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Yoshe Kalb

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Based on a popular folk legend. Yoshe Kalb is a brilliant and haunting novel set in nineteenth-century Galicia. Nahum, a naive and sensitive young man, is thrust into the decadent world of corrupt and competing hasidic dynasties when he marries the daughter of a powerful Rabbi. I. J. Singer explores the darker side of hasidic life and the forces of sin and saintliness that vie for Nahum's soul.

256 pages, Paperback

First published January 1, 1931

12 people are currently reading
372 people want to read

About the author

Israel J. Singer

41 books95 followers
Israel Joshua Singer was a Yiddish novelist. He was born Yisruel Yehoyshye Zinger, the son of Pinchas Mendl Zinger, a rabbi and author of rabbinic commentaries, and Basheva Zylberman. He was the brother of Nobel Prize-winning author Isaac Bashevis Singer and novelist Esther Kreitman. His granddaughter is the novelist, Brett Singer.

Singer contributed to the European Yiddish press from 1916. In 1921, after Abraham Cahan noticed his story Pearls, Singer became a correspondent for the leading American Yiddish newspaper The Forward. His short story Liuk appeared in 1924, illuminating the ideological confusion of the Bolshevik Revolution. He wrote his first novel, Steel and Iron, in 1927. In 1934 he emigrated to the United States. He died of a heart attack at age 50 in New York City in 1944.

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1 (<1%)
Displaying 1 - 30 of 48 reviews
Profile Image for Beata .
903 reviews1,391 followers
October 21, 2024
Izrael Joshua Singer continues to surprise me.
Profile Image for Carlo Mascellani.
Author 16 books292 followers
December 4, 2019
Yoshe Kalb è un santo. Ma perché, verrebbe da chiedersi? Perché vive in maniera morigerata e studia i testi sacri? Perché non pecca ed è timorato di Dio e della Legge. Non penso. Personalmente gli attribuisco questo status in quanto persona che, in un mondo corrotto e gretto ha saputo elevarsi, che in un mondo dominato da regole ha saputo trascenderle per ritrovare la purezza della fede, che, conscio di non poter vantare alcuna verità assoluta, non esita a proseguir la propria ricerca. Per trovarsi. Per realizzare quella mistica unione/identificazione con la divinità che Spinoza definiva la homoiosis dei.
Profile Image for Sandra.
964 reviews335 followers
April 21, 2014
Un romanzo corale nel quale un’intera comunità, quella hassidica galiziana, assume il ruolo di coprotagonista accanto al protagonista, a colui il cui nome dà il titolo al libro: egli arriva adolescente silenzioso e timoroso dalla vicina e al contempo lontana Russia, dalla corte hassidica di Rachmanivke, sempre in silenzio diviene sposo della figlia del rabbino di Nyesheve, senza mai alzare gli occhi né pronunciare una parola egli commette il peccato più grave che un morigerato ebreo possa compiere e da quel momento decide di vivere in perpetua mortificazione per una colpa per cui non esiste espiazione. In contrapposizione al silenzio del protagonista c’è la vivacità confusionaria e variegata della corte hassidica, sempre in movimento, governata dalle chiacchiere, dall’invidia e le gelosie, gerarchicamente organizzata in precisi ruoli religiosi con al vertice il Rabbino, le cui pratiche e tradizioni, ben note a I.J.Singer, sono minuziosamente descritte. Ho imparato cosa sono i kippot, i cernecchi e i filatteri, tanto per dire.
Il silenzio in cui è assorto il protagonista è ben più assordante del vociare delle corti ebraiche, perché grida forte il dilemma interiore che strazia il suo animo, il quale, diversamente che ne i personaggi de La famiglia Karnowski, non è scisso tra l’ebraismo e l’assimilazione ai gentili, ma è invece immerso nella ricerca di un irraggiungibile equilibrio tra istinti e ragione, tra purezza e perdizione, fino a che, in un finale in crescendo dove le contraddizioni e i contrasti raggiungono l’apice, sarà un mistico, un Santo, a rivelare chi sia l’uomo “di intensa fede, di grandi passioni e di profonde tradizioni”, chi sia Yoshe Kalb, Yoshe il tonto.
Profile Image for Roberto.
627 reviews1 follower
August 7, 2017
Le vicende raccontate nel romanzo sono ispirate a fatti realmente accaduti nei primi del novecento nelle comunità ebraiche chassidiche, residenti in quella regione polacca chiamata Galizia.

Il Rabbi Melech, ormai anziano, vuole sposare una adolescente dopo essere restato vedovo per la terza volta. Visto però che non può farlo prima di avere maritato la figlia più giovane, ne organizza rapidamente le nozze con Nahum, un giovane fragile quattordicenne, e procede quindi a sposare la bellicosa Malka.
I due matrimoni come si può facilmente immaginare sono ovviamente destinati a fallire. Nahum, che vive nel suo mondo di digiuni rituali e il cui unico interesse è lo studio delle Sacre Scritture, non è attratto dalla moglie, dolce e semplice, ma rozza. Malka, bellissima ma per nulla remissiva, non si sottomette ai desideri del vecchio rabbino; magnifica la scena della loro prima notte di nozze. Ma accade di peggio: il colpo di fulmine tra Malka e Nahum.
Nahum decide di scomparire dal villaggio, per farne ritorno solo dopo una quindicina d’anni. Ma al suo ritorno qualcuno lo accusa di non essere Nahum, bensì Yoshe il tonto, che in un altro villaggio ha sposato la figlia ritardata dello scaccino della sinagoga.
I Rabbini più autorevoli si riuniscono per giudicare il caso, complicato dall’atteggiamento di Nahum/Yoshe che risponde “non so” a ogni domanda. Alla fine il più rispettato dei Rabbini proclama:

“Sei Nahum e sei Yoshe; sei un dotto e sei un ignorante; compari d'un tratto nelle città, e scompari all'improvviso... Ti unisci con le donne, fuggi da esse e poi ritorni. Tu non sai quello che fai; non v'è alcun gusto né nella tua vita né nelle tue azioni, perché non sei nulla tu stesso, perché, ascoltami bene!, tu sei un morto errante nel caos del mondo”.

