4,5
”Awen. Esprimi un desiderio” è il primo libro di una dilogia sci-fi ambientata in una Roma futuristica, in cui l’azienda Awen offre ai cittadini la possibilità di veder realizzato un loro desiderio. Ovviamente, dietro un compenso stellare. Antea, la protagonista, è la persona più lontana dal poter permettersi un desiderio, anche se, a causa della sua malattia, ne avrebbe bisogno per sopravvivere.
Un giorno, però, nel cinema in cui lavora sente la conversazione tra due ragazzi, Noah e Tommaso, che progettano di rubare la misteriosa “macchina” dei desideri, e volente o nolente si trova a seguirli nel loro folle piano.
“Awen” è un romanzo adrenalico, pieno d’azione, con molti colpi di scena che non avevo assolutamente previsto e dei personaggi molto ben caratterizzati, che approfondirò a seguire.
Antea è una protagonista molto umana, e questa è una delle cose che ho apprezzato di più nel romanzo. È una persona vera, imperfetta, con pregi e difetti, che ha sempre potuto fare affidamento solo su se stessa e deve abituarsi al fatto che ora ci sono anche altre persone che tengono a lei e vogliono aiutarla.
Non è “troppo buona”, non esclude di scelte difficili per raggiungere i propri scopi, ma , anche a causa della sua salute, non è nemmeno la classica protagonista super strong che corre 10 km in un lampo e si butta a capofitto dappertutto.
Sia Noah che Tommaso sono ottimi personaggi secondari, con la loro backstory e il loro carattere, anche se Tommaso è un gradino sopra, secondo me. Il romance è presente ma è una componente secondaria, forse gestito con un po’ di fretta, ma aspetto di leggere il prossimo volume per esprimermi.
Ho apprezzato moltissimo come la modernità futuristica sia stata inserita all’interno di Roma, chi diffida dei fantasy ambientati in Italia qui si ricrederà. Si parla anche di un mondo con molte problematiche sociali, prima tra tutte la rabbia delle persone che hanno perso il lavoro a causa della Awen e del progresso portato all’estremo.
La struttura come ho già detto è molto ben costruita, adrenalinica al punto giusto senza però mancare di descrizioni dell’ambiente, approfondimento dei personaggi e tempo per loro crescita. Infatti, tutti i personaggi principali hanno un arco di crescita che, ne sono sicura, verrà ulteriormente approfondito e sviluppato nel prossimo libro.
In “Awen” si parla di disparità economiche e sociali, di difficili relazioni familiari, del fatto che per chi ha i soldi sia più facile far valere i propri diritti, come quando Antea ha difficoltà a ottenere le trasfusioni nella sanità pubblica. Si parla anche di coraggio, di compiere scelte difficili e di mettere a rischio i propri desideri in nome dell’amicizia. Tra alti e bassi Antea, Tommaso e Noah imparano a essere una squadra, imparano cos’è la fiducia e che a volte concederla è necessario.
Si parla anche di malattia e disabilità. Infatti, Antea ha una malattia che, oltre a essere uno dei fattori che motivano le sue scelte all’inizio della storia, è anche un impedimento reale, non messo così a caso come in alcuni libri, senza essere sviluppato.
Faccio i complimenti all’autrice per questo inizio di dilogia così promettente, non vedo l’ora di proseguire quanto prima!