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La trilogia di Magdeburg #3

Magdeburg. Il demone

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Nazione germanica, Anno Domini 1631. Un’effimera illusione di pace svanisce con le nevi dell’inverno. Una primavera improvvisa e cruda tramuta la terra tedesca in una desolazione desertica. Magdeburg, città del destino e della dannazione è di nuovo sull’orlo dell’abisso: la difendono disperatamente le forze luterane sostenute dal re di Svezia, la stringe in una morsa l’esercito dell’impero cattolico. Intorno a questo palcoscenico di morte si aggirano figure avvolte dalla tenebra, schiacciare dal giogo del loro destino, anime morte e corazzate dall’orrore: il principe Reinhardt von Dekken, pronto a trascinare i suoi uomini nel baratro; Albrecht von Wallenstein, il demiurgo della guerra eterna; Wulfgar, l’eretico in nero; madre Erika, l’indomabile superiora del monastero di Kolstadt e il distaccato Osservatore, che vacilla nella sua imparzialità. Ciò che ha avuto inizio non può essere fermato… Sarà nel ribollente cratere di Magdeburg che Wulfgar e Reinahrdt troveranno il loro fato, in un’Apocalisse di corpi e di anime che chiude in maniera spettacolare l’epica trilogia ambientata da Altieri nella Guerra dei Trent’anni, un’epoca in cui, come ci ricorda l’autore, «la tenebra dominò il mondo, la follia fanatica pervase la coscienza, il sonno della ragione generò mostri». [ Tratto dal sito ufficiale ]

666 pages, Paperback

First published January 1, 2007

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82 people want to read

About the author

Alan D. Altieri

58 books23 followers
Pseudonym of :
Sergio Altieri

Sergio Altieri è nato a Milano nel 1952, dove ha conseguito la laurea in ingegneria
meccanica. Per molti anni è vissuto a cavallo tra gli Stati Uniti d'America e Milano.

Scrittore, traduttore e sceneggiatore, nel 1981 pubblica il suo primo romanzo Città oscura, un thriller d'azione di ambientazione metropolitana, a cui farà seguito Città di ombre (prima edizione 1992).

Dal 1983 al 1987 collabora con il produttore Dino De Laurentiis ai film Atto di forza, Conan il distruttore, L'anno del dragone e Velluto blu.
Nel 1992 il suo romanzo L'uomo esterno viene adattato e ne viene tratta una miniserie TV intitolata Due vite, un destino, trasmessa da Mediaset. Nel 1995 esce il film Silent Trigger (con sceneggiatura originale scritta interamente da lui), con Dolph Lundgren e Gina Bellman, thriller d'azione in cui sono evidenti i punti di contatto con la serie dedicata al cecchino
del SAS Russell Brendan Kane (Mondadori Segretissimo e TEA). Nel 1997 collabora alla realizzazione della mini serie TV in due puntate La Uno bianca (regia di Michele Soavi) e sempre in quell'anno vince il Premio Scerbanenco con il romanzo Kondor, thriller bellico ambientato in un apocalittico futuro prossimo.

Nel 2005 cambia coordinate temporali e pubblica il primo volume della trilogia a sfondo storico Magdeburg, intitolato L'eretico, a cui seguiranno nel 2006 La furia e nel 2007 il capitolo conclusivo Il demone.
Da marzo 2006 a giugno 2011 è stato direttore editoriale delle collane da edicola di Mondadori: I Gialli, Urania, I Classici del Giallo, Segretissimo, Segretissimo SAS, Romanzi.

Nel 2013 avvia Terminal War, una nuova saga di fantascienza, con il primo libro della
serie, Juggernaut pubblicato dalla TEA.
Accanto all'attività di scrittore porta avanti quella di traduttore.

Nel corso degli anni traduce importanti autori quali Andy McNab (di cui traduce l'autobiografia), David Robbins, Stuart Woods. Traduce anche i primi due volumi del Preludio a Dune scritti da Brian Herbert e Kevin J. Anderson, le Cronache del ghiaccio e del fuoco, la saga fantasy di George R. R. Martin; per i Meridiani Mondadori ha tradotto i racconti di Raymond Chandler e i romanzi di Dashiell Hammett. Ha curato e tradotto per Feltrinelli un'antologia di racconti di H.P. Lovecraft.

