"Nella mia prigione sento il ticchettare umido di un acquazzone, l’alito gelido del vento roborante tra le frasche e le mura del castello, lo scalpiccio delle guardie che si danno il cambio e lo scricchiolio delle assi di legno sotto il mio peso. Il mio mondo – ormai da mesi – si riduce a a suoni e rumori, sensazioni, odori e null’altro. Stesa sul pavimento, allungo le mani verso il vuoto, saggiando l’umidità dell’aria con i polpastrelli. Vorrei poter uscire di qui, cercare di capire a che punto Lui sia arrivato, poter soppesare il danno che ha arrecato al mio Regno. E vorrei poter essere libera… ancora una volta." Armònia aveva una vita perfetta, un amore perfetto, un Lieto Fine perfetto. Ma come in tutte le fiabe, c'è sempre qualcuno disposto a infrangere i sogni del prossimo pur di realizzare i propri. Depredata della dignità, della speranza e della luce, Armònia continua comunque a combattere nella sua disperata prigionia. Ma poi il Fato giunge in suo soccorso e aggrapparsi a quella mano non è mai stato più difficile e desiderato al tempo stesso. In un alternarsi di presente e passato ripercorriamo la storia di Armònia, immergendoci nel mondo incantato di Charillyon; una fiaba romance tutta da scoprire... profonda, appassionata e tormentata.
Autrice Horror, Urban Fantasy, M/M, Thriller e YA. Amo cimentarmi in storie complicate, storie intense, storie che lascino col fiato sospeso. L'effetto "SHOCK" è assicurato in ogni mio racconto, o almeno lo spero.
Non c'è spazio per i cliché, perché essere scontati quando si può dare sfogo alla propria follia?
ROMANZI PUBBLICATI:
۞ DarkWatchers SAGA - Beautiful Sin - Part 01 - Beautiful Sin - Part 02 - NocturnalNocturne - Coming Soon...
۞ Hellsgate Chronicles - Ristampa in arrivo
۞ Agatha - L'amore che non muore Romanzo autoconclusivo
۞ Kitsune No Hohoemi Romanzo autoconclusivo
۞ Victor - L'inganno della morte Raccolta di racconti - GRATIS su Kobo
Una favola che si mescola al sangue, sicuramente innovativa e affascinante, però un po’ affrettata nelle conclusioni, alcuni punti dovevano essere trattati con più calma. Non è un deficit che danneggia l’opera, ma il lettore può percepire questa “forzatura nelle evoluzioni” e rimanere un po’ stralunato.
Ciò che ho preferito di questa storia è la crudeltà dell’antagonista, mentre la protagonista seppur forte e decisa, non mi ha impressionato, ma io tendo più al lato oscuro che alla luce, quindi penso sia normale.
Sicuramente un bel testo, tal genere non rientra pienamente nei miei fantasy preferiti, ma è una bella lettura, diversa, veloce… un modo anche per approcciare al fantasy più classico.
RECENSITO PER ROMANTICAMENTE FANTASY SITO. So perfettamente cos’ha visto quando mi ha tolto la benda: una cicatrice orrenda e frastagliata, da occhio a occhio. Grazie a questa deturpazione, anche se libera, il ricordo di Grave mi accompagnerà per sempre: lui che ha distrutto la mia vita, ucciso mio padre e il mio unico amore; lui che in un lampo mi ha privata della luce e dei colori del mondo… Una fiaba che si tinge immediatamente di rosso, non il colore della passione ma del sangue, quello versato. Un Regno Charillyon che, defraudato delle sue bellezze, ci appare sin da subito come un quadro privo di colori, ormai tristemente dipinto di bianco e nero, dove il nero prevarica ogni cosa, soprattutto la speranza. Violet Nightfall esordisce così in questo suo romanzo breve, una favola romance in cui tutto subito appare spezzato, dilaniato dalla cattiveria che solo una mente malata, ossessionata dalla sete di potere mai sopita, può riversare sul suo stesso popolo, sul suo Regno e soprattutto su Armònia, prigioniera e mutilata Principessa di un Reame messo a ferro e fuoco da suo fratello. Distruzione e morte si sono estesi a macchia d’olio su Charillyon, cancellando come un’edera che non cessa mai di crescere, ma si dirama, avvolgendo e soffocando ogni cosa, dal ricordo di Regno meraviglioso ai paesaggi fiabeschi. La libertà che Armònia riuscirà sorprendentemente a conquistare, sarà l’inizio di una nuova battaglia, una lotta impari contro il suo carceriere che tutto ha distrutto, uccidendo le persone a lei più care, piegando al suo volere i sudditi che non periti, sono stati condannati a una vita che paradossalmente incute più paura della morte a loro risparmiata.
