Sta per tornare l’estate, Angy si trova con le zie, Camilla e Gisella, per una nuova stagione all’hotel Tiffany, di cui le due sono titolari. Angy è curiosa circa il loro passato di albergatrici e di quando erano ragazze, negli anni Sessanta, e i genitori erano proprietari di una pensioncina a San Benedetto del Tronto chiamata Sole & Mare. Oltre a lavorare, le sorelle, si la spiaggia pullulava di bei ragazzi! I tempi, certo, erano diversi. Gisella rievoca quel periodo, e in particolare l’estate del 1962: ha diciotto anni, sua sorella Camilla sedici. Gisella è la più gettonata fra le due, però molto diffidente in amore per via di Lele, con cui l’anno prima aveva trascorso un’estate fantastica. Ma Gisella ha anche un carattere tosto ed è più in forma che mai e quando Lele ritorna, con l’aria di voler ricominciare, lei non ci sta. L’estate promette grandi le due sorelle aiutano i genitori in hotel, poi escono, si divertono, vanno al cinema, alle feste danzanti, partecipano ai concerti di Peppino Di Capri, di Mina. Intanto anche Camilla fa le sue ama Rodolfo che lavora in un bar molto in voga in quel periodo, il “Blue River”. Tornate ai giorni nostri, le zie raccontano ad Angy il resto della storia. Intanto, la stagione nuova dell’hotel Tiffany sta per cominciare…
Francesca Baldacci torna con un nuovo romanzo che ci permette di fare un tuffo nei mitici anni Sessanta, tra juke-box, musica pop e rock con gli intramontabili artisti che ancora oggi amiamo, il lancio delle minigonne e il famoso film Colazione da Tiffany con protagonista Audrey Hepburn, in un tempo lontano che ancora oggi ci affascina e ci attrae. Protagonista della storia è Angy, una ragazza che iniziata la stagione estiva si reca all'hotel Tiffany, situato sulla costa adriatica, gestito dalle zie, Gisella e Camilla, due personaggi che nei precedenti libri Vacanze da Tiffany e Ritorno da Tiffany ci avevano affascinato e deliziato con la loro simpatia. Attraverso gli occhi di Gisella e Camilla ritorniamo indietro nel tempo e ripercorriamo gli anni migliori della loro adolescenza, quando si dividevano tra la gestione dell’albergo con i loro genitori e le uscite con i loro amici quando si divertivano a ballare il twist, a fare i bagni a mezzanotte, trasgredendo alle regole ma assaporando la libertà e l’indipendenza. Insieme a loro vediamo il mondo degli anni Sessanta, tra i concerti di Mina e Peppino di Capri con le loro canzoni intramontabili e le passeggiate al mare, tra le prime cotte e le prime delusioni. Gisella è la più spavalda, fiera e ridanciana; Camilla invece è timida e riservata, dolce e gentile e infine c’è la più piccola, Roberta, madre di Angy, che è un mix delle due sorelle più grandi. Sono presenti anche le figure maschili di Rodolfo, Duccio e Lele, perfettamente caratterizzati, come anche quelle del padre un po’ scostante ma buono nell'animo e della madre che intuisce tutto. La prosa è scorrevole e coinvolgente, frizzante e ironica, senza mai essere noiosa, con dialoghi brevi e divertenti, una buona caratterizzazione dei personaggi principali e secondari e ottime descrizioni che ci permettono di ambientarci nella storia e immergerci in quei tempi, anche per come me non li ha vissuti. Una storia tutta al femminile dove la figura della donna viene posta in rilievo, - senza sacrificare i personaggi maschili che hanno comunque la loro parte nella storia -, e dove la famiglia, l’indipendenza e il rapporto tra sorelle hanno un ruolo fondamentale nella vita.
Recensione presente nel blog www.ragazzainrosso.wordpress.com Camilla e Gisella gestiscono l’hotel “Tiffany” presso il quale ogni anno in estate si radunano decine di turisti. Sarà proprio qui durante un dialogo con la nipote Angy, giunta, come ogni anno, per trascorrere le vacanze estive, che le due apriranno le porte ai ricordi tornando indietro nel tempo a quando erano due ragazzine alle prese con primi innamoramenti e desideri di indipendenza.
