Lo ammetto, ho per lo più solo riguardato le immagini, anche perché l'opera mi è già nota da molto tempo. In effetti è una delle opere nipponiche più note nel mondo, ed in particolare la "Grande Onda al largo di Kanagawa" è forse la più nota delle immagini di Hokusai e di tutta la produzione artistica del XIX secolo nel mondo.
Eppure, per quanto magnifica nel suo dinamicismo e realismo, seppur stilizzato, la Grande Onda non è ne unica nel suo splendore ne la migliore delle 36 vedute del Monte Fuji, a cui seguì le 100 vedute del Monte Fuji.
Personalmente ho sempre preferito a questa "Eijiri nella provincia di Suruga" con il vento che fa volare i fogli di carta ed i cappelli di paglia, con il Fuji maestoso rappresentato con una sola linea continua, spezzato dalla pianta rachitica piegata dal vento e la gente inclinata per opporsi alla furia dell'aria. Pare quasi di sentirlo fischiare, il vento.
Per il resto abbiamo altri capolavori, quale il Bottaio che fa la botte, o meglio, a me pare una di quelle enormi tinozze da bagno tradizionali, con una composizione più statica eppure eccelsa. O "Il Passo di Inume nella provincia di Kai" con le persone che affrontano la salita al passo e sulla sinistra una magnifica visione del Fujiyama, ma qui qualcuno potrebbe giustamente sostenere che il mio amore per le montagne mi influenza troppo.
A loro risponderò con i due pescatori, marito e moglie, sullo scoglio con le lenze tra la nebbia di "Kajikazawa nella provincia di Kai": da sempre una delle mie vedute preferite.
Insomma, c'è tanto da scoprire nel reportage di immagini che Hokusai fece, girovagando per il Giappone della sua epoca.
Una qualsiasi edizione con le vedute vale la pena.
5 stelle.