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5 (2%)
Displaying 1 - 19 of 19 reviews
Profile Image for Chiara.
253 reviews283 followers
July 20, 2018
Termina qui, questo immenso dialogo con Dio, questa ascesa del Demone, questa introspezione sulla natura dell'Uomo. Altieri riesce a costruire qualcosa di incredibile, dando alla guerra il vero volto della strage, agli innocenti la propria condanna intrisa di disperazione, ai vincitori lasciando l'amara convinzione di essere Dei.

L'illusione dell'Uomo?
Sognare i propri Dei.
La condanna dell'uomo?
Diventare i propri Demoni.

È un infinito grido di disperazione, il messaggio di questa trilogia. L'Uomo è niente altro che un miserabile, grottesco, osceno rigurgito dell'officina del caos.
Eppure c'è spazio per tutto il resto, in un'epopea di blasoni, battaglie, fede ed eresia, vita e morte, guerra ed assassinio, preghiera ed azione, spade, vessilli, croci, roghi, pietà, coraggio.
Il Demone è meraviglioso perché trova il giusto spazio per ogni cosa, chiudendo il cerchio per ristabilire l'equilibrio che era stato spezzato; lode all'autore, che è riuscito a lasciare il segno tramite citazioni formidabili, ritmo incalzante e dialoghi profetici.

A mio parere, questo terzo tassello risulta il migliore dei tre, perché capace di incidere un solco profondo nell'anima; lo stile a volte quasi da "cinema alla Robert Rodriguez" viene in questo caso accompagnato da un bagaglio letterario di tutto rispetto, fornito soprattutto dalla Bibbia, ma non solo. Difficile esprimere quanto abbia lasciato il segno l'opera di Altieri. Ad ogni modo, sono riuscita a commuovermi sul finale, io.
Meravigliosa, infine, Reverenda Madre Erika, eterno pilastro di comprensione, solida radice della saggezza.

Mi rendo conto che non sia una lettura per tutti, ma per chi ha fegato: provate.
Profile Image for Rafael.
81 reviews3 followers
February 21, 2018
“Esiste un libro. Nessuno può dire chi lo abbia scritto, né quando lo abbia scritto. Si dice che sia più antico di qualsiasi altro libro dell’uomo. Giace sepolto in un sotterraneo dimenticato, in una biblioteca senza nome, su uno scaffale senza numero.”

Ok, forse sono stato troppo tragico, ma ritengo che la trilogia di Magdeburg sia stata ingiustamente trascurata, bandita dalle librerie, relegata in soffitta. Io stesso l’ho scoperta casualmente mentre mettevo in ordine le librerie di casa.
Autore di questa trilogia è il compianto maestro Altieri, purtroppo famoso più per essere stato il traduttore delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco che non per le sue opere.
Ma di cosa parla Magdeburg?

“Degenerazione. Invade ogni conflitto, ogni guerra. 
[...]nella realtà nessuno [...] va più in battaglia.
Ora vanno alla  strage.
Invocano Dio, ma spargono il sangue dei vivi. 
Non può esistere altro. 
Pregano il Cristo, ma fanno scempio dei morenti. 
Non è mai esistito altro. 
Inneggiano allo Spirito, ma dissacrano i morti. 
Solamente strage per la strage. 
Alla fine anche  questa guerra, la guerra eterna, è degenerata. Alla fine, la politica è svanita e la fede è sepolta. Anatemi ed eserciti, dogmi e condottieri, sacramenti e vessilli. Tutto quanto perduto, tutto quanto inghiottito dall’aria nera della morte.”

Annus Domini 1630. La guerra eterna imperversa sulla terra germanica. Cattolici combattono in nome di Dio, luterani combattono in nome di un altro Dio. Un’ambientazione che mostra il lato peggiore dell’uomo: eserciti votati all’assassinio, al saccheggio e allo stupro; inquisitori smaniosi di bruciare ogni singolo eretico, senza distinzioni di sesso ed età; nobili pronti a tutto per ottenere fama e ricchezza. Per completare, peste nera e carestia a flagellare il popolo. Nessuna speranza di un futuro migliore.
È in questo scenario che si intrecciano le vicende dei vari personaggi, accomunati dallo stesso destino: Magdeburg, città caduta in mano all’eretico Gustavo Adolfo II Wasa, Re di Svezia.

