Un incidente ferroviario, una bufera di neve, otto sopravvissuti, un bosco misterioso e delitti apparentemente inspiegabili. La tempesta straordinaria che si è abbattuta sulla Baviera ha bloccato l’aeroporto di Monaco, mettendo in crisi il rientro di Giovanni, il quale deve assolutamente essere a Milano per la serata. Il treno è l’unica possibilità. La tempesta, però, trasformerà il viaggio in un incubo per lui e per i passeggeri che gli sono vicini, perché, in fondo, noi siamo sempre in balìa di chi ci capita accanto. Guardiamo le persone e crediamo di conoscerle, ma a volte il mondo all’improvviso si capovolge e tutto diventa sbagliato, cattivo, irreale. Ecco che allora serve il coraggio, se c'è, oppure una svolta, una casualità, un incidente per mandare via i mostri. E la tempesta arriva comunque a sovrastarci e a travolgere tutto, prima che il dolore passi e il mondo si capovolga di nuovo per rimettere tutto a posto.
Questo non è il libro che fa per me. Ci sono alcune cose che mi sono piaciute, dalla svolta finale (seppur io me la aspettassi in qualche modo) effettivamente migliora, ma ci sono certe altre cose che proprio non riesco a farmi andare giù.
Innanzitutto, è chiaro che il messaggio dovrebbe essere qualcosa del tipo "non fermarti all'apparenza, guarda l'aspetto interiore", e sono sicuramente d'accordo, il problema è che mi è sembrato un po' ipocrita.
Andiamo con ordine.
1. La storia di Laura: l'ho odiata. Ma non solo il personaggio (fin qui sarebbe stato nell'obiettivo dell'autore) ma tutto ciò che c'era dietro. Il messaggio che passa è che una donna ideale deve stare a casa a prendersi cura del marito, essere protetta da lui, viene vista come debole, e deve assolutamente volere figli. Il personaggio viene reso odioso focalizzandosi sul fatto che voglia perseguire la sua carriera. Non mi spiego come solo questo fatto possa aver trasformato una giovane ragazza innamorata come ai primi tempi a una che non può posticipare la riunione per andare a trovare il marito con un trauma cerebrale in ospedale. Avrei preferito mille volte che Laura venisse lasciata umana, e che si fossero lasciati perché volevano cose diverse dalla vita (succede spesso), non perché guarda caso lei è un mostro senza cuore, a cui siccome è tutta presa dal lavoro non frega niente di lui.
Magari si potrebbe dire che l'autore non intendesse che una donna debba pensare solo al marito e ai figli, ma poi ci sono frasi del genere:
"Peccato che nei nuovi paradigmi non ci sia spazio per i figli. E anche quello per il marito sembra piuttosto strettino"
"A sistemare il focolare domestico rimarranno, quindi, il saggio patriarca e le due donne. L’antropologia, resistente al cambiamento, detta inesorabile le sue regole."
2. La cosa che più ho odiato di tutte: l'immensa OMOFOBIA (nonché razzismo) di questo libro. Cerchiamo pure di fingere che non ci sia dal momento che alla fine va d'accordo con uno dei due, il ragazzo nero e "gay", che poi alla fine non lo è, ma dettagli.
Direi che basta quanto segue:
"Se poi sono davvero gay, le possibilità di dialogo, almeno con me, si assottigliano"
"Forse è anche il suo lato femminile sviluppato che lo predispone ad una cura di sé stesso meticolosa."
"Che un gay chieda a me come va il sesso con mia moglie, non è una domanda abituale"
Cerca di andare oltre, e allora ci potrebbe quasi stare: "Avevo sempre pensato che i gay mi mettessero a disagio, è una condizione che istintivamente tendo a rimuovere. In questo momento, però, la presenza di questo ragazzo non mi dà alcun imbarazzo, anzi, trovo che la sua sensibilità e la sua capacità di comprendere i miei sentimenti siano molto tranquillizzanti"
Ma poi riprende: "viene perquisito da uno sconosciuto ragazzo gay di colore, forse ebreo. Se un giorno dovrò raccontare quanto mi sta accadendo potrei trovarmi in notevole imbarazzo."
