"Danzo con il terrore. La pace della morte è il mio dono." Chi è Jerome Faure? Cosa si cela dietro le sue feste, la sua ricchezza oscena, i suoi sorrisi ammalianti? E perché sembra che tutto quello che lo circonda finisca in rovina?
Dalla Londra vittoriana alla Parigi di Gauguin, tra balli in maschera e delitti misteriosi, ecco il romanzo che racconta la vita, le promesse e l'oscurità di Jerome Faure.
LA PROMESSA DI JEROME FAURE è il nuovo romanzo Abel Montero, autore bestseller della Saga del Protettorato e di Le Cronache di Kiengir.
Che dire di questo romanzo se non che mi è piaciuto tanto, nonostante non fosse affatto nella mia comfort zone?
Lo stile all'inizio può risultare un po' altisonante, coerente però con l'ambientazione di una Parigi di fine '800, ma con il procedere della trama sono rimasta attaccata alle pagine: volevo sempre sapere di più di Clem, poi di Irmine e poi di Jerome, senza contare il mistero portante della storia. C'è un bell'equilibrio di caratterizzazione dei personaggi e la trama principale, un'alternanza che fa sì che sia difficile annoiarsi. E per un romanzo che non era nelle mie corde, direi che è un grande risultato.
Alla fine di questo libro ho pianto: volente o nolente mi sono affezionata all'ingenuità di Clem, alla bontà spensierata di Jerome e al loro rapporto, al loro affetto, due ragazzi che hanno subìto ma dato tanto. Si sono spesi l'uno per l'altra senza magari un motivo apparente se non capirsi al volo e mostrare una nobiltà d'animo frutto di un mondo che è sempre andato contro di loro, ma sono stati in grado a non farsi contagiare dalla malignità fino in fondo.
C'è stata una cosa sul finale che non mi ha convinto appieno e avrei voluto sapere di più sulle origini di alcuni personaggi, ma mi ha talmente coinvolta che anche queste cose passano in secondo piano di fronte alle emozioni.
Gridò. Pianse. Gridò. Pianse. Poi, clemente, il buio.
Questo è, in assoluto, il miglior romanzo di Abel Montero che io abbia letto.
Ha tutto quello che chiedo da una lettura, a partire dalla profondità emotiva dei personaggi per arrivare a un ambientazione delineata e interessante, e, soprattutto, fitta d'intrecci con altre opere dell'autore. Alla fine, mi sono commossa. E non è mai successo con i suoi libri.
In La Promessa di Jerome Faure si intravede chiaramente un'umanità disarmante, la sensibilità della gioventù, la bontà d'animo di due ragazzi che dalla vita hanno avuto solo dispiaceri e che, l'uno nell'altro, riescono a trovare ciò che gli è sempre mancato. Due ragazzi legati da un'amicizia che supera ogni confine, che si libra nel cielo come una manciata di scintille d'oro.
Partendo dall'incipit - veramente bellissimo, con un stile barocco che si allinea perfettamente con l'ambientazione parigina di fine settecento - per arrivare al finale - che mi ha fatto singhiozzare come una bambina - La Promessa di Jerome Faure mantiene alta l'attenzione del lettore, catapultandolo in una Parigi vittoriana cupa e misteriosa, dove i fili del destino si intrecciano, portando la vita di Clemence, il nostro protagonista, a un inatteso stravolgimento.
Ebbene sì, per quanto il romanzo si intitoli La promessa di Jerome Faure, il nostro protagonista di chiama Clemence. E la spiegazione di questo titolo, personalmente, ad avermi fatto buttar giù quel singhiozzo disarmante. E poi, tutto quello che c'è dietro "Jerome Faure"... Oh, santo cielo, mi frigge il cervello.
La mia parte preferita in assoluto, in tutto il romanzo, è la Prova. Tremendamente evocativa ed esoterica, descritta magnificamente. L'autore è riuscito a rendere talmente vivida la scena da poterla vedere con estrema chiarezza. Goccia dopo goccia, respiro dopo respiro... grida e pianti. Poi, clemente, il buio. Geniale, magnifica, scena decisamente d'impatto.
La promessa di Jerome Faure non è perfetto, come non lo è qualsiasi libro su cui abbia posato gli occhi, ma le cinque stelle, secondo me, se le merita tutte. Anche perché ho letto le precedenti opere di Abel e, mi rendo conto, questa alza decisamente l'asticella.
Una volta iniziato non sono riuscita a separarmi dal Kindle, obbligandomi a fare una sessione profonda di lettura che è iniziata al pomeriggio e si è conclusa a tardissima notte. Prende bene, benissimo, quindi... approvata a pienissimi voti, con il cuore.
Dalla trama mi aspettavo un buon libro e in buona sostanza così è stato. Personaggi, intreccio, stile di scrittura e ambientazione sono molto ben sviluppati, si vede la cura e la passione che c’è dietro.
