Racconti sul periodo magico dell'infanzia, quel periodo dove tutto appare come un'infinita scoperta, anche il minimo movimento, la minima percezione sonora, un oggetto ecc... ti fa scaturire le domande fatidiche: Cos'è? Perchè? Ma soprattutto: Cosa potrebbe essere?
Domande che, poi, con l'andare degli anni svaniranno in patetiche, banali risposte così concrete, da rendere il tutto un Nulla. Invece in quell'età tutto è così astratto, immaginifico, esplorativo, fantastico agli occhi ed alla mente, che girovaga per miriadi di mondi, luoghi e tutto appare come in un sogno ad occhi aperti...
Nelle lunghe sere invernali, quando aprivamo per terra i nostri libri illustrati e ci sdraiavamo a guardarli uno accanto all'altro coi gomiti sprofondati nel tappeto davanti al focolare, la prima operazione da compiere era l'assegnazione dei ruoli. Dovevamo spartirci, tutti senza eccezione, i personaggi delle illustrazioni in base alla nostra anzianità. Solo quando questa fase era stata conclusa in ogni minimo dettaglio, si poteva passare alla storia; da quel momento in poi, oltre alle emozioni suscitate dalla trama, ciascuno di noi era direttamente coinvolto nelle vicende di uno dei protagonisti, e ne condivideva successi o insuccessi come fossero propri.