"probabilmente, sente il bisogno di protezione e forse io le sono sembrato il più adatto. Magari, forse, per esclusione. Il nero è troppo giovane ed è gay" (associamo essere gay alla debolezza) - e poi continua dicendo che un'altra non potrebbe proteggerla in quanto donna.
E il gran finale: "E poi non è gay. Questo mi delude ancora di più. Per una volta che ero riuscito a farmene piacere uno, ad apprezzarne la pacatezza e l’eleganza, a riconoscergli una sensibilità superiore, scopro che non è gay. Questa è dura da superare".
Insomma, non so se stesse cercando di mostrarsi un supporter LGBT, ma sicuramente ha fallito.
3. Dirò solo un'ultima cosa: Gioia. Odio totale per questo insulso personaggio. Di nuovo, la solita donna che viene vista come mero strumento sessuale e da proteggere.
Il fatto che lui voglia che sia francese, come se potesse scegliere il modello standard di donna, e la delusione quando non lo è:
"Gordana Ivanec. Ripiego il giornale, sono deluso. Il nome non mi piace e preferivo che fosse francese".
Mi ha fatto molto ridere poi che lui si offendesse quando la moglie lo rifiuta mentre lui cerca di andarci a letto, improvvisamente lussurioso "E poi non mi è piaciuto quel “bel maschione!” Neanche fossi uno scimpanzé arrapato da istinti primordiali", quando per tutto il libro dobbiamo leggere roba del genere:
"Le sue labbra dischiuse e protese verso il lungo collo della bottiglia ad accoglierne voluttuosamente il frutto, hanno una carica sensuale irresistibile"
"Ho un fremito quando vedo arrivare verso di me il fiumiciattolo rilasciato da Gioia. È un fremito sessuale. L’idea del suo pube nudo che sgorga i suoi liquidi e i suoi umori a pochi passi da me, ha una carica erotica insospettabile. Contemplo questo piccolo fiume che mi passa vicino e inspiro addirittura, per sentirne l’odore"
Capisco che fosse tutto un sogno, però che cavolo.
Ad ogni modo, lo stile di scrittura è scorrevole, talvolta strappa anche un sorriso. Non escludo di leggere altri suoi libri, ma se le idee di base dovessero rimanere queste decisamente lo abbandonerei.
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Carrozza 12 è la storia di un viaggio in treno, nel quale incontriamo degli sconosciuti, di cui ignoriamo le storie personali, ma con i quali in qualche modo condividiamo parte del nostro "viaggio" della vita e grazie ai quali in quegli incontri ci mettiamo realmente a nudo, come non riusciamo a fare nella vita quotidiana, rimettendo così in ordine quello che è il nostro essere.
Un libro scritto in uno stile che ti cattura fin da subito e che nelle varie vicissitudini tocca nel suo climax i toni quasi del thriller per poi ricordare il finale di un giallo nell'andare a rimettere tutti i tasselli al loro posto. Non una storia eccezionale, ma una bella lettura.
La storia è abbastanza originale, tuttavia ho trovato la scrittura poco raffinata. Chiamare i personaggi per l’intera durata del libro “il nero”, “il gay biondo”, “la Merkel” quando di parla per lo più di 7-8 personaggi, quindi non numerosi da tenere a mente, mi pare una scelta poco elegante, qualcuno direbbe persino discriminatoria. Personalmente lo ritengo mediocre.