“La vita è sempre piena di sorprese. Cadi, ti rialzi, cadi ancora e magari ti fai così tanto male che pensi di non farcela più ad aggiustarti, invece il modo per sistemare le cose lo trovi.”
Il romanzo si sviluppa su due piani temporali: i giorni nostri (in misura minore) e l’estate del 1962 (pressoché l’intero romanzo).
Gisella e Camilla assieme alla sorellina Roberta aiutano, per quanto possibile, i genitori nella gestione della pensione “Sole e mare” a San Benedetto del Tronto. Tra le due c’è una grande complicità, dettata anche dal fatto di avere solo due anni di differenza, che le porta a essere l’una la confidente dell’altra nonostante abbiamo caratteri diversissimi.
Gisella, la maggiore, ha da poco compiuto diciotto anni (all’epoca la maggiore età si raggiungeva a ventuno) e, forte di questo traguardo, si sente già una donna libera e indipendente. Apprezzata dai ragazzi, non esita a lasciarsi andare ad amori estivi che hanno però il potere di perpetrarsi nel tempo, anche quando ormai di estivo non c’è più nulla. Tra le due è quella che nasconde dietro la maschera della forza una profonda fragilità e sensibilità che la portano a star male a causa di atteggiamenti o parole sbagliati.
Camilla, la sorella di mezzo e per questo, a suo dire, svantaggiata, si è rassegnata a essere l’ombra della sorella maggiore. Non ha lo stesso successo, non riesce a comportarsi da “ribelle” con la famiglia e anche nei confronti dei ragazzi mantiene un certo riserbo. Certo, anche lei si innamora e soffre per gli atteggiamenti ambigui del suo oggetto del desiderio, tuttavia rispetto a Gisella è meno passionale.
A fare da sfondo è l’estate del 1962 che l’autrice descrive attraverso gli usi e i costumi del tempo. Ecco che si ritrovano gli abiti colorati, gli orecchini vistosi, i capelli cotonati, l’ammirazione nei confronti di Marilyn Monroe e Audrey Hepburn, passando per i juke-box sulle spiagge fino ad arrivare ai concertoni dei grandi cantanti in voga in quel periodo primi tra tutti Mina e Peppino di Capri.
Se da un lato ho apprezzato la cura dell’ambientazione, purtroppo, dall’altro, non sono riuscita a instaurare il giusto livello di empatia coi personaggi e a sentirmi coinvolta dagli eventi narrati. Lo stile dell’autrice, pur essendo semplice e scorrevole, a mio parere, non riesce a penetrare nella pagina, inoltre il ritmo narrativo piuttosto lento fa sì che le vicende restino un mero racconto in terza persona, come se appartenessero a qualcosa di molto distante.
Sicuramente si tratta di un romanzo dal grande effetto nostalgia, che, tuttavia, secondo me, non riesce a sfruttare adeguatamente il suo potenziale.
Un doppio tuffo nel passato “Remember Tiffany”, un viaggio di qualche ora che mi ha condotto per mano verso l’amata “Riviera delle Palme”. Anche per chi non è Marchigiano come me e le protagoniste, non è impossibile immaginare quel tratto che identifica la costa adriatica, particolare perché a tratti assume sembianze tipicamente tropicali. Per anni, anche il mio vissuto mi ha condotto lì e anche io forse, come Gisella, sono stata condizionata da scelte amorose, in arrivo e di nuovo in partenza. Un Ambarabà Ciccì Coccò spesso si rivela la vita, e alla maggiore delle figlie del titolare del Sole & Mare – l’estate del ’62 – l’ha messa veramente alla prova. Torniamo a quegli anni…
Nell’aria aleggiano le note di Peppino Di Capri, Mina, dell’astro nascente Milva. In America spopola colui che ispira, anche nel modo di vestire e di atteggiarsi, i giovani italiani…
“«Co-come mai da queste parti?» Camilla batté le palpebre. Le faceva un certo effetto trovarselo di fronte. Aveva un gran ciuffo che ricadeva sulla fronte. E uno sguardo dannatamente sexy. Le ricordava Elvis Presley. (…) E chi se lo aspettava, che sarebbe ritornato a Rocca a Mare? (…) Camilla ricordava che l’anno prima, Lele aveva fatto innamorare pazzamente Gisella. Avevano trascorso un’estate d’amore ma anche densa di chiaro-scuri, perché lei aveva l’impressione che lui la tradisse anche se le giurava eterno amore.”