E Nahum scappa di nuovo, si allontana per la terza volta, forse in cerca di Dio, in fuga da tutti.

Più che la trama, che a tratti mi ha un po’ innervosito per il carattere mite ed inconcludente del protagonista Nahum, mi hanno incuriosito le descrizioni dei rituali ebraici chassidici e l’integralismo connesso con queste pratiche, che sembrano assurde ed eccessive. L’ossessione per il peccato, il mistero che sta dietro alla Legge, le abitudini nel vestire, la maniacale attenzione alla cura dei cernecchi, i vincoli di tutti i tipi, i distinguo dottrinali, l’obbligo di rasare a zero il capo delle spose, l’esasperato rispetto di ogni minimo dettaglio all’apparenza inessenziale della Legge sono descritti in modo così puntuale da far pensare che si voglia metterne in risalto le esagerazioni. Sembra che Singer ci voglia dire che ogni religione interpretata in modo troppo rigoroso impedisce all’individuo di pensare e rischia di generare e giustificare la violenza. Violenza che infatti nel libro si scatena con il tentativo di linciaggio di Nahum/Yoshe e della giovane moglie ritardata da parte dei fedeli inferociti.

Molto interessanti sono anche le figure femminili, che colpiscono per varie ragioni. Innanzitutto per la loro totale sottomissione, per le umiliazioni continue cui sono sottoposte perché private della libertà di scelta e di giudizio. Emblematico il fatto che quando il marito abbandona il tetto coniugale la donna si deve coprire di grigio e acquisisce lo status di donna abbandonata, con chiara accezione negativa. Le donne che non si adeguano sono considerate bizzarre e strampalate, come Malka, che si rifiuta ad esempio di farsi rasare i capelli il giorno delle nozze.

Quando sono arrivato alla fine, il romanzo mi è sembrato sospeso, non finito, oltre che pesantuccio in alcune sue parti; mi sono chiesto il significato di questo strano e fragile personaggio, Nahum, che parla poco, che non risponde alle domande, che passa l suo tempo a leggere i Salmi senza interagire con nessun altro essere umano. Forse Singer voleva dirci che la perdita di identità religiosa può portare alla perdita di identità in assoluto. In altre parole, può, un ebreo osservante, fare parte del mondo non ebraico senza perdere la sua identità?

Avevo assegnato d'impulso tre stelle, sull'onda del finale un po' oscuro. Ma ripercorrendo il contenuto e scrivendo il commento devo dire che il romanzo ha molti lati positivi e spunti interessanti, magari poco evidenti ma assolutamente degni di nota. Rialzo quindi il giudizio a 4 stellette.

Una parte mi è sembrata decisamente curiosa:

“Cieco è colui che , se ha incespicato ed è caduto, crede che non vi sia più speranza… E benché i suoi peccati siano d’un rosso scarlatto, con il pentimento possono diventare bianchi come la neve…
Sciocco è colui che pensa che con i digiuni e le privazioni potrà avvicinarsi all’unità… Sciocchi! Non sanno che il pensiero dell’uomo è mille volte più forte del peccato stesso; e la meditazione sul peccato che non viene commesso è più malvagia del peccato stesso; perché il peccato è in sé cosa fuggevole, mentre il pensiero è eterno. Poiché quando l’uomo ha ceduto alla cattiva inclinazione, e si è saziato, allora il peccato non è più in lui, poiché se ne è liberato…”

Come dire: meglio peccar e pentirsi, piuttosto che autolimitarsi ma peccare poi con la mente tormentandosi per quello che non si è fatto. Punto di vista interessante…
Profile Image for Eleonora.
326 reviews62 followers
March 31, 2017
E' stato davvero difficile posare il libro per fare altro, staccarsene anche solo per dormire un po'. Il ritmo della storia è incalzante, mai soporifero anche se le descrizioni abbondano (ma non sembra).
La rappresentazione di costumi e modi degli ebrei dell'Ottocento, compresi le loro superstizioni, le leggi e il resto è sublime. La scrittura è tagliente, ironica, ma mai sopra le righe o esagerata.
La storia è abbastanza prevedibile, ma il modo in cui la racconta Singer, ti tiene con il fiato sospeso; devi sapere quello che diranno e quello che faranno tutti. Tutti sì, perché non si tratta di qualche personaggio, ma di villaggi interi.
Ho trovato un altro autore sconosciuto di cui leggere l'intera biografia, io sono felice, la mia wishlist meno.
Comunque, è quasi rassicurante scoprire come le donne siano sempre le prime ad essere incolpate e punite per ogni disgrazia o malattia che accade nei paesi. Ah, gli uomini e le loro tradizioni.
Profile Image for Dafne.
238 reviews38 followers
August 31, 2021
Israel Singer per scrivere questo romanzo, la cui trama a tratti può sembrare paradossale, si è ispirato ad una leggenda popolare polacca ispirata a sua volta da una vicenda reale. Yoshe Kalb è ambientato in Galizia, una sub regione situata tra la Polonia, l'Austria e l'attuale Repubblica Ceca che prima faceva parte dell'Impero Austro-ungarico, dissoltosi alla fine della Grande Guerra.
Il protagonista della storia è il giovane Nahum, figlio di un'importante rabbino russo. Nahum viene destinato giovanissimo ad un matrimonio combinato con la figlia adolescente del potente e anziano rabbino del villaggio di Nyesheve. Il perché di tutta questa fretta è presto detto: l'anziano Rabbi Melech (più attento alle esigenze della carne che a quello dello spirito) desidera sposarsi per la quarta volta e non può farlo finché la figlia più giovane è ancora nubile. Nahum viene “strappato” dalla sua casa e scagliato in un mondo a lui del tutto sconosciuto: la corte rabbinica del futuro suocero è completamente diversa da quella in cui Nahum è cresciuto, ed in più tutti gli stanno addosso chiedendogli di adempiere ai suoi doveri di bravo marito; il giovane invece si isola sempre di più e rifiuta ogni contatto umano perfino con sua moglie. Rabbi Melech nel frattempo si è sposato con la giovanissima Malkah, un ragazza orfana, molto bella e molto povera. Malkah è considerata da tutti una ragazza ribelle e strana, forse perché è l'unica che si oppone alla Legge e alle tradizioni ebraiche; il suo atteggiamento tutt’altro che remissivo porta alla disperazione Rabbi Melech. Malkah si trova nella stessa situazione di Nahum: l'essere stata costretta ad un matrimonio giovanissima e l'odio per la nuova corte rabbinica. Nahum e Malkah caratterialmente però sono completamente diversi: l'uno è timido e introverso mentre l'altra è estroversa e sfacciata. I due sembrano non avere niente in comune ma già al loro primo incontro scatta qualcosa. I due giovani passano mesi tormentati tra il richiamo della passione e il timore del peccato; una passione che verrà appagata una notte all'ombra di un vecchio albero mentre la sinagoga del villaggio va in fiamme. Ma la loro passione è una passione proibita e di lì a poco succederà qualcosa di irrimediabile che porterà Nahum a scappare dal villaggio tormentato dal senso di colpa per il peccato compiuto. Inizia così ad errare per il mondo in cerca di espiazione, senza mai trovare pace, vivendo ai margini della società e rifuggendo ogni contatto umano.