L’incipit fa sfoggio di uno stile che riesce a calarti subito nella Parigi di fine diciottesimo secolo, una città cupa e misteriosa in grado di cambiarti la vita, che tu lo voglia oppure no. Mi ha ricordato moltissimo i Penny Dreadful, pubblicazioni diffuse nel Regno Unito durante il XIX secolo che costavano letteralmente un penny e raccontavano storie dell’orrore cupe e sanguinose.
C'è un buon equilibrio tra lo sviluppo dei personaggi e della trama, il ritmo mantiene concentrati sulle vicende e non ci sono cali di tono o parti troppo descrittive.
La caratterizzazione dei personaggi è ben sviluppata. Spesso nei volumi unici è uno degli elementi che risente di più dello spazio limitato, ma in Jerome non accade. In particolare la crescita di Clem è molto ben sviluppata. All’inizio della storia facciamo la conoscenza di un giovane ingenuo innamorato della pittura e alla fine ci ritroviamo davanti un uomo forte che, nonostante le sofferenze, è in grado di prendersi la responsabilità di azioni dal peso morale non indifferente. Molto bello il rapporto tra Clem e Jerome, due anime affini che trovano l’uno nell’altro un compagno di vita.
La parte che ho preferito è sicuramente la prova, una scena davvero vivida.
Perchè 4 stelline anziché 5? Principalmente per due motivi: primo, la parte finale che, pur essendo molto poetica, non mi ha soddisfatta completamente, l'ho trovata troppo rapida rispetto alla costruzione della suspense che c’è durante tutta la narrazione; secondo, la scelta di non approfondire certe tematiche, ad esempio le origini di alcuni personaggi per citarne una senza fare spoiler. A conti fatti penso che la storia avrebbe giovato di qualche pagina in più, sarebbe comunque rimasto un volume unico ma lo spazio aggiuntivo avrebbe dato modo di sviluppare meglio alcuni elementi dotati di grande potenziale.
"Lo straniero si carezza il cuore per tenere viva la memoria di ciò che è stato, di ciò che avrebbe potuto essere e per scacciare il timore di ciò che sarà." [earc fornito dall'autore] . Ci ho messo un sacco di tempo per finire questo libro. Mi sono bloccata esattamente a metà, e nemmeno so perchè, visto che le ultime duecento pagine le ho lette in tre ore. . Abel, qui, si avvicina e si tuffa nel fantasy storico, allontanandosi dal suo consueto scrivere tutto pieno di azione e di botte. La Promessa è un romanzo più lento, dallo stile più corposo, con personaggi più complessi e del tutto nuovi, il protagonista per primo. Ci sono nomi conosciuti, vecchi amici (<3, amiche, nel mio caso) e c'è un nuovo, intensissimo punto di vista su quello che sarà poi il Ragazzo Bendato. . Leggere Abel è sempre un po' tornare a casa, ritornare da amici che non sai deluderanno: e così è stato. Nonostante una parte centrale un po' lenta, l'inizio entusiasmante e il finale scoppiettante hanno decisamente trascinato la lettura. Ho apprezzato anche - come sempre, perchè sono la miacosaprefe - le descrizioni dei luoghi, che sono sempre così perfette da ricordare minuscole cartoline. Ed è stato bello, per una volta, rallentare i ritmi della saga del Protettorato e avventurarsi nella scintillante Parigi di inizio 800, nei vicoli e nelle strade. . È anche un ottimo punto di partenza per chi non sa da che parte cominciare nel Monteroverso: questo e Kiengir offrono dei punti di vista inediti e di livello su un universo articolatissimo e tutto interconesso.
Eccoci con un nuovo libro! Grazie ancora ad @theabelmontero che mi ha permesso di leggere in anteprima questo piccolo gioiello!
~LA PROMESSA DI JEROME FAURE ~ ✨ Un Fantasy dal gusto esoterico, con venature gotiche e piccoli accenni di estetismo.
🎨 Autoconclusivo , il romanzo USCIRÀ IL 24 GIUGNO SU AMAZON.
✨ La vicenda narra di Clement, un giovane con una promettente vita da imprenditore davanti, in una Londra del 1872 partirà invece con la madre malata alla volta di Parigi. Qui cercherà di dare sfogo alla sua più grande passione: l'arte. Grazie ad un tutore, amico di famiglia, verrà avvicinato da uno dei più rinomati "salotti".
Qui, tra feste e passeggiate, passerà il suo tempo insieme ad un giovane conosciuto: Jerome Faure. La sua vita verrà sconvolta da alcune morti e da questo momento un vortice di eventi, sensazioni e personaggi strani, porteranno la storia alla sua dolce e amara conclusione.
