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L'ospite inquietante. Il nichilismo e i giovani

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Un libro sui giovani, perché i giovani, anche se non sempre lo sanno, stanno male. E non per le solite crisi esistenziali che costellano la giovinezza, ma perché un ospite inquietante, il nichilismo, si aggira tra loro, penetra nei loro sentimenti, confonde i loro pensieri, cancella prospettive e orizzonti, fiacca la loro anima, intristisce le passioni rendendole esangui.
Le famiglie si allarmano, la scuola non sa più cosa fare. Solo il mercato si interessa di loro per condurli sulle vie del divertimento e del consumo, dove ciò che si consuma è la loro stessa vita, che più non riesce a proiettarsi in un futuro capace di far intravedere una qualche promessa.
Va da sé che, se il disagio non è del singolo individuo, l'origine non è psicologica ma culturale. Perciò inefficaci appaiono i rimedi elaborati dalla nostra cultura, sia nella versione religiosa perché Dio è davvero morto, sia nella versione illuminista perché non sembra che la ragione sia oggi il regolatore dei rapporti tra gli uomini. Resta solo la 'ragione strumentale' che garantisce il progresso tecnico, ma non un ampliamento dell'orizzonte di senso per la latitanza del pensiero e l'aridità del sentimento.
C'è una via d'uscita? Si può mettere alla porta l'ospite inquietante? Sì, se sapremo insegnare ai giovani l''arte del vivere', come dicevano i Greci, che consiste nel riconoscere le proprie capacità e nell'esplicitarle e vederle fiorire secondo misura.
Se proprio attraverso il nichilismo i giovani, adeguatamente sostenuti, sapessero compiere questo primo passo capace di farli incuriosire e innamorare di sé, l'"ospite inquietante" non sarebbe passato invano.

180 pages, Paperback

First published October 1, 2007

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About the author

Umberto Galimberti

77 books191 followers
Nato a Monza nel 1942, è stato dal 1976 professore incaricato di Antropologia Culturale e dal 1983 professore associato di Filosofia dellaStoria. Dal 1999 è professore ordinario all’università Ca Foscari diVenezia, titolare della cattedra di Filosofia della Storia. Dal 1985 è membroordinario dell’international Association for Analytical Psychology.
Dopo aver compiuto studi di filosofia, di antropologia culturale e dipsicologia, ha tradotto e curato di Jaspers, di cui è stato allievo durante isuoi soggiorni in Germania:
Sulla verità (raccolta antologica), La Scuola, Brescia, 1970.
La fede filosofica, Marietti, Casale Monferrato, 1973.
Filosofia, Mursia, Milano, 1972-1978, e Utet, Torino, 1978.
di Heidegger ha tradotto e curato:
Sull’essenza della verità, La Scuola, Brescia, 1973.