Singer, sin dall'inizio riesce a coinvolgere il lettore all'interno della vicenda narrata. L'autore polacco è veramente bravo a descrivere e dipingere in modo superbo gli usi e i costumi, i modi di pensare e di vivere, ma anche le contraddizioni, le invidie, gli odi (motivati da meri motivi terreni e non religiosi, quali la ricerca di potere e denaro) delle diverse corti rabbiniche dell'Europa orientale. Ci si ritrova all'interno di questo affresco vivissimo e realistico del mondo ebraico, in un susseguirsi di feste religiose; immersi nelle piccole corti rabbiniche di villaggi rurali dell'Europa orientale, composte da sinagoghe e scuole di preghiera pullulanti di vita; qui incontriamo rabbini, studenti, massaie, mendicanti, furfanti, macellai, stallieri, mercanti, taumaturghi imbroglioni, e tanti altri. Un piccolo mondo nel Mondo di devoti alla Legge e attaccati alle tradizioni, con una religiosità piena di riti e superstizioni talvolta incredibili; ne viene fuori un mondo mentalmente chiuso, fatto di avidità, ipocrisie, qualunquismo, maschilismo, miserie, ignoranza, grettezza e superstizione che spesso si trasforma in fanatismo. Un mondo in cui è opprimente il peso della religione sugli uomini e, soprattutto, sulle donne; il tutto è tratteggiato dall'autore polacco con ironia e sarcasmo, senza disagio e senza sconti per quella realtà che lui conosceva benissimo, in quanto figlio di un rabbino e cresciuto proprio in una di quelle corti.
Anche i personaggi che animano il romanzo sono ben tratteggiati, almeno nella prima parte (che mi è piaciuta di più tra le tre che compongono il libro). Soprattutto il protagonista Nahum (Yoshe) è ben delineato: un uomo infelice, dalla profonda fede che lo rende inquieto; turbato dal suo peccato si sente morto dentro; s'incolpa di tutto quello che è successo, scappa, sparisce, vaga senza una meta coperto di stracci, affamato, sempre intento alla preghiera e alla recitazione dei salmi, per poi alla fine ritornare (forse per sempre?) al punto di partenza senza però aver mai trovato se stesso né aver espiato la propria colpa.

Leggere questo libro è stato come fare un viaggio nel tempo e in un mondo perduto; un mondo irrimediabilmente scomparso durante il grande dramma dell'Olocausto che però possiamo vivere e conoscere grazie anche a libri come questo.