🎨 Fin dalle prime pagine il mio pensiero era "Perché é un Fantasy?" Ci troviamo in una Parigi vittoriana costellata da feste, salotti sfarzosi, amore per l'arte che mi hanno, sin da subito, fatto provare sensazioni di decadentismo e romanticismo, tipico del Ritratto di Dorian Gray.
✨ La promessa di Jerome Faure ha tutte le carte in regola per farsi chiamare classico se non fosse che l'autore, utilizzando un linguaggio aulico e spesso molto introspettivo, a metà della narrazione ci immerge in episodi completamente fuori dal comune.
🎨 Ci stordisce tra mistero e sogni deliranti del protagonista. Abel ci fa vivere questa storia passeggiando in una Parigi Haussmanniana mentre il misticismo e l'esoterismo che ci solletica la mente nella prima metà del libro, esplode completamente nella seconda metà, facendoci venire il fiatone per star dietro a tutti gli avvenimenti, come se stessimo facendo una corsa.
Ho pianto sul finale? No, ma... C'è un Ma! Mi ha lasciato un sapore amaro in bocca.
Qualcosa che poteva essere e non é stato.
La libertà che trionfa a discapito della bellezza.
Non avevo mai letto niente di Abel prima di oggi, per quanto abbia sentito molte persone lodarlo. Ho avuto la possibilità di leggere in anteprima la sua ultima fatica e… mamma mia. Ottima scrittura, personaggi umani e un ritmo che ho trovato azzeccato. Si prende i suoi spazi per ingranare, ma l’ho trovata una scelta azzeccata, soprattutto in vista del finale.
Mi toccherà recuperare l’intera seria perché voglio sapere. Voglio di più. E sono sicura di essermi persa parecchi cameo che chi ha letto la serie principale avrà senza dubbio colto. Consigliato.
Wow....non c'è niente da fare....quando l'autore è Abel Montero la storia, le descrizioni, i personaggi ... insomma tutto ma proprio tutto ti coinvolge e stravolge...piacevolmente!!!!! Ho letto questo libro con in testa già una certezza: sicuramente sarà bello! Perché? Semplicemente l'autore non sbaglia un colpo!! Infatti ho adorato anche questa storia. Il giovane Lord Clemence Turner, amante della pittura decide di seguire la madre che, per allontanarsi dal marito, decide di lasciare Londra e trasferirsi a Parigi. Qui spera di trovare un buon maestro che lo prenda come apprendista e lo aiuti ad emergere. Nel suo girovagare incontra Irmine Moureau, una donna tanto bella quanto misteriosa. Nonostante i consigli di non frequentare quella donna, Clem si ritroverà attratto dalla bella Irmine e finirà per essere convolto in situazioni molto particolari con risvolti inaspettati. Frequentando la casa di Irmine, Clem incontrerà il giovane Jerome con il quale stringerà un legame molto stretto. Della storia non voglio rivelare altro per non togliere il piacere della lettura ma posso dirvi che la penna di Abel Montero anche questa volta ha lasciato il segno. Uno stile sempre attento ad ogni particolare ai dettagli per il periodo storico in cui si svolge la storia; i personaggi sempre ben descritti e caratterizzati rendono la lettura scorrevole e molto piacevole.
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"Danzo con il terrore. La pace della morte è il mio dono."
Bellissimo romanzo fantasy, la storia si svolge tra la Londra vittoriana e la Parigi di fine '800. Il giovane Lord Clemence Turner si trasferisce, insieme alla madre, dalla fastosa casa di Londra all'appartamento materno di Parigi; lei ha bisogno di cambiare aria e soprattutto di allontanarsi dal marito, lui non vuole lasciarla andare da sola. In più, Clem ama la pittura e pensa di poter trovare un buon maestro in Francia, a cui fare da apprendista. Dalla conoscenza con Irmine Moureau, imprenditrice misteriosa e affascinante, comincerà il cammino di Clem alla scoperta di un mondo a lui oscuro che lo coinvolgerà in situazioni tanto incredibili quanto inquietanti. Lo stile di scrittura mi è piaciuto particolarmente, l'ho trovato accurato e coerente al periodo storico narrato. Le ambientazioni hanno un grande impatto visivo: si può avvertire l'amore per le architetture, e, per chi come me ha letto altro dell'autore, non sono una sorpresa le magnifiche descrizioni dei paesaggi circostanti.
"L'azzurro cupo del cielo pomeridiano si stava lasciando intrappolare da una cornice di nuvole grigie"
Anche la caratterizzazione dei personaggi è molto bella e minuziosa. Durante la lettura ho attraversato diverse fasi: dagli occhi a cuoricino per alcune vicende, allo stupore, paura, ansia, rabbia, commozione e alla fine anche qualche lacrimuccia (se ve lo doveste chiedere era sicuramente allergia!).
