina con vista giardino, che credo possa esser riconducibile alla zona Sant' Elena ( amo Venezia ). Per chi non conosce Venezia, essendo una città galleggiante è assai difficile trovare dei giardini ma Carlo dopo una breve ricerca e grazie a Polo, proprietario di un negozio bislacco ( che non so per quale motivo ho ricollegato alla libreria acqua alta che esiste realmente ) riuscirà a trovare questo bell'appartamento con vista giardino. Carli fa vita ritirata, casa lavoro / lavoro casa ma un giorno incontra Tom un pittore che si rivelerà desideroso di vedere il giardino visibile dalla finestra di casa di Carlo. A seguito delle lezioni filosofiche che inizia nel negozio di Polo, conosce Silla, la frequenta ma non scatta la scintilla anzi, lo porterà a ripercorrere il suo amore per Fiamma e analizzare il motivo per cui venne lasciato. Grazie a Tom, Carlo si apre, frequanta con più animo ik bar sotto casa nel quale conosce Rosetta, domestica nel suo stesso palazzo che lavora per la signora Giuditta e Berto che anch'esso lavora per la stessa signora ma come giardiniere. Sia Tom che Carlo fremono per conoscere la signora Giuditta, donna seria,vedova e poco espansiva che conduce una vita assai ritirata. Grazie a Rosetta, Tom e Carlo riescono ad avere un incontro con la signora Giuditta che si affeziona a loro e inizia a frequentarli. A seguito di queste nuove conoscenze Giuditta ripercorre la sua storia da bambina ebrea in periodo nazista a moglie di Giorgio. Giuditta poco tempo dopo muore e lascia il suo appartamente ad un nipote americano Aaron che si presenta a Venezia con i suoi amici che grazie Rosetta come tramite conosceranno Tom e Carlo. L' amicizia tra veneziani e americani si consolida e spesso trascorrono giornate e tour della città insieme. Ad un certo punto riappare Fiamma che si trova a Londra da una cugina dove inizia a lavorare prima in un bar poi a dare ripetizioni di italiano ad una famiglia amica della cugina. In tutto questo tempo Carlo non smette di pensare a Fiamma del quale però non sa più nulla. Mi fermo qui, per non svelare troppo. Aggiungo soltanto una nota positiva e una negativa. Positiva, il linguaggio, linguaggio molto pudico, mai sgarbato o maleducato questo mi ha fatto enormemente piacere perchè oramai è difficile mantenere un linguaggio simile. Negativo, ma non troppo, in alcuni punti troppo prolisso, si dilunga più del dovuto.
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