Un racconto molto bello, anche se mi ha stregato di più "Il guardiano del faro". L'autore ci invita a fare un esame di coscienza....Siamo felici di come conduciamo la nostra vita? Siamo sicuri che di tutto quello che disponiamo ne abbiamo veramente bisogno? Una storia ricca di emozioni e di esempi significativi dai quali prendere spunto per cercare di raggiungere la tanto agognata felicità e il pieno senso di noi stessi, con l'aiuto del nostro cuore, sapendolo ascoltare giorno per giorno.
Sergio Bambarén ha raccontato la sua storia in questo nuovo e vibrante romanzo di formazione, chiamando a raccolta i suoi affezionati lettori che ameranno il protagonista «taciturno sentimentale».
Trovo alquanto improbabile che possano davvero esserci persone che riescono a vivere su un'isola come il piccolo protagonista della storia. Odio quello che la società frettolosa e stressante fa all'uomo, ma forse non apprezzerei appieno la solitudine e la splendida bellezza di un paradiso simile.
Siamo davvero sempre presi in questo vortice che è la quotidianità. Lavoro, impegni sociali, sport, telenovelas, hobbies; le ore del giorno ci sembrano sempre poche. Ma siamo sicuri che saremmo più felici con più tempo a disposizione? Probabilmente lo riempiremmo tutto, traboccante delirio di cose futili.
Impariamo, e mi ci metto anche io in prima persona, ad apprezzare il riposo, il silenzio (anche senza musica), il sonno ristoratore.
Non siamo più bravi o più belli se restiamo alzati fino alle 4 di mattina, o se beviamo fino a scordare chi siamo. Impariamo ad apprezzarci, ad amare noi stessi, prima di farlo con gli altri.
Tutto il resto verrà da sé. La serenità si legge negli occhi e nel cuore. Ma possono vederle solo quelli che ne hanno la volontà.