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Displaying 1 - 30 of 67 reviews
Profile Image for Guido.
130 reviews64 followers
May 16, 2012
Più che un saggio strutturato e pensato per discutere un problema ed esporre una tesi, sembra una raccolta di articoli tratti da Repubblica o l'Espresso e trasformati in qualche modo in capitoli.
I "giovani" di cui si dovrebbe parlare vengono individuati solo nei titoli dei telegiornali, e non nella più sottile, non sensazionalistica, ma comunque difficile quotidianità. Così gli esempi portati all'attenzione del lettore sono quelli da "Porta a Porta", come i ragazzini che tirano sassi dai cavalcavia. Il fatto che l'autore identifichi i sintomi del problema usando espressioni come "musica rock" e "i videogame" dà la sensazione che si tratti di fenomeni che non conosce, e che quindi, con un po' di onestà, dovrebbe astenersi dal giudicare. Il capitolo sulle droghe è scolastico e puntuale, ma manca un riferimento storico, come se alcool e stupefacenti non esistessero prima del 1960. Anche la sua tesi che gli episodi di violenza giovanile siano aumentati in maniera così drammatica è tutta da dimostrare: da quanto tempo sono così ben documentati?
L'idea di dare un'impronta filosofica al discorso è potenzialmente ottima; in pratica, però, Galimberti non fa che citare, spesso in modo confuso e incoerente, e poco pertinente, le parole di altri. Scivola volentieri nella sociologia, talvolta menzionando vaghe statistiche in frasi tipo "in questo l'Italia è seconda solo agli Stati Uniti", riferendosi a una lista di episodi violenti citati poco prima. Cita troppo spesso Freud finendo per rendere poco credibile il suo libro, e poco desiderabili quelli di Freud.
Un filosofo deve fare meglio di così. Forse l'intento era nobile, ma il risultato è molto modesto, un libro davvero inconsistente che sembra troppo spesso una raccolta di articoli concepiti per essere letti con poco impegno, e subito dimenticati.
Profile Image for Michele Giacomini.
136 reviews44 followers
June 2, 2019
Un pericolo. Sotto a strati di retorica e di lirismo, dietro ad un velo di pessimismo dal fascino tragico, pulsa un cuore reazionario e putrido. Attenzione, Galimberti non da l'impressione di essere il classico vecchio nostalgico bavoso e petulante che si lamenta dei "giovani che hanno perso di vista i veri valori" ma qualcosa di ben più insidioso e ambiguo, ai limiti del viscido: traveste una Pars Destruens reazionaria da slancio filosofico positivo e costruttivo, traveste il disprezzo da empatia. Porta esempi, tanti esempi che non sono niente più che sensazionalismo da riviste di gossip e pomeriggio cinque, fa coincidere con l'ordinario tragedie che di ordinario hanno ben poco. Non solo tira in ballo nomi pesanti ma li chiama in causa pure al momento sbagliato...chi glielo dice che la psicanalisi freudiana non riesce più a trovare ragione di essere usata in quasi nessuna area delle moderne scienze cognitivo-comportamentali?

Abbiamo inoltre l'abbondante uso di generalizzazioni da terrorismo mediatico da "la musica rock" a "lo sballo del sabato sera" a "sessualità precoce" fino a l'immancabile "i videogames" o "i ragazzi del cavalcavia", il tutto non in una trattazione sistematica ma in un raffazzonamento, ad un primo sguardo freddo e inconcludente di articoli che potrebbero essere comparsi su qualche inserto di Repubblica venduto il venerdì, nulla più di una rivista da bagno rivolta a genitori preoccupati.

Il problema, è qui sta la pericolosità del discorso di Galimberti, è che la terminologia da lui determinata, anche se per assunto, non fatica a trovare un senso, parlare di "analfabetismo emotivo" e di "alienazione dei (non solo) giovani" e di nichilismo delle società post-industriali e tardo-capitaliste non può certo essere liquidato come delirio. Ma il bersaglio di questo discorso è quello sbagliato, e oltre a essere sbagliato è una specie di frullato venuto male composto da una miriade di realtà differenti. Sul serio questi giovani anestetizzati emotivamente sono TUTTI il prodotto delle medesime dinamiche, sul serio gli unici anestetici di cui vogliamo parlare sono la musica a palla nelle discoteche e le scopate scadenti nei bagni luridi di una discoteca dopo aver preso una pillola di ecstasy? E che dire di questa escalation di violenza giovanile che vede l'Italia al secondo posto subito dietro gli Stati Uniti (?). Probabilmente io negli anni in cui l'Italia era violenta e sanguinosa come un paese dell'America Centrale con le sue guerre tra cartelli della droga stavo dormendo.

Analfabetismo emotivo...anestesia dei sentimenti e dell'empatia...sociopatia generazionale...termini pesanti, inseriti nella mastodontica distorsione storica che toglie le sostanze psicotrope dalle centinaia di migliaia di anni precedenti alla seconda guerra mondiale e bersaglia in modo ancora più assurdo e inconsistente la sessualità tout court come se il Bon Sauvage Roussoviano fosse stato libero, nobile e felice perché non scopava (e chissà come li faceva i bambini). Credo che si possa trovare un apparato retorico molto simile nel nuovo libro di Fusaro (No, non sono ancora così masochista da leggere un intero libro di Fusaro), siamo solo su livelli più ambigui, più raffinati, che dicono-non dicono. Aggiungiamoci un po' di banalità come critica al sistema Scuola e la frittata è fatta...lo sappiamo, i problemi della Scuola sono questi ma come si superano?