“Sei Nahum e sei Yoshe; sei un dotto e un ignorante; appari all'improvviso nelle città, e scompari con altrettanta rapidità; ti aggiri per i cimiteri e nei campi durante la notte, in cerca dei tuoi simili. Dovunque vai, porti con te disastro, terrore ed epidemie. Giaci insieme alle donne, fuggi da loro e poi ritorni. Non sai quello che fai; non c'è gusto né nella tua vita, né nelle tue azioni, perché tu non sei niente, perché tu non sei altro che un morto che vaga nel caos del mondo!”
Profile Image for Amaranta.
590 reviews264 followers
September 20, 2017
Yoshe Kalb è un libro di attesa. La giovane Serele attende di sposare l’adolescente Nahum. Suo padre, il Rabbi di Nyesheve, Melech attende che questo matrimonio si celebri per convolare per la quarta volta a nozze con una vergine, la giovane Malka, figlia che a sua volta attende invano una madre che l’ha abbandonata. Malka attende qualcuno che la salvi dalla corte del rabbino, da quello sgretolarsi di tutto attorno a sé. Nahum attende che la vita gli scivoli addosso e lo fa nel momento stesso i cui i suoi occhi incontrano quelli di Malka, l’indemoniata. I personaggi sono descritti magistralmente, nella migliore tradizione Singer, grotteschi per certi versi, attaccati alle loro tradizioni che diventano legge, si sviluppano nella nostra mente al di là delle pagine che scorrono. Gli occhi di fuoco di Malka diventano quelli di Nahum, neri come il carbone in cui ci sono scritte tutte le strade che ha percorso. Nahum è infelice. Vive per espiare un peccato, che ha portato morte e che continua a portare catastrofi, è questa la sua unica missione. E’ un romanzo? E’ una favola? Un uomo che sparisce, che cambia pelle, che poi ritorna, senza trovare se stesso. La profonda fede lo rende inquieto. Quello che agli occhi degli altri può sembrare un deficit mentale per lui è certezza che spiazza, destabilizza e porta il lettore a riflettere. -
Profile Image for Carolina.
2 reviews1 follower
May 3, 2014
Israel Singer è un narratore magistrale, la sua Famiglia Karnowski è un romanzo di rara bellezza e di importanza capitale per il Novecento non solo letterario. Yoshe Kalb è un romanzo altrettanto bello, ma differente. Ha un fascino mistico e il lettore non può restare indifferente di fronte al protagonista e al segreto non tanto della sua identità quanto piuttosto del suo animo, dei suoi desideri, della sua umanità insieme schiva e palpitante, peccatrice e santissima. Un libro di ritmo (nella prima parte) e qualità estetiche (tutto), la ricostruzione di un mondo - quello dell'ebraismo hassidico - che non esiste più come realtà sociale, ma sopravvive nell'immaginario occidentale come uno scrigno di ricchezze culturali e aneliti morali, fitto di chiaroscuri sentimentali e di tortuose ricerche spirituali
Profile Image for Natalia.
32 reviews1 follower
March 11, 2025
Incredible to read and realise you’ve been in most of the places mentioned in the book almost 150 years later. I wish I could get back in time and attend a Hasidic wedding and then enjoy everyone arguing in court 🤭
Profile Image for Barbaraw - su anobii aussi.
247 reviews34 followers
January 19, 2018
Un quadro di Chagall
Un altro grande libro di Israel Singer, antecedente alla famiglia Karnovsky.
Con Yoshe Kalb, precipitiamo direttamente in un quadro di Chagall: i colori, la lingua, i personaggi, voci e brusii, animali che vivono in mezzo agli uomini, grandi pranzi e odori di cucina, feste, danze e matrimoni. Disquisizioni dotte, e collette per la sinagoga. Lo shetl della Polonia ricompare sotto i nostri occhi, con i suoi rabbini e la popolazione vivacissima, litigiosa, un po’ ficcanaso e pronta a buttarsi a capofitto in grandi discussioni.
Incontriamo- come persone che già abbiamo conosciuto attraverso i libri dei due fratelli Singer- lo studioso pallido, insofferente della rumorosa vita che lo circonda, il giovane Nahum che dovrà condurre una grande battaglia contro le tentazioni dell’amore, e la perderà, ritroviamo la “scema del villaggio”, figlia dello scaccino ( che tanto ci fa pensare alla Shosha di Isaac Singer), le donne, tutte le donne della vita, quelle che si amano ma non si devono amare, quelle che si devono sposare, quelle che si abbandonano.
Aggiungo soltanto che , chiuso il libro, il personaggio di Yoshe il dotto/idiota che testimonia nel proprio processo con il solo silenzio o le parole “non lo so” incarna il paradosso e la verità: ha attraversato il peccato ed è morto alla sua vita, ha tradito la purezza e raggiunto la massima innocenza, è colui che rivela nel suo grande rifiuto di difendersi la fragilità dei giudici rabbini, della legge divina e umana, è colui attraverso il quale si compie il cambiamento.
Forse per "deformazione culturale", io vi ho visto la figura di un contro-Messia, un uomo che spiazza tutta l'umanità e finisce per trascenderla.
Profile Image for Anto_s1977.
797 reviews36 followers
December 16, 2017
Il rabbino di Nyesheve si sta avviando verso la vecchiaia, ha già sepolto tre mogli ed ha un bel po' di figli. Il suo obiettivo è di sposare una giovane donna orfana, che vive con gli zii, ma, prima di realizzare questo progetto, vuole che la figlia Serele si sposi con Nahum, figlio del rabbino di un'altra corte. Gli sposi sono giovanissimi, inesperti e non si sono mai visti prima.
Purtroppo Nahum prova ribrezzo per la giovane sposa e trascorre le proprie giornate studiando i libri sacri. La vita alla corte di Nyesheve procede in modo regolare, pur senza felicità, finché il rabbino non sposa la giovane Malka.
Quando Nahum e Malka si incontra, scatta, infatti, una scintilla che il giovane tenta di spegnere, ma invano.
Il destino per i peccatori è segnato, la punizione arriva dall'Onnipotente e Malka muore durante il parto. Nahum sparisce quella notte stessa per riapparire alla corte di Bialogura, sotto le mentite spoglie di Yoshe il tonto.
Considerato un perfetto idiota, egli è accolto nella casa del custode del rabbino, vedovo e con una figlia stupida che passa il tempo unendosi a tutti gli uomini disponibili. Quando scoppia una epidemia, si cerca alla corte il peccatore che, con il suo comportamento, ha scatenato l'ira di Dio. La comunità si accorge della gravidanza della stupida giovane e il bambino è attribuito a Yoshe. Il tribunale rabbinico costringe i due al matrimonio. La notte di nozze Yoshe scompare nel nulla.
Qualche giorno dopo a Nyesheve ricompare Nahum. Sarà compito di un tribunale di 70 rabbini stabilire l'identità dell'uomo, tra accuse, riconoscimenti, giuramenti e testimonianze contraddittorie....
Una storia molto coinvolgente e piuttosto stravagante, che ci illustra anche tutte le tradizioni religiose ebraiche e il ruolo della donna nella società.
Profile Image for Marina.
898 reviews185 followers
February 26, 2022
Fra i tre libri che ho letto di Israel Singer è quello che mi è piaciuto un po' meno, ma è comunque molto bello. Tuttavia, per me non raggiunge le vette assolute di I fratelli Ashkenazi e La famiglia Karnowski. Forse c'è anche il fatto che è un romanzo complesso, quindi bisogna essere nel giusto stato d'animo per leggerlo.
Profile Image for Mirella.
197 reviews4 followers
Read
May 1, 2022
Storia di Nahum, ramoscello in un torrente
Storia di Yoshe, uomo dei Salmi
Solo il peccato (e le passeggiate al cimitero)
Li rendono cosa sola
Profile Image for Ivan.
361 reviews52 followers
July 31, 2017
Un affresco vivissimo, realistico, “veristico” del mondo yddish e chassidico in un angolino sperduto della Galizia austriaca, in una data non meglio precisata del XIX secolo. Corti rabbiniche in piccole città rurali, con sinagoghe e scuole di preghiera letteralmente brulicanti di vita: rabbini e scaccini, studenti, massaie, stallieri, macellai kasher e calzolai, sarti, mercanti di cavalli, mendicanti e accattoni, lestofanti e santi taumaturghi, in un susseguirsi di luci del Sabbath, feste di Purim eYom Kippur. Un piccolo mondo di devoti attaccati alla Legge ma soprattutto alle Tradizioni, un piccolo mondo clericale in versione ebraica che tanto ricorda i nostri piccoli paesini di montagna, che invece cha al rabbino e alla sinagoga, ruotavano intorno al parroco e alla chiesa parrocchiale, dove religione, tradizione, abitudine e conformismo sociale erano un tutt’uno che costituiva la “Legge”. Sì, ho visto anche questo leggendo Israel Joshua Singer; sarà una mia deformazione; anche un’operazione di nostalgia, forse…, in parte…
Un piccolo mondo fatto di pii devoti chassidici che si dedicano del tutto allo studio del Talmud, ma anche di indaffarati amanti del denaro, scaccini e becchini un poco truffaldini e un poco lestofanti, rabbini abbastanza ignoranti e anche un poco venali, puzzolenti di cuoio e tabacco, in un turbinio di contratti matrimoniali tra sposi poco più che bambini, affari e mediazioni, feste con migliaia di persone che arrivano da ogni dove della Polonia, con tanti parassiti e mendicanti queruli, astiosi, bramosi, avidi… Un piccolo mondo con tante piccole miserie, meschinerie, avidità, ipocrisia e conformismo, ignoranza e superstizione, tratteggiate tutte da Singer con nonchalance, direi quasi con bonarietà, comprensione. Sì, il bello di Singer è proprio questo: la bonarietà e la comprensione quasi divertita nel descrivere le miserie umane e le debolezze di noi bipedi, senza puntare il dito però, senza accusare, fustigare.
In questo piccolo mondo prende vita la vicenda di Nahum, giovanissimo studioso della Kabbalah e lettore appassionato della Zorah, il libro dello Splendore. Figlio del colto e raffinato rabbino di Rachmanivke, a quindici anni si trova a dover sposare suo malgrado la quindicenne Serele, grazie agli intrighi e alla spossante insistenza del padre della sposa, l’ignorante e arruffone rabbino di Nyesheve, Rabbi Melech. Catapultato nella crassa e sordida ignoranza della corte rabbinica di Nyesheve, il giovanissimo sposo ha un tracollo psichico e morale e se ne fugge di notte durante un incendio. Yoshe Kalb è il suo alter ego scisso che riemerge quindici anni dopo. Yoshe il Tonto, l’ignorante, il viandante mendicante coperto di stracci che sembra trovar pace soltanto nei cimiteri ebraici. Yoshe Kalb che rifugge ogni contatto umano se non forzatovi, sempre intento alla preghiera, sempre intento nella recitazione continua dei salmi. Yoshe il Santo che subisce le vessazioni e le ingiustizie senza fiatare. Accusato di aver provocato con la sua “empietà” un’epidemia, è costretto dal lestofante becchino di Bialagura a sposare sua figlia, la demente Zivyah, come riparazione per placare l’ira divina. Yoshe Kalb-Nahum che non trova pace, né identità, anzi sembra che le identità siano a lui date dagli altri: tonto, imbroglione, santo, dotto, ignorante, briccone, pio, mistico; chi più ne ha, più ne metta. Senza che lui ne accetti e ne adotti una propria. “Chi sei?” “Non lo so” risponde dinanzi al tribunale dei settanta rabbini chiamati a decidere (ancora una volta!) la sua identità.
Ho pensato se in fondo Joshua Singer si sentisse lui stesso Yoshe Kalb-Nahum, lui in fondo sradicato e sradicatosi dall’ebraismo chassidico. Non lo so. Certo è che allontanatosi fisicamente e ideologicamente da quel mondo, “Da un mondo che non c’è più”, Israel Joshua Singer lo guardasse alla fine con affetto e con tanta nostalgia, nonostante tutto.
Non lo so.
Profile Image for Sara.
138 reviews17 followers
October 22, 2019
Mi è difficile esprimere un'opinione su questo libro.
Emotivamente, mi ha angosciato.
In primis, la cultura ebraica chassidica che viene rappresentata: chiusa mentalmente, maschilista, superstiziosa, rozza, così ipocrita dal voler sempre sottostare alla Legge salvo poi ordire intrighi per il raggiungimento dei propri scopi, con tradizioni assurde quali rasare il capo delle donne il giorno del matrimonio o farle vestire di grigio se il marito le abbandona (come se la colpa fosse solo ed esclusivamente della donna).
A darmi angoscia è anche il protagonista, o quello che dovrebbe esserlo, Yoshe Kalb (Yoshe, il tonto): non risponde mai quando viene interpellato, rifugge da ogni situazione di responsabilità, si lascia scivolare addosso ogni evento con rassegnazione. Lui, semplicemente, non sa. Non sa chi sia, sostiene; non sa cosa ci faccia al mondo. Quelle poche volte che agisce, lo fa complicando ancora di più la sua situazione.
Singer, sarcasticamente e in maniera raffinatissima, descrive quel mondo composto da rabbini, figli di rabbini, generi di rabbini, mogli di rabbini, vagabondi, santi, scriba, custodi di sinagoghe...
Lo fa mettendone in mostra gli usi, le tradizioni ma anche le infinite contraddizioni.
Si serve di descrizioni mirabili sui paesaggi e sul clima, che fa coincidere con i risvolti della trama. L'inverno coincide con il matrimonio forzato della figlia del rabbino con Yoshe o con il suo allontanamento dalla corte del rabbino, la primavera coincide con il suo ritorno.
Consigliato? Sì, ma solo se consapevoli della ristrettezza mentale che Singer vi mostrerà.