Carrozza 12 parla di un disastro ferroviario tra le gelide montagne austriache durante una tormenta. Il protagonista è un professore universitario di economia che sta tornando a Milano, dopo essere stato in Germania a ritirare un prestigioso premio. Purtroppo, a causa di una tormenta, tutti i voli sono cancellati e il professore sarà costretto a prendere un treno per arrivare in tempo per la cena di compleanno di sua moglie, descritta come una donna forte, ma al punto da risultare iper-controllante e narcisista. Sul treno i compagni di viaggio sono descritti in modo piuttosto macchiettistico, secondo i pregiudizi e i luoghi comuni che evidentemente affollano la mente del protagonista. Dopo il deragliamento gli 8 protagonisti sono gli unici superstiti e dovranno accamparsi nel bosco ad aspettare i soccorsi. La storia avanza rapidissima, si legge in due giorni, ma è piuttosto scarna sotto alcuni aspetti. Ripensando a molti di questi aspetti, dopo averlo finito, appare chiaro che i difetti sono voluti, in preparazione del "colpo di scena" (cliché!) finale.
Nonostante questo cliché che mi ha lasciato parecchio contrariato, sono convinto del significato che attribuisco al tutto: ci muoviamo tutti nel mondo analizzando il prossimo secondo la nostra prospettiva, ci creiamo delle rappresentazioni mentali delle persone. Ma queste rappresentazioni non sono le altre persone. È così facile vedere un ragazzo aggressivo e pensare che sia un potenziale criminale, senza interrogarci sulla sua vera natura. La nostra fantasia può vagare e creare delle persone e, se riuscissimo a prendere piena consapevolezza di ciò, il mondo potrebbe diventare un posto migliore.
Nel complesso la trama non mi ha appassionato molto, lo stile è descrittivo al punto da risultare ridondante e ripetitivo in alcune parti. Il significato che, personalmente, vi ho trovato all'interno è l'unica cosa positiva che mi è rimasta.
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Libro partito un po' in sordina, con un accelerata nel mezzo trascinando il lettore in un simil thriller, alla scoperta di un fantomatico assassino e dal finale che lascia un po' interdetti. Interessante trama, mi ha preso per quasi tutto il libro, peccato il finale che mi ha lasciato un po' di amaro in bocca...di sicuro un libro interessante. Trama: Giovanni dopo essere stato da solo alla cerimonia per un importante premio letterario che ha anche vinto, torna in fretta a casa dalla sua fidanzata storica, Laura, che ha pensato bene nel suo immenso egoismo di non accompagnare il suo fidanzato solo perché è il suo compleanno e lei deve organizzare la sua cena che deve essere a dir poco perfetta. Ma il tempo ci mette il suo, i voli vengono cancellati e Giovanni prende al volo un treno dell' ultimo minuto.. La neve cade copiosa e per una slavina, il treno frena all improvviso deragliando e accartocciandosi in un ammasso di ferraglia sulla cima di un burrone. Solo la loro carrozza e ancora sulla strada in bilico. Gli otto passeggeri riesco con fatica a uscire ed aspettare i soccorsi. Sono otto personaggi tutti diversi che divideranno il loro spazio e i loro pensieri per una notte. Una notte che sembra infinita, perché qualcuno tra di loro è un assassino. Uno alla volta vengono uccisi, ma chi di loro è l omicida?
Un uomo si trova costretto, suo malgrado, a viaggiare da Monaco di Baviera a Milano in treno, a causa della chiusura dell'aeroporto per via di una forte nevicata. Sul treno farà conoscenza coi suoi compagni di viaggio e, tra mille peripezie, avventure, riflessioni e supposizioni, giungerà infine alla destinazione più importante: quella che riguarda la sua vita.
Il libro è breve, scorrevole e ben scritto ed i personaggi originali, rendono la lettura a volte comica e a tratti anche grottesca.
Ho trovato Giovanni, il protagonista, un uomo che nonostante l'importante ruolo che ricopre, non si vergogna di dimostrare le sue debolezze e fragilità; un uomo forse intrappolato dentro una vita che gli sta ormai troppo stretta.