Che dirvi ancora se non che questo è l'ennesimo romanzo di Abel Montero che leggo e anche questa volta è riuscito a sorprendermi e incollarmi alle pagine sino alla fine.
Opinione Una storia fantastica. Il ritmo, nella prima metà del libro abbastanza rilassato, ma che accelera e diventa sempre più serrato verso la fine, mi ha tenuto incollato alle pagine. Non ho letto gli altri libri dell’autore, che so essere nello stesso universo, ma ciò non mi ha minimamente impedito di godere dell’ottima scrittura e dei meravigliosi e complessi personaggi. Se, come me, non conoscete già l’autore, questo libro vi stupirà.
Sinossi Questo libro parla di un ricco ragazzo inglese (figlio di un Lord) che si trasferisce a Parigi insieme alla madre. Lì conoscerà delle persone che vivono in un mondo completamente diverso dal suo, un mondo molto più povero e malato. Ma tutto cambierà dopo un evento inaspettato, che lo porterà, dopo una serie di eventi, a scoprire cose di se stesso che non avrebbe (e nemmeno noi lettori) mai potuto immaginare.
Just a little disclaimer: ho preso parte alla fase di editing strutturale di questo romanzo. Non penso che il mio contributo svaluti questa recensione perché, signori miei, il libro era already un capolavoro senza il mio contributo.
Now, moving on.
La Promessa di Jerome Faure è un fottüto capolavoro, dicevamo. Chiaro. Semplice.
È un romanzo molto diverso da tutti quelli che Montero ha buttato fuori fino a ora ma anche in linea con l'evoluzione delle sue capacità a cui ci ha abituato.
Non mi soffermo sulla sinossi perché la potete leggere altrove. Vi basti sapere che pur essendo una storia molto semplice e diretta, c'è abbastanza materiale per creare le giuste aspettative. I misteri sono presenti e le risposte arrivano (alcune sono ambigue) Montero ci ha abituato a serie/saghe. Ora ci da un autoconclusivo con le balls quadrate.
Ho amato soprattutto il character development di Clem. Ho visto il mondo con i suoi occhi e mi sono innamorata di lui (anche di Jerome o forse pure di più).
Per tirare le somme vi lascio con questo spicchio di verità crudele. ... ... ... HO PIANTO TRE GIORNI PER COLPA DI QUESTO ROMANZO ABEL MONTERO ANCHE SE MI FAI SOFFRIRE SPOSAMI SUBITO SONO UNA DONNA IMPEGNATA MA NON SONO GELOSA.
Leggere questo libro in anteprima è stato un onore. L'autore è riuscito a catturarmi dalla prima all'ultima pagina, nonostante il libro e lo stile siano decisamente fuori dalla mia confort zone. Chapeau.
"La promessa di Jerome Faure" non rientra tra i miei generi preferiti ma quando ho visto la presentazione fatta da Abel Montero mi sono incuriosita e con piacere ho letto in anteprima questo romanzo. E devo dire che non mi sono pentita. Si tratta di un fantasy ambientato principalmente nella Francia di fine '800, questo ha rappresentato per me un punto a suo favore perché amo i romanzi storici e lo stile della narrazione mi ha conquistato. Ho apprezzato la costruzione dei dialoghi, le caratterizzazioni dei personaggi e soprattutto le descrizioni dei luoghi in cui gli stessi si muovono. È evidente che alla base della realizzazione di questo romanzo ci sia uno studio accurato da parte dell'autore, nulla è lasciato al caso. La storia si evolve in un crescendo di avvenimenti che tengono il lettore col fiato sospeso e con la voglia di andare fino in fondo e scoprire la verità. Davvero una piacevole scoperta.
"Gridò. Pianse. Gridò. Pianse. Poi, clemente, il buio."
Non avevo mai letto nulla di Abel, nonostante lo conoscessi da tempo come autore. Sono felicissima di aver avuto la possibilità di leggere il suo libro in anteprima. Inizio con il dire che mi è piaciuto moltissimo, anche se diverso dai generi che leggo di solito. Lo stile di scrittura è la cosa che mi ha sorpreso di più; si vede che dietro c'è molto lavoro e che ogni dettaglio è curato al massimo. Posso dire che la scrittura di Abel è cento volte migliore di alcuni autori famosissimi. Essa non solo è originale, ma fa sembrare quasi di essere all'interno della storia e di vivere le vicende dei personaggi. La storia, poi, è sviluppata in maniera eccellente. La trama è strutturata in una maniera sorprendete. All'inizio ero perplessa, non capivo dove volesse arrivare; poi, leggendo, tutto è diventato chiaro. Abel è stato molto bravo scrivere questa storia, evitando che sembrasse solo un insieme di fatti narrati. Altre cose che mi hanno permesso di immedesimarmi nella storia sono l'ambientazione molto curata e caratteristica, e la caratterizzazione dei personaggi. Ognuno di essi ha una storia a sé e prova emozioni differenti; quest'ultime sono descritte in modo eccellente. Posso dire che Abel non scrive niente a caso, ma tutto ha un senso. Una cosa che ho adorato di questo libro è il rapporto di amicizia tra Clem e Jerome. è un sentimento forte, che va al di là di ogni cosa. Clem cambia e matura molto durante la storia; riesce a rialzarsi ogni volta, anche dopo aver affrontato momenti difficili. Ma, il mio personaggio preferito è Jerome. è un ragazzo straordinario, buono, gentile e cortese. Non ha mai chiesto nulla in cambio, anzi, ha sempre fatto qualcosa in più rispetto a tutti gli altri. Gli elementi fantasy rendono tutto più originale, avvincente e coinvolgente. Mi è piaciuta molto la storia dietro ai poteri sovrannaturali posseduti da alcuni personaggi. Non avevo mai letto nulla di simile e ne sono rimasta sorpresa e affascinata. Spero di riuscire a leggere altro di questo autore.