Non gli rispondo, tengo per me ogni singola preoccupazione, ogni inquietudine e dubbio. Mi lascio cullare dal galoppo e inspiro a fondo. Ce la faremo… mi obbligo a pensare, eppure ogni volta che rifletto sul mio futuro immagino solo fiamme e lunghe scie di fumo che si innalzano verso il cielo. Lo stile narrativo dell’autrice forte, di un linguaggio intenso, drammaticamente reale, ma sempre dolcissimo, ripercorre la trama, se ne impossessa e piano piano la ridipinge dei colori che alla stessa erano stati strappati. In un alternarsi tra passato e presente, per mano della Principessa Armònia, avrà inizio un estenuante percorso di rinascita, vite e sogni infranti, insieme a un Regno che dovrà risorgere dalle sue stesse ceneri. Ma l’amore, la forza che questo sentimento è in grado di generare, che arriva come una mano tesa, forte e pronta per afferrarti, unito allo stile portentoso dell’autrice, prenderanno il sopravvento e trascineranno i protagonisti e la trama stessa, verso la favola e il lieto fine perduti… Impossibile non amare questa fiaba dove ogni sentimento è narrato, quindi vissuto in maniera viscerale, e in cui le ferite non si cancelleranno come per magia, ma diventeranno un monito, la sofferenza da non dimenticare che non si trasformerà in rancore, piuttosto nella spinta e forza per ripartire, combattere, vincere e infine ricostruire: la vita dei protagonisti, il loro Regno, la loro meravigliosa favola.
Devo ammettere che dopo aver letto i libri delle Hellsgate Chronicles temevo il peggio anche in questo libro; per un attimo ho temuto che il mio tanto amato lieto fine non sarebbe arrivato. Per mia fortuna Violet alla fine mi ha accontentata e posso tirare un sospiro di sollievo. Mi è piaciuto riconoscere lo stile dell'autrice, anche se questo è uno dei motivi per cui ho letto il racconto con l'ansia sempre crescente, nonostante sia un fantasy. Concludo dicendo che adoro la copertina, è stupenda! ❤
So perfettamente cos’ha visto quando mi ha tolto la benda: una cicatrice orrenda e frastagliata, da occhio a occhio. Grazie a questa deturpazione, anche se libera, il ricordo di Grave mi accompagnerà per sempre: lui che ha distrutto la mia vita, ucciso mio padre e il mio unico amore; lui che in un lampo mi ha privata della luce e dei colori del mondo…
Una fiaba che si tinge immediatamente di rosso, non il colore della passione ma del sangue, quello versato. Un Regno Charillyon che, defraudato delle sue bellezze, ci appare sin da subito come un quadro privo di colori, ormai tristemente dipinto di bianco e nero, dove il nero prevarica ogni cosa, soprattutto la speranza. Violet Nightfall esordisce così in questo suo romanzo breve, una favola romance in cui tutto subito appare spezzato, dilaniato dalla cattiveria che solo una mente malata, ossessionata dalla sete di potere mai sopita, può riversare sul suo stesso popolo, sul suo Regno e soprattutto su Armònia, prigioniera e mutilata Principessa di un Reame messo a ferro e fuoco da suo fratello. Distruzione e morte si sono estesi a macchia d’olio su Charillyon, cancellando come un’edera che non cessa mai di crescere, ma si dirama, avvolgendo e soffocando ogni cosa, dal ricordo di Regno meraviglioso ai paesaggi fiabeschi. La libertà che Armònia riuscirà sorprendentemente a conquistare, sarà l’inizio di una nuova battaglia, una lotta impari contro il suo carceriere che tutto ha distrutto, uccidendo le persone a lei più care, piegando al suo volere i sudditi che non periti, sono stati condannati a una vita che paradossalmente incute più paura della morte a loro risparmiata.
Non gli rispondo, tengo per me ogni singola preoccupazione, ogni inquietudine e dubbio. Mi lascio cullare dal galoppo e inspiro a fondo. Ce la faremo… mi obbligo a pensare, eppure ogni volta che rifletto sul mio futuro immagino solo fiamme e lunghe scie di fumo che si innalzano verso il cielo.
