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La Malapianta.

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La malapianta, di primo acchito, farebbe pensare a un’opera tipica del neorealismo al quale rimandano indubbiamente alcune caratteristiche, come l’ambientazione meridionale, la scelta di personaggi appartenenti alle classi subalterne, l’arretratezza delle condizioni di vita in cui essi vivono, nonché il riferimento a precise coordinate storiche e geografiche. Ma quali sono le tematiche prevalenti nel romanzo, quelle che sono messe maggiormente in rilievo da Rina Durante? Ebbene, non sono tematiche di natura sociale, come si potrebbe immaginare. La fame, la miseria, gli stenti quotidiani esistono ovviamente e sono alla base della vita dei personaggi del romanzo, almeno dei componenti della famiglia Ardito, ma non è su di esse che si appunta l’attenzione della scrittrice. Non c’è insomma un intento documentario alla base del romanzo, né un tono di denuncia delle condizioni di vita della gente del Sud o di polemica ideologica contro il fascismo, secondo gli schemi più vulgati della narrativa neorealista. C’è un altro problema che sembra affliggere questi personaggi più delle condizioni di deprivazione sociale e materiale in cui vivono, ed è il malessere, il disagio di tipo esistenziale dal quale sono accomunati. Tutti i personaggi, infatti, sono dilaniati da un male sottile che condiziona le loro esistenze e ne fa delle monadi sofferenti e disperate. Solitudine, incomunicabilità, inettitudine, alienazione, aridità nessuno di essi sembra sfuggire a questo “male oscuro”.

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Rina Durante

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Profile Image for Stefania.
548 reviews9 followers
April 29, 2025
Ciò che più ho apprezzato di questo romanzo è lo stile della scrittura, Rina Durante è anche una poetessa e da queste pagine risulta evidente. Le descrizioni della campagna arida e indifferente, i monologhi interiori dei personaggi soli di fronte all'ineluttabilità del mondo sono pieni di metafore ed immagini liriche. All'inizio un narratore ci conduce nella storia di questa povera famiglia di Melendugno in Salento, attanagliata dalla fame e dal degrado, in seguito entriamo anche nella mente dei personaggi, di Teta ( il padre), di Giulia e Luigi ( alcuni figli di Teta), di Marta ( figlia di Rosa, la seconda moglie di Teta). Forse mi sbaglio però mi sembra che le donne paghino quasi sempre un prezzo più alto, anche in un contesto di alienazione generale che non risparmia nessuno, come in questo romanzo. Ad ogni modo mi sembra assurdo che nei programmi scolastici non venga mai nominata questa opera, mi sembra di grande rilievo.
~•~
"Quando Eugenio partì provò un senso di liberazione. Ogni volta che la guardava temeva che scoprisse la fame che le era stata sempre dentro, da quando aveva cominciato a ricordare, e per causa sua, tutta l'irreparabile compromissione. Aveva scoperto proprio per lui cosa volesse dire essere liberi dalla fame, non averle pagato il prezzo di ignominia e di sconforto. Capì di fronte alla sua generosa libertà di guardare le cose con occhi puri, l'enormità della sua colpa. La fame era stata capace di tanto: ormai le cose le stavano intorno senza altro significato che quello che la fame aveva loro attribuito. Lei era sempre al di qua di esse, soffocata dalla sua incapacità di sollevarsi sino a loro, e di intenderle."
Profile Image for eurydice .
22 reviews1 follower
July 23, 2025
— c'è un modo di franare stando in piedi, diritta e tranquilla, con gli altri intorno che ti guardano e sono tranquilli anche loro del tuo modo sempre uguale di tenerti su, senza scosse e cambiamenti. ed è in quell'istante preciso che tu te ne sei andata, e hai detto loro addio con tutte le tue forze, senza dire una parola, pur sapendo di franare là dove nessuno di loro saprà più ritrovarti. così fu ogni volta che uno di loro scalciò per venire al mondo [...] e ogni volta sempre più lei ricadde in quella buca di sangue, donde fu sempre più duro uscire e riprendere l'aspetto di cosa viva e quieta che prima era stata.
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