"È una storia lunga e triste. Non finisce bene." Poche parole, due frasi brevi. Così inizia "La promessa di Jerome Faure", così l'autore ci presenta le vicende. Ed è esattamente così che si svolgono e terminano gli eventi di questo libro.
Abel Montero ci avvisa sin dalla prima riga, eppure quando concludiamo la lettura restiamo ugualmente sconvolti. La trama si srotola davanti ai nostri occhi in un turbine di misteri e rivelazioni scioccanti, mentre le figure più enigmatiche e ammalianti prendono vita tra le pagine. I personaggi sono ben tratteggiati, vivi, pulsanti. Sono mossi dalle più forti passioni ed emozioni. Impossibile restare indifferenti.
Questo libro è legato alla Saga del Protettorato; tuttavia, può essere letto in maniera indipendente, sia prima che dopo. Ovviamente, cambia l'esperienza di lettura: chi viene dalla Saga conosce sicuramente già determinati aspetti e personaggi qui presenti. Per me era tutto nuovo, dato che ho iniziato direttamente con questo. E ciò mi ha permesso di assaporare tante rivelazioni senza avere idea che potessero concludersi con certi risvolti!
È stato un onore leggere questo romanzo in anteprima. Mi trovo in difficoltà a descrivere le emozioni che mi ha lasciato nel cuore perché sono tutte diverse ma non voglio spoilerare. Posso affermare con certezza che mi aspettavo un buon libro... mi sono imbattuto in un capolavoro. I personaggi, l'intreccio, lo stile di scrittura. Jeezoo è tutto progettato con cura. La passione che c'è dietro questo libro si sente tutta.
In alcuni momenti mi è sembrato di leggere un Penny Dreadful, in altri di vedere un film di Christopher Nolan.
Porterò Clem e Jerome con me nel cuore perché quel finale (*** spoiler ***) ma poetico mi ha spezzato il cuore. È solo aprile ma ho trovato il romanzo dell'anno.
Questo libro mi ha attratto sin da subito. Avevo un altro lavoro di questo autore in wishlist e quando ho letto "fantasy 𝖛𝖎𝖙𝖙𝖔𝖗𝖎𝖆𝖓𝖔 autoconclusivo" e dato una sbirciata alla trama, ho saputo sin da subito che faceva al caso mio. Penserete dal titolo che il protagonista sia Jerome Faure, e invece no. Clem è un ragazzo speciale anche se ancora non lo sa, ed il suo trasferimento in un'altra città insieme alla madre e gli incontri che farà lì, cambieranno tutto il corso della sua vita. Questa è una storia di lealtà, amicizia, forza, scoperta di sé e, soprattutto, promesse. Volete del soprannaturale? Ce l'ha; delle ambientazioni storiche vittoriane da sogno? Idem; personaggi da crush istantanea? Presenti (Jerome io ti donerei l'anima se potessi 💘); balli in maschera? Ci sono; un pizzico di gotico? Lo trovate; 𝖕𝖔𝖙𝖊𝖗𝖎 misteriosi e 𝖑𝖊𝖌𝖌𝖊𝖓𝖉𝖊 antiche? Anche; scene oniriche un po' mistiche? Pure quelle; delitti misteriosi? A bizzeffe; un protagonista non odioso? Perfino quello (pure se ogni tanto uno schiaffone amorevole gliel'avrei dato 💓); personaggi femminili very strong? Li trovate; una scrittura così bella e scorrevole da tenervi incollati alle pagine? Siete nel posto giusto; bromance? C'è; romance? Un pizzico; sofferenze, specie verso la fine? ATROCI E IN ABBONDANZA (io ho pianto). Insomma, questo libro è un mix bestiale. Puntualizzo che molte cose riguardo i poteri dei personaggi non sono approfondite molto, ma siccome si tratta di un 𝖛𝖔𝖑𝖚𝖒𝖊 𝖚𝖓𝖎𝖈𝖔, è normale non avere tanti dettagli quanti ce ne sarebbero in una saga. Io ho finito di leggere incrociando le dita perché l'autore cambi idea sull'autoconclusivo, o per lo meno ci regali piccoli spin-off e racconti su Jerom-EHM, sui personaggi. Della grafica nemmeno ve ne parlo, lo vedete da voi quanto sia curata. Comprate e leggete, ne vale la pena.