Avere la fortuna di azzeccare problemi reali e tangibili e indirettamente ipotizzare balzi all'indietro di secoli come rimedio a dinamiche solo nella nostra testa.Materiale perfetto per Byoblu.

Imbarazzante.
Profile Image for Lorenzo.
106 reviews2 followers
December 19, 2011
La parte che riguarda il significato di nichilismo e le sue espressioni nelle culture passate è stata trattata molto bene a mio avviso. Umberto Galimberti, da professore di Filosofia della Storia, ha fatto un'ottima dissertazione fislofica, ma quando entra nel merito dell'educazione dei figli, delle responsabilità dei genitori, diventa tutto più fumoso e meno comrpensibile. Quel che manca del libro è una più attenta pedagogia applicata ai casi reali che traduca in azione un profondo e importante pensiero morale.
Profile Image for Patty.
141 reviews48 followers
December 18, 2010
Un libro consigliato a chi ogni giorno si incontra/scontra con i giovani.
Interessante l'analisi culturale del nichilismo, un po' deludente per la presenza di alcuni luoghi comuni (professori miopi e annoiati, genitori assenti, deresponsablizzazione dei giovani.....)
Comunque apre uno squarcio sulla realtà
131 reviews
February 8, 2025
Ho sempre pensato che i libri pericolosi fossero quelli che vale la pena leggere.
Questo libro è a tutti gli effetti pericoloso, ma .
Punta il dito in modo a dir poco trombonistico e qualunquista contro la scuola, i genitori e il kapitalismo kattivo, colpevoli di non saper insegnare ai giovani 'l'arte di vivere'.
Affiderei volentieri al professore il compito di insegnare radice e desinenza in una prima media, e poi venirmi a raccontare l'arte di vivere dei suoi studenti.

Ho notato anche altri sfondoni notevoli:
Il walkman? nel 2008?
'Il calcio si è sempre definito politicamente neutrale'. Roba da matti.
Separare il calcio dalla politica vuol dire non aver capito assolutamente niente delle dinamiche che lo hanno fatto nascere e diventare lo sport più popolare al mondo.
Anzi peggio, non si è preso la briga di leggere niente sull'argomento.
Altra tirata da vecchio su Facebook, quella contro la musica. Qui si arriva alla definizione di 'rumore assordante'. Non è mai chiaro se si parli di pop, house, techno, trance o che. Secondo me non sono mai chiamati per nome perché, di nuovo, il prof non si è preso la briga di imparare cosa siano.
Capisco che non piacciano, ma almeno l'elasticità mentale di riconoscere forme d'arte come tali.

Questi sono solo tre esempi di sciocchezze che io ho trovato facilmente riguardo ad argomenti che mi interessano, non oso immaginare quelle che non ho riconosciuto in capitoli che parlano di cose che non conosco.
3 reviews
January 18, 2020
Il libro contiene qualche riflessione filosofica interessante.

Il problema sono le analisi sociologiche e demografiche che sono proposte senza uno straccio di numero o citazione. Ragionamenti sulla droga, sui crimini, sull'abbandono scolastico non possono prescindere da solide basi scientifiche.
L'argomentazione "il ragazzo di 18 anni che abbandona la scuola a 13 e butta i sassi dal cavalcavia ha la testa vuota (capitolo 9) -> la generazione x ha la testa vuota (capitolo 10)" è inaccettabile, l'equivalente di "questo libro di galimberti fa schifo -> tutti i libri di galimberti fanno schifo".

Il libro si conclude in un delirio incomprensibile di citazioni, le uniche soluzioni concrete che ho intuito per risolvere i problemi sociali giovanili sono:
- integrare una sorta di educazione emotiva nel curriculum scolastico
- migliorare la formazione dei professori perché assolvano meglio il loro ruolo, che non si ferma al mero passaggio di contenuti
Peccato che poi manchi una spiegazione dettagliata di come implementare queste due idee.