Rocca a Mare e San Benedetto – collegate da un lembo di terra di neanche due chilometri – cedono le spiagge ai giovani che imparano a conoscersi, guardando coppie che si formano nella calura estiva azzardandosi a saltare il fosso. Un passo compiuto insieme anche da Gisella e Lele l’anno precedente, che ha lasciato una ferita nel cuore della ragazza. L’estate del ’62 riparte con Duccio, il sapore di un nuovo amore, con il fantasma del milanese che continua a corteggiarla, senza badare troppo alla “correttezza” di certe azioni. Gli occhi azzurri e limpidi del bagnino dongiovanni si fermano dove inizia il ciuffo dell’ex. Ieri e oggi si mescolano nella confusione più totale nella mente e nel cuore di Gisella, che si arrabatta tra un’uscita clandestina – o accompagnata dalle sorelle – pur di accaparrarsi un bacio rubato… ma sul finire dell’estate le idee si fanno chiare. Ma siamo sicuri che però sia la scelta giusta?
Siamo al Tiffany, e la giovane Angy continua a seguire le orme della famiglia, e fare l’albergatrice sembra quasi una vocazione. Me l’immagino solare e instancabile dopo una giornata di lavoro, seduta attorno a un tavolo o “stravaccata” su un divanetto della hall in compagnia delle zie. Ed è proprio lì che iniziano le chiacchiere e il racconto attraverso ricordi e vecchie fotografie.
Solo alla fine della lettura mi rendo conto che c’è dell’altro da scoprire all’interno del Tiffany e della stessa Angy, che a Literary Romance regala i segreti più reconditi di due ragazze, diciamo pure “emancipate”. Inizio a leggere di Gisella, “ribelle” e vogliosa di acchiappare tutte le bellezze al di fuori del quotidiano che le riserva il Sole & Mare. Vedo poi Camilla, così diversa dalla sorella maggiore, più accondiscendente e sognatrice, a differenza dell’altra che si mostra impettita grazie anche all’aspetto da diva che madre natura le ha donato. Roberta è la piccola di casa, la macchietta, la voce dell’innocenza, così arguta e intelligente per i suoi quattro anni di età… E i loro visi si trasformano in quelli di mia mia madre e delle sue sorelle, quasi con le stesse differenze, anagrafiche e caratteriali. Nella mente faccio un confronto dei racconti, e mi risuona “quando babbo ci portava a ballare, ci guardava da lontano ma non stavamo mai da sole…” Roberta era quella sorta di chaperon in quel di San Benedetto, ma nulla ha vietato a Gisella di fare esperienze. Mi ha colpito, sono sincera, il suo essere così “easy” (da non interpretare in maniera negativa) e nello stesso concreta. Colei che mette in guardia Camilla nei confronti dell’amore – impaurita nel donare il cuore – fondamentalmente è più romantica della sorella minore, ed è in virtù della confusione nel petto che… farà una scelta lasciandosi trascinare dalla maledetta apparenza! Non aggiungo altro, tranne che – forse grazie al fatto che mi trovo al di fuori delle pagine, e da questa posizione è facile – pagherei tutto l’oro del mondo per andare indietro a quel ’62 e affogare nel mare azzurro di quel paio di occhi…
Lo consiglio perché è la lettura adatta da fare sotto l’ombrellone – come rievoca la storia – con un paio di auricolari e una playlist consigliata dai nostri genitori; se invece, come me, siete cresciuti vedendo “una rotonda sul mare”, non avrete bisogno di aiuto, ma canticchierete durante la lettura. Consigliata perché c’è tanto bisogno di riscoprire quell’ingenuità perduta, del sapersi accontentare per quel poco che si aveva, del saper aspettare, usando carta e penna al posto di una tastiera; quando dei social non si aveva ancora la più pallida idea ed era più facile pensare a un ET cinematografico nel ventennio successivo.