Wer wird sie erobern?

“Emerse dalla polvere.
Profezia e sterminio.
Un uomo in una giubba colore della tenebra, su un cavallo da guerra colore del metallo. Un viandante. Nient’altro che un viandante in nero.
Cavalcò nel sole accecante della strada dell’eresia. Condusse il destriero attraverso l’altopiano flagellato dal vento.
Da due  venti.
Uno spirava da nord, trascinando l’agonia dell’inverno. L’altro soffiava da est, segnando il risorgere della primavera. Una lotta senza fine per un regno senza inizio.
Non esisteva quiete sull’altopiano. Non può esistere. Flussi e correnti, increspature e onde. Un giardino nel vento. Erba e spighe, steli e foglie, petali e spine. Forse l’ultimo giardino della terra.
Dekkenhausen, Turingia.
Oltre un confine ancestrale, la guerra aspettava. La guerra vuole varcare. La guerra deve  divorare. Viene respinta. Per anni, per decadi. Solo una stasi nella devastazione.
La guerra non conosce il tempo. La guerra deride l’uomo. Ogni  uomo. Alla fine, la guerra avrebbe vinto.
La guerra è  eterna.”

Spero che la citazione di cui sopra possa dare un’idea dello stile di scrittura di Altieri. Frasi brevi, ampio utilizzo di metafore e di ripetizioni dal valore rafforzativo, questo stile si sposa alla perfezione con il contesto narrato, conferendogli un tono epico.
L’apice, però, Altieri lo raggiunge con i dialoghi, mai banali nonostante tematiche come la religione e la guerra avrebbero potuto renderli tali.
Un discorso a parte lo merita la descrizione dei combattimenti. Sotto questo aspetto l’autore preferisce abbandonare lo stile ricercato per uno diretto e di facile comprensione per il lettore.

“Non esistono innocenti”

Altro punto forte della trilogia sono i personaggi. Dai protagonisti ai secondari, tutti caratterizzati magistralmente.
Reinhardt Heinrich Principe von Dekken, aspirante Dio in terra.
Siegfried Erwin Granduca von Auerbach, signore di tutte le baldracche.
Wulfgar, l’eretico, il viandante in nero dalla misteriosa identità.
Diego Bolanos y Llosa, magister inquisitionis.
Madre Erika, badessa di Kolstadt, misericordiosa verso gli eretici, intransigente con la feccia cattolica.
Questa è solo una piccola parte dei personaggi che il lettore incontrerà. Personaggi condizionati dal proprio passato, condizionati dalla guerra, condizionati dai soprusi. Follia e fredda razionalità, in un momento storico che lascia poco spazio ai sentimenti e all’amore.

“Quantus tremor est futurus,
quando iudex est venturus,
cuncta stricte discussurus.”