P.S. Menzione speciale per Malka, la quarta moglie del rabbino: l'unica a non sottomettersi al volere delle Leggi e delle tradizioni. Proprio per questo, verrà considerata ribelle e strana. In realtà, è l'unico personaggio positivo del libro.
Profile Image for Agnes Kelemen.
233 reviews
September 2, 2014
Izgalmas, letehetetlen és hátborzongató. Élesen bírálja és szarkasztikusan leplezi le a haszidizmus 19. század végi erkölcsi hanyatlását, és hogy hogyan szipolyozták ki anyagilag és lelkileg is egyes rabbidinasztiák a hiszékeny követőket. Olvastam olyan véleményt, hogy az elbeszélői hang már-már antiszemita. nem tudom, hogy egy nem zsidó szerző megírhatta volna-e ezt a regényt, de az biztos, hogy Israel Joshua Singer idejében helye volt ennek, akkir még egyáltalán nem a döglött oroszlán rugdosásának esete volt a haszidizmus bírálata. minsenesetre a szexualitás vágyról való mondanivalója is gazdag a regénynek, arról a vonzalomról, ami mindenáron, az örök bűnhődés felvállalása árán is beteljesülésre tör.
Profile Image for Dariusz Płochocki.
449 reviews25 followers
March 29, 2020
Nie można zaprzeczyć ze samo sportretowanie prowincjonalnego dworu chasydzkiego z obszaru Galicji oraz życia w niewielkim miasteczku (Białogóra) Kongresówki przez I. Singera jest barwne i ciekawe. Szczególnie opisy związane z ubiorem poszczególnych bohaterów, zwyczajów ślubnych, całego procesu zaślubin i podarków, a także wewnętrznych sporów na dworze daje możliwość do ciekawej wyprawy w II połowię XIX wieku
Profile Image for SirJo.
235 reviews8 followers
April 25, 2017
Singer scrisse questo libro dopo una lunga titubanza dovuta ad una ricerca identitaria e linguistica che lo bloccava dal produrre qualcosa dopo i primi successi.
Ebbe l'ispirazione di scrivere questo libro dopo aver riflettuto che quello che sapeva fare meglio era descrivere il suo popolo.
E ne esce fuori, nel contesto ricercato dall'autore, un piccolo capolavoro.
Al di là della trama, neanche tanto complessa, il racconto descrive la "pazzia" delle corti hassidiche, con matrimoni combinati e imposti, una religiosità zeppa di riti e di superstizione incredibile. Gli ebrei qui descritti pur nella profonda religiosità evidenziano una grettezza e una superstizione becera e lontana da ogni realtà evidente, si vedano ad esempio l'episodio della caccia al colpevole della epidemia che fa morire i bambini e gli amuleti per ogni occasione.
Il protagonista principale è Neahum, alias Yoshe il tonto, che per scappare al peccato compiuto comincia ad errare per il mondo senza trovare pace. Il suo errare è sintomo di una ricerca di una anima spaesata, che non riesce a conciliare una vita fatta di regole e matrimoni imposti con la realtà di un uomo che cerca una sua identità nel mondo.
Incredibili, ma veritiere, le lotte fra le corti hassidiche, che battagliano su ogni cosa. E tutte queste battaglie poi sono motivate solo dalla ricerca di potere e denaro.
Come già rilevai in un altro libro dello stesso autore anche qui rilevo che la cosa più interessante, a mio avviso, è che Singer, ebreo, descrive l'ipocrisia, l'attaccamento al denaro, come nemmeno un antisemita incallito riuscirebbe a fare. Ma anche qui, come già nell'altro libro, traspare l'amore per il suo popolo, e lo sguardo benevolo con cui lo guarda.
Ripeto quindi il giudizio espresso per "I fratelli Ashkenazi", ovvero che "ho sempre sostenuto che gli ebrei e la loro storia sono il paradigma del rapporto fra Dio e l'uomo, con tutti gli errori, i peccati, i tradimenti che sono nella natura umana. Ed è per questa mia convinzione che adoro e ammiro i libri degli scrittori ebraici"
67 reviews1 follower
January 16, 2021
When I started this book, I found it difficult to enjoy because the narrator expresses such contempt for every person and their communities included in the book. Such negativity and condescension to everyone, their faith, their aspirations, their ethics, etc. is a real downer. Indeed, if this was written by a non-Jew I think it would be at least worthy of debate as to whether this book is an expression of anti-semitisim. I am not sure that merely because it happened to be written by a Jew makes it less anti-semitic in substance and tone, but I will leave that one for the professionals.