Prenotiamo insieme un soggiorno al Tiffany, vi va? Sono convinta che ci aspettino a braccia aperte ; -)
Vorrei aggiungere una cosa. Cerchiamo sempre mete lontane, e in un periodo così difficile, è il momento giusto per scoprire luoghi come la Riviera delle Palme, che è un qualcosa di unico; Senigallia è un altro posto meraviglioso, e vi avrei visto benissimo Lella, Lilla e Robertina, a ballare il rock’n roll nello sfarzo del summer Jumboree, negato quest’anno dal Corona virus. Venite nelle Marche, ma soprattutto quest’anno rimaniamo nel nostro Bel Paese, a sostegno della nostra economia, per far tornare l’Italia nello splendore che merita!
Grazie a Franca Baldacci per aver dato splendore alla mia amata terra con la sua meravigliosa penna. Grazie per la sapienza con cui si è avvalsa dell’intercalare marchigiano senza appesantire il testo. Grazie anche solo per babbo, che riesce a farmi sentire a casa anche tra le ali della fantasia. ❤
Questo libro è suddiviso in due parti, o per meglio dire in due archi temporali. La parte iniziale e quella finale si svolgono ai giorni nostri e sono narrate da Angy. La parte centrale, invece, che è più corposa e che si svolge nel 1962, è raccontata in terza persona e le protagoniste dei fatti sono le zie materne di Angy, Gisella e Camilla. Ci troviamo al Tiffany Hotel a San Benedetto del Tronto, nella riviera delle Palme. L'albergo è gestito da due sorelle, Gisella e Camilla, coadiuvate dalla giovane nipote Angela. Al suo interno si respira l'atmosfera degli anni sessanta (non per niente il nome dell'albergo è un tributo al film "Colazione da Tiffany" e alla sua interprete, ovvero Audrey Hepburn), il periodo in cui le proprietarie, allora giovani ragazze, trascorrevano le loro estati tra l'aiutare i genitori, proprietari della pensioncina “Sole e Mare”, la spiaggia e le serate con gli amici, anche se per avere il permesso dai genitori dovevano faticare. Erano gli anni delle prime minigonne, del bikini, dei cantanti definiti “urlatori”, dei jukebox nei bar, sia quelli sulla spiaggia che quelli in paese, dei concerti dal vivo di cantanti famosi. La giovane nipote da sempre è affascinata dai racconti delle zie, continua a fare domande, e così una sera ha una sorpresa. Gisella le mostra un album dove al suo interno è racchiusa la storia della loro famiglia e dei loro alberghi. È così che ci si trova catapultati nell'estate del 1962. Gisella e Camilla hanno rispettivamente 18 e 16 anni. Lavorano con i genitori nell'albergo di famiglia a San Benedetto, ma spesso trascorrevano le serate a Rocca a Mare. Come detto siamo all'inizio degli anni sessanta, di conseguenza le ragazze non avevano ancora la libertà di trascorrere le serate assieme ai ragazzi. Questo valeva anche per le due sorelle, che spesso per uscire dovevano accollarsi la sorellina di quattro anni, Roberta. Devo dire che mi è piaciuto leggere questo libro. Forse perché parla di un periodo che io ho vissuto, nel 1962 avevo quattro anni come la piccola Roberta, di conseguenza mi ha portato indietro alla mia infanzia. Cantanti come Gino Paoli, Fred Bongusto, Mina, Peppino di Capri, oppure attrici come ha Audrey Hepburn, Marilyn Monroe. Per non parlare del mitico jukebox. Ho trovato i personaggi molto interessanti. Alcuni mi sono piaciuti fin da subito e non ho faticato a entrare in empatia con loro. Tra questi sicuramente c'è Camilla. È una ragazza dolce, più timida di Gisella, ma anche lei inizia a fare le prime conquiste. Infatti, ha una cotta per Rodolfo, che lavora al “Blue River”, un bar molto in voga in quel periodo, ma avendo solo sedici anni ha meno libertà della sorella, di conseguenza le risulta difficile incontrarlo oppure uscire con