Come già detto, la saga di Magdeburg è divisa in tre volumi, nell’ordine: l’eretico, la furia, il demone.
Il primo, sensibilmente il più corto, introduce la maggior parte dei personaggi principali. Questo volume è il primo scoglio, poiché il lettore deve abituarsi allo stile di Altieri. L’unico difetto che ho ravvisato in questo libro riguarda la citazione degli eventi storici (parti comunque brevissime), raccontati quasi come una lista della spesa, mal amalgamati al resto. Questo difetto, per fortuna, scompare già nel secondo volume.
La furia, invece, è il classico libro di transizione, mentre il demone chiude la saga con una maxi convergenza, svelando ogni mistero rimasto celato.
Se dovessi classificare la trilogia, direi che è un romanzo con ambientazione storica, dai tratti gotici e con elementi fantasy trascurabili.
Chi volesse leggersi un romanzo attendibile dal punto di vista storico, se ne stia alla larga.
Lo sconsiglio fortemente anche alle persone sensibili e facilmente impressionabili, poiché vengono descritte molte scene forti come stupri (anche di minori) e mutilazioni.
A tutti gli altri, provate almeno il primo volume.
Profile Image for Il Rospo Lettore.
197 reviews5 followers
April 15, 2020
Capitolo finale della trilogia "Magdeburg", la città della Vergine. Inevitabile, dunque, che tutti i personaggi trovino il loro destino, bello o brutto che sia. Scopriremo chi è realmente Wulfgar, l'Eretico figlio delle ombre e dell'oscurità, e qual era il suo progetto. Vedremo cosa succederà ai cinque prescelti ("gli unici puri") da Wulfgar stesso: i cinque elementi primari. Fuoco (l'ebreo costruttore di lenti e armi Leopold Klein), la terra (la "strega" Mikla), l'acqua (il nobile guerriero Caleb Stark), il vento (il cardinale di Santa Romana Chiesa Alessandro Colonna) e il vuoto (il nobile francese Deveraux). Vedremo anche come si concluderà il sogno di gloria di Reinhardt von Dekken, lo spietato Principe Pari di Germania che ha puntato tutto sul piatto alleandosi con il temibile Signore della Guerra Eterna, Wallenstein.
Ma alla fine, qualunque sia il destino dei protagonisti e dei comprimari (generali, valorosi o spietati guerrieri, signori della guerra, mercenari, cavalieri, difensori della "vera fede", re, imperatori, principi, vescovi, cardinali, perfino lo stesso Pontefice, streghe, monatti, contadini, prostitute, eretici, inquisitori, signorotti, tiranni) c'è un solo vincitore assoluto: la guerra. Tutti i giochi, le alleanze, i tradimenti, le violenze estreme sulla popolazione inerme, i morti impalati e mutilati nel nome di Dio (non è un caso che a Magdeburgo sia gli assediati sia gli assedianti combattano al grido di "Gott mit uns", come se ognuna delle due parti potesse vantare l'alleanza del "Dio" giusto. Come se Dio potesse schierarsi con chicchessia, giustificando atrocità immani in Suo nome... - e come tre secoli dopo altri in Germania usarono lo stesso detto in modo altrettanto aberrante), tutti gli intrighi per avere denaro e potere si spengono di fronte all'inanità della vita umana consumata da vizio e aggressività. Sembra che non ci siano speranza per i pochi puri e valorosi, che seguono davvero il cuore e la pietà. Una nostra canzone partigiana dice "Pietà l'è morta" e sembra davvero che dal XVII secolo a oggi non sia proprio cambiato niente. L'Autore alla fine delle interessantissime pagine della "Nota dell'autore" (in coda al volume) dice: "Chi non ricorda il passato è destinato a ripeterlo". E mai chiosa fu più veritiera. Senza svelare nulla della trama, però, in fondo in fondo una speranza c'è ancora: le ultime pagine sembrano il raggio di sole che fa capolino in mezzo alle nere nubi temporalesche. E dopo sangue, stragi e fuoco le pagine da 661 a 664 sono una boccata d'aria di poesia e dolcezza. Sì, c'è sempre una speranza nonostante tutto e tutti.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for ⚔️Kelanth⚔️.
1,118 reviews165 followers
December 18, 2019
Finisce con questo terzo libro la trilogia di Magdeburg, che regala una piccola sorpresa nel finale, mentre l'altro sviluppo della trama è facilmente intuibile.

Corposa trilogia questa che vanta all'incirca un 1700 pagine (posso consigliarvi di leggere le mie due precedenti recensioni "L'eretico" e "La furia") che non sempre scorrono facilmente per via della scrittura molto particolareggiata di Altieri che usa tantissimi aggettivi ed espressioni particolarmente descrittive per tutta la durate dei tre romanzi.

Malgrado questa scrittura che ad alcuni potrà far storcere il naso, la storia è meravigliosa ed i personaggi descritti davvero in tutte le loro sfaccettature e caratteristiche; anche quelli "minori" sono ben tratteggiati. L'aspetto che più mi è piaciuto in questa trilogia è l'ambientazione (la guerra dei Trent'Anni, ndr) che viene mirabilmente dipinta davanti agli occhi del lettore con tratti apocalittici, gotici, grotteschi e a volte decisamente "duri".

La storia scorre e si dipana davvero meravigliosamente e ci porta piano piano verso l'ineluttabile finale. Altieri riesce come sempre a creare scenari apocalittici, tra massacri e violenze assortite, sullo sfondo appare dominante l'eroe solitario e i suoi comprimari.

