Pensi anche tu di essere più sincero e più intelligente della media? Come mai ricordi cose che non sono mai successe e non vedi ciò che hai sotto gli occhi? Sei convinto che sia vero solo ciò che vorresti e fai affari come le scimmie? Non temere: prima o poi capita a tutti di cadere in trappola. Colpa di come siamo fatti, delle nostre intuizioni, dei nostri pseudo ragionamenti e dei nostri cortocircuiti cerebrali. Non basta invocare l'alibi della cattiva informazione e della pubblicità ingannevole: il primo colpevole è il nostro cervello. La mente ci imbroglia proprio quando pensiamo di avere tutto sotto controllo: conviene imparare a riconoscere gli agguati. L'autore di "Economia emotiva", mostra come sia possibile difendersi dalle involontarie idiozie quotidiane. Lo fa rivelando gli abbagli, smontando le illusioni che portano sistematicamente fuori strada quando formuliamo dei giudizi o prendiamo delle decisioni. Il risultato è un manuale per giovani marmotte (un po' più mature) ricco di casi concreti, rompicapo, piccoli e grandi esperimenti. Là i protagonisti erano Qui, Quo, Qua, i perfetti boy scout amanti dell'avventura. In questo libro i protagonisti siamo noi, il nostro modo di pensare, i nostri ragionamenti, i nostri pregiudizi. Un'ideale enciclopedia tascabile, dalla A alla Z, con cui congegnare, fabbricare e soprattutto disinnescare i più insidiosi tranelli della mente e imparare a fare la cosa giusta.
Riassumendo, il libro presenta una serie di bias cognitivi nei quali tutti noi cadiamo, ad ognuno dedica un capitolo e in ogni capitolo è presente un esperimento che riguarda quella specifica “trappola mentale”. Gli esperimenti sono poi citati nel dettaglio al termine del libro. La struttura è quasi sempre la stessa: ponendo un quesito o un problema in un modo piuttosto che in un altro, ottengo dall’intervistato un feedback diverso, e da qui si dipana il ragionamento in ogni singolo capitolo.
Ciò che promuovo sono gli argomenti e gli studi, veramente interessanti e frutto di un lavoro importante da parte dell’autore. Ciò che non ho apprezzato è la pesantezza nell’esposizione. Pesantezza perché mi sono spesso trovato a sbadigliare alla prima pagina, dopo averne lette magari 20 di un altro libro senza segni di cedimento. Il libro propone argomenti interessanti ma talvolta sono esposti quasi come se fosse un testo universitario piuttosto che un libro divulgativo. Periodi lunghi, doppie negazioni, ragionamenti complessi rendono la lettura faticosa e claudicante. Non è un libro da leggere la sera prima di andare a letto o sul divano dopo pranzo, insomma.
Nel complesso: argomenti interessanti, esposizione noiosa. 3/5
Il nostro cervello è una gran bella cosa, e ci permette di compiere azioni incredibili. Però si è evoluto in un certo tipo di ambiente, e a volte si trova a disagio nel mondo di oggi. Peggio ancora, ci fa credere qualcosa di assolutamente falso, e ci fa sbagliare non solo in perfetta buonafede ma addirittura pensando di avere ragione. In questo suo secondo libro Matteo Motterlini ci presenta alcune decine di queste trappole: la differenza principale con la sua precedente opera <a href="http://xmau.com/notiziole/arch/200811... emotiva</a> sta nella presentazione del materiale, che questa volta è suddiviso in comodi capitoletti che si possono leggere separatamente senza perdere il filo della storia. Per esempio, si può scoprire come di fronte a due opzioni assolutamente identiche la gente ne preferisca una rispetto a un'altra, solo perché sembra migliore: o peggio ancora, la scelta logica cambia con il cambiare dei dati (tra una cura che non salverà certamente 200 persone e ne farà morire certamente 400 su 600 e una che ha probabilità 2/3 di salvare ciascuna persona la gente sceglie la prima; ma tra una cura che ne farà morire certamente 400 salvandone 200 e una che una che dà probabilità di sopravvivenza 1/3 per ciascuna persona la gente sceglie la seconda). Oppure molta gente è convinta che ci siano più parole inglesi di 7 lettere che finiscono in ING piuttosto che parole di 7 lettere inglesi della forma ?????N?. La prosa di Motterlini è sempre chiara e piacevole, e la bibliografia in fondo al testo è preziosa per chi voglia approfondire gli argomenti. Resta comunque importante ricordarsi che queste trappole sono per così dire "naturali", che non è vero che siamo più stupidi degli altri se ci caschiamo e che la nostra via di uscita è conoscerle e imparare alcuni trucchi per accorgerci quando ci stiamo cascando; e questo libro ci può aiutare.