So, why four stars? I eventually got acclimated to the scathing negativity and found myself absorbed in the story itself. It reads a like a parable, with minimal character development below the superficial descriptions, but the pacing and writing is excellent - as are the vivid descriptions of setting. Overall, I am glad I stuck with it.
Profile Image for Ffiamma.
1,319 reviews148 followers
August 13, 2016
"tu che sei sotto giudizio- disse- chi sei?"
"non lo so" [...]
"e che facevi nei tuoi vagabondaggi?"
"non lo so"

bellissimo romanzo su un personaggio strampalato, fragile, sfuggente, mistico, magari pazzo- che appare e scompare seminando scompiglio (forse suo malgrado) nelle comunità di ebrei galiziani. singer tratteggia una galleria di trafficoni, studiosi, pii rabbini, mendicanti, arrampicatori sociali donne sottomesse e indomite e mentre racconta un tema difficile come l'identità, mette alla berlina certi sotterfugi e bassezze che probabilmente erano comuni e accettate. precedente ai grandi capolavori "la famiglia karnovski" e "i fratelli askhenazi", resta comunque un ottimo libro, che ho letto con gioia e voracità.
Profile Image for Steven Drachman.
Author 4 books28 followers
September 28, 2012
I won't summarize this as another reviewer already has already done a good job of it, but I will add that (1) this is impossible to put down; (2) it is, I think, a really nasty bit of business; (3) I like to take a more positive view of religion than this book does; and (4) if it were written the same year by a German Christian, it might be reviled today as terribly antisemitic. So I guess we're lucky that it wasn't.
Profile Image for paola.
239 reviews29 followers
October 13, 2018
4* e 1/2


"Tu che sei sotto giudizio, chi sei?"
"Non lo so" [...]
"Sei Nahum e sei Yoshe; sei un dotto e sei un ignorante; compari d'un tratto nelle città, e scompari all'improvviso; vagabondi per i cimiteri in cerca dei tuoi simili. La notte sgusci furtivamente attraverso i campi; e dovunque vai porti con te disastro, terrore, epidemie. Ti unisci con le donne, fuggi da esse, e poi ritorni. Tu non sai quello che fai; non v'è alcun gusto né nella tua vita né nelle tue azioni, perché non sei nulla tu stesso, perché, ascoltami bene!, tu sei un morto errante nel caos del mondo!".