Evitabile.
Profile Image for Giada .
56 reviews11 followers
June 16, 2020
2.5
Il libro offre senza dubbio alcuni interessanti punti di riflessione filosofica, al contempo però si perde in altrettanti stereotipi e luoghi comuni. Ciò rende la fluidità del discorso interrotta, lasciando nient'altro se non un gusto amarognolo nella bocca del lettore.
Inoltre, le riflessioni sul campo psicologico e sociologico sembrano spesso un'accozzaglia di citazioni non propriamente contestualizzate. Si presentano anche affermazioni prive di dati, che fanno nascere dubbi sull'autenticità dei dati.
Credo inoltre, che si sia persa parte l'efficacia del discorso a causa di alcune scelte stilistiche che reputo inadatte ad un simile testo.

Detto ciò, il lavoro svolto sul piano filosofico è sicuramente accattivante e può essere interessante leggerlo.
Profile Image for Dan'S_mind.
129 reviews80 followers
December 26, 2025

απόσπασμα: Τα αποτελεσματα αυτής της κοινωνιολογίας, που σε επιστημονική βάση ενεργεί με δύο μέτρα και δύο σταθμα, είναι ορατά σε όλους τους δρόμους των πόλεων μας, όπου οι μη ελεγχόμενες πόρνες, καθότι πειρασμοί διώκονται απ'το νόμο, ενώ ο πελάττης υποκύπτει σε μια δύναμη που δε μπορεί να αντισταθεί, είναι αθώος, ή το πολύ-πολύ, κι ανεξάρτητα απ'τη θέληση του, είναι <διαταραγμένος στη συμπεριοφορά του> ,και συνεπώς πάλι αθώος. Το ίδιο μπορεί να λεχθεί και για τον ναρκωμανή που δε μπορεί, παρά να συμπεριφέρεται έτσι, και άρα είναι αθώος, ενώ ο διακινητής, καθότι πειρασμός, είναι ενας διαβολικός εγκληματίας.
Profile Image for Fabiola Parmesan.
220 reviews
September 20, 2020
Grazie all'autore ho imparato qualcosa di più sul mondo della giovinezza, che ai giorni nostri è svalutato e malconsiderato. È vero che tra i giovani si è insediato il peggiore di tutti i mali: il nichilismo? Forse la colpa non è psicologica, ma culturale, della società in cui si trovano a vivere. C'è una via d'uscita? Sì: bisogna insegnare ai giovani l'arte di vivere', come dicevano i greci, che consiste nel riscoprire le proprie capacità per poi vederle fiorire secondo misura. Innamorarsi di sé stessi, dunque, per non perdersi in un mondo troppo veloce, troppo tecnologico e troppo inumano.
4 reviews1 follower
January 9, 2022
Umberto Galimberti, forse uno dei pochi che in una società come questa, invece di puntare il dito contro i giovani, spesso indicati come causa di problemi, cerca di capirli e di comprendere i loro sentimenti, emozioni e pensieri.
Attraverso un libro che può sembrare per certi versi impegnativo al livello di lettura e in alcuni momenti addirittura pesante, in questo libro sono raccontati tutti i problemi che spingono gli adolescenti alle loro scelte di vita adolescenziali, dalle droghe fino al suicidio.
Questo libro è anche una denuncia verso genitori e professori che vivono la loro vita non curanti di come si sentano i loro figli o i loro alunni che compiono fatti “che non si sarebbero mai aspettati dal loro figlio o dal loro alunno”.
Tutti i giovani di questa generazione vivono e combattono contro l’ospite indesiderato di cui lo scrittore ci parla e molto spesso bisogna solo riuscire a riconoscerlo e cacciarlo.
Profile Image for Alberto Albasini.
1 review
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August 22, 2024
Il nichilismo e l'ipotesi del suo oltrepassamento avviano a pensieri sostenuti dall'attesa e dalla speranza, che sono figure che hanno a che fare con il futuro, quindi con la vita che ha da venire. L'attesa con l'avvenire immediato solitamente legato a un evento, la speranza con un futuro lontano pieno di promesse, senza le tracce dell'ansia, dell'inquietudine, della perplessità, dell'insicurezza che caratterizzano l'attesa.
[...]
Diciamo che l'attesa è passiva, perché vive il tempo come qualcosa che viene verso di noi, la speranza è attiva perché ci spinge verso il tempo, come verso quella dimensione che ci è assegnata per la nostra realizzazione. I giovani sono attivi quando con la speranza vanno verso il tempo e non quando con l'attesa aspettano che il tempo venga verso di loro.
Profile Image for gbistt.
69 reviews
August 28, 2024
Peccato perché all'inizio alcuni capitoli sono davvero interessanti, soprattutto quello sul pudore e sulla sfera privata, analizzati calati in un mondo capitalista e nichilista. Poi scivola in certe semplificazioni spicciole: tutti sono x o y, dati senza nessuna base o studio a supportarli, generalizzazioni davvero fastidiose (Umbè vado a ballare techno da più di un anno e non ho mai toccato una pasticca). Inoltre è facile criticare tutto senza dare delle soluzioni alternative concrete ('la speranza' non lo accetto). Anzi, così facendo il senso di vuoto e di vano si acuiscono ancora di più. Parte da una buona idea, ma il risultato è mediocre.
68 reviews1 follower
August 3, 2025
Dovrebbe essere una lettura obbligatoria (per contenuto e per repertorio linguistico).