lui. Altri invece ho faticato a capirli, a farmeli piacere. Gisella è una di questi. È molto esuberante ed è sempre circondata da “mosconi”, come venivano chiamati una volta i ragazzi che facevano il filo alle ragazze. In particolare, ce ne sono due che le ronzano intorno: Duccio, il bagnino dello stabilimento balneare di fronte all'albergo, e Lele, milanese, con il quale Gisella l'anno prima aveva iniziato una relazione, terminata a settembre quando il ragazzo è rientrato a Milano. Intendiamoci, non è un personaggio negativo, ma a mio avviso con il fatto che è la sorella maggiore ne approfitta per uscire di più, lasciando a Camilla il compito di aiutare i genitori e accollarsi la piccola Roberta. La bambina invece è veramente uno spasso. È divertente e birichina, le sue marachelle strappano più di un sorriso. Con l'innocenza dei suoi quattro anni dice quello che pensa e che vede, mettendo in difficoltà Lilla e Lella. È sveglia, furba e non si vergogna a “ricattare” le sorelle... un gelato o un giro sul trenino in cambio del silenzio. Poi c'è Adalgisa, la zia paterna delle ragazze. Anche io ho avuto una zia, anzi una prozia, come lei. Adalgisa, ospite del fratello, non fa altro che criticare le nipoti per il loro abbigliamento, le minigonne, per il tipo di musica che ascoltano, a lei piace solo quella classica, ma soprattutto critica il fratello e la cognata per lasciare loro troppa libertà. Dare loro il permesso di uscire la sera, di frequentare i ragazzi, andare ai concerti o al cinema erano tutte cose che una signorina per bene non doveva fare, secondo Adalgisa. In pratica più che un'amorevole zia era un incubo per tutta la famiglia quando decideva di trascorrere un po' di tempo al mare alloggiando nella loro pensione. Ben dettagliata è la descrizione dei luoghi dove è ambientata la storia: il mare, la spiaggia, le cabine colorate. Poi il juke box intorno al quale i giovani si scatenavano in balli come il twist, oppure si lasciavano andare a effusioni quando era la volta di ballare i lenti. Mi è risultato facile immaginare di essere lì in compagnia di quei ragazzi. Libro molto bello che io consiglio nello specifico a chi ha vissuto la propria giovinezza negli anni sessanta, in particolare la prima metà, ma anche ai ragazzi che desiderano sapere come si divertivano i loro coetanei e quali erano le mode e le tendenze, musicali e non, dell’epoca.
In questi giorni molto particolari, una lettura fresca come questa è quello che ci vuole per alleggerire la mente e portarla alla stagione più amata, l’estate, dove ogni sogno d’amore può regalare forti emozioni soprattutto per due giovani ragazze di 16 e di 18 anni. Oltre che un viaggio estivo è anche un viaggio emozionale negli anni del boom economico dove si era tutti un po’ più ingenui e bastava un gettone al Juke-box per poterti divertire. Gli anni ’60 caratterizzati da dei ricordi musicali che appartengono alla storia della famiglia di ognuno di noi e che piacevolmente scandiranno una piacevolissima colonna sonora che accompagnerà questa lettura gradevolissima! Sono certa che leggerlo vi porterà alla mente quei film tanto in voga in quegli anni, i “musicarelli” che io tanto ho amato!
Per la giovane Angi l’albergo delle zie è un piacevole punto di riferimento, reso speciale anche dai richiami agli anni ‘60 e l’ispirazione al famoso film “Colazione da Tiffany”. La curiosità verso la storia di queste zie la spinge a farsi raccontare l’estate del ‘62 quando eranomgiovani ragazze con tanta voglia di scoprire la vita.
Gisella era la più grande, un vero peperino, esuberante, bellissima e molto corteggiata. L’anno precedente era stata delusa da Lele ma stavolta era pronta al suo riscatto.