"A volte ho la sensazione che la mia vita sia stata solo questo. Un susseguirsi di troppe domande e pochissime risposte" - Lèonor.
~“Danzo con il terrore. La pace della morte è il mio dono.”~
Avendo già letto altri libri di Abel Montero, mi sono subito tuffata in questa nuova avventura con una certa sicurezza di trovare qualcosa di interessante e ben scritto. Ma non mi aspettavo di rimanere così affascinata da tutto.
"La promessa di Jerome Faure" è la storia di un legame, di un incontro destinato a cambiare per sempre le sorti di un ragazzo in cerca del suo posto nel mondo. E' un racconto che vi strazierà il cuore, e alla fine vi lascerà distrutti ma con la voglia di saperne ancora di più.
Il protagonista di questa storia è Clemence, aspirante artista londinese che decide di andare a Parigi per imparare dai migliori, non sa che la sua vita sarà destinata a mutare irrimediabilmente. Un'anima tormentata, ferita, sola. Finchè, sconvolto, giungerà alle porte di un'abitazione, e conoscerà Jerome.
Nel momento in cui Clem incontra Jerome si percepisce immediatamente la formazione di un legame tra i due. Un'amicizia pura, fatta di gentilezza e affetto, destinata a cambiare le sorti di entrambi in un mondo che nasconde molto di più di quello che si può immaginare nei primi capitoli del libro.
I balli, l'etichetta, lo sfarzo dell'ottocento saranno solo una facciata alla vera storia di Jerome Faure.
L'entrata in gioco di forze più grandi, di misteri dal passato, vi trascinerà in un mondo fatto di morte, ricordi e vendetta. Le scene vivide che coinvolgeranno Clemence nella scoperta di ciò che si cela dentro di se, sono state davvero ben scritte ed estremamente coinvolgenti.
Questo è solo l'inizio della storia. La scintilla che farà scoppiare l'incendio, e io non vedo l'ora di vedere come sarà questo fuoco.
Salve amici, come state? In questa afosa giornata estiva dove ci si squaglia anche all'ombra, soccombendo al grande phon che qualcuno ha acceso in cielo, vi parlo del romanzo La Promessa di Jerome Faure scritto da @theabelmontero che ringrazio per questa collaborazione.
Trovate il romanzo su Amazon in versione cartacea e digitale.
Parigi metà del XIX secolo. Con maestria Abel ci presenta i suoi personaggi, ben scritti caratterizzati, a partire da Clement Turner, detto Clem, il protagonista della vicenda fino all'enigmatico e affascinante Jerome che potremmo definire il suo completo opposto.
Nel mezzo le figure di Irmine (che vi dico la verità, ho creduto fino a un certo punto della storia che fosse una vampira assetata di sangue, nulla di più sbagliato🤣) e l'intrepida e indomita Leonor, che accompagna Clem a scoprire se stesso.
Vi dirò che ho impiegato tempo per entrare nella vicenda, non riuscivo a capire dove andassimo a parare inizialmente e allo stesso tempo ero curioso di andare avanti. Fino a una prima svolta che dà il via a un pathos crescente e ben studiato che ci porta nei meandri dell'oscurità e del dolore di Clem, alla realizzazione di ciò che è, di ciò che può fare, tutto in nome di un legame nato un po' per caso, eppure pregno di significato: quello con Jerome.
Per Clem, Jerome è una scintilla di bontà, forse il primo ad avergli mostrato affetto senza chiedere nulla in cambio, creando un vero e proprio legame fraterno, in un tempo spaventosamente breve. Questo ci fa capire come il bisogno di essere amati a volte ci spinge ad amare in modo quasi totalizzante.
Abel è stato molto bravo nel descrivere la rabbia di Clem, i rapporti di potere che si vengono a creare tra i personaggi, la risolutezza di Leonor, le prove affrontate da Clem e per finire un epilogo poetico, bellissimo, emozionante. Un unico difetto? Il pathos raggiunto precendentemente viene così rapidamente smorzato, risultando una conclusione un po' troppo affrettata. Forse qualche pagina in più non avrebbe guastato
In ogni caso, un romanzo da leggere e recuperare assolutamente per tutti gli amanti del fantasy storico.