Se il futuro offre solo incertezze, precarietà, insicurezza e inquietudine, la vita offre un margine di senso sufficiente per giustificare tutta la fatica che si fa per viverla?
Profile Image for Nicola Antonio Faella.
32 reviews1 follower
January 26, 2024
Una lente di ingrandimento su quelli che sono i giovani e il contesto sociale in cui vivono. Io ho quasi 27 anni e l'ho comprato proprio per capirmi e capire i ragazzi che ho intorno, una sorta di riflessione interna ma fatta dall'esterno, in questo caso fatta da Galimberti.
In libro tocca diversi temi che costellano l'adolescenza, come le droghe, il sesso, la musica, il futuro, la depressione, il suicidio, la comunicazione a casa, la scuola, i rapporti tra di loro e il rapporto con sé stessi.
Le cinque stelle sono dovute al mio essere d'accordo col 95% delle cose scritte, per il restante 5% invece secondo me Galimberti si è lasciato un po' andare, arrivava ad alcune riflessioni troppo facilmente, quasi come dovesse dare la spiegazione ad ogni cosa, e quando non la trovava cercava quella piú vicina, quella piú facile, piú immediata. Ogni tanto si concede a virtuosismi di parole, quella tanto amata e odiata arte dei filosofi di dire una cosa semplicissima in modo contorto, sotto sopra, rigirato, avvolto e disteso sulla pagina. Unico neo forse è che stato scritto prima dell'avvento dei social, tant'è vero che si parla di ragazzi distratti dalla musica e dalla televisione. L'espressione "salute mentale" non compare una singola volta, frutto proprio di un periodo antecedente all'attualità, in cui gli si sta dando sempre piú spazio ed importanza. Fa riflettere.
Ci sta moltissimo da discutere. Moltissimo. La recensione sarebbe peró lunghissima e non ho molta voglia di stilare un tema su quello che è in fin dei conti un social dove condividere recensioni. E poi perché rovinare la sorpresa? A me nessuno aveva detto niente: ho visto il libro su Vinted, ho letto il titolo e autore e mi ci sono tuffato.
È un libro che andrebbe letto da chiunque, dai giovani in primis, ai professori e maestri a scuola, ai genitori. Mi domando cosa possa provare un signore oltre i cinquanta nel leggerlo. Sarebbe una riconferma di ció che già sa? O un nuovo modo di osservare i ragazzi di oggi, e i ragazzi che un tempo si era?
Felicissimo di averlo comprato, letto e finito, mi ha aperto una distesa di visioni nuove ed introspettive su molti argomenti importantissimi e fondamentali della nostra società.
38 reviews2 followers
July 18, 2024
18/7/2024
Dopo un'introduzione bella e chiara - che illustra bene il concetto di "nichilismo" dal punto di vista della storia della filosofia, la sua nascita e le sue conseguenze - il resto del libro si apre dal campo strettamente filosofico all'analisi di una serie di fatti sociali, che Galimberti mostra come conseguenze esemplari del nichilismo, senza però portare dati a riprova. Alcune considerazioni sulla scuola le ho anche condivise "a pelle", ma il discorso resta sempre un po' superficiale e poco rigoroso, con conclusioni che sanno da "ai miei tempi...".
Procedendo nella lettura il Galimberti mi è sembrato via via sempre più retorico e semplicistico (tanto che no ho affrontato l'ultimo capitolo), bisogna però riconoscergli un talento con le parole, la capacità di dipingere con belle espressioni e citazioni la realtà. Consiglio quindi il libro solo per la prima parte.
14 reviews3 followers
August 9, 2019
Il libro non soddisfa la propria premessa. Galimberti individua saggiamente varie criticità della condizione dei giovani, senza fornire reali risposte. Scrive da anziano, quale giustamente è, senza vedere alcun aspetto positivo nella gioventù. Pesante a volte il suo costante ricorso alle citazioni e alcuni passaggi di retorica fuori luogo.
Profile Image for Marte.
60 reviews11 followers
March 15, 2020
La prima parte analitica dell'opera è interessante e vi si possono trarre buoni spunti di riflessione, mentre gli ultimi capitoli di sintesi mi sono sembrati troppo retorici ed opinabili. Soprattutto l'ultimo capitolo nel quale vengono riprese varie citazioni per comporre un discorso finale poco convincente nelle linee di riferimento.
5 reviews
September 23, 2025
Alcuni spunti interessanti, altri meno. Non concluso.
Profile Image for Peppe Castro.
28 reviews
August 28, 2021
L’ospite inquietante di cui si parla (il nichilismo) è proprio quel vuoto assoluto che avvolge ogni situazione oggi. Dove trovare un senso per vivere con un senso? Il nichilismo ha invaso la vita dei custodi delle giovani menti che, se “interrogati”, non sanno descrivere il loro malessere perché ormai hanno raggiunto quell’analfabetismo emotivo che non consente di riconoscere i propri sentimenti e soprattutto di chiamarli per nome, probabilmente anche a causa di questo vivere tecnologico e globalizzato che sta annullando ogni pensiero pensante, invece di stimolare il pensiero, il giusto fare, la logica e l’apertura della mente nella fase più delicata della vita umana. Galimberti libera i giovani da ogni responsabilità riguardo al collasso interiore di ogni valore, invece, noi giovani, siamo corresponsabili del crollo dei pilastri della nostra vita.

