Nel penultimo capitolo de “gli spiriti di casa Momochi”, Aoi si trova faccia a faccia con il suo Karma. Per la prima volta nella sua vita tutto gli è chiaro; chi è, perché è arrivato a casa momochi e persino cosa ne sarà di lui. La sua natura di metá umano è metá spirito gli permette ancora di stare con Himari, ma non ancora per molto. Aoi combatte contro Nue, Nue è Aoi ed ormai, anche Aoi è Nue. Entrambi combattono contro Kasha che è sempre più deciso nella sua malsana fantasia di convincere Nue a schierarsi dalla sua parte, a scegliere se stesso e la libertà che questo comporta. Niente barriere, niente case a contenerlo, niente regole, solo potere infinito: la perfezione assoluta, sopra ogni cosa. Himari è l’ostacolo, il ponte, il porto sicuro. Fin quando ci sarà Himari, Aoi tornerà sempre e con lui anche Nue. Qualcosa però cambia, si rompe; come un bellissimo Furin che perde la sua decorazione anche l’estate idilliaca di Himari volge al termine e così tutte le stagioni che la seguono. Ogni cosa perde il suo senso, ed il tempo diventa schiavo di se stesso. Himari si perde in un dolce sogno, cullata dall’amore di Aoi e di Nue, mentre qualcosa ai confini di questa visione, si lacera dall’interno. Il futuro per Himari è stare con Aoi, ma il futuro di Aoi è legato a quello di Nue e per loro due ci sono altri programmi.