Mi sento però di consigliare la lettura ai solo appassionati dei romanzi storici o dei romanzi gotici, per via dei tantissimi riferimenti agli episodi e ai personaggi, realmente esistiti, fedelmente riportati della guerra dei Trent'Anni e per l'ambientazione cupa, crudele, nera.
Profile Image for Aggelos.
94 reviews14 followers
May 15, 2021
E niente, mi trovo costretto a bocciare questa trilogia. Cio che era sembrato come un inizio MOLTO promettente si è perso in centinaia di pagine fatte di dialoghi convoluti e ripetuti, scene di battaglia incomprensibili e descrizioni degli ambienti e world building pressochè inesistenti. Note positive sono la bravura dell'autore e la profondità dei temi.
Profile Image for Valentina Capaldi.
Author 8 books17 followers
December 11, 2016
COMMENTO ALL'INTERA TRILOGIA

ATTENZIONE! QUESTA RECENSIONE CONTIENE SPOILER! (Ma non su chi muore. Tanto l’andazzo è che muoiono più o meno tutti).

Europa (letteraria). Anno Domini 1630.
Su un ramo del lago di Como due giovani possono finalmente convolare a giuste nozze, mentre in Francia tre moschettieri e un guascone hanno da poco salvato l’onore della regina Anna.
Intanto in Germania infuria l’Apocal… ehm, la Guerra dei Trent’Anni, che vede contrapposti i cattolici tedeschi ai protestanti guidati dal re di Svezia.
Abbiamo studiato sui libri di storia che la Guerra dei Trent’Anni fu una carneficina in cui i mercenari erano come orde che non si facevano scrupoli a uccidere, stuprare e torturare, ma in questi romanzi Altieri eleva la cosa alla massima potenza, tanto da mettere in scena sul serio una rappresentazione dell’Apocalisse. Non a caso si parla di lui come “Il maestro italiano dell’Apocalisse”.
Dicevamo della Germania, quindi. In questo scenario da incubo in cui il sole è perennemente oscurato dai fumi dei roghi e in cui non puoi uscire di casa senza imbatterti in un campo di ossa umane spolpate, si consuma una revenge story nerissima.
Ricordate quel meraviglioso romanzo di Abercrombie (“Il sapore della vendetta” nella traduzione italiana) in cui la mercenaria Monza per vendicarsi di suo fratello finiva con l’uccidere un centinaio di persone? O, per fare un paragone più noto, ricordate la Sposa di Tarantino che per arrivare a O-Ren Ishii uccideva tutti gli Ottantotto Folli? Ecco, qui è tutto moltiplicato per un enorme numero a caso, perché si perde il conto delle vittime a pagina 3 del libro uno.
La nostra Sposa è Wulfgar, misterioso eretico in nero che se ne va in giro a mietere vittime armato di katana. Ho detto che in questo commento ci sono spoiler perché, in effetti, dopo quello che ho scritto se leggerete il libro capirete abbastanza facilmente la sua identità, ma se siete un attimo sgamati l’avreste capito comunque. Non poteva che essere lui, e fino alla fine ci si chiede se tutti i personaggi attorno siano delle Lois Lane, che bastano un paio di occhiali (o, in questo caso, un drastico taglio di capelli e qualche tatuaggio da samurai) per confonderli.
Non so per quale motivo s’inserisca questa trilogia tra il fantasy. In realtà è un romanzo di ambientazione storica, improbabile ma non impossibile (nel 1630 era iniziato da poco il periodo Edo in Giappone, quindi l’epoca d’oro per i samurai, e il precedente letterario che narra dell’arrivo di un occidentale nella Terra del Sol Levante è Shogun).
La ricostruzione storica è davvero accuratissima e monumentale. Tutto l’impianto è monumentale, a dir la verità; deve essere stato difficilissimo da scrivere ed è molto difficile da leggere.
Di per sé la trama non è nemmeno nulla di eccezionale; vi ho detto che alla fin fine è una storia di vendetta, nulla di più, nulla di meno, ma il fatto che s’incroci con la Guerra dei Trent’anni e con l’assedio e il rogo della città di Magdeburg (che fu un vero Olocausto) le dà un’enorme spessore; così come a darle spessore sono i personaggi, il vero punto forte della narrazione. Sopratutto è interessante il nostro Bill di turno, il principe Reinhardt Von Dekken, che viene presentato all’inizio al massimo del suo fulgore e della sua potenza e poi man mano decade (anche fisicamente, in una vera e propria disgregazione) fino all’epilogo.
Ma che cosa rende davvero difficile questi romanzi? Qual è il vero motivo per cui ci ho messo tre mesi a leggerli e per il quale tutti su Anobii e Goodreads danno due stelline?
Lo stile.
Altieri non scrive male, lungi da me dire questo, anzi. È un maestro e nessuno come lui è capace di ricreare l’ambientazione con le parole; è davvero facile immaginarsi tutto ciò che mette in scena. Inoltre è efficace nei dialoghi e nelle azioni dei personaggi, possiede un lessico ampio e adeguato e sa come creare suspence.
Ma, santo cielo, non si può proprio dire che sia parco di parole.
Ripete, ripete, ripete. Non so quante volte ho letto che Wulfgar è un viandante in nero o che il vessillo della legione di Arnhem è un teschio con una serpe tra le cavità oculari.
Da un certo punto di vista tutte queste parole servono, come dicevo, a delineare l’ambientazione, ma sono sicura che i romanzi sarebbero stati benissimo in piedi anche con metà delle pagine.
In conclusione, non è una trilogia che mi sento di consigliare a tutti. Ci vuole pazienza nel leggerla e anche molto pelo sullo stomaco perché tra roghi di carne umana, gente squartata, gente tagliata a metà, eruzioni di sangue, stupri, mutilazioni, sodomia (gratuita) ecc… può capitare che dia un po’ di fastidio in alcune parti.
Però vale la pena perché, se ancora non lo è diventata, sono sicura che in futuro potrà essere considerata una pietra miliare della letteratura di genere italiana e, se siete aspiranti scrittori, avrete tantissimo da imparare da questi libri.
Profile Image for Maurizio Ferrero.
Author 25 books38 followers
July 4, 2025
Il capitolo finale della trilogia di Magdeburg mi ha suscitato emozioni contrastanti.
Soddisfazione e profonda delusione.
Ma andiamo con ordine.