A volte servono eventi importanti, come la paura di non sopravvivere ad un incidente a farci rendere conto che la vita è una sola e che non la si deve sprecare cercando di rendere felici gli altri.
Giovanni, un professore di economia dell'università di Milano, si trova costretto a viaggiare da Monaco a Milano per una cena. La moglie lo aspetta per una cena con i rappresentati del suo lavoro, in quanto lei lavora come consulente di una banca multinazionale importante. Le pagine raccontano di mille peripezie con i suoi compagni di viaggio e di avventura, evocando personalità a volte scontrose altre volte empatiche. Racconta di un viaggio nel quale è coinvolto anche il lettore.
Personaggi descritti in maniera minuziosa, forse anche in maniera troppo dettagliata (non è una critica).
Trama originale come il finale che mi ha sinceramente sorpreso. Libro che si fa leggere volentieri. Scrittura fliuda ma non elegantissima, sopratutto nel descrivere i vari personaggi.
Metà libro passa senza che succeda nulla, tranne le minuziose descrizioni dei passeggeri della carrozza 12. In mezzo, cliché anacronistici, ripetizioni pedanti. Quando si arriva alla sostanza, tutto scorre in modo frettoloso, prevedibile e, al tempo stesso, inverosimile e implausibile, tanto da diventare quasi irritante.
Il "colpo di scena finale" azzera ogni chance di salvare il salvabile.
Carino. Una piacevole lettura, tanto che ho scaricato gli altri libri dell’autore. Ha un tipo di scrittura che mi piace, coinvolge. L’ho letto tutto d’un fiato. Nulla di imperdibile ma promosso. Mi è piaciuto l’epilogo.
Anche se la scrittura non é nei mie canoni (amo i libri con molti dialoghi) é stato un bel libro anche perché avevo letto di qualche colpo di scena. Devo dire però che la mia seconda opzione era quella giusta! Nonostante questo bel libro
Carr0zza 12 è un libro che promette meglio di quanto da'. Purtroppo secondo me, si perde un po' troppo nelle descrizioni dei personaggi che sì ci accompagneranno per tutto il libro ma di cui veniamo a sapere dettagli secondo me inutili e non qualcosa di saliente sulle loro caratteristiche, sono macchiette che sono presenti ma non riesci a familiarizzare o empatizzare con nessuno di loro. Il colpo di scena finale molto apprezzato, ma come libro è leggermente piatto, io sono una persona che adora molto la caratterizzazione dei personaggi e qui vi erano dettagli futili, di gesti o azioni invece che di caratteristiche vere e proprie. Nonostante questo, scrittura fluida e ben scorrevole.
Quasi due storie separate, il legame fra la prima parte, più lunga, e la seconda è piuttosto sottile. Comunque il finale non mi ha sorpresa e nemmeno il finale della prima parte... Impossibile spiegare di più senza fare spoiler, cose che non mi piace fare. Non è un giallo, in realtà.
Un treno deraglia a causa di una tempesta di neve un solo vagone resta in bilico sul burrone 8 passeggeri si salvano ma nel bosco si muove un assassino. Attenzione niente è come appare. Molto carino forse mi aspettavo qualcosina di più ma si legge che è un piacere.
Libro alquanto scorrevole. Onestamente non mi aspettavo il finale, ci sono rimasta un secondo 😂 Però interessante, non posso dire che non mi sia piaciuto.
Una bella storia, significativa. Raccontata in modo dinamico dall'inizio alla fine, ogni pagina ti prende e ti invoglia ad andare avanti per scoprire cosa succederà. Assolutamente consigliato
Letto in un fiato: scorrevole, piacevole e coinvolgente. La storia non è sicuramente originale ma per qualche motivo mi ha colpito e mi è rimasta dentro. La Scrittura è fluida, mentre la caratterizzazione dei personaggi- che riflette in realtà la percezione del protagonista - è stereotipata, maschilista e vagamente omofoba. Complessivamente lettura veloce e piacevole