All'inizio credevo di trovarmi di fronte all'ennesimo libro di psicologia cognitiva come tanti altri, con i soliti esperimenti triti e ritriti; invece si è rivelato una piacevolissima sorpresa, per diversi motivi: la suddivisione in capitoli brevi e la scrittura fluida e chiara permettono una lettura gradevole e senza intoppi; l'autore, dato non trascurabile, è italiano (la stragrande maggioranza di libri sull'argomento sono americani) e come tale cita esempi e allude a fatti italiani, il che non è un particolare di poco conto. Inoltre sono citati esperimenti e studi molto recenti, e la bibliografia è ricchissima e molto ben documentata per eventuali approfondimenti. Infine, ***SPOILER*** proprio l'autore (senza rivelarlo) mette in atto una delle teorie che spiega nel corso del saggio per... "indirizzare" il lettore verso propri fini (commerciali). Ma solo il lettore che ha ben compreso la lezione se ne accorgerà. Gli altri cadranno nella trappola.
Il libro è diviso in capitoli che presentano in ordine alfabetico una lista di “trappole mentali” in cui prima o poi siamo caduti tutti. Alcuni esempi citano esperimenti molto famosi (lo scimmione che attraversa il campo durante una partita di pallavolo) ma sempre efficaci.
Ogni capitolo dovrebbe renderci coscienti del fatto che spesso siamo il nostro peggiore nemico e che agiamo per default e per pigrizia mentale. Non solo, dovrebbe aiutarci anche contro chi queste debolezze innate dell’animo umano le conosce e le usa contro di noi (ad esempio, i pubblicitari).
I capitoli sono in genere brevi e dettagliati e alla fine del libro una vasta bibliografia può aiutare chi è interessato ad approfondire l’argomento.
Il problema però è che l’autodifesa contro bias cognitivi non è così semplice da mettere in pratica, anche quando si è coscienti del fatto che ci stiamo auto-sabotando. L’autore illustra la natura biologicamente primitiva dei nostri istinti con l’esperimento delle scimmie cappuccine. Istruite a pagare con gettoni per spicchi di mela o acini d’uva e in seguito “truffate” da un ricercatore, le scimmie dimostrano la stessa avversione alla perdita che hanno gli esseri umani.
Niente di sorprendente per chi crede nelle teorie di Darwin - ulteriormente confermate - ma un enorme problema per chi crede che basti un manuale di istruzioni (o ampliando il campo, poche centinaia di anni di “civilizzazione”) per estirpare istinti profondi.
Infine, alcune presunte ”trappole” sono un ingegnoso meccanismo escogitato dal cervello per salvare tempo ed energia e come tali hanno una specifica funzione.
La scrittura è molto chiara e scorrevole, solo in due o tre occasioni ho fatto fatica a seguire le spiegazioni date ma credo fortemente che questo non dipendesse dall'autore ma dai "problemi" che ha il sottoscritto. La mia esperienza quindi può essere valutata come un 8 molto solido, quindi 4 stelle, ma considerando che questo è uno dei pochi volumi pubblicati ad oggi in italiano sui bias cognitivi, gli do 5 stelle. In compenso credo che le risorse in lingua inglese si sprechino, basta aprire Wikipedia per rendersene conto. Forse si poteva fare di più ma sono quisquilie, alla fine l'intento dell'autore di non dilungarsi troppo era evidente ma la bibliografia al termine del volume è solida e robusta e riporta tutti gli studi citati, quindi va bene così.
