Mettere al mondo un figlio, tutti prima o poi ci pensano. E le risposte, le età, le modalità variano con le persone, con le loro esperienze, con i loro corpi. Ma che succede per una donna alla soglia dei quarant’anni, che ha un grande desiderio di maternità e nessuna prospettiva immediata di realizzarlo? O, forse, una possibilità c’è? Gaia è stata appena mollata dopo una storia di dodici anni da quello che è stato ironicamente ribattezzato Capitan Schettino. Bea passa invece da un uomo all’altro e comincia a essere disillusa all’idea di trovare quello "giusto". Le due sono legate da un profondo rapporto di amicizia e dalla stessa visione del futuro. Così, in un pomeriggio di lacrime condivise, nasce l’audace «E se lo facessimo insieme?». Se entrambe si sottoponessero alla procedura di procreazione assistita, mettessero al mondo un bambino e poi li crescessero insieme? Perché esistono tante forme di amore e tanti modi di diventare mamma e, in fondo, la famiglia è soprattutto quella che ci costruiamo. Un atto di puro egoismo? Una straordinaria pazzia? Sono molti i dubbi, le domande e le paure alle quali dovranno trovare una risposta le protagoniste di questa meravigliosa storia. Con una penna delicata e attenta, Surina dà vita a un romanzo toccante, che ragiona su temi brucianti ed estremamente attuali come la maternità e l’identità familiare.Un esordio che vuole accendere la luce su una pratica – la pma – che è ancora un tabù nella nostra società ma che è più diffusa di quanto si pensi e la cui strada è lastricata di gioie, dolori ed emozioni tutte da raccontare.
Non ho ancora mai avuto l’impellente desiderio di maternità, ma ho sentito il peso - ancora leggero, dell’orologio biologico che avanza, dei miei coetanei genitori, delle ironie sulla genitorialità mancata quando “c’era l’occasione”. Giorgia Surina in questo romanzo si confronta con la fecondazione assistita e le sue difficoltà, gli ambienti emotivamente sterili, le speranze, le aspettative, i pregiudizi, la solitudine, i dubbi sull’egoismo, la discriminazione e il pietismo che subiscono le donne di fronte ad una mancata maternità o alla scelta di affrontare un percorso a ostacoli altissimi da sola e nel quale diventa fondamentale il supporto di alleati. Non sono potuta entrare in profondità nelle dinamiche di una mente materna perché la mia storia personale non mi ci ha ancora portato, ma è uno spunto di riflessione sull’impossibilità in Italia - per via della Legge 40, per una donna single o in una coppia omosessuale di accedere alla fecondazione assistita, raccontato attraverso gli occhi di due ragazze normali. Una storia che non racconta solo l’essere madri come genitrici di un essere vivente, ma sul concetto di maternità inteso come dono dell’amore: forse retorico, ma siamo tutte madri di sogni, all’occorrenza di amici, dedicando supporto senza alcun secondo fine. È questa l’essenza reale della maternità - e quindi solo in secondo luogo diventa riferita ad un nascituro: dare senza voler niente in cambio, perché come diceva Kierkegaard del mio cuore, una persona getta via il proprio tempo per amare altre persone perché amare dona beatitudine.
1,5 Mi dispiace fare questa recensione, forse il libro non faceva proprio per me. La tematica sulla maternità è anche interessante, peccato che venga affrontata con un linguaggio didascalico che tende palesemente al melenso. Le due protagoniste già fanno qualcosa che in Italia non è permesso, mandando a ramengo le premesse di aderenza alla realtà. Entrambe le stesse protagoniste non brillano certamente per furbizia e alcune delle motivazioni mi sono sembrate assurde, ne scuso in parte l'assurdità perchè ogni maternità e scelta di maternità è a se e anche le storie che ti farebbero alzare un sopracciglio a volte meritano di essere raccontate. In ogni caso non sono riuscita a stabilire un legame empatico con nessuna delle due, anzi, ogni pensiero, ogni riflessione trita da post social che vuole prendere like è stata una coltellata alla mia voglia di procedere con la narrazione. Il libro, al di la degli spiegoni, ha piccole ingenuità come descrizioni minuziose di cose che i protagonisti, parlando in prima persona non dovrebbero notare. I punti di vista sono la parte peggiore del romanzo, essendo le due intercambiabili e vagamente piatte è difficile capire chi sta parlando se non si chiamassero vicendevolmente o non si accennasse a parenti o lavoro.
