Il conflitto tra Israele e Palestina non è uguale a nessun altro.
Alain Gresh ripercorre le tappe cruciali di questa guerra, lunga più di un secolo e che causa, ancora oggi, la morte di migliaia di israeliani e palestinesi.
La <> (del 2 novembre 1917) firmata dal ministro degli Esteri dell'impero britannico Arthur James Balfour, sancisce l'instaurazione in Palestina di un focolare nazionale per il popolo ebraico, senza arrecare nessun danno ai diritti civili e religiosi delle comunità non ebraiche esistenti in Palestina. Tuttavia, la Gran Bretagna, persegue un altro fine decisamente più strategico: il controllo del Vicino Oriente.
Il termine 𝑠𝑖𝑜𝑛𝑖𝑠𝑚𝑜 indica un movimento che rivendica la <> e il suo <> nella terra di Palestina.
Gli accordi Sykes- Picot (Mark Sykes e George Picot, due alti funzionari, uno britannico e uno francese) vengono firmati nel 1916 da Londra e Parigi, definendo sia le linee di divisione che le zone di influenza nel Vicino Oriente. Il canale di Suez rappresenta, per gli inglesi, la linea vitale tra le Indie. La Gran Bretagna, potenza dominante, ambisce a mantenere il suo controllo su una regione strategica per via del suo ruolo economico, militare e per il suo petrolio.
L'Inghilterra, fino al 1939, incoraggia l'insediamento degli ebrei in Palestina, senza alcuna limitazione.
La 𝑔𝑖𝑢𝑑𝑒𝑜𝑓𝑜𝑏𝑖𝑎 si diffonde con il tempo.
Gli ebrei, in Europa e fino all'XI secolo, vivono tranquillamente. A partire dalle crociate, gli ebrei non possono più esercitare certe professioni. E, dal 1492, gli ebrei vengono espulsi dalla penisola iberica.
Il XIX secolo inventa le <> e nasce l'antisemitismo, termine del 1873.
Theodore Herzl (1860-1904), giovane giornalista, nel 1896, pubblica 𝐿𝑜 𝑠𝑡𝑎𝑡𝑜 𝑑𝑒𝑔𝑙𝑖 𝑒𝑏𝑟𝑒𝑖, per esprimere la sua totale indignazione verso l'antisemitismo. Herzl sostiene che gli ebrei formino un popolo e abbiano, per questa ragione, bisogno di uno stato. Israele nascerà il 15 maggio del 1948.