La scrittura di Altieri rimane sempre altissima. Si nutre di immagini potenti, oscure, e le trasforma in parole che paiono mantra.
All'inizio sei ipnotizzato. Quando esci dal suo incantesimo, inizi a sentirti stanco.
Il terzo capitolo tratta per la maggior parte della guerra di Magdeburg. Un'apocalisse annunciata che qui trova il suo compimento. Per quanto sia affascinato dalla storia, però, oltre 400 pagine di combattimenti mi sono risultate parecchio indigeste.
C'è meno trama che nei libri precedenti, solo morte.
E va bene, magari non è proprio il mio, ma è il giusto compimento di ciò che è stato prima.

Le ultime 100 pagine, riguardanti il fato del Dekken, mi hanno fatto godere. Nessuna carne è stata risparmiata, ogni torto è stato raddrizzato. Vendetta pura, una delizia.

Ero contento, davvero tanto contento. Poi sono arrivate le ultime cinque pagine, e qui sto per fare uno spoiler grosso come una casa ma non posso starmene zitto.
La rivelazione sulla vera natura di Wulfgar.
Ma che stiamo scherzando?
Vuoi farmi credere che dopo averlo avuto davanti per quasi 1000 pagine, il Dekken non è stato in grado di riconoscere il fratello che credeva di avere assassinato anni prima?
Che non è stato in grado di riconoscere in Madre Erika la sua futura sposa?
Che nessuno di tutti quelli che hanno partecipato al massacro abbiano memoria dei loro volti?
Un po' come se nessuno dei componenti della squadra delle vipere mortali riuscisse più a riconoscere Beatrix Kiddo quando arriva ad ammazzarli a colpi di katana.
Una stronzata così grande che va a invalidare del tutto la trama intessuta in oltre 1500 pagine.

Davvero, una mazzata così dal finale non me la aspettavo. Una rivelazione che non arriva nemmeno come un colpo di scena, perché più volte nel corso dei tre libri mi sono trovato a pensare "ma sarà lui?" per poi rispondermi un istante dopo "no, non ha il minimo senso".