Yoshe Kalb (ossia Yoshe il tonto), romanzo pubblicato a puntate nel 1932 da Israel J. Singer sul 'Jewish Daily Forward', racconta una storia realmente avvenuta nella Galizia del XIX secolo che causò grande fermento nella comunità chassidica, quella di Nahum/Yoshe.
Il giovane Nahum - riservato, introverso, colto, pervaso da un forte misticismo e dedito agli studi della Qabbalah - dopo aver contratto un matrimonio combinato con la figlia di Rabbi Melech (Serele, remissiva e ligia al proprio dovere) prova una peccaminosa attrazione verso la nuova giovane moglie del suocero - Malka, povera ma di stirpe rabbinica, incoercibile, ribelle, irrefrenabile, che odia il marito che le è stato imposto ed è a sua volta attratta dal giovane Nahum - e fugge da Nyesheve, diviene un mendicante e vagabonda per vari villaggi per poi fermarsi Bialogura dove diviene noto come Yoshe il Tonto e viene costretto a sposare la sempliciotta e animalesca Zivyah, figlia dello scaccino che lo ha accolto sotto il suo tetto. Il giorno dopo le nozze con Zivyah, 15 anni dopo la sua prima fuga, Nahum/Yoshe ritorna a Nyesheve dove prima viene considerato alla stregua di un santo per via del suo atteggiamento schivo e riservato e poi, una volta che viene riconosciuto come il Yoshe di Bialogura, viene portato al cospetto di un Sinedrio di settanta Rabbini perché sia giudicato e sia stabilita la sua identità.

La doppia natura di Nahum/Yoshe, il dotto e l'idiota, lo studioso della Qabbalah e lo sciocco che ripete ossessivamente i Salmi, diviso tra misticismo e carnalità, tra timore della dannazione e ricerca di redenzione, l'angoscia e l'inquietudine di quest'uomo che non sa chi è, funge da filo conduttore delle tre parti che costituiscono il romanzo e si accompagna alla descrizione del 'piccolo mondo' chassidico galiziano, un mondo ancora vivo e vitale quando Singer scrisse questo romanzo che pochi anni dopo venne fatto scomparire del tutto a causa dello sterminio sistematico degli ebrei attuato dal Terzo Reich. Singer racconta la vita nelle corti chassidiche (con i suoi conflitti intestini, la meticolosa osservanza dei rituali, il misticismo esasperato, la superstizione che arriva a livelli parossistici) con lo sguardo di chi in quel mondo ha le sue radici ma ne vede anche i limiti, le ipocrisie e le incongruenze; è un racconto talvolta grottesco, per nulla indulgente, che nella dualità del suo protagonista rimanda ai conflitti interiori del suo autore (che dopo essersi allontanato dalla letteratura yiddish che non sentiva più sua, proprio con Yoshe Kalb vi ritorna).
Leggere Yoshe Kalb, grazie alle descrizioni puntuali di Singer e alla sua narrazione che sa trasmettere tutta la trepidazione, l'angoscia e l'inquietudine racchiuse nel romanzo, è come fare un viaggio nel tempo e vedere e sentire volti, voci, odori di un mondo ormai scomparso.
Profile Image for Rudolfina (czytacz.pl).
270 reviews89 followers
May 4, 2025
DLACZEGO?
Nie mam wątpliwości, że Singer opisuje świat chasydów w sposób do bólu prawdziwy (akcja toczy się pod koniec dziewiętnastego wieku na terenach zaboru rosyjskiego i austriackiego), jednak nie mogę się oprzeć wrażeniu, że czytam opowieści jak z tolkienowskiego Śródziemia. Tak bardzo ten świat jest „egzotyczny”, tak bardzo inny, a przecież nie znajdował się gdzieś za siedmioma górami, tylko wręcz za miedzą. Problem w tym, że ten świat prawie nie mieszał się z naszym światem i już nigdy nie będzie miał szans do niego przeniknąć. Będzie atrakcyjny przez inność, ale jednak zawsze obcy.

Przyznam otwarcie, że moja wiedza na temat żydowskich ruchów religijnych o charakterze mistycznym była do tej pory bardzo skromna. Lektura Singera na wiele rzeczy otworzyła mi oczy, ale też uświadomiła mi, że aby zrozumieć ten świat potrzeba znacznie większego wysiłku i zaangażowania niż lektura powieści.

Mój problem z tą książką polega na tym, że chociaż zachwycam się językiem i stylem, że choć z przejęciem zagłębiam się w opisy obyczajów tego odmiennego świata, mimo, że z ciekawością śledzę losy bohaterów, to nie odczytuję jej przesłania. Postanowiłam sprawdzić czy to tylko mój problem, może inni recenzenci wpadli na to, co autor chciał powiedzieć. No niestety. Nikt nie pomógł mi znaleźć odpowiedzi na pytanie „dlaczego”? Dlaczego bohater w ostatniej części zrobił to co zrobił (żeby nie zdradzać zbyt wiele)? Z miłości? No przecież nie. Z poczucia obowiązku? No może. Bo szukał schronienia? Nie, to za łatwe. Z poczucia winy? Najchętniej wybrałabym chęć zemsty, ale tego też nie widzę. Bohater jest tak bierny, że już bardziej nie można i ta bierność wręcz irytuje. Chciałabym go zrozumieć, a nie mogę.

Zdaję sobie sprawę, że moje wątpliwości biorą się prawdopodobnie z braku odpowiedniej wiedzy. Podejrzewam, że każdy chasydzki rabin potrafiłby przekonująco wyjaśnić motywacje Josiego. Człowiek wychowany w kulturze europejskiej czuje się jednak w tym świecie bezradny. Jest przygotowany na pewien schemat ludzkich zachowań, a nieustannie zostaje zaskakiwany. Do pewnego stopnia jest to nawet ciekawe. Po pierwszej części, która jest czymś na podobieństwo romansu, gdy wydaje się, że historia będzie się rozwijać w oczywisty sposób, następuje zwrot akcji, który prowadzi fabułę na zupełnie inne tory. Kolejny, nieprzewidywalny zwrot akcji znów stawia wszystko na głowie. Po takiej huśtawce należałoby się spodziewać jakiegoś arystotelesowskiego zakończenia ("każda opowieść ma początek, środek i koniec"), ale, o co przecież nie można autora obwiniać, to nie te kręgi kulturowe.

