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Proibito parlare. Cecenia, Beslan, Teatro Dbrovka: le verità scomode della Russia di Putin

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Il 7 ottobre 2006 Anna Politkovskaja è stata ritrovata nell'androne della sua casa moscovita uccisa da quattro colpi di arma da fuoco. Dopo pochi giorni avrebbe pubblicato sul giornale "Novaja Gazeta" i risultati di una sconvolgente inchiesta sulle torture perpetrate in Cecenia dai russi, l'ultimo reportage di una carriera giornalistica sempre all'insegna del coraggio, della verità, della lotta per i diritti e la dignità degli individui, per la libertà e la democrazia. Quella che ancora, in Russia, non c'è. Testimone scomoda, sempre in prima linea, ha vissuto sulla propria pelle e raccontato al mondo senza mezzi termini i lati più oscuri della Russia postsovietica, gli episodi più drammatici, dalla strage di bambini nella scuola di Beslan al sequestro di ostaggi al Teatro Dubrovka, alla guerra cecena.

310 pages, Paperback

First published January 1, 2007

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About the author

Anna Politkovskaya

11 books285 followers
Russian journalist and human rights activist well-known for her opposition to the Chechen conflict and Russian president Putin.

Politkovskaya made her name reporting from lawless Chechnya, where many journalists and humanitarian workers have been kidnapped or killed. She was arrested and subjected to mock execution by Russian military forces there, and she was poisoned on the way to Beslan, but survived and continued her reporting.

She authored several books about Chechen wars as well as Putin's Russia and received numerous prestigious international awards for her work.

She was shot dead in the elevator of her apartment building on.

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Displaying 1 - 30 of 30 reviews
Profile Image for Matteo Bestetti.
24 reviews10 followers
January 31, 2023
Testo irrinunciabile. E' stato difficile leggere questo libro. Vengono raccontati alcuni degli eventi più terribili degli ultimi trent'anni in cui la Russia è stata direttamente coinvolta. Le storie vengono raccontate senza morbosità, ma solo per informare, con uno stile giornalistico scarno ma efficace.
É una critica forte al regime, ma si nota anche la sofferenza di una cittadina che prova a immaginare un Paese migliore e più libero.
Profile Image for Silvia.
303 reviews21 followers
March 17, 2022
Riletto nel 2022 per ricordare che quello che sta succedendo in Ucraina non avviene per caso...
Profile Image for Diana.
627 reviews33 followers
May 7, 2013
Leggere questa raccolta di articoli è terribile perchè ti mostra come uno stato ancora oggi stia tentando di neutralizzare un intero popolo, utilizzando ogni metodo inumano, ogni espediente violento nei confronti di persone innocenti ed inermi.

Inoltre è palese come, in un simile clima di odio e violenza non possano che nascere e crescere intere generazioni di persone che nella vita hanno conosciuto solo sofferenza ed ingiustizia e che vedono nel martirio, nel suicidio e ancora nella violenza il loro unico scopo di vita.
E questo è probabilmente l'aspetto più tragico e spaventoso, perchè tutto questo orrore è stato creato esattamente da chi nelle parole tentava di combatterlo.

Certo leggendo queste pagine si comprende come mai Anna sia stata assassinata: diceva la verità, scriveva di ciò che accadeva realmente in Russia e a troppi e troppo in alto, tutto questo non andava bene.
Profile Image for Joice.
79 reviews4 followers
April 29, 2021
Libro contiene più importanti articoli di Anna Politkivskaja divisi in quattro capitoli Cecenia, Beslan, Teatro Dubrovka (Nord Ost) e Verità scomode sulla Russia di oggi. Questi articoli di Anna scritti tra 2003-2006 spiegano bene come funziona Russia anche al giorno di oggi. Però non fermatevi solo con questo libro di Anna, leggete anche altri i suoi libri, lei per scrivere verità ha pagato il prezzo più alto - ha dato la sua vita

"Io vivo la mia vita e scrivo di ciò che vedo" ©
Profile Image for Jessica .
82 reviews1 follower
July 7, 2024
Il mondo teme una reazione nucleare incontrollata, io temo l’odio. Si accumula sempre di più ed è fuori controllo.
[…]
In questo periodo nel nostro paese si riscontra un raro fenomeno di stupidità irresponsabile: centinaia di persone ne costringono altre ad accumulare scorte di odio, tanto da rendere il futuro di tutti totalmente incerto.