Beh, a quanto pare nell'idea di narrazione di Altieri non tutto deve avere senso. Un'altro insegnamento che arriva da questa storia, oltre che la guerra è mostruosa.
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125 reviews
February 6, 2022
* RECENSIONE UNICA DELLA TRILOGIA “MAGDEBURG”:

Un bell’affresco storico sulla Guerra dei Trent’Anni, che ha dilaniato la Germania nei primi decenni del 1600.
Lo scenario è uno dei punti di forza di questa trilogia: un’ambientazione affascinante, dura, selvaggia quale sono le città, la selva, le montagne impervie di Sassonia e Turingia del XVII Secolo, infestate dalle crudeltà e dalle atrocità di una guerra che pareva non finire mai.
I risvolti e gli intrecci politici che fanno da contorno al romanzo sono un altro grande merito dell’autore: leggendo la trilogia, si nota il lavoro immane di ricerca storica svolto, in quanto le vicende di fantasia si intrecciano alla perfezione con fatti e personaggi reali.
Altro grande punto di forza: la scrittura. Una scrittura secca, ma molto descrittiva. Cinematografica.

Perché solo tre stelle quindi?
La storia che viene messa in scena è a mio avviso troppo debole per una Trilogia. Nel senso, l’opera vuole avere il “respiro” delle grandi saghe (come, ad esempio, il Trono di Spade) ma la struttura narrativa ed i personaggi sono troppo scarni per “riempire” le circa 2000 pagine complessive...il risultato finale è che il tutto diventa un po’ ridondante...diciamo che, a mio avviso, un 200 / 300 pagine in meno avrebbero reso il tutto più asciutto e più gradevole.
Alcune fasi e descrizioni, soprattutto nel cuore centrale della Trilogia, risultano leggermente ripetitive ed eccessivamente dilatate.
Inoltre, sparsi qua e là vi sono dei piccolissimi spunti “fantasy”, che a mio parere stonano con l’estremo rigore storico che sta alla base del romanzo, e rendono il tutto un po’ più indefinito, oltre che spiazzano il lettore. Soprattutto nelle fasi iniziali dell’opera sembra di essere di fronte ad un romanzo fantasy, invece in seguito si consolida l’impianto del romanzo storico. Nell’insieme, sembra quasi un cambio di scelta stilistica avvenuto in corsa.
31 reviews
August 19, 2022
Ho letto l'intera trilogia solo per vedere dove l'autore andava a parare. Non è stata una buona idea perchè Altieri comincia bene ma peggiora costantemente.
All'inizio la minuziosa ricostruzione storica è interessante (non sono purtroppo in grado di valutarne veridicità e accuratezza, perciò la prendo per buona)ma il protagonista è abbastanza inverosimile e "rambesco".
Poi però, nel raccontare un periodo storico sicuramente violento esagera con i dettagli "splatter" che finiscono per diventare fastidiosi e ripetitivi.
Quello che proprio non ho sopportato è lo stile di scrittura di Altieri, dovuto probabilmente alla sua formazione cinematografica, con la continua ripetizione di riferimenti visivi (..un viandante in nero...), parole straniere e descrizioni "morbose" di armi e torture.
Inoltre il finale della trilogia è veramente banale.

Profile Image for Federico.
109 reviews1 follower
November 23, 2024
Ho letto questo terzo capitolo a quasi 20 anni dai primi due. Sebbene qualche personaggio mi è sfuggito dalla memoria, lo stile particolare e determinato dell’Autore mi ha permesso di riprendere il filo abbastanza rapidamente.
Una scrittura che o si ama i si odia. Tetra, cinematografica, cruenta, crudele, diretta.
Proprio questo modo di scrivere così “gotico” riprende alla perfezione l’atmosfera oscura della guerra dei trent’anni e le nefandezze commesse.
Anche a distanza di così tanto tempo confermo il trasporto per la storia, le vicende e i personaggi