Questo libro è stata una bella sorpresa. Non sapevo cosa aspettarmi, perché dalla trama mi sembrava interessante ma non riuscivo a inquadrarlo bene, poi ho iniziato a leggerlo ed ero ancora più confusa, infatti la trama che trovate su internet secondo me non rispecchia bene in libro. Questa cosa non mi ha scoraggiata, anzi mi ha incuriosita e quindi sono andata avanti e non me ne pento perché è davvero un gran bel libro!
La storia è molto carina e originale, si svolge bene e ci sono svolte narrative, rivelazioni e colpi di scena che tengono viva l'attenzione.
È un libro breve che si legge benissimo grazie allo stile di scrittura chiaro e scorrevole, e che non presenta capitoli noiosi e non si perde in divagazioni che non servono a nulla.
I personaggi mi sono piaciuti molto, in particolare Clem e Jerome. Sono scritti e caratterizzati bene, anche se mi sarebbe piaciuto sapere meglio il passato di altri personaggi, come ad esempio Irmine.
L'elemento fantasy mi è piaciuto molto, lo trovo molto originale e anche ben sviluppato.
In pratica io ve lo consiglio molto, in particolare se cercate un libro semplice ma che vi tenga incollati alle pagine
Chi è Jerome Faure? Questa è la domanda che vi porrete durante la lettura di questo libro. È stato uno dei miei regali di compleanno, grazie ad @elis_in_borderland che ormai è una delle mie ombre! @theabelmontero è uno scrittore sensazionale! Recupererò al più presto gli altri titoli, perché questo mi ha rapita tantissimo e ve ne consiglio assolutamente la lettura! Io l'ho divorato in un giorno! Ha un'ambientazione pazzesca. Se vi piacciono le note vittoriane e se amate Parigi, questo libro fa per voi! La trama non è così scontata come sembra, anche se ho trovato l'espediente fantasy un po' troppo simile a Stargate, ma vi dico che non c'è niente di male in questo.
Tra le pagine troviamo il giovane Clement Turner, rampollo di una famiglia nobile londinese, appassionato d'arte tanto da volerne fare una professione per la vita, catapultato in una Parigi di fine Ottocento, insieme alla madre, che soffre di nervi e che ha lasciato il marito. Grazie ad un amico in comune, fa la conoscenza di Mademoiselle Irmine Moreau. Fin qui tutto bene, direte. Se non che Mademoiselle Moreau gestisce, insieme a Jerome Faure, una casa di piacere. A causa delle pressioni a cui è sottoposto, il giovane Turner fugge da casa, ma la sua salute cagionevole e il maltempo parigino lo fanno approdare proprio da Mademoiselle Moreau. Clement resta qualche giorno,ha degli incubi orrendi e lacrima sangue persino. Jerome si prende cura di lui e anche Irmine.
Dove sta il sotterfugio? In realtà la casa di piacere nasconde qualcosa di più e Clem entra a fare parte di un mondo più grande di lui, che non pensava nemmeno esistesse. Gli incubi ricorrenti che ha mostrano divinità,piramidi, ambientazioni del periodo assiro-babilonese/egizio.
Clement stringe un legame di amicizia con Jerome Faure,tanto da volergli salvare la vita quando la situazione precipita e lui sembra essere l'unico in grado di poterlo aiutare. Scopre alcuni poteri che non pensava esistessero e inizialmente ne è intimorito.
Volete sapere di più? Dovete leggere il libro! Vi basti sapere che è autoconclusivo. Il finale è mozzafiato e vi lascerà a bocca aperta!
Clem è un artista, ma non è solo per seguire il suo sogno nell’arte che lascia Londra e arriva a Parigi. Da una parte un padre freddo e distaccato, dall’altra una madre instabile, Clem non sente di avere un luogo da chiamare casa fino a quando non conosce Irmine e Jerome, due fratelli che subito nutrono per lui una innata simpatia. Sarà proprio con Jerome che Clem stringe un legame particolare e quando Jerome sparisce senza lasciare traccia, Clem dovrà fare i conti con il suo vero passato.
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Intanto ringrazio tantissimo l’autore per avermi mandato l’ARC di questo libro. La promessa di Jerome Faure è un fantasy/mistery un po’ alla Penny Dreadful, se mi è consentito il paragone. Belle atmosfere, anche se io personalmente ho sentito la mancanza di un approfondimento ulteriore sul periodo storico. È trattato tutto in modo leggero ed è una scelta che ci sta, visto che il romanzo in sé è molto scorrevole.
La storia l’ho trovata molto originale ma secondo me questo libro è troppo veloce. Il legame tra i personaggi è quasi istantaneo e l’amicizia tra Clem e Jerome rasenta l’ossessione. Clem è molto ingenuo, non fa fatica a definire Jerome il suo migliore amico (e ci sta, ha avuto un’infanzia abbastanza anomala), ma la fissazione che ha per lui nella seconda parte del libro per me è strana… Clem cambia completamente carattere a un certo punto e la parte succosa della storia inizia, purtroppo, all’80% del libro. Insomma, non faccio in tempo ad interessarmi ai poteri magici e tutto il resto che… siamo alla fine.