Siamo veramente liberi?: Ognuno di noi è orgogliosamente convinto delle sue opinioni, dei suoi pensieri, del suo "libero arbitrio". Ma il nostro cervello è il prodotto di una evoluzione che ci ha dotati di uno strumento tanto sopraffino quanto condizionato ad operare in base a "scorciatoie" e "corto circuiti" mentali che semplificano il suo sforzo nella vita di ogni giorno ma possono trarre in inganno. Prenderne atto e conoscere queste trappole mentali è un buon passo nel tentativo di esorcizzare queste che finiscono per essere limitazioni di un pensiero veramente libero.
I bias cognitivi nei quali tutti noi cadiamo sono diligentemente divisi per capitoli, ognuno dedicato a una trappola mentale. Se si è caduti in tutte ci sarà un premo speciale? Mah! Il valore aggiunto del libro è la semplicità e la chiarezza, insieme al concetto che spesso siamo il nostro peggior nemico di noi stessi e, anche se sappiamo che ci stiamo auto sabotando, non riusciamo a porre rimedio alle situazioni in cui ci "impelaghiamo".
Voto 5 perché non solo mi ha insegnato qualcosa di nuovo, ma anche perché l'organizzazione della bibliografia, tra l'altro ricchissima, rende facilissimo orientarsi per approfondire l'aspetto cui si è più interessati.
Molto utile da tenere come referenza, è una rassegna chiara, ben scritta e piacevole di alcuni dei più noti bias cognitivi, con una estesa bibliografia ragionata, suddivisa per capitolo (quindi per trappola mentale).
È stato un libro molto interessante, da Mental Coach e studentessa di economia, ho trovato stimoli interessanti per allargare la mia visione e il mio pensiero laterale. Ottima la bibliografia per approfondire gli studi scientifici a sostegno dei concetti.
Un'utile catalogo di trappole mentali e bias da tenere sempre a portata di mano. Comoda referenza, anche se non aggiunge nulla di nuovo rispetto a quello che Kahneman e friends avevano già svelato.
Lettura estremamente piacevole, tutti gli argomenti sono separati in capitoletti da 10-15 pagine. Ottimo bigino dell'economia comportamentale! Consigliato
Ottimo libro. Ben strutturato e ben scritto in maniera semplice, efficace e completa. Gli esempi sono molto ben scelti e le spiegazioni accurate senza appesantire. Un elenco delle trappole più evidenti in cui cadiamo ogni giorno e delle quali non siamo coscienti. Dovrebbe diventare obbligatorio a scuola!
La nostra mente è capace di giocare con noi. Esistono modi per rendersi conto della trappola ed evitarla ma non è così facile.
Dopo che ho visto mia figlia (che lo ha letto per la scuola) raccontarmi entusiasta ogni capitolo che l’aveva impressionata, ho deciso di leggerlo anche io e sono rimasta piacevolmente sorpresa delle innumerevoli trappole in cui cadiamo ogni giorno. Alcune sono ovvie e conosciute da tutti, ma altre sono talmente sconcertanti da sembrare impossibili.
La mente umana non smetterà mai di affascinarmi e stupirmi.
Forse un libro non può cambiare il mondo, però può cambiare il tuo mondo, che in prospettiva è la stessa cosa.
Questo non è un libro ambizioso. È semplicemente un compendio, temo neanche completo, dei modi in cui il nostro cervello ci inganna mentre tentiamo di ricomporre il puzzle da infiniti pezzi della realtà.
È un onesto libretto divulgativo - ben scritto, anche se l'autore non è molto bravo a scegliere gli esempi: quasi sempre confonde le idee invece di chiarirle - che però non fa passare una lezione importante, ma LA lezione importante: la razionalità assoluta non esiste. Qualunque cosa tu faccia, dica o pensi è almeno in parte inquinata da un'emozione, da un pregiudizio o da un movimento di pancia. E se tutto è un'illusione della nostra mente, tanto vale scegliere la bugia che ci piace.
Inserirei questo libro nell'elenco dei cento titoli da tramandare agli uomini dell'anno 3000 d.C.? La risposta è no. Ma posso dire onestamente che la lettura di questo libro non abbia cambiato in modo radicale il modo in cui guardo alla vita, all'universo e a tutto quanto?
Un'ottima trattazione sintetica dei problemi connessi alla decisione. Gradevole narrazione e accattivante trattazione. Fondamentale per chiunque, dato che chiunque è chiamato a prendere decisioni!