Chi ha visto i quadri della National Gallery con gli occhi di Alan Bennett sarà felice di ritrovare in queste pagine il cicerone di Una visita guidata: e stavolta lo seguirà a Leeds, a Aberdeen o nell'Irlanda del Nord, per bearsi con lui dei suoi pittori preferiti.
Librarian Note: There is more than one author in the GoodReads database with this name.
Alan Bennett is an English author and Tony Award-winning playwright. Bennett's first stage play, Forty Years On, was produced in 1968. Many television, stage and radio plays followed, along with screenplays, short stories, novellas, a large body of non-fictional prose and broadcasting, and many appearances as an actor. Bennett's lugubrious yet expressive voice (which still bears a slight Leeds accent) and the sharp humour and evident humanity of his writing have made his readings of his own work (especially his autobiographical writing) very popular. His readings of the Winnie the Pooh stories are also widely enjoyed.
Jan Gossaert detto Mabuse: L’adorazione dei Magi, 1515 circa.
L’imbarazzo della scelta è quello che prende Bennett quando una catena di supermercati gli chiede di scegliere quattro quadri custoditi dai musei britannici per riprodurli ed esporli nelle scuole più vicine ai punti vendita della compagnia. Vincendo l’imbarazzo, la sua scelta cade su “L'adorazione dei Magi” di Mabuse, “Hambletonian dopo la corsa” di George Stubbs, “Isabella” di John Millais e “Southwold” di Stanley Spencer.
George Stubbs: Hambletonian, 1799.
Chi sa se Bennett è uno di quei nonni che riesce a stregare i nipotini con le sue storie, di quelli che vengono implorati per un'altra fiaba prima della nanna. Magari no, forse divaga troppo e non segue abbastanza il filo del racconto - magari non ha neppure dei nipotini.
Beh, non ha molta importanza, io non sono suo nipote, neppure uno tra quelli cresciuti: a me piace la sua gran capacità di portarmi con le sue parole dove vuole, avanti e indietro nel tempo, di qua e di là nello spazio. Mi avvince, mi interessa, mi diverte.
John Millais: Isabella, 1849.
Però, l'operazione editoriale è smaccata: il primo titolo di questo genere pubblicato, Una visita guidata, è andato bene, ha avuto successo - e allora facciamone un altro, anche se non esiste, mettiamo insieme materiali simili, anche in modo raffazzonato, l'importante è uscire con un altro titolo. L'imbarazzo della scelta non è all'altezza di Una visita guidata, quella magia non si ripete. Per quanto breve come l'altro, questo è essenzialmente un assemblaggio editoriale.
Inutile, poco istruttivo, ironia sbagliata. Cito la frase più divertente: "è una situazione abbastanza frequente nel mondo dello spettacolo: l'attrice famosa con il marito che la sostiene stanno nell'ombra; e se Giuseppe non ha propriamente dovuto sacrificare il suo lavoro di falegname alla carriera della moglie, non c'è dubbio che in questo matrimonio lui sia il numero 2. anzi, più che marito è un MOGLIO." Fine. Giustamente, l'uomo o porta la pagnotta a casa o è una donna... non può farlo.
Un piccolo saggio che evidenzia ancora una volta, come se ce ne fosse bisogno, il grande umorismo di Bennett: non è mica facile essere divertenti e interessanti allo stesso modo, specialmente parlando di quadri poco famosi....
Sulla linea del primo, ma anche peggio. Se volete un libro che non parli di arte va benissimo. E comunque, giusto per fare polemica, si può parlare di arte in maniera interessante senza bisogno di fare a tutti i costi i simpatici.
Lo consiglierei a chi è già appassionato dell'autore e vuole leggere tutto ciò che ha prodotto, è un breve testo in cui parla di alcune delle sue opere preferite con il suo piglio ironico, tuttavia non è un libro che mi ha convinta totalmente. https://www.instagram.com/p/CTzVaGQsplL/