Avrei preferito un libro più lungo, le relazioni tra i personaggi hanno bisogno di più tempo per essere sviluppate e qui è tutto troppo istantaneo. E anche tutto il mistero finale, che io trovo moolto interessante, per me è liquidato troppo in fretta. Se fosse stato inserito prima, sarebbe stato un ottimo tema centrale.
La trama mi ha colpita fin da subito e sono contenta di aver trovato un ottimo sviluppo di essa e dei personaggi che ne fanno parte. L’ambientazione e il periodo storico mi ricordano molto Il Ritratto di Dorian Gray, infatti ci si trova in una Parigi dell’800 vissuta da feste e arte. Tutto ciò immerso in un mistero: le numerose morti e un susseguirsi di eventi e personaggi fuori dal comune. Questo è il mondo in cui si trova Jerome Faure. La storia è una continua evoluzione e una continua scoperta che ti fa restare con il fiato sospeso. Questo è ciò che mi ha portato a finire la lettura in breve tempo. Ricordo che il 24 giugno è la data definitiva dell’uscita del libro. Non perdetevela.
È evidente che dovrò recuperare le altre opere dell'autore per poter godere appieno della storia raccontata in questo libro, ma già da solo permette di immergersi in un'interessante Parigi alternativa. Adoro il personaggio di Jerome, che avrei voluto conoscere meglio e che vorrei anche io come amico, così come adoro il personaggio della città stessa. Ciò che più mi convince, però, è come sia stato presentato l'elemento fantasy all'interno di una realtà ben più fredda e tangibile. Elemento che non risulta affatto forzato e che porta la storia a spostarsi nel genere fantasy senza sconvolgere l'integrità del testo.
[...] “La promessa di Jerome Faure” è un romanzo che va assaporato pagina dopo pagina lasciandosi travolgere dalla forza degli avvenimenti. Il flusso sempre più galoppante della narrazione porta il lettore a sentirsi come influenzato dal migliore degli incantesimi, per poi sprofondare sempre di più in qualcosa che di razionale ha davvero ben poco. [...]
Ritmo incalzante, personaggi interessanti, sistema magico che stuzzica la curiosità: lettura molto soddisfacente.
C'è forse poco equilibrio tra la prima e la seconda metà del libro, e i numerosi errori di stampa che ho trovato non sono certo una cosa piacevole. In generale comunque sono molto felice di averlo letto.
Ho scoperto l'autore con questo testo, prima l'avevo visto solo su Twitch e su instagram e ho colto l'occasione per iniziare a leggerlo quando ha annunciato che si poteva partire anche da qui. Non sono per niente rimasta delusa, una storia forte e coinvolgente di personalità tridimensionali.
Come prima cosa voglio complimentarmi con l'autore per il lavoro da lui svolto, l'ho trovato ben scritto e piuttosto originale. Il protagonista di questa storia è Clem, un giovane aspirante pittore del 1870 dalla storia famigliare complicata. Un giorno gli accade qualcosa di oscuro ed inquietante, ciò lo porterà ad incontrare Jerome, un giovane che nasconde un segreto. Con un mix di intrighi, amore, amicizia, inganno, paura e mondi sconosciuti, l'autore ha creato una storia davvero dal gran potenziale! Tuttavia, a mio avviso, la prima parte è stata decisamente troppo lenta e noiosa; si è focalizzata sul rapporto tra Clem e Jerome, seppur molto bello e profondo l'ho trovato per i miei gusti troppo sdolcinato e dalle parole troppo "costruite". Al contrario, invece, la seconda metà è andata decisamente troppo spedita e mi ha lasciato qualche domanda, soprattutto sul sistema magico. La scelta di rendere questo romanzo autoconclusivo, a mio avviso, ha impedito un approfondimento più dettagliato sia dell'aspetto fantasy sia di quello storico e ciò mi è dispiaciuto. Tuttavia so che tutti i romanzi dell'autore si intrecciano per quanto riguarda la lore, perciò, per sopperire alla mia curiosità, probabilmente recupererò altre sue opere. Interessante come è stato introdotto e trattato il tema della paura, in un modo decisamente innovativo. Mi è piaciuto. Per finire volevo soffermarmi un attimo sullo stile dell'autore; sono abbastanza convinta che egli abbia "plasmato" il suo modo di scrivere al contesto storico e all'indole poetica del nostro protagonista, mi sembrava quasi di essere nella Parigi del 1870, per me è stato un elemento di svolta, che mi ha fatto maggiormente apprezzare l'opera.