“I giovani stanno male…e non per le solite crisi esistenziali che costellano la giovinezza, ma perché un ospite inquietante, il nichilismo si aggira tra loro, penetra nei loro sentimenti, confonde i loro pensieri… fiacca la loro anima, intristisce le passioni rendendole esangui.”

L’autore nelle prime pagine esamina in maniera molto analitica, e a tratti quasi discontinua trattandosi di articoli giornalistici a sé stanti, le problematiche giovanili individuando nel nichilismo il punto di partenza della ricostruzione dell’animo giovanile. Inoltre, ammette una certa impotenza per risolvere questa drammatica situazione, sostenendo che il nichilismo non è esistenziale ma culturale, per cui considera inutili le psicoterapie o gli interventi psichiatrici perché il disagio tocca tutta la società, come un velo trasparente: c’è ma non vogliamo sentirlo, perché se lo si sente, ci potrebbe infastidire.

Lo scenario del libro ha uno sfondo filosofico, il che rende la lettura da affrontare con metodo per poter essere compresa. Ciò che veramente interessa, però, è capire perché questo ospite inquietante è cosi negativo per i giovani: Il tema della mancanza del futuro, che porta a depressioni e difficoltà nei giovani, percorre molta letteratura adolescenziale. In questo testo si approfondiscono proprio le tematiche specifiche che ci permettono di entrare nel rapporto giovani/nichilismo e rapporto col futuro.

Non ritrovo, in ultima analisi, nel libro reali accorgimenti e spunti per riuscire a combattere la condizione in cui i nuovi ragazzi versano. Nonostante si tratti di un'analisi filosofica, sociale e a tratti psicologa, avrei considerato l'opzione di aggiungere dei caratteri sulla "riabilitazione" (se così può essere definita) degli adolescenti.

