Basketball Journey "è un tributo al Doc, James Naismith. Tutti coloro che sono stati travolti dalla sua invenzione dovrebbero almeno una volta nella vita andare a trovarlo, laggiù nel Kansas. Un gesto di riconoscenza dovuto per un beneficio ricevuto. Un dono la Pallacanestro."Partendo da Springfield nel Massachusetts, la culla del nuovo Gioco inventato nel 1891 dal professor Naismith in una fredda notte d’inverno, Mamoli e Pettene si sono lanciati insieme in un lungo viaggio "on the road" costellato di luoghi leggendari e protagonisti unici, con un semplice filo conduttore. L’amore per il basket, uno degli sport spettacolari e seguiti al mondo, nato in una grande nazione che a fine Ottocento stava ancora cercando di costruirsi un’identità, una Storia collettiva, degli eroi in cui credere. Tra appunti di viaggio, migliaia di chilometri in macchina, dialoghi con personaggi di culto e visite nelle cattedrali cestistiche americane, i due autori hanno ricostruito alcune memorabili storie scoprendo un nuovo modo di raccontare gli USA, attraverso l’incredibile epopea di un gioco nato sui campetti e assurto alla gloria stellare della NBA. Dopo i licei di Kobe Bryant e Wilt Chamberlain, il ruvido "playground" d’infanzia di Kevin Durant, le rivalità universitarie più nobili d’America e un pellegrinaggio indimenticabile attraverso le leggende dello Stato dell’Indiana, il tributo a James Naismith si chiuderà nel Kansas, a Lawrence, dove il Doc riposa in pace, felice di aver lasciato questo mondo migliore di come l’aveva trovato.
Un libro consigliatissimo per tutti gli appassionati e amanti del basket. Il racconto (ben scritto) di un viaggio on the road dalla culla del basket ad alcuni luoghi mitici del Midwest, fra Indiana e Kentucky. Episodi conosciuti (pochi) e sconosciuti (molti) si alternano in una lettura scorrevole e piacevole.
Un’appassionata cavalcata nei luoghi simbolo della pallacanestro mondiale si trasforma nel più classico dei racconti di viaggio, con spunti curiosi e meno noti su usi e costumi oltreoceano. Chi si abbevera già alla fonte della palla a spicchi americana troverà nomi e date storiche già conosciute, ma dubito che la notorietà riguardi proprio tutto: qualche chicca qua e là si percepisce. L’ostacolo più difficile per chi il basket lo conosce molto poco è proprio quello di filtrare dalla massiccia operazione nostalgia i racconti di pura umanità, di vittorie e sconfitte, di sacrifici e risultati, di razzismo e riscossa. La retorica fiammeggiante degli autori è stemperata da un entusiasmo che si può definire solo fanciullesco. Nel senso buono del termine: l’avverarsi di un sogno, il bengodi della memoria.
Uno dei libri più belli sul basketball americano che abbia letto. Mamoli e Pettene non solo trattano la Pallacanestro in modo originale (raccontandoci storie diverse da quelle più note e raccontate in diverse salse; consigliatissimo il pezzo sulla Taylor University in Indiana), ma ci descrivono un bellissimo viaggio on the road in alcuni stati americani che sarebbe bellissimo ricreare, almeno in parte. Unica "pecca", se proprio ne vogliamo trovare una, è lo squilibrio tra le storie legate all'Indiana rispetto a quelle degli altri stati citati, ma è uno squilibrio che non dà fastidio per chiunque sia un appassionato della palla a spicchi.
Un racconto “on the road” tra East Coast e Midwest, di luoghi e storie del basket americano, a volte poco noti, altre volte, peggio, finiti nell’oblio. Un atto d’amore e un solenne tributo al professor Naismith, inventore di The Game. La fanciullesca meraviglia di Mamoli e Pettene al cospetto di tanti luoghi di culto del college basket, non è di maniera e non disturba, anzi, noi adepti (o malati) la condividiamo e ci immedesimiamo in essa.
Un appassionatissimo viaggio attraverso la storia del basket US, ricco di approfondimenti e di memorabili racconti da insiders. Uno stile narrativo godibilissimo, hai la netta sensazione (oltre che un chiaro desiderio) di essere in auto con loro nelle strade della storia. AWESOME!!
Veramente molto bello. Coinvolgente, interessante e ricco di aneddoti. Inoltre, può sembrare stupido, ma anche i colori e l’impaginazione sono davvero ben fatti
È un viaggio attraverso alcune delle tappe più importanti del basket usa ponendo attenzione anche alla NCAA. Ben scritto e permette una grande empatia anche per chi di basket non ne mastica
Sgombriamo subito il campo dagli equivoci: Basketball Journey è proprio un libro bello (in tutti i sensi, anche dal punto di vista estetico) che inevitabilmente può davvero apprezzare a pieno solo chi è un appassionato di basket. Fino alle ultime pagine sono stato indeciso se valutarlo con 4 o 5 stelline, optando alla fine per la prima soluzione considerando che, a volte, perfino per me alcuni nomi e riferimenti fatti dagli autori sono risultati un po' difficili da collocare. Al netto di questo, è un testo che è un vero piacere leggere. È un viaggio on the road che parte dalle origini di questo sport (voi lo sapevate come nasce la palla canestro - perché all'inizio si scriveva staccato - e perché si chiama proprio così? Ecco, io no. E ora che lo so, trovo ancor più pazzesco), visitando alcuni dei luoghi che negli Stati Uniti (con bonus track in Canada) hanno fatto la storia del basketball, ma soprattutto raccontando storie e aneddoti davvero iconici e, a volte, commoventi. Non aspettatevi di leggere capitoli dedicati a Magic Johnson, Michael Jordan, Kobe Bryant o altre stelle della storia della NBA. Ci sono anche loro, ovviamente, ma il cuore di questo libro sono le narrazioni delle storie più incredibili che riguardano i tornei delle high school, dei college e delle università, là dove la passione e i campioni vengono coltivati da ormai più di un secolo e che rendono possibile l'esistenza di un palcoscenico patinato e ricco come quello della NBA. Per intenderci, leggendo Basketball Journey, si scoprono tradizioni incredibili e folli come quello della Silent Night della Taylor University.