“L’hanno sistemato oltre il confine” - 11/09/2006
Profile Image for Alessia Savi.
Author 3 books50 followers
September 14, 2013
Anna Politkovskaja è morta per non avere mai avuto paura di nulla. Giornalista russa assassinata nel 2006 da sicari tutt'ora ignoti, la Politkovskaja ha portato avanti indagini che hanno toccato i più alti vertici della Russia, sino a Putin. "Proibito parlare" è la raccolta dei suoi articoli, pubblicati sulla Novaja Gazeta tra il 2004 e il 2006, toccando la questione cecena, le cronache di Beslan e il teatro Dubrovka, sino agli articoli più generici riguardanti la disastrosa situazione russa.
Corruzione, omertà, pulizie etniche, una giustizia inesistente che appoggia solo i potenti, documenti falsi, prove inventante e terrorismo militare.
E' questa la Russia di Putin.
Una Russia in cui invalidi e orfani non hanno nessuna tutela e sono trattati come animali.
In cui una sommaria e grossolana diagnosi medica di "sbirri" (nel senso più offensivo e dispregiativo del termine) portano all'invalidità permanente di un ventenne.
In cui le madri cecene cercano i figli ovunque, in cui i prelievi coatti e fondati su un NIENTE di prove (portare la barba o pregare Allah) lasciano le famiglie senza figli o mariti.
Per sempre.
In cui gli orfani o i bambini privati della patria potestà dei genitori devono espiare le colpe degli stessi.
In cui i potenti vincono SEMPRE.
In Russia chi alza il capo e invia lettere ai giornali, che indaga, che chiede giustizia per i propri morti innocenti, che chiede spiegazioni a uno stato sordo, che chiede l'aiuto di Strasburgo per la giornaliera violazioni dei diritti umani fa la fine di Anna Politkovskaja: muore.
O sparisce nel nulla.
I colpevoli - come i kamikaze del teatro Dubrovka - rimmarranno sempre impuniti.
In Russia è proibito parlare.
Profile Image for Martinocorre.
334 reviews20 followers
November 20, 2022
Autunno 2022, continuano le mie letture sulla Russia contemporanea e Anna Politkovskaja è sempre il mio Virgilio in questo Inferno sulla Terra che è questo grande Paese ma piccolo nelle teste di chi lo comanda, di chi ne detiene un pur piccolo potere e che fissa lo sguardo solo dentro il proprio portafoglio.
La lotta degli ucraini ha sempre più la mia comprensione perché contro un sistema di vita alieno (sì, quello russo non voglio chiamarlo sistema politico poiché è un Leviatano, è talmente pervasivo, pernicioso, ottundente, soffocante e degradante per l’animo umano che non ci si può limitare al termine “politico”), contro un mostro anticivile come quello russo si può solo combattere e resistere, pena perdere la propria anima, letteralmente.
Profile Image for Claudia.
328 reviews115 followers
August 29, 2019
L'unico grande difetto che ho notato è la mancanza di note - ce ne sono poche rispetto agli argomenti trattati. Argomenti con i quali credo che solo una piccola parte della società occidentale (almeno della mia età) abbia familiarità.
Tutti ci ricordiamo l'attacco alle Torri gemelle, ma io ho un ricordo vaghissimo (e in caso Beslan, non mi ricordo proprio nulla) delle stragi/attentati in Russia. Ecco, un buon apparato di note sarebbe stato gradito e necessario.
Profile Image for Monica Riva.
251 reviews
December 8, 2017
Al giorno d'oggi si parla spesso della mancanza di libertà dei paesi dove regna il fondamentalismo islamico, e ci si dimentica di alcune realtà più vicine a noi dove la dittatura è celata dietro un velo apparente di normalità. E leggendo questi articoli ci si accorge di quanto la normalità sia invece lontanta dalla realtà.
La cosa più angosciante, al di là delle violenze e dei soprusi raccontanti, rimane la totale mancanza di giustizia e la rassegnazione che dilaga tra la gente.