Bellissima trilogia
Profile Image for Tex-49.
745 reviews60 followers
November 13, 2017
Il racconto, nonostante la descrizione delle battaglie, si fa un po' noioso, forse per questo anche il modo di scrivere di Altieri, a mio giudizio, perde mordente e chiarezza: varie volte ho dovuto rileggere qualche periodo per capire meglio.
Molti gli eventi poco credibili, il finale l'avevo già ipotizzato nel leggere i libri precedenti.
Profile Image for Luca Pelorosso.
404 reviews2 followers
January 12, 2023
Sono riuscito a terminare questa trilogia. Altieri con questa serie di romanzi ha saputo affrescare in modo perfetto l’inferno in terra che è la guerra. Secondo me un’opera da mettere in lettura a scuola tra le opere dell’età contemporanea.
Profile Image for K115987.
354 reviews1 follower
January 22, 2018
Ci sono tante cose che vorrei dire di questa trilogia: vorrei parlare della storia, dell'ambientazione, della profondità dei personaggi, del linguaggio usato, dell'accuratezza storica.
Ma c'è una cosa estremamente ingombrante che mi impedisce di fare la recensione a questa trilogia che ho amato profondamente: la morte di Altieri il 16 giugno del 2017. La sua morte improvvisa (avvenuta il giorno del mio anniversario di matrimonio) mi ha profondamente colpito, facendomi capire quanto mi piacesse, quanto amassi il suo modo di scrivere e le sue storie che, spesso, sono storie al di fuori del mio campo di interesse, ma che leggo con estremo piacere perchè scrittte proprio da lui.
Ho letto tantissimo di Altieri, qualcosa ancora mi manca. L'unica cosa che riesco a dire, però, è che ciò che è rimasto non sarà mai abbastanza.
Grazie Sergio, maestro dell'Apocalisse. Non sarai dimenticato.

La trilogia è da 5 stelle, sono un fantastilione di pagine, eppure nulla è superfluo. Wulfgar, Madre Erika, Caleb e tutti gli altri mi sono entrati nel cuore con le loro storie e le loro sofferenze. Nemmeno loro saranno dimenticati.
Profile Image for Sognatore.
137 reviews14 followers
October 6, 2015
Non sono riuscito a leggerne nemmeno metà, deluso dallo stile di scrittura scelto dall’autore, fatto quasi interamente di una prosa spezzata in brevissime frasi costituite troppo spesso da metafore. Nei precedenti due romanzi, dove il modo di narrare era già un po’ aulico ma non spiacevole, olofrasi e categoriche allegorie erano presenti qua e là, ma senza guastare, dando a certe scene maggior forza di impatto, ma scrivere un intero libro così l’ho trovato snervante. Tutto sembra descritto più per colpire il lettore, per stupire, che per apparire reale e verosimile. Anche certi dialoghi, troppo spesso ridotti a monosillabi appaiono inverosimili.
Forse sono io che non ho colto il tocco dell’artista, forse può essere considerata una scelta azzeccata, ottima per dare quel senso apocalittico che caratterizza la saga, per calare il lettore in un mondo dalle divisioni nette privo di sfumature, ma avrei preferito che cercasse questi risultati con la descrizione, con scene più verosimili, una prosa normale, non con continue frasi ad effetto.
Profile Image for Pomello.
62 reviews1 follower
February 23, 2022
Confermo l'idea maturata durante la lettura dei due capitoli precedenti. Questa saga è profondamente sopravvalutata.

La trama è confusionaria e senza mordente; i personaggi parlano tutti alla stessa maniera, dicendo sempre le stesse cose in questi dialoghi improbabili e ripetitivi; tanta, troppa, fretta di squartare e sbudellare per mantenere quell'atmosfera cupa così forzatamente instaurata nel corso dei capitoli.

Altieri cerca costantemente il colpo di scena, senza mai raggiungerlo a parte forse una o due volte in tutta la saga, con una prosa troppo spinta nelle metafore e nessuna attenzione alla cura dei personaggi. Il risultato è una lettura pesante e poco o nulla coinvolgente.

Ho il profondo rimpianto di aver ceduto a chi me la consigliava e di aver comprato in blocco la trilogia.

Il mio giudizio finale su Altieri, di cui eviterò qualsiasi altro libro, è quello di un ottimo traduttore...ma un pessimo scrittore.
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May 12, 2011
Fantasy? Romanzo storico? Thriller? Gotico? La trilogia di Magdeburg è al tempo stesso tutte queste cose e nessuna di esse. E dopo aver letto tutti e tre i volumi, ancora non riesco ad esprimere un giudizio definitivo su Altieri. Questa saga è un monumentale affresco, scritto con un linguaggio di grande forza evocativa, una vera sfida per l’Autore e per il lettore.

Continua a leggere: http://www.temperamente.it/contempora...
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