Sono molto felice di avere questo libro, ormai introvabile.
Felice perché racconta un pezzo di storia italiana poco conosciuto, quello della tratta di bambini dalla Svizzera all'Italia nel XIX secolo.
I bambini venivano venduti per pochi soldi dalle famiglie povere e mandati a lavorare come spazzacamini oltre confine. Molti di loro non tornavano mai a casa.
Il libro trae spunto da un fatto di cronaca, l'affondamento nel lago Maggiore di un barcone stipato di bambini. Nel romanzo due di loro, Giorgio e Alfredo, si salvano.
Ha così inizio la loro epopea.
Un romanzo che parla di bambini lavoratori e, per una volta, è ambientato in Italia e non, per dire, in Inghilterra o Francia.
Purtroppo questa non è la versione integrale, trattandosi in parte di una graphic novel, ma è tutto quello che è stato pubblicato (e meno male che c'è).