Ho dato due stelle solo perchè è un'opera prima, perchè l'intento è buono, il libro un po' meno.
In due sarà più facile restare svegli è un romanzo che affronta un tema molto particolare, che accomuna molte donne che si trovano alla soglia dei quarant'anni, sole e con la voglia di diventare mamme. Cosa fare quindi? Aspettare il cosiddetto principe azzurro o fare da sé? È la condizione in cui si trovano Gaia e Bea, che dopo disastrose relazioni e con l'orologio biologico che avanza impietoso, decidono di affrontare insieme il percorso della procreazione medicalmente assistita, pratica che in Italia è purtroppo preclusa ai single e ancora molto discussa. C'è chi infatti si chiede se sia giusto mettere al mondo un figlio destinato a non conoscere una figura paterna, senza una vera e propria "famiglia". È quello che si chiede Gaia, che a differenza di Bea si trascina dietro diverse insicurezze, nonostante abbia l'appoggio di tutta la sua famiglia, sono i dubbi di ogni donna che desidera la maternità.
Giorgia Surina fa il suo debutto nel mondo letterario con un romanzo che di certo non passa inosservato, con una tematica più che attuale e con una scrittura intensa, attenta e sensibile. Un percorso esistenziale raccontato con delicatezza e tanta, tanta emozione, e un'amicizia forte, solida, che da vita a una sorella za che va oltre le solite frivolezze da donne ma guarda al futuro, ancora insieme, in una grande famiglia allargata che ha la certezza di bastarsi, così com'è!
Esiste il destino? Me lo sono chiesta più volte. La parte più romantica di me vuole credere che a tutto quello che accade c'è una spiegazione, anche se per il momento non la comprendiamo, "trust the process" potremmo dire. La parte più realistica di me invece preferisce cercare spiegazioni logiche e inconfutabili, come se tutto potesse essere spiegato da una formula, dimostrato attraverso un esperimento riproducibile che alla fine dà sempre lo stesso risultato. "Esiste il destino?" è una domanda che negli ultimi mesi mi sono posta molte volte, anche a causa di questo libro. Primo avvistamento: agosto 2022, in uno dei tanti giri in libreria con il ragazzo che ero convinta fosse "quello giusto". La trama mi piacque subito perchè mi stavo avvicinando all'idea di intraprendere una carriera nella PMA, e questo libro sembrava cadere a fagiolo. Sono una studentessa di 25 anni quindi mi sento giustificata nel dire che ho acquistato questo libro in un negozio dell'usato qualche mese dopo, l'ho visto tra gli scaffali ed è diventato subito mio. L'ho letto solo ora, a distanza di parecchi mesi, senza ricordare a fondo la trama (ad eccezione della PMA) e totalmente inconsapevole che nel libro avrei trovato una storia molto simile a quella che ha sconvolto la mia vita da pochi mesi. Sono stata folgorata dalle parole dell'autrice, dalla descrizione dei sentimenti, delle emozioni che la protagonista ha provato nel corso delle pagine che erano e sono, anche le mie. Sentirsi persa e vedere la propria vita scivolare dalle mani, non per una propria decisione ma per quella di qualcun altro, ponderata o meno che fosse, è una sensazione che fa paura, tradisce, ferisce. Non puoi scappare da certe sofferenze e pensieri, devi affrontarli nonostante sia molto doloroso. Leggere questo libro in questo particolare momento della mia vita mi ha permesso di cogliere nuovi aspetti che non avevo considerato sulla mia situazione, ma soprattutto mi ha dato forza e alleggerita delle mie sofferenze. Mi ha fatta sentire meno sola in tutto questo, perchè per quanto tu possa essere circondato da persone fantastiche, ti senti maledettamente in colpa a non sentirti compreso, appagato dalle loro dimostrazioni di affetto. Non è colpa loro, non è colpa tua, ma è sorprendente scoprire l'effetto che può avere il giusto libro nel giusto momento.
Feeling personali a parte, il libro è scritto davvero davvero bene, ogni parola ed espressione è studiata nel minimo dettaglio, il libro è scorrevole e leggero ma allo stesso tempo ti trapassa attraverso le parole. Non ho mai fatto le orecchie a un libro per salvarmi i passaggi migliori, ma in questo caso il mio libro è diventato un origami. Il mio capitolo preferito (sebbene sia stato difficile sceglierne uno) è "La Cena"; la conferma che questa volta il destino deve proprio aver fatto capolino per mettere sulla mia strada questo libro.