Complessivamente libro piacevole, a tratti un po’ astruso, a tratti scorrevole. L’analisi di Galimberti è tagliente, a volte drammaticamente reale e centra il punto. Libro che ti porta facilmente alla riflessione, all’impegno del voler sapere di più, al dover fare un qualcosa per cambiare il nostro futuro che potrebbe riguardare tutti…
Le ultime parti del libro hanno momenti felici a livello di scrittura, ma forse sono deludenti per le proposte sul superamento del nichilismo stesso. L’ultima parte costituita fa una serie di citazioni è forse quella che risulta più debole, poiché ne rallenta il ritmo.

(3,5)
34 reviews
September 12, 2025
è un libro molto interessante e fa riflettere su molti temi importanti come l'affermazione di sé stessi, la costruzione di una propria autostima, l'importanza dell'educazione emotiva e della comunicazione (familiare e generale), del fallimento della scuola... il capitolo che più mi ha interessato è il 4: L'analfabetismo emotivo. forse perché è un argomento che mi riguarda e in mi rivedo nelle parole di Galimberti quando parla di deserto emotivo, incapacità di comunicare i propri sentimenti e il concetto di resilienza e forza d'animo. la mia attenzione ha iniziato a scemare nei capitoli riguardanti la dipendenza dalle droghe e si è annullata totalmente nei discorsi politici e quelli sulla violenza giovanile. comprendo l'importanza di trattare questi casi particolari e neanche troppo isolati, ma allo stesso tempo ho notato una generalizzazione nei discorsi di Galimberti, come se tutti i giovani fossero dei pupazzi senza ambizione e senza interessi, senza scopi e fini. tutto sommato non è una lettura inutile in quanto permette di riflettere su temi rilevanti.
Profile Image for Bea Dege.
28 reviews23 followers
November 7, 2022
Un libro molto vicino ad un trattato filosofico ricco di spunti e rimandi ad altri autori, che tocca un’argomento spinoso indagando e penetrando nel mondo ‘incomprensibile’ delle nuove generazioni di giovani. La prima parte del libro mi ha entusiasmato, ho apprezzato alquanto di meno l’approfondimento fatto dall’autore sulla droga, secondo me eccessivamente diluito.
Galimberti, da professore, ha una certa sensibilità nel trattare l’argomento “scuola” e nel tratteggiare un quadro tristemente disilluso nel quale è sempre più difficile trovare insegnanti empatici e interessati alle persone più che al loro mero profitto scolastico.
Una lettura secondo me con alcuni punti critici ma estremamente attuale e soprattutto rappresenta la finestra dalla quale osservare un fenomeno che sempre più rischia di essere frainteso non conoscendone le origini e i possibili sviluppi.
Profile Image for Elisa ebc Brunelli.
30 reviews2 followers
January 7, 2024
Ho comprato questo libro quando ero una giovane, di cui l'autore parla.
L'ho letto adesso che sono un'adulta, docente e mamma: doveva andare così. Non avrebbe avuto senso leggerlo 15 anni fa.
Per tutto il libro mi sono interrogata per capire come posso aiutare i giovani ad uscire dalla situazione di cui parla Galimberti. Perché ha portato esempi del passato, che possono essere sostituiti con quelli di oggi, quali bullismo online, il revenge porn, la sindrome di Hikikomori, ecc.
È stato molto interessante, per la parte sul fenomeno, sulle cause e sugli effetti. Ma mi aspettavo si fermasse ad approfondire un po' di più come possiamo comportarci noi adulti per evitare questo malessere nelle future generazioni. Il libro aiuta a riflettere e forse questo era il suo obiettivo, ma visti gli studi dell'autore, speravo di trovare anche una soluzione.
Profile Image for Filippo Bolognini.
59 reviews
August 25, 2024
Profonda riflessione sulla condizione giovanile del nostro tempo. Pur essendo stato pubblicato nel 2007, Umberto Galimberti affronta la tematica del nichilismo die giovani con argomentazioni sempre attuali. Data la sua esperienza in ambito psicologico, e carico di riflessioni di aspetto filosofico, l'autore affronta le diverse sfaccettature della società in cui questi giovani si muovono