Questo libro non è una storia delle donne matematiche, come si potrebbe pensare. È piuttosto una riflessione su quello che si è perduto con l’esclusione dalla matematica dell’altra metà del cielo. Non un lavoro erudito, dunque, ma una testimonianza offerta all’interesse non solo di colleghi matematici ma soprattutto d’insegnanti e di educatori, in primo luogo i genitori: sono loro che hanno la responsabilità di non perpetuare una ridicola discriminazione, dannosa per la scienza e per la dignità umana.