“Gisella si considerava una diciottenne del suo tempo, degli anni Sessanta. Una tizia emancipata, al passo con gli anni, che non sognava l’abito bianco, anche se sua madre e zia Adalgisa le ripetevano che per una donna l’unica vera realizzazione era il matrimonio. Uff. Per lei non era proprio così. Seguiva con interesse quel che succedeva alle donne nel mondo, per esempio. E aveva capito che esisteva anche un altro modo per essere felici, non per forza il matrimonio. Con tutto ciò, un pizzico di romanticismo,”
Durante l’inverno Lele era sparito come una magia d’estate e lei era stata male davvero, si era ripresa con difficoltà e ora lui era tornato come nulla fosse, ma come credergli quando l’orgoglio le dice di no e il ragazzo più ambito della spiaggia inizia una corte spietata.
“Duccio. Inarrivabile, anche se a volte le lanciava certe occhiate da paura. Sentiva che le andavano in fiamme le orecchie, le guance, perfino i capelli cotonati. «Ciao, splendore.» Ecco qui. Con la sua lunga, lunghissima, avvolgente occhiata. D’istinto, Gisella sollevò la spallina dell’abito che le era scivolata sulla spalla, così come quella del reggiseno. E che diavolo. Non la smetteva di spogliarla con gli occhi, quel mandrillo luciferino?”
Camilla invece è la sognatrice… più riservata rispetto alla sorella e con una grande cotta per il bel Rodolfo. In lei prevale un forte senso di responsabilità verso la sorellina e verso il suo lavoro, ma anche la voglia di vivere il suo sogno romantico che sembra sempre ostacolato.
“Camilla pensò in quel momento che avrebbe chiuso volentieri l’orgoglio in un cassetto, per correre fra le sue braccia, dirgli che lo amava e baciarlo, magari. Ma quel che era troppo, era troppo. Un pizzico di dignità voleva mantenerlo. Lo lasciò andare via, con la morte nel cuore, mentre ottimisticamente pensava che altre occasioni si sarebbero presentate, sicuro. Ma quando?”
Ma tra le due il personaggio più bello di tutto il romanzo è la meravigliosa Roberta, una bimba di 4 anni dalla risposta pronta, capace di osservare il mondo con i suoi occhietti furbi ed a combinare guai esilaranti con la sua linguetta sincera e diretta.
Rivivrete tutto nei minimi dettagli, dall’ambientazione, al modo di vedere la vita, dai gusti musicali, ai sogni e progetti del tempo. Sono amori a tratti ingenui se paragonati alle storie che leggiamo oggi ma sanno racchiudere una magia che parla di valori veri. Sembra assurdo strappare un permesso per un’ora e portarsi dietro la sorellina o fa tenerezza tirare un sassolino alla finestra per lasciare un bigliettino. Una scusa per scambiarsi sguardi mozzafiato che dovevano dire più di tante parole che non era possibile nemmeno pensare.
I dialoghi sono molto accurati e ricordano molto un linguaggio con dei termini che ripercorrono quei tempi e che strapperanno più di un sorriso. Per chi conosce quest’autrice sa che questo romanzo è preceduto da altri due dove sono comparse le stesse protagoniste ma ai tempi di oggi… sta di fatto che è possibile leggerlo autonomamente.
Mi sento di consigliare questa lettura alle giovani donne di tutte le età perché non c’è un tempo prestabilito per poter sognare e ognuno vi troverà un motivo per apprezzarlo e goderlo appieno.