Lo consiglierei assolutamente a chi esce da una storia d'amore da film, una di quelle che sembrano perfette su tutta la linea, che finisce come un auto che si schianta all'improvviso contro un albero per aver perso il controllo, ma anche a tutte quelle persone che (un po' com'ero io fino a 6 mesi fa) non pensano la loro storia possa mai finire, o percepiscono in fondo che potrebbero provare un generale senso di smarrimento se qualcosa malauguratamente accadesse perchè questo libro non solo mi ha permesso di rispecchiarmi totalmente in una delle protagoniste e quindi di sentirmi un po' meno sola, ma mi ha lasciato un senso di risoluzione, di pace, di speranza e di consapevolezza personale di cui avevo bisogno (e di cui tutti abbiamo un po' bisogno a volte).
Non posso che ringraziare l'autrice (che sarò sincera, non conoscevo prima di questo libro), per aver dato vita a qualcosa di prezioso.
Fatemi dire che questo libro è stato una scoperta, non pensavo mi sarebbe piaciuto così tanto, non pensavo che temi così delicati potessero essere affrontati in maniera così semplice ma potente: una denuncia contro la società, una voce per le donne.
Cosa fare se si vuole disperatamente un figlio ma si è single? Che scelta ci lascia la società in cui viviamo?
E se lo facessimo insieme?
Eccola. Quella frase, quel momento, capace di insinuare in te il pensiero di potercela fare comunque, quella che ti cambia la vita nel momento esatto in cui la prendi in considerazione, l’idea. Perché no?
Quello scritto dalla Surina, è un libro estremamente attuale ma allo stesso tempo progressista. In Italia non è possibile accedere alla procreazione medicalmente assistita se si è single, lo specifica nei ringraziamenti, per questo all’inizio ho scritto che è una denuncia. Immagina un’Italia dove ciò sia possibile, ma anche tutte le difficoltà che ciò comporta, il giudizio sociale.
In due sarà più facile restare svegli è un libro da non perdere, parla di attualità, di un argomento che ci riguarda da vicini, sia che vogliamo dei figli sia no; è un libro che ci permette di riflettere sull’argomento, sulla libertà di scelta.
In fondo, quello che si dovrebbe tutelare, quello a cui si dovrebbe puntare, le fondamenta nella scelta di avere un figlio dovrebbe essere uno solo: l’amore.
Una storia di donne, di coraggio, di amicizia, di amore, del sapersene fregare del giudizio altrui per puntare a una cosa soltanto, la felicità.
Per fortuna l'ho comprato.. pieno zeppo di frasi segnate a matita.. bello ❤️
*E poi arriva il mattino a raccontarci come si fa, ogni volta, a ricominciare. "Perché se c'è una cosa che ho imparato in questa discesa all'inferno è riconoscere l'unicità di ognuno di noi. Nessuno deve mettersi a confronto con la vita e le scelte di qualcun altro. Ogni persona è unica come ogni esperienza che vive e attraversa. 'Sentivo forte la necessità di costruire, di sapere che potevo farlo, che ne ero capace, avevo bisogno di dare un senso al mio futuro. Perché così un senso non ce l'aveva. +Camminare da sola non è ciò che avevo desiderato nella mia vita. /Qual è la cosa più grande che puoi fare nella vita? Eccola. Creare vita. È dare altra vita.
Ispirata dalla copertina e dall'esordio della Surina come scrittrice. Un tema a me lontano, non sono riuscita a scindere il vero che potrebbe esserci in questa storia dal contorno fortemente romanzato. Bho
Un libro davvero interessante e completo, dalla scrittura ingenua e delicata ma allo stesso tempo decisa. Ho amato infinitamente Bea, ma mi sono affezionata a tutti i personaggi (a parte Schettino ovviamente). Spero di leggere presto altro di suo.
Carino e un bel messaggio ma mi sembra molto ripetitivo e non originale, chiusa l'ultima pagina non ti va di rileggerlo. Mi sembra un grido personale soffocato che è finito su un libro.
Ho trovato questo libro molto originale dal punto di vista della trama e ho molto apprezzato le protagoniste, a cui è inevitabile attaccarsi. Inoltre trovo che questo libro non sia rivolto solo a chi si ritrova nella stessa situazione di Gaia e Beatrice ma anche ad adolescenti e, tuttavia, la scrittura dell'autrice tiene il lettore incollato al libro.