Gianni Simoni è nato a Brescia ed è stato magistrato sia a Brescia, sia Milano dal 1967 affrontando processi importanti per criminalità organizzata, terrorismo ed intrecci tra politica e malaffare. Risiede a Milano dal 1985.
Per quanto mi riguarda un buon esordio per Gianni Simoni e il suo ispettore Andrea Lucchesi, padre italiano, madre eritrea... Risultato: bello, pelle scura, tanti problemi, personali e interpersonali. Giallo classico, trama con un ritmo non proprio incalzante ma supportata da buona scrittura, protagonista principale molto interessante, mentre sono stati i personaggi femminili a deludermi di più. E poi c’è Milano... una Milano nebbiosa e fredda, ma così suggestiva sotto una spolverata di neve...
3,5/5: sicuramente leggerò altro di questo autore.
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Lo spunto poteva anche essere originale (un ispettore nero), ma lo sviluppo è pessimo: i caratteri sono bidimensionali, la psicologia è minima (le figure femminili poi, sono tremende), non c'è tensione narrativa perché tutto è spiegato in anticipo. Lo stile è elementare ("acqua in bocca", "zitti e mosca", "gli abbiamo messo il sale sulla coda", sono esempi che ho trovato condensati in una sola pagina) e per di più "spiegone", nel senso di "Andrea era triste", "Andrea era abbattuto", "Andrea era arrabbiato". Mostramelo, non dirmelo! Ultima cosa: sarà forse una mia impressione, ma ho trovato che i cattivi/antipatici fossero tutti grassi e ci ho letto del body-shaming sotterraneo (specie all'inizo quando il protagonista dice al commissario Lo Bue che lo è di nome e di fatto).
Un buon giallo di impianto classico, scritto abbastanza bene, che inciampa solo poche volte in dialoghi e situazioni poco verosimili. Una narrazione piu' incentrata sui caratteri dei personaggi che sulla trama gialla e sul ritmo, ma che ha comunque il pregio di essere quasi sempre interessante.
Ammetto di aver trovato questo titolo nel mio Kindle e non conoscerne il motivo. In ogni caso, "Piazza San Sepolcro" è stato il mio primo libro di Simoni. L'ispettore Lucchesi è un bel personaggio, e nonostante non sia rimasto entusiasta di "Piazza San Sepolcro", sono sicuro leggerò "Il filosofo di via del Bollo", secondo volume della serie. La trama è scorrevole, e la storia si legge velocemente e senza intoppi. A tratti un po' scontata, la vicenda sulla quale indaga Lucchesi non mi ha appassionato. Sono rimasto più interessato alle vicende personali dell'ispettore, che costituiscono una sorta di trama secondaria del romanzo. Insomma: una lettura piacevole ma senza colpi di scena e vere e proprie sorprese.
L'ispettore Andrea Lucchesi è un bel personaggio che spero nei prossimi romanzi venga sviluppato come merita. Gli spunti ci sono, e abbastanza promettenti. Peccato per le 3 figure femminili appena tratteggiate: monodimensionali e monotematiche, tutte e 3 assatanate e pronte a portarsi a letto il bell'Andrea.. e basta! Troppo poco, peccato. La trama è scorrevole, e se questo libro ha un pregio, è proprio quello di farsi leggere velocemente senza intoppi.
Delle due trame principali di questo romanzo una è un mistero e non è molto interessante, mentre l'altra sarebbe stata più interessante se fosse stata presentata in forma di mistero. In sostanza, è più interessato a essere uno studio di personaggio che un giallo e la cosa non fa per me. In compenso si è fatto leggere in fretta.
Molto scorrevole, però secondo me poco approfondito, la trama è abbastanza banale. Va bene per una giornata di pioggia senza troppe pretese. Il personaggio del commissario Pepe mi è piaciuto molto.