Proprio come enunciato alla fine del primo capitolo da Angy " Un balzo indietro nel tempo, come se qualcuno avesse azionato una leva per proiettarci in quegli anni magici. " La storia di Gisella e Camilla, le zie di Angy, è narrata in modo semplice in un linguaggio che riporta proprio a quegli anni. Le descrizioni sono così dettagliate che si riesce veramente ad immaginare l'atmosfera, i suoni i colori, gli abiti indossati, le acconciature ma soprattutto le emozioni di quel periodo dove tutto era ancora fondato sui rapporti umani più che con la tecnologia. Certo la voglia di trasgredire e di nuove avventure quella rimane ma con più pudore nonostante l'esuberanza dell'età. Bisogna aggiungere che le zie hanno caratteri diametralmente opposti: Gisella, più grande, è più espansiva più intraprendente ed esuberante mentre Camilla, di due anni più piccola, è molto più riservata e timida. Il racconto si sviluppa nel ricordo di un anno in particolare: il 1962 con tutto ciò che di nuovo è nato in quell'anno, con personaggi che l' hanno segnato e con l'arrivo della stagione balneare e degli amori pronti a scatenare turbamenti ed emozioni nuove. È stata una lettura delicata, diversa dalle solite, probabilmente lo stile di scrittura semplice, è stata la giusta scelta per portare il lettore ad immergersi come uno spettatore muto e silenzioso in un periodo storico molto frizzante e divertente. Certo non è sempre tutto rosa e fiori, ci sono anche le delusioni d'amore, le aspettative mai raggiunte ma tuttavia si respira aria di spensieratezza.
Ho avuto modo di leggere anche gli altri due romanzi della serie Tiffany di questa autrice. Se nei precedenti, ambientazione contemporanea, mi sono immedesimata molto nella protagonista Angy, in Remember Tiffany ho fatto un tuffo nel passato. Le protagoniste questa volta sono le zie di Angy, Gisella e Camilla, nell'estate del 1962, rispettivamente 18 e 16 anni. Ho rivissuto tra le pagine un po' i racconti ricevuti dai miei genitori, immaginando gli abiti a fiori, la brillantina tra i capelli dei ragazzi, le acconciature delle ragazze. La meravigliosa voglia di ballare ( poco importa se si tratta del ballo della mattonella o il twist "con le gambe ad angolo") la fa da padrona accanto a un'altra icona del tempo: il juke-box. Inoltre leggendo ci si tuffa in quella voglia di ridere, scherzare, quella serenità tipica di un periodo economicamente fiorente, tra un tuffo in mare, una passeggiata sulla spiaggia al chiaro di luna con le note in sottofondo di qualche canzone dell'epoca. Ho trovato questa lettura molto leggera, adatta a chi desidera estraniarsi dalle fatiche giornaliere, o dal resto del mondo. Io ho sognato e credo che chiunque, come è capitato a me, faccia con piacere quel tuffo nel passato con un sorriso sulle labbra. Tra amori, tradimenti, ripicche e scene ironiche, chi non apprezzerebbe la penna brillante di questa autrice fino a desiderare di tornare ai mitici anni '60? D'altronde quanti di noi non hanno amato film tipo Colazione da Tiffany o Vacanze Romane? Chiunque desidera immergersi in quelle atmosfere si faccia avanti e... buona lettura.
Questo piccolo romanzo è stato davvero una dolce lettura, non credevo mi sarebbe piaciuto così tanto, visto che non è proprio il mio genere di lettura ed ero un po’ dubbiosa alle sue prime righe.
La storia è ambientata nei nostri tempi, però è più un flashback di ricordi delle due protagoniste: Gisella e Camilla. Ci introducono con il loro racconto nei fantastici anni sessanta, quando la vita era semplicemente più danzante e la musica veniva conosciuta solo grazie ai jukebox e i giradischi. Era una vita spensierata la loro, aiutavano i genitori nel loro albergo di famiglia -Sole e Mare-. Passavano il tempo a lavorare sodo preparando colazioni, pranzi, cene e a fine serata si preparavano per andare al cinema o a fare quattro passi ballerini al -Blue river-, le loro estati erano sempre piene di sorprese, di nuove conoscenze e dolci amori.
Gisella e Camilla sono due sorelle dal carattere totalmente diverso: una è più peperina, piu coraggiosa e sfacciata, la seconda è più dolce, sognatrice e timida, insomma si completano come due perfette metà di un cuore. Non dimentichiamoci della loro piccola Robertina, che dona sempre un tocco ironico alle loro vite!
Francesca Baldacci ha davvero una mente maestrale, la sua scrittura non è per niente noiosa o lenta, anzi ha un qualcosa di particolare che ti accoglie come un caldo abbraccio e ti incita a finire ogni capitolo iniziato.