Favole di tutti i colori che raccontano l'amore della libertà e la libertà dell'amore
Le favole fanno sognare, a tutte le età. Sono in grado di farci vedere il mondo nelle sue sfumature, meravigliose come quelle dell'arcobaleno.Ma l'arcobaleno è anche un ponte tra realtà spesso lontane, un cammino che unisce superando la diversità, senza annullarla. Non è un caso perciò che gli eroi e le eroine che troverete in queste pagine siano personaggi tra loro molto diversi: non sono principesse fantastiche o burattini di legno ma persone vere, reali, che hanno lottato per essere libere e per scrivere una storia alternativa, più colorata.
DNF quando ho visto che si faceva misgendering verso una donna trans. Frega niente che dopo usi il femminile, Coccinelle non è stata "il primo transgender di Francia".
Inoltre il libro ha uno stile estremamente infantile e superficiale, che confonde continuamente fiaba e favola: generi che non si assomigliano e che, tra l'altro, con la biografia non c'entrano nulla. Io non so voi, ma le differenze principali tra i generi le so dalle elementari. Le biografie sono estremamente sintetiche, cosa che riduce lo spessore delle figure storiche trattate, specie perché il contesto storico e sociale in cui si muovono non viene mai davvero spiegato. Il fatto poi che siano affrontate in ordine alfabetico e non in ordine cronologico non aiuta a dividere bene la Roma dell'imperatore Adriano da quella degli anni '60. Le semplificazioni inoltre a volte restituiscono i concetti in maniera (spero involontariamente) distorta. Esempio semplice: parlare di un corpo femminile "senza un filo di grasso" come invidiabile (e di come avere quel tipo di corpo abbia reso una donna ancora più famosa di quello che era già) può essere ulteriore benzina sul fuoco per gli standard di bellezza a cui le bambine vengono sottoposte fin da piccolissime, anche se magari le intenzioni dell'autore erano solo quelle di riportare (male) il pensiero dell'epoca.
Riprende l'idea di "Storie della buona notte per bambine ribelli" solo che in questo caso racconta vite di persone che hanno espresso la loro libertà (sessuale, politica, artistica, etc). L'idea è buona, purtroppo però il prodotto finito è abbastanza deludente: le vite dei personaggi vengono narrate sommariamente e utilizza sempre gli stessi aggettivi per descriverli; ha cercato di utilizzare il linguaggio tipico delle fiabe per bambini, ma l'effetto finale risulta solo infantile e approssimativo. Peccato, poteva essere una buona occasione per raccontare la vita di chi ha dovuto combattere per essere se stesso, un buon esempio per chi oggi pensa che siano finite le lotte per la parità sessuale e di genere.