Lo stile narrativo dell’autrice forte, di un linguaggio intenso, drammaticamente reale, ma sempre dolcissimo, ripercorre la trama, se ne impossessa e piano piano la ridipinge dei colori che alla stessa erano stati strappati. In un alternarsi tra passato e presente, per mano della Principessa Armònia, avrà inizio un estenuante percorso di rinascita, vite e sogni infranti, insieme a un Regno che dovrà risorgere dalle sue stesse ceneri. Ma l’amore, la forza che questo sentimento è in grado di generare, che arriva come una mano tesa, forte e pronta per afferrarti, unito allo stile portentoso dell’autrice, prenderanno il sopravvento e trascineranno i protagonisti e la trama stessa, verso la favola e il lieto fine perduti… Impossibile non amare questa fiaba dove ogni sentimento è narrato, quindi vissuto in maniera viscerale, e in cui le ferite non si cancelleranno come per magia, ma diventeranno un monito, la sofferenza da non dimenticare che non si trasformerà in rancore, piuttosto nella spinta e forza per ripartire, combattere, vincere e infine ricostruire: la vita dei protagonisti, il loro Regno, la loro meravigliosa favola.
Sono arrivata a questo libello molto breve a causa della copertina fantasticosa. E poi ero curiosa di leggere qualcosa di Violet Nightfall. Questo racconto breve sembrava il modo migliore per cominciare.
Come mai solo due stelline, allora?
Beh, cominciamo ad elencare le cose positive.
☀ La copertina fantasticosa; ☀ I nomi dei personaggi tutti ispirati alla musica; anche se, lo ammetto, all'inizio non ero ancora sicura di questo e non sapevo come pronunciare il nome dell'antagonista principale, Grave. ☀ Il mondo creato dall'autrice.
Cosa non mi è piaciuto, invece?
☠ L'insta-love; ☠ Il ; ☠ La protagonista; ☠ Il protagonista. ☠ La prima persona singolare presente della voce narrante. (OK, questa è una mia idiosincrasia) ☠ La grammatica un po' traballante. Nella scelta delle parole, più che altro.
OK, la storia è breve quindi non si può pretendere uno sviluppo notevole dei personaggi però in questo caso sembra tutto troppo affrettato. Armònia prima perde l'amore della sua vita, Allegretto, che viene barbaramente ucciso dal cattivo della situazione e la sua testa esposta su una picca, poi conosce il fratello di lui e nel giro di due giorni i due . Sarà...
Armònia non è riuscita a convincermi del tutto come protagonista. Forse è il suo modo di parlare, forse il modo in cui si comporta. Fatto sta che non sentivo il bisogno di andare personalmente a liberarla dalla sua prigione. Il fratello di Allegretto, Andante, non è, invece, fortunato proprietario di una personalità; mentre il cattivo è cattivo e basta. L'idea che Grave .
I deliri grammaticali della sig.na Rottenmeier
Cara Violet,
ho letto con interesse questo tuo racconto. Voleva essere un modo per conoscere te, i tuoi libri e il tuo stile di scrittura. Ho scelto Charillyon perché si tratta di un romanzo breve e per la sua favolosa copertina.
Sai, alla terza riga del tuo racconto mi sono imbattuta in un errore di ortografia. Purtroppo io sono una di quelle persone che danno moltissima importanza a queste cose. Il mio cervello si divide sempre in due quando leggo: una parte si gode la storia; la seconda, invece, è lì come una professoressa a notare tutte le imprecisioni. Quale delle due parti prevalga, poi, dipende dalla storia. Le storie interessanti hanno il sopravvento sulla parte "professorina", mentre quelle scadenti... beh, la metà che si diverte leggendo va a dormire, mentre la "professorina" prende il sopravvento. Per ciò che riguarda il tuo romanzo, la storia non è riuscita a coinvolgermi completamente e la parte "professorina" ha fatto gli straordinari.
Nel tuo caso, però, non si tratta tanto di orrori di grammatica oppure ortografia, quanto piuttosto di una scarsa dimestichezza con il dizionario di italiano. Roborante, alla fin fine, è solo una forma forse diffusa nel parlato ma non accettata dai dizionari di roboante. Inoltre durante la lettura ho avuto l'impressione che di fronte alla scelta tra due vocaboli, uno di registro normale e uno di registro elevato, tu scelga sempre la forma di registro elevato. E ciò dà origine a frasi spesso un po' impacciate, in mancanza di un termine migliore. Penso a reitero al posto del comune ripeto; perpetrare invece di portare avanti; detenere al posto di avere. Che sì, possono suonare bene ma non sono completamente corretti. Come «riuscire a scovarlo era come tentare di snidare un ago in un pagliaio.» Si capisce, ma parecchie persone potrebbero accigliarsi a leggere una frase del genere.
