Milo Molteni è il più grande pubblicitario italiano specializzato in campagne sociali. Molti lo considerano non solo un genio ma un benefattore, anche se chi lo conosce davvero, come la sua ex moglie, la pensa diversamente. Quando muoiono i suoi odiosi vicini di casa Milo acquista il loro appartamento, in cui scopre una porta misteriosa che sembra il passaggio segreto di un vecchio castello. Proprio da qui, una notte, entrerà un giovanissimo migrante in fuga… ma da cosa?Nell’avventura che nasce, Milo scoprirà quanto è difficile mettere in pratica i princìpi umanitari che finora ha solo propagandato. Affiancato da un bizzarro e imprevedibile detective privato che torna per la quinta volta nei romanzi di Montanari, si troverà avviluppato in una ragnatela di enigmi, minacce, vendette, un gioco di scatole cinesi con un finale a sorpresa. E sullo sfondo le trame di Han, un’implacabile organizzazione segreta di giustizieri.Perché puoi chiudere tutte le porte della tua casa, o della tua vita, ma ne rimane sempre una aperta.“Montanari è uno scrittore mistico.” (Andrea Camilleri)“Un timoniere che conosce perfettamente le regole per condurre la sua nave in porto. Un narratore di storie piene di vita e movimento, capace di spingere la tensione fino ai limiti più estremi.” (Der Spiegel)
Risvolto Milo Molteni è il più grande pubblicitario italiano specializzato in campagne sociali. Molti lo considerano non solo un genio ma un benefattore, anche se chi lo conosce davvero, come la sua ex moglie, la pensa diversamente. Quando muoiono i suoi odiosi vicini di casa Milo acquista il loro appartamento, in cui scopre una porta misteriosa che sembra il passaggio segreto di un vecchio castello. Proprio da qui, una notte, entrerà un giovanissimo migrante in fuga… ma da cosa? Nell’avventura che nasce, Milo scoprirà quanto è difficile mettere in pratica i princìpi umanitari che finora ha solo propagandato. Affiancato da un bizzarro e imprevedibile detective privato che torna per la quinta volta nei romanzi di Montanari, si troverà avviluppato in una ragnatela di enigmi, minacce, vendette, un gioco di scatole cinesi con un finale a sorpresa. E sullo sfondo le trame di Han, un’implacabile organizzazione segreta di giustizieri. Perché puoi chiudere tutte le porte della tua casa, o della tua vita, ma ne rimane sempre una aperta. ----------- E' un buon libro, di quelli che catturano. Si affronta il tema, caldissimo, dei migranti, e Montanari è bravo nel sottrarsi al lancio di qualsiasi messaggio, buonista o cattivista che sia. Ciò che lui pensa lo si comprende, ovviamente, tra le righe, ma sono righe prive di sbracature ideologiche o paraocchi. La riflessione sul problema dell’immigrazione, dell’accoglienza, dei rapporti con chi si considera “diverso” per religione, per etnia, per orientamento sessuale è equilibrata e priva di retorica. Scrive: “Quelli che sono favorevoli all’accoglienza devono fare discorsi complessi, spiegare che l’ondata migratoria non si può arrestare, ma solo gestire, magari risalire alle responsabilità dell’Occidente […] dire che il mescolarsi di razze è cosa positiva […]. I populisti di destra fanno un discorso semplicissimo: questa è casa nostra, stiamo bene senza di loro, cacciamoli fuori. Stop. […]”. Qui una bella intervista con l'autore: http://www.sulromanzo.it/blog/una-sto...
Sarà che ormai i ricchi pubblicitari, gli architetti di successo, gli stilisti di grido che monopolizzano la narrazione dei buoni sentimenti mi ha un po' stufato, ma nonostante la domanda posta nel libro sia di quelle importanti e si confaccia proprio al vissuto di questo tipo di affermati professionisti sensibili al sociale (cosa succede quando per davvero ti tocca "ospitarli a casa tua"?)... a quattro stelle non ci arriviamo. È un mio gusto personale, intendiamoci, ma quando sento odore di Vanzina in me scatta il bisogno di Virzì. Certo, qui più che Vanzina siamo verso Brizzi, ma il tema avrebbe a mio avviso acquistato ancor più spessore se a interrogarsi sulla questione non fosse stato un uomo single, con un appartamento in più e più soldi di quanto gli servano, bensì un appartenente a una classe un po' meno fortunata. Un'ultima notazione: c'è poco spazio per i subplot, che nel complesso risultano completamente schiacciati dalla trama principale.