Chyba czas wreszcie przetestować drugiego z braci Singerów. Może on odpowie na moje pytania.
https://www.czytacz.pl
Profile Image for Carlo Impellizzeri.
98 reviews2 followers
January 9, 2019
Per chi ama le storie ricche di contraddizioni pur non conoscendo il mondo yddish.
Settanta rabbini, provenienti dalle grandi città, si sono riuniti per sciogliere un dilemma: chi è l’uomo assente e impenetrabile che alla domanda “chi sei?” risponde “non lo so”? Il figlio riapparso dell’onnipotente Rabbi Melech, potenziale futuro rabbino o un mendicante di nome Yoshe Kalb (il tonto)? La comunità è divisa a metà. È un imbroglione o un santo?
Antecedente ai grandi capolavori "la famiglia Karnovski" e "i fratelli Askhenazi", Yoshe Kalb è un romanzo corale, struggente, scritto magistralmente. I fatti sono collocati all’inizio del novecento nelle comunità ebraiche della Galizia tra Polonia, Austria e Russia. Il ritmo è incalzante, difficile staccarsi dalla lettura. La scrittura è tagliente e ironica, le descrizioni di usanze e costumi sono sublimi. Le donne soprattutto, in questo romanzo se la passano decisamente male, tutte tranne una, Malka, quella giudicata più folle, a mio avviso è l’unica ad essere normale.
Mi ha colpito molto il contrasto interno del personaggio principale, lacerato dal conflitto segreto che si porta nel cuore, troppo pesante e irrisolvibile, ma anche le contraddizioni della fede che fanno emergere bassezze e sotterfugi comuni a chi detiene il potere.
Mi è piaciuto. Lo consiglio.
Profile Image for Matteo Tolomei.
39 reviews1 follower
June 2, 2022
Il motivo principale per cui Yoshe Kalb è così interessante è il fatto che trasporta il lettore in una rappresentazione, davvero ben congegnata, di un mondo al tempo stesso non più esistente e singolarmente atipico. Le comunità ebraiche del XVIII secolo, al confine tra Europa e Russia, ci vengono presentate in tutta la loro sconcertante vitalità, preoccupate da ossessioni che non ci saremmo aspettati: il sesso, il denaro, il potere terreno.
Il ritratto corale di queste corti, villaggi e città è un punto di forza di questo libro così accattivante, che deve la sua attrattiva anche, e soprattutto, alla figura di Nahum: un giovane che, costretto a sposarsi contro la sua volontà e su cui pesa la vergogna dell'adulterio, finisce per trasformarsi in un vagabondo incapace di azione nel mondo reale, la cui identità sceglie di risolversi unicamente nel misticismo e nell'attaccamento ai testi sacri dell'ebraismo. Spogliato di ogni residuo di umanità e incapace di dire quale sia il suo nome, Nahum è costretto ad un errare infinito e svilente, supportato solo dalla lettura ossessiva della Torah, alla ricerca della sua reale identità: la sua mancanza di radici può essere letta come un riferimento al più generale senso di spaesamento e all'impossibilità di trovare pace che caratterizza tanta letteratura che affronti tematiche connesse al mondo dell'ebraismo.
Profile Image for Paola Zito.
22 reviews2 followers
April 29, 2018
Non inserirei Yoshe Kalb tra i libri di Israel J. Singer che preferisco, perché per i miei gusti è un filo troppo grottesco, e forse ha qualche sbavatura (a mio parere si capisce che la prima volta è uscito a puntate).
Ma è un racconto magistrale delle tradizioni – e soprattutto delle contraddizioni – della religione ebraica di un tempo: “... Lo scaccino fece il giro del tempio per spegnere le lampade. Si guardò intorno per assicurarsi che non vi fosse più nessuno,e cominciò a spegnere anche le candere commemorative accese dai poveri. Le candele commemorative dei ricchi non osava toccarle, ma la vedova di un operaio non si sarebbe azzardata a protestare e, se si fosse azzardata, sarebbe stata zittita.”
Profile Image for Davide Orsato.
123 reviews4 followers
February 3, 2019
David, primo personaggio della famiglia Karnowski, apre il libro omonimo con il suo desiderio di fuggire dall'ignoranza e la superstizione di un certo ebraismo dell'Europa orientale. In Yoshe Kalb, ambientato pochi anni prima, vediamo da «dove» fugge. Meno conosciuto, forse migliore della saga familare firmata sempre da IJ Singer, è un bel libro sullo hassidismo, il desiderio, il peccato, la condizione umana. Con un'enigma filosofico: Yoshe è l'uomo che non sa, ma forse è l'uomo che sa più di tutti, avendo aperto gli occhi sull'angoscia dell'esistenza.
Profile Image for Alessandra Ale.
373 reviews10 followers
May 8, 2025
Sempre incantevole la capacità narrativa di Israel Singer che riesce a dipingere davanti agli occhi del lettore le scene che racconta. Qui è particolarmente pungente nel raccontare e ridicolizzare una società dagli echi medievali come quella delle corti rabbiniche dell'Europa dell'Est di fine Ottocento. Si dilunga forse un po' troppo in dettagli narrativi che risultano non sempre scorrevoli per raccontare una vicenda fondamentalmente essenziale, senza troppi avvenimenti e spiazza il lettore con un epílogo non atteso che lascia con un interrogativo: chi è dunque Yoshe Kalb?
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121 reviews5 followers
July 20, 2021
Israel J. Singer è un grande genio della letteratura yiddish: "quella di Yoshe Kalb è una storia vera; in Galizia era esistito un tale soprannominato così, e ciò che narra questo libro è realmente ciò che gli accadde... [l'Autore] non si stancava mai di raccogliere informazioni d'ogni genere sulle usanze e sui fatti. In questo egli assomigliava a tutti i grandi scrittori realisti, che pensano di non saperne mai abbastanza". Dalla prefazione del fratello premio Nobel Isaac B. Singer.
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