Ci sono un paio di cose che non mi convincono anche nella punteggiatura. Spesso tu scrivi i pensieri di Armònia in corsivo mai poi mi presenti un punto e una virgola insieme. Come nell'esempio «Non è nulla.,» Sai, la virgola da sola avrebbe svolto il compito alla perfezione. Inoltre, se metti il punto alla fine del discorso diretto e poi continui sulla stessa riga, ci vuole la lettera grande (cfr. Italiano: Corso di sopravvivenza)
Ci sono, inoltre, delle parole che proprio non esistono nel contesto in cui le hai usate. Ad esempio, «[q]uando si ferma, sento il cigolio di una vecchia porta che fatica ad aprirsi, i gangli devono essere arrugginiti da anni». I gangli esistono in anatomia e in senso figurato come sinonimo di punto nevralgico; quellle cose che si arrugginiscono si chiamano cardini.
Poco più avanti, quando descrivi la nascita del nuovo Regno, scrivi «Le otto famiglie restanti [...] chinarono il capo a Re Punk, a patto che il nuovo Regno fosse fondato su regolamentazioni abrogate da ognuno di loro.» Hai mai controllato sul vocabolario come significhi abrogare una legge? Significa togliere valore ad una legge, cancellarla. E dubito che fosse ciò che volevi dire. Cercavi forse promulgare?
Allo stesso modo, verso la fine Andante .
Ho trovato delle piccole incongruenze anche con le preposizioni. Tu scrivi «sono brava nel nascondere quel che provo». Solitamente si dice bravo in matematica, ma bravo a fare qualcosa. E glissare regge sempre la preposizione su. Volendo, anche, un poveraccio mendica un pezzo di bene, senza bisogno di un per.
L'ultima cosa che mi sento di farti notare è questa. Il congiuntivo è il tempo della possibilità, del desiderio, di quando non si è sicuri di qualcosa. Se tu scrivi «[s]o per certo che Grave ci stia cercando», quel congiuntivo è inutile. Se lo sai, non hai bisogno di ricorrere ad un modo verbale che denota incertezza.
So di essere pignola e pedante quando comincio, però credo anche che alcuni dei miei commenti possano essere utili. Ti consiglierei quindi di prendere confidenza con un vocabolario di italiano e di controllare spesso il significato delle parole che vuoi usare. So che è noioso, andare a prendere questo grande librone e sfogliarlo, però poi i vantaggi si vedono tutti.
Proverò a leggere qualche tua altra opera in futuro. Per il momento ti faccio tanti auguri per le tue prossime fatiche letterarie.
La trama in sé non é male, ma non é ben sviluppata essendo un racconto breve di 100 pagine. Ci sono delle parti che non ho capito, sul finale, quando ((SPOILER)) Andante e Armónia vanno in cerca delle altre Biscrome, che se non erro sono 8 in totale, e si fermano alla prima che é distrutta, senza cercare se le altre sono messe meglio. Certi vocaboli scelti hanno un registro troppo elevato per il genere di storia e spesso stonano. Il personaggio di Armònia non mi é piaciuto molto, ha molta forza di volontà ma la rivolge in direzioni sbagliate. ((SPOILER)) Avrebbe potuto sposare Grave pur di salvare il padre e Allegretto. Il fatto che ci siano questi colpi di fulmine improvvisi e rapidi non mi convince, ma capisco che in 100 pagine non puoi mettere tutto. Per questo, avrei preferito un buon libro di 300 pagine in cui tutta la trama era ben sviluppata. Bella l'idea di inserire frammenti di memoria fra i capitoli.
È un fantasy semplice con gli elementi caratteristici del genere. Si legge molto velocemente, ma devo dire che non mi ha entusiasmato troppo. Ho odiato Grave fin dall'inizio. È un fantasy classico in cui non manca il prepotente assetato di potere e traditore. Non mi ha convinto la storia d'amore in quanto portata a livelli troppo alti; tutto avviene velocemente. Inoltre, per come è raccontata, non sembra il vero amore. Comunque un romanzo carino.
Un'idea originale per un romance insolito. Una favola dalle tinte oscure che si snoda sulle note di un carillon. Armonia è una principessa a cui il destino ha strappato tutto: un padre, un amore e un regno. Questo destino ha le sembianze di Grave; cresciuto come un fratello, premuroso e affettuoso, si trasforma in un essere violento e sanguinario. Riuscirà, Armonia, a ribaltare il fato avverso? Una storia che si legge in un soffio, come le note di un pentagramma.