Ho atteso qualche giorno per parlarvi di questo romanzo, perché desideravo prima incontrare l’autore.
Sono entrata in possesso di questo libro proprio perché la Ubik di Treviglio, con la quale collaboro già da oltre un anno, mi ha chiesto di moderare l’incontro che si sarebbe tenuto Giovedì 30 Gennaio 2020 (cioè oggi, non ho potuto aspettare oltre per condividere con voi l’emozione provata).
“La seconda porta” è un romanzo mainstream, difficile da catalogare sotto un solo genere, che dimostra quanto l’autore abbia cercato (partendo dal dettaglio delle parole a mo’ di trailer a inizio capitolo) di dare vita a uno stile il più possibile unico, a una cifra personale e riconoscibile.
Questo romanzo racconta la storia di Milo, pubblicitario di successo (soprattutto nelle campagne sociali) che in un momento particolare della propria vita si ritrova a dover affrontare degli imprevisti che lo metteranno a dura prova. Non mi dilungo oltre sulla trama del romanzo, che vi lascerò poi in fondo all’articolo, perché voglio invece spendere qualche parola in più sull’autore. In ogni caso sappiate che in questo libro non ci sono eroi, ma persone normali che con i propri difetti, si imbattono nelle curve di una vita imprevedibile.
"Noi siamo il nostro passato, anzitutto. Siamo fatti di passato molto più che di presente, perché il presente si sbriciola fra le nostre mani attimo dopo attimo mentre il passato è un nocciolo duro, roccioso. Il passato è quella parte del presente che ha meritato di rimanere dentro di noi per sempre."
Raul Montanari ha un Curriculum davvero notevole. Romanzi, sceneggiature, traduzioni, corsi di scrittura creativa, premi e collaborazioni. La lista è davvero lunga e chiacchierando con lui anche solo per pochi minuti si ha subito ben chiara la competenza e la passione che lo contraddistinguono e che lo hanno portato ad avere un meritato successo.
In lui ho scoperto una persona ironica, gentile (cosa non da poco, almeno per me), e con la grande capacità di intrattenere il suo pubblico.
Sarei rimasta un’altra ora ad ascoltare i simpatici aneddoti legati al romanzo o le sue riflessioni sulla vita in generale in cui è difficile non ritrovasi. Quindi proprio per questo motivo, mi auguro di avere presto occasione di chiacchierare con lui ancora un po’.
Per ora mi accontento di aver condiviso con questo bravissimo autore uno dei tanti momenti importanti nella vita del suo romanzo, edito da Baldini e Castoldi, e conserverò gelosamente nel mio studio la mia copia autografata.
Se non avete ancora letto questo libro, vi consiglio di farlo. Sono certa che ne resterete affascinati quanto me.
È un romanzo che si legge velocemente, la scrittura è fluida e ti trascina nella lettura. La trama è molto originale: non ci sono grandi colpi di scena, non è un noir ma comunque è coinvolgente.
Nella vita agiata di Milo Molteni, pubblicitario in voga e sempre impegnato per qualche nota azienda della comunicazione, irrompe un problema rappresentato da un giovane migrante che entra nell'appartamento che ha appena acquistato. I proprietari e suoi vicini di casa muoiono in seguito ad un incidente, vivevano sopra al suo appartamento e gli viene proposto di acquistarlo dal figlio dei defunti coniugi Mattei. Vista la sua disponibilità economica e il fatto che la possibilità di avere quell'appartamento gli era già passata per la testa, Milo accetta e fa sgomberare il suo nuovo alloggio, con l'intenzione di unire i due piani internamente per avere a disposizione una grande casa. Nell'appartamento dei Mattei però c'è una porta che da su una scala di servizio, forse era usata come accesso al locale pattume, infatti è ad esso che conduce. Proprio da questa porta entrerà Adam, un migrante che si nasconde da qualcosa o da qualcuno e non vuole spiegare a Milo le sue paure fino a quando i due diventano amici, si confidano e Milo prende a cuore la situazione del ragazzo, lo accudisce, gli porta da mangiare, gli compra vestiti e prova a dargli fiducia credendo alle cose terribili che Adam racconta. Intanto la sua vita fuori dalla casa subisce anche l'emozione dell'incontro con Vera, architetto che Milo contatta proprio per sistemare la nuova parte di casa che avrà a disposizione. Con lei nascerà un rapporto diretto e sincero anche se i primi ostacoli da superare nel rapporto non saranno certo i più comuni. In tutto questo avvicendarsi di situazioni stravaganti, giunge anche un personaggio eclettico e misterioso, Velardi. Quello che dapprima sembra un potenziale acquirente per l'appartamento vuoto, si rivelerà per ciò che è realmente, un brav'uomo che fa un lavoro particolare. Ci sono molte parti che narrano i ricordi del protagonista, richiamati alla mente da situazioni che disturbano emotivamente Milo, ma non mi sono sembrate molto centrate con l'evento raccontato in quel momento. Per il resto il libro scorre velocemente e parla di un tema molto attuale, con descrizioni di vite pregresse che non sono quelle sbandierate da TV e giornali e questa è sicuramente la dote migliore che si porta appresso la storia.
31/2020 Raul Montanari - La Seconda porta Se cercate un romanzo che abbia come protagonista un pubblicitario radical chic, che fa solo campagne per il sociale, quelle da cui non guadagni niente, ma che gira in Jeep, ha un appartamento di proprietà in centro e se ne compra un altro, quello mansardato, sopra il suo, senza colpo ferire- ed anzi, già che ci siamo qualche colpo lo dà semmai all'architetta (bisogna usare il femminile anche qui, vero?), quella ecologista, col bel culo e il nasino all'insù che gira con la bicicletta superaccessoriata- perché ok che non inquino, ma la bici deve averci pure il sellino che vibra che sennò col cavolo che mi mantengo sodo il posteriore.. e poi vediamo, ah ecco: gli scafisti, il profugo (bellissimo e "giustamente" gay, laddove giustamente sta in quel bilico del politicamente corretto, per cui anche io lo sono stato e chissà, magari lo sono perché non ho pudore a riconoscere che un uomo è bello- ma intanto mi scopo l'architetta e faccio sapere al pubblico che le lagnanze dei vicini sono dovute ai gemiti delle mie ospiti). E poi, ovviamente, profumate tutto con gli incensi della critica: IL capolavoro di Montanari, IL libro che mancava, IL romanzo perfetto. Ed ecco un bello spaccato dell'editoria del 2020, quella in cui nessuno ha il coraggio di dire che il re è nudo- e che questo libro è un concentrato di luoghi comuni ben scritti (assolutamente ben scritti), ma di una noia mortale. Aridateme il piacere di leggere, perché quest'anno sono davvero in credito con tutti. Ovviamente è un NO, tanto più grande quanto più solitario.
Ci sono i buoni e i cattivi? O ci sono buoni e cattivi.. Con una storia "estrema" ti fa toccare con mano che tutti siamo sia carnefici che vittime. Ma che un'etica c'è e non è candida; se ti sporchi con la realtà, tutto si sfaccetta.
Un pubblicitario cinico e stanco del suo lavoro, single, che improvvisamente si ritrova in casa un ragazzino arrivato con i barconi in Italia. Gli chiede di nasconderlo perché è in pericolo. Come sempre l'ultimo romanzo di Raul Montanari ti tiene incollato alle pagine per capire dove stia la verità e dove la menzogna. Bellissimo, se volete saperne di più, sul mio blog senza spoiler.