Profile Image for Elena_19_02.
464 reviews30 followers
October 19, 2021
È scontato dire che questi articoli siano stati strazianti da leggere, e forse ancora più scontato ricordare che straziante è stato anche il rischio di vita -e poi la sua fine stessa- condotto da una giornalista che è stata uccisa per le sue parole. Parole di verità che il potere da lei stessa definito “meschino” non solo non voleva ascoltare né diffondere, ma sopprimere e far finta di avere la ragione.
Ma tra domande retoriche e svisceramenti dei veri torti, Anna Politkvoskaja ha reso vero il motto « Io vivo la mia vita e scrivo di ciò che vedo.»

Ho adorato la prefazione, che risale al 2009 come la stampa di questo libro ma che è un’analisi diretta e precisa su quella che è ancora l’attuale e pericolosa condizione dei giornalisti, e su quanto pesino le memorie storiche di chi, facendo del suo lavoro un valore individuale, ha in realtà contribuito al sociale, al collettivo verso cui non si può voltare la testa. Anna ha ricevuto svariate minacce, i tentativi più disparati e le dichiarazioni rese a nemico pubblico più allarmanti in tantissimi anni, ma la sua forza di osservazione e soprattutto partecipazione diretta a certi eventi è stata sempre viva, una coscienza del rischio ma di volerlo correre fin quando avrebbe potuto, e ogni volta con nuovi strumenti: da semplici report e dossier a interviste alle classi sociali più diversificate, alle condizioni quotidiane più problematiche così da mostrare ogni lato della vita comune sotto pressione di una dittatura, all’analisi di dati economici e delle loro incoerenze per favorire solo lo stato, alla denuncia agli organi pubblici sempre più centrati: non risparmia nessuna accusa al potere che fa solo credere di essere socialista, di tenere conto delle conseguenze delle guerre ma per poi farne altre e recare sofferenza tanto alla Russia quanto alla Cecenia.


Il suo stile di scrittura è splendido, lucida analisi razionale connubiata da un’emotività rapida, d’impatto specie nelle conclusioni e nelle domande senza risposta, o con risposte taciute e debellate proprio per mostrare i meccanismi di manipolazione nella divulgazione pubblica, tanto che persino le torture e minacce che ci aspetteremmo raggiungono livelli di orrore, brutalità e soprattutto umiliazione fisica e mentale… che è impossibile non bloccarsi e pensare a quanto recenti siano questi avvenimenti. Una donna che nel 2008 ancora vi assisteva prima che, per ultimo, quel “dovevi essere tu” ripetuto le più volte a ogni intimidazione si trasformasse nel colpo finale, è riuscita nel migliore dei modi a istigare senso critico -e non shock sensazionalista come molti giornali anche ora fanno- nel lettore. Anzi, criticando persino quanto spesso ci interessino le tragedie solo quando accadono a noi, e ci è facile chiudere gli occhi senza renderci conto che una triste realtà oppressiva la stiamo vivendo tanto noi quanto chiunque altro più vicino. La mano del potere è spesso più grande del previsto.

Ho amato la sua obiettività nel mostrare le discriminazioni razziste, abiliste -verso persone disabili-, sessiste ma anche nel modo in cui le stesse donne sono manipolate a rendere servizi “gloriosi” (come le donne-kamikaze), restando, persino persone che inizialmente hanno intenti positivi, vittime di corruzione e confusione delle proprie identità, del puntare il dito contro a volte le autorità sbagliate e difenderne tutt’altre (come la polizia e il suo abuso di violenza); e smaschera tantissimo di quel possedimento di pregiudizi attaccandosi a spiegazioni comode come diagnosi inventate di tossicomania o problemi psicologici senza riconoscere quelli veri, di problemi mentali, i traumi che derivano dalla strumentalizzazione dello spazio dei civili per una “guerra dall’alto” che in questa frase va solo a giustificare una gerarchia approfittatrice.


Sono felice di questo acquisto fatto nella super estetica e adorabile libreria Acqualta di Venezia, dove si trovano libri fuori edizione e con quel tocco vintage come questa perla: ma nonostante l’anno, sia la prefazione su quanto importante è stato il lavoro di Anna Politkvoskaja e il suo sacrificio, sia il valore concreto di ogni sua interazione, della paura di vivere nel proprio paese tra rivolte e assedi e due controparti da studiare in modo più oggettivo possibile, del risultato di questa sua forte opposizione alla Russia di Putin: è una delle migliori giornaliste da ricordare, una delle figure donne nella storia che più posso ammirare per l’importanza e la concretezza date alla politica, perché ognuna di queste morti era incastrata nella mancanza si tutela e in continue bugie per supportare lo status quo. Ma Anna ha tentato di batterlo con le cose “vedute e toccate con mano”, con lo smascheramento dell’illusorietà del regime, e anche con quel parlare “Proibito” come dice il titolo:
La potenza del silenzio a cui era costretta e della voce contro il mondo che « teme una proliferazione nucleare incontrollata, io invece temo l’odio.»


“ Nessuno può essere restituito. Nessuno può essere dimenticato. A nessuno di Beslan si può dire: “Pensala così.” Nessuno può essere accusato. Cosa devono fare quelli a cui è stata risparmiata la vita? Come continuare a vivere? “ 💔✍️
Profile Image for Waste Pages.
14 reviews19 followers
March 25, 2022
Io vivo la mia vita e scrivo di ciò che vedo.

Questa è una delle citazioni più famose a cui si ricorre quando si tenta di inquadrare il personaggio di Anna Politkovskaja.
In questo libro, però, è contenuto il succo del suo lavoro - diviso in sezioni e articoli - che permette al lettore non solo di capire la persona che era, ma anche l'importanza che dava al racconto e al concetto universale di verità.

Anna è stata uccisa da un regime che ha sempre condannato, da coloro che temevano che il suo lavoro - anzi, la sua vocazione - potesse creare problemi in un paese in cui la libertà di stampa è sempre stato un grandissimo scoglio.
Senza mai farsi intimidire, ha affrontato il proprio lavoro come una missione, cercando di raccontare i fatti in maniera chiara e diretta, priva di infiorettature o censure.

Quando si parla di giornalisti, spesso si ha la tendenza a descriverli come persone eroiche e senza paura, eppure io non sono di questa idea.
Anna Politkovskaja sapeva benissimo di aver firmato la propria condanna a morte dedicandosi al suo lavoro e - ne sono quasi certa - deve aver tremato in più di un'occasione. Ma non si è mai fermata, non ha ceduto davanti a nulla e nessuno.
E, proprio per questa ragione, ha pagato con la vita.

Eppure possiamo ancora sentirla che ci racconta di un leader che non esita a dichiarare guerra a chiunque gli blocchi la strada. Possiamo leggere quello che ci ha lasciato, per farci un'idea di quello che sta succedendo e per comprendere che - anche nel cambiamento geopolitico che si verifica nel corso degli anni - esistono delle costanti: la violenza, la brutalità, la paura di denunciare, le ritorsioni di un sistema militare che non esita a eliminare gli oppositori.

Tutti questi elementi, con i dovuti adattamenti, ricorrono anche oggi.
Erroneamente si potrebbe pensare che Anna Politkovskaja sia morta per niente, che il suo sacrificio non sia valso a nulla.
Eppure io credo che le sue parole, così come le sue convinzioni, siano un importante punto da cui partire per affrontare la storia che si sta ripetendo proprio davanti ai nostri occhi.
Profile Image for Abc.
1,118 reviews108 followers
August 2, 2017
Inizialmente ho fatto fatica ad ingranare con la lettura perchè i primi capitoli mi sono sembrati parecchio frammentari. Si parla di una serie di testimonianze una di seguito all'altra e la lettura mi è risultata faticosa perchè non ho trovato spiegazioni riguardanti il contesto generale. Ho apprezzato maggiormente la parte in cui si parla dei fatti del sequestro all'interno del teatro e di Beslan. Raccapricciante!
Profile Image for Barbara Ab.
757 reviews8 followers
March 24, 2020
L’autrice sottolinea l’incompetenza dimostrata dalle autorità russe nel gestire varie crisi. C’è da dire che in una situazione simile in Italia non sarebbe di certo avvenuto di meglio. E’ vergognoso che ad un’insegnante di 80 anni perché costretta a cambiare lo stato russo in cui vive non le venga riconosciuta la pensione. Non per niente si chiama red tape in inglese… burocrazia inutile figlia del comunismo…
60 reviews
June 4, 2023
Una raccolta di articoli della Politkovskaja su Cecenia, Teatro Dubrovka e Beslan.
E un testo piuttosto difficile per chi non ha un minimo di conoscenze storiche di base, dato che gli articoli trattano episodi specifici e non forniscono una visione di insieme.
Uno spaccato comunque disarmante del contesto politico sociale russo post sovietico.
Profile Image for AleManss8.
76 reviews1 follower
May 7, 2024
Fa sicuramente male leggerlo a distanza di vent'anni e rendersi conto di quanto le cose siano peggiorate e quanto sangue stia ancora scorgando per colpa di quel regime.

Non è di certo una lettura semplice da portare avanti, ma di persone come Anna Politkovskaja il mondo ne ha avuto e ne ha bisogno.
Profile Image for Mattia Lojero.
66 reviews2 followers
October 6, 2021
Uno spaccato di cosa vuol dire fare giornalismo indipendente nella Russia di Vladimir Putin. Leggetelo se volete capire come può una giornalista essere uccisa per il suo lavoro e leggetelo per onorarne la morte.
Consigliato.
Profile Image for beatrice chiofalo.
82 reviews2 followers
May 19, 2022
“«Sogno di arrivare vivo alla fine della guerra» mi disse Ibragim quando ci salutammo. E nei suoi occhi c’era la forza di sempre, velata soltanto da una lacrima: era un uomo pronto a morire, che però continuava a credere nel miracolo di poter sopravvivere.”
Profile Image for Juli.
49 reviews1 follower
August 25, 2024
Libro difficilissimo da leggere!
Una giornalista e una testimonianza dimenticate troppo in fretta! Leggendo i fatti narrati si da più senso alla “Russia di oggi”, una dittatura preannunciata e ignorata da un popolo estraneo al concetto di libertà personale.
44 reviews
June 9, 2021
Per non mettere, come sempre noi occidentali, la testa sotto la sabbia
76 reviews
August 24, 2021
Il libro contiene una raccolta di articoli che la Politkovksaja ha pubblicato sulla Novaja Gazeta. Non vi si trovano quindi lunghe analisi o dettagliati approfondimenti.
Profile Image for Carmine Cappetta.
3 reviews
November 20, 2022
Una raccolta di articoli che rappresenta però ben di più
Non ricordo altri libri per cui abbia pianto più di dieci volte o per cui abbia dovuto bloccare ripetutamente la lettura perché devastato
179 reviews3 followers
October 6, 2023
Con uno stile asciutto ma efficacissimo la giornalista descrive alcune recenti vicende tragiche della Russia. Descrizione molto pungente del clima politico. Alcuni articoli sono stati scritti pochi mesi prima del suo assassinio. Consiglio la lettura
79 reviews
August 23, 2022
E' una raccolta di articoli sconvolgenti tratti dai drammatici racconti di chi ha visto coi propri occhi e ha vissuto sulla propria pelle la guerra cecena, la strage dei bambini della scuola di Beslan e il sequestro degli ostaggi del teatro Dubrovka.
Si tratta dell’ultimo reportage della giornalista che è stata uccisa a Mosca nel giorno del compleanno di Vladimir Putin, dopo diversi precedenti tentativi falliti di ucciderla simulando incidenti.
Il libro va letto, per capire la Storia, una Storia di cui sappiamo poco, che conosciamo male e di cui non abbiamo versioni complete. Va letto per comprendere anche gli avvenimenti che sono succeduti e che drammaticamente stanno accadendo, lascio un passaggio che fa riflettere particolarmente oggi, dopo più di 100 giorni dall’invasione dell’Ucraina:

“Gradatamente ci si è resi conto che l'unico modo per evitare un simile epilogo era fuggire dal paese e cercare asilo politico. Come avveniva una volta. E da questo punto di vista Kiev è il posto ideale. Primo, ci si può arrivare senza visto, e quando sei in fuga, di tempo per procurarti il visto non ne hai. Secondo, lì c'è ancora la libertà di pensiero. Così oggi si verifica un curioso scambio: gli immigrati ucraini vengono in Russia per trovare lavoro, mentre a valorizzare l'Ucraina ci pensano i dissidenti politici russi.”
Profile Image for Mimonni.
443 reviews29 followers
November 4, 2012
Sulla copertina di questo libro c'è la foto di quel che resta della palestra della scuola di Beslan (l'autore è Sergei Grits).

Si vedono corone di fiori e bottiglie. In alcune bottiglie ci sono dei fiori, ma se si guarda bene ci sono anche delle semplici bottiglie di acqua, si nota anche una lattina, forse di cocacola. Questa foto mi ha ipnotizzata spesso, prima o dopo la lettura, che comunque non può essere di troppe pagine per volta. La luce di questa foto è fredda. Sembra quasi in bianco e nero, ma poi si notano i colori smorzati delle corone di fiori. Fuori, sullo sfondo, c'è un palo della luce con due lampioni ai lati. I miei occhi lo leggono come una croce, non posso farne a meno.

Ho finito di leggere il libro e l'amarezza che mi ha lasciato è molta. Per i fatti che narra, per la menzogna, la finzione che copre ogni cosa ( e anche noi, l'occidente ) l'ingiustizia senza limiti. Per farci sapere queste cose, per farle sapere anche e soprattutto ai suoi compatrioti, Anna Politkovskaja è stata freddata, e come lei tanti altri giornalisti e attivisti che hanno voluto parlare e si sono battuti per riuscire a farlo. Solo pochi giorni fa un' altra vittima: Natalia Estemirova
Ho finito di leggere il libro e ho capito il perché delle bottiglie con l'acqua e della lattina sulla foto. Durante i giorni dell'assedio alla scuola di Beslan, alle centinaia di bimbi prigionieri non venne nemmeno dato un goccio d'acqua. Come omaggio alla loro memoria parenti e amici inconsolabili portano tutt'oggi sulle piccole tombe qualcosa da bere.

Profile Image for Gallottino.
68 reviews
May 12, 2013
La giornalista che tanto dava fastidio a Putin e ai macellai che hanno messo a ferro e fuoco la cecenia. Ma non c'è solo l'orrore della Cevenia in questo libro. C'è l'incredibile, costante e feroce violazione dei diritti umani che la Russia di Putin e i suoi sgherri stanno continuando a perpetrare. Si parla di Beslan, del teatro Dubrovnka e di esecuzioni a sangue freddo, persone rapite e torturate dagli squadroni della morte, tutto nella più totale indifferenza degli organismi internazionali e della opinione pubblica.
Uno spaccato di quello che è il "grande Putin" per citare Berlusconi.
Anna Politkovskaya, ammazzata come un cane nel pianerottolo di casa, finchè ha potuto ha fatto continuamente domande al Cremlino senza mai ricevere risposte.
Leggere queste domande e scorrere questi orrori dovrebbe essere un obbligo per i nostri giovani.
57 reviews1 follower
March 30, 2013
Gli argomenti trattati sono molto forti e pensare che questa giornalista è morta per quello che scriveva rende tutto ancora più intenso. L'unica pecca è che secondo me sarebbero state molto utili delle introduzioni alle varie sezioni, per riassumere i fatti ai cui gli articoli fanno riferimento. Leggendolo a distanza di anni dagli eventi, un lettore medio non russo secondo me non ricorda nel dettaglio ciò che era successo.
Povera Russia, comunque: forse nel campo dello sviluppo economico ha superato tanti paesi occidentali, ma la strada da fare per diventare uno Stato degno di questo nome è ancora tanta tanta.
Profile Image for Lis.
773 reviews16 followers
January 4, 2016
Sconvolgente

Possono delle vite valere meno di nulla? A quanto pare sì.
Questo libro è l'agghiacciante testimonianza di ciò che accade nella "nuova Russia", una repubblica sulla carta ma una dittatura di fatto.
Sembra di leggere racconti dell'Unione Sovietica degli anni 30 mentre invece è ciò che succede ai giorni nostri.
Scritto in uno stile giornalistico, asciutto e poco romanzato, ma non c'è bisogno d'altro. I fatti parlano abbondantemente da soli.
Un libro che lascia il segno.
Profile Image for Sonia.
569 reviews98 followers
November 14, 2010
Mette i brividi leggere sapendo che ognuna di quelle parole è stata la causa della morte della Politkovskaja.
E mette i brividi rendersi conto che lei non aveva paura.
Bello sapere, che a volte, nel mondo, ci sono ancora persone che credono nella giustizia e lottano per ottenerla... anche se spesso muoiono per essa.
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