Nuova edizione revisionata Il corpo di una ragazza viene ritrovato mutilato in un'attrazione chiamata "La Giostra dei Clown". L'assassino si rivelerà presto essere particolarmente ambiguo e con una precisa ossessione... L'Ispettrice di Polizia Terry Brooke dovrà catturare l'eclettico serial killer prima che sia troppo tardi. Cercando anche di recuperare pezzi di puzzle perduti della sua memoria.
Terry Brooke è un’ispettrice di polizia e ha una gemella...ma ha perso la memoria. Tutto quello che le rimane è il suo lavoro. Il tutto parte sempre con una chiamata, COMMISSARIATO sullo schermo, e dei corpi. Dei corpi mutilati...un serial killer? L’assassino si rivelerà ambiguo ma caratterizzato da un’ossessione...
Ho divorato questo thriller, non riuscivo a chiuderlo, l’autrice ha una penna scorrevole, incalzante e assolutamente attraente. La trama si è rivelata da subito particolarmente complicata, mai banale e difficile da ricomporre. C’è stato qualche momento in cui pensavo di avere la risposta ma il colpo di scena ha fatto il suo dovere lasciandomi stupita e a bocca aperta, letteralmente!
La scrittura e lo stile particolare mi hanno colpito, soprattutto nella scelta di alternare i capitoli della storia a quelli con i punti di vista delle vittime. Si, un capitolo per ogni vittima del killer, chi è, cosa fa nella vita e cosa accade dai momenti antecedenti e durante la morte...trovo che sia un modo efficace per far empatizzare il lettore con la vittima e con le indagini di Terry...proprio bello! Mi ha conquistata!
E mi sono buttata sui thriller cosa nuovissima per me ma scelta migliore non potevo fare. Come prima scelta appunto c’è stato questo libro. Devo dire che ci è piaciuto molto, l’ho trovato molto particolare Una serie di omicidi dietro l’altro , e appunto il personaggio di Terry un ispettore di polizia che è collegata con tutti questi casi. Molto inquietante la filastrocca ogni volta che la leggevo mi saliva l’ansia davvero. Ci sono stati molti colpi di scena, momenti di suspance. Le scene del crimine sono state descritte in modo perfetto, sembravano molto reali. Lo abbiamo divorato in due giorni ,quindi direi che ci ha colpiti parecchio. Sono contenta di aver iniziato questa avventura leggendo un nuovo genere che ho scoperto mi piace molto.
RECENSIONE DI GRAZIA: E' un thriller con chiari riferimenti del genere horror, che, grazie alla suspence, trasmette una buona dose di empatia, di passioni espresse all’interno di una narrazione coinvolgente. Incisivi sono i passaggi delle scene, nelle quali la tensione si fa più viva, più serrata, tanto che la lettura scorre tra le lame di un rasoio ben affilato. L’intreccio non è articolato, anzi, nella sua semplicità e linearità rende più esaltante il lato oscuro del susseguirsi delle vicende. Già dall’incipit, si intuisce come a mano a mano il lato malvagio si manifesta all’interno della storia e soprattutto in alcuni personaggi dall’animo veramente diabolico. Le descrizioni psicofisiche dei personaggi sembrano così reali, che al lettore sembra di essere al centro di una concretezza quasi vissuta in prima persona. Esperienze vere, quasi reali accadono e catturano. Veniamo ora al personaggio principale: l’Ispettrice di Polizia Terry Brooke che incipia la storia, con l’incontro che sa quasi di realismo magico con la sorella gemella, forse morta, forse uccisa... - questo lo dovrete scoprire voi, cari lettori – anticipata da rumori di sottofondo di vetri andati in frantumi, il vortice e la caduta nel vuoto e, soprattutto, l’ansia di trovarsi in pericolo, una minaccia subdola, invisibile, non palpabile. Terry si pone tante domande alle quali però non sa darsi una risposta. Che cosa sta succedendo alla sua vita? Si tratta forse di incubi, o sta vivendo veramente tutto quanto nella realtà? Nella mente di Terry il caos si fa strada, come sbiaditi sono i ricordi del suo passato, e i pezzi del puzzle sono davvero difficili da ricomporre. Ci riuscirà? Una cosa però Terry rammenta: una grossa cicatrice che ha segnato la sua esistenza, e che ne ha cambiato la prospettiva di diventare una Top Model. Ora si deve accontentare, anche se non è male, di un posto in un commissariato e casi complicati se non impossibili da risolvere. Ed è proprio l’assegnazione di un complicato Cold Case con cui Terry dovrà vedersela. Sarà in grado di risolverlo? Terry non perde tempo, e avvia le ricerche sulle tracce di un efferato serial killer che cattura e tortura le sue vittime. L’occasione arriva col ritrovamento del cadavere martoriato di una giovane donna in un Luna Park, proprio accanto alla giostra del clown. Terry Brooke si domanda se sarà in grado dare un volto all’assassino, se varrà la pena di affrontare le ferite del suo passato. Per quanto possa dirne io, questo thriller ti lascia l’amaro in bocca, e ne rimani talmente coinvolto, che una volta iniziato, non riesci più a smettere. Nella mente del lettore inizia la lotta tra la dualità, - per intenderci -, tra Mr. Hyde e il dottor Jekyll -. E questo dualismo continua a insinuarsi nella mente del più scaltro del lettore, consumandolo nel voler conoscere a tutti i costi chi è l’assassino. Lo stile dell’autrice, dalla penna incalzante e scorrevole, è colloquiale, quasi amichevole, tanto da riuscire a rendere il mistero, fonte di inesauribile ricerca scientifica e antropologica al pari di un criminal profiling. La lettura non è scontata, anzi, i colpi di scena la velocizzano in alcuni passaggi, in altri, c’è la sapienza nel saper dosare i punti di vista dei personaggi, non del tutto onniscienti, anche se spesso prevarica quello della protagonista nei diversi capitoli, dove i flashback nella mente di Terry riescono a ricostruire i vari passaggi criminologici sia delle vittime, sia de carnefice sia degli altri personaggi. Le loro vicissitudini, i loro comportamenti e cosa li spinge ad agire in un determinato modo che nell’altro. Una storia horror/thriller elegante e allo stesso tempo, terrificante. Bene. Fin qui tutto ok. Ora, però, passiamo ai punti che non mi hanno proprio convinto, e che mi hanno portato ad assegnare il mio voto. Come ripeto, l’incipit e la parte finale è ineccepibile, quello che mi ha lasciato perplessa, è la parte dello svolgimento, che sembra andare avanti forzatamente, quasi tirata per i capelli. Passaggi aggiunti per collarne degli altri, evadendo da quello che dovrebbe essere il mordente vero e proprio della storia. Un altro punto che ritengo meno marcato, è il colpo di scena finale, che non possiamo considerare tale perché è abbastanza prevedibile. Qualche errore ortografico, ma ci sta, in fondo, siamo esseri umani e che diamine! Mica delle macchine trascriventi... Vabbè, anche quelle possono sbagliare, non credete? Ora, se permettete, lascio a voi, cari lettori, la sentenza di condannare o assolvere. Per quanto mi riguarda, io, assolvo senza attenuanti generiche. Consigliato agli amanti del genere.
𝔓𝔦𝔞𝔫𝔤𝔦, 𝔭𝔦𝔞𝔫𝔤𝔦 𝔟𝔢𝔩 𝔟𝔞𝔪𝔟𝔦𝔫? 𝔓𝔢𝔯𝔠𝔥𝔢́ 𝔭𝔦𝔞𝔫𝔤𝔦 𝔟𝔢𝔩 𝔟𝔞𝔪𝔟𝔦𝔫? 𝔖𝔞𝔩𝔦, 𝔰𝔞𝔩𝔦 𝔰𝔲𝔩𝔩𝔞 𝔪𝔦𝔞 𝔤𝔦𝔬𝔰𝔱𝔯𝔞... 𝔈 𝔫𝔬𝔫 𝔭𝔦𝔞𝔫𝔤𝔢𝔯𝔢 𝔟𝔢𝔩 𝔟𝔞𝔪𝔟𝔦𝔫! ℑ𝔫 𝔠𝔯𝔞𝔳𝔞𝔱𝔱𝔞 𝔬 𝔠𝔬𝔩 𝔭𝔞𝔭𝔦𝔩𝔩𝔬𝔫... 𝔉𝔞𝔠𝔠𝔦𝔬 𝔯𝔦𝔡𝔢𝔯𝔢 𝔬𝔤𝔫𝔦 𝔤𝔦𝔬𝔯𝔫! 𝔖𝔞𝔩𝔦, 𝔰𝔞𝔩𝔦 𝔰𝔲𝔩𝔩𝔞 𝔪𝔦𝔞 𝔤𝔦𝔬𝔰𝔱𝔯𝔞... 𝔈 𝔫𝔬𝔫 𝔭𝔦𝔞𝔫𝔤𝔢𝔯𝔢 𝔟𝔢𝔩 𝔟𝔞𝔪𝔟𝔦𝔫! 𝔖𝔠𝔞𝔯𝔭𝔢 𝔤𝔯𝔬𝔰𝔰𝔢 𝔢 𝔤𝔲𝔞𝔫𝔱𝔬 𝔟𝔦𝔞𝔫𝔠𝔬... 𝔖𝔬𝔫 𝔡𝔞𝔳𝔳𝔢𝔯𝔬 𝔲𝔫 𝔰𝔞𝔩𝔱𝔦𝔪𝔟𝔞𝔫𝔠𝔬! 𝔖𝔞𝔩𝔦, 𝔰𝔞𝔩𝔦 𝔰𝔲𝔩𝔩𝔞 𝔪𝔦𝔞 𝔤𝔦𝔬𝔰𝔱𝔯𝔞... 𝔈 𝔫𝔬𝔫 𝔭𝔦𝔞𝔫𝔤𝔢𝔯𝔢 𝔟𝔢𝔩 𝔟𝔞𝔪𝔟𝔦𝔫! 𝔑𝔞𝔰𝔬 𝔯𝔬𝔰𝔰𝔬, 𝔟𝔬𝔠𝔠𝔞 𝔩𝔞𝔯𝔤𝔞... 𝔇𝔞𝔩𝔩𝔞 𝔱𝔯𝔦𝔰𝔱𝔢𝔷𝔷𝔞 𝔰𝔱𝔞 𝔞𝔩𝔩𝔞 𝔩𝔞𝔯𝔤𝔞! 𝔖𝔞𝔩𝔦, 𝔰𝔞𝔩𝔦 𝔰𝔲𝔩𝔩𝔞 𝔪𝔦𝔞 𝔤𝔦𝔬𝔰𝔱𝔯𝔞... ℜ𝔦𝔡𝔦, 𝔯𝔦𝔡𝔦 𝔟𝔢𝔩 𝔟𝔞𝔪𝔟𝔦𝔫! 🤡🎠🤡 Tutto comincia in un Luna Park, precisamente nella giostra dei clown, una giovanissima ragazza viene ritrovata morta all'interno di questa maledetta giostra. Non solo l'assassino l'ha uccisa, ma l'ha privata del naso e degli occhi, ma lei è soltanto la prima vittima, il serial killer si diverte a giocare con Terry Brooks, ispettore di polizia, inscenando morti e siparietti macabri. Terry ha perso la memoria, non ricorda un preciso momento della sua vita, il giorno del suo incidente in cui ha perso la vita sua sorella gemella. Porta ancora i segni sul suo corpo, le cicatrici che l'hanno marchiata per sempre oltre al dolore di aver perso una parte di sé, la sua gemella. Terry ha un carattere forte, è determinata, mi è piaciuto molto come personaggio, anche il suo modo di rintanarsi nel suo mondo, nella propria solitudine. Ma siamo sicuri che tutto è cominciato da quell'omicidio al Luna Park? E se il male arrivasse dal passato, quello che Terry non riesce a ricordare, ma che qualche frammento, la viene a trovare nei suoi incubi peggiori? Mi è piaciuto molto questo romanzo, ho adorato il macabro che fuoriesce dalle pagine. Decisamente splatter e inquietante. Le sfumature horror sono ben marcate. È scorrevole e non annoia mai. È ben strutturato capitolo per capito per ogni omicidio. L'autrice ci fa conoscere molto bene ogni vittima. Abituata a leggere questo genere di romanzi, l'assassino mi è saltato forse fin troppo subito alla mente. Devo ammettere che l'autrice è stata molto brava con i colpi di scena e a sviare, lasciandoti con il dubbio, fino alla fine dei capitoli. Un thriller accompagnato decisamente dallo stile horror che ho apprezzato tantissimo. Sarà che ho un debole per i clown, mi riempirei la camera di bambole di pezza con fattezze da clown macabri, che appena leggo di un circo, di un Luna Park con presenti i pagliacci, mi catapulto nella lettura. Terry è un bell'esempio. Per quanto cerchiamo di essere forti o almeno di mostrarci tali, dentro di noi abbiamo delle fragilità, tutti, nessuno escluso. Quelle fragilità possono essere toccate delicatamente, da mani soavi, in grado di rigenerarci, ma se quelle mani sono ingannevoli e cominciano a pizzicarle e infine a torturarle, ricadremo in quel baratro molto velocemente. La famosa corazza che tutti noi abbiamo imparato a portare, ma attenzione a chi cerca di farla cadere. Consiglio questo romanzi agli amanti dell'horror e del thriller, e se come me amate i clown e i serial killer.
Il corpo di una ragazza viene trovato brutalmente mutilato all'interno di un'attrazione chiamata "La giostra dei Clown". Sarà solo il primo di una serie efferata di omicidi a cui l'ispettrice, Terry Brooke, dovrà assistere. Gli indizi non aiutano nella cattura del colpevole, il killer sa come muoversi e non lasciare tracce e per Terry non sarà un'impresa semplice catturare il colpevole. Non posso dirvi altro perché rischierei di fare spoiler ed io non amo spoilerare. . La storia è buona, regala una giusta dose di suspance, tiene viva l'attenzione del lettore, lo incuriosisce, lo conduce a fare supposizioni ma solo fino ad un certo punto perché, da metà libro, tutto appare improvvisamente chiaro. Avevo capito chi fosse l'omicida prima ancora che fosse l'autrice a rivelarlo ma questo non ha comunque tolto valore alla trama che ho trovato interessante. Lo stile di Daniela mi è piaciuto ma non posso negare che all'interno del libro ci siano numerosi errori di ortografia e di punteggiatura, in particolare un uso davvero improprio e spropositato dei puntini di sospensione. Apportando alcuni accorgimenti, questo testo potrebbe certamente rientrare in quella categoria che io definisco "thriller piacevoli". Daniela con il suo modo di scrivere ha comunque la capacità di entrare in empatia con il lettore, dote necessaria per chi butta giù una storia e sono certa che riuscirà a fare ancora meglio in futuro. Lo consiglio a chi ha voglia di passare qualche ora sulle spine ma senza doversi arrovellare la mente per giungere ad una risoluzione.
La storia è abbastanza buona. Punti a favore: - la scelta dell'autrice di descrivere le scene degli omicidi senza alcuna censura. Punti a sfavore: - qualche errore grammaticale e i troppi punti di sospensione non necessari, che hanno rallentano la lettura; - l'identità del colpevole che si capisce immediatamente. È un libro che può andare bene, per chi si avvicina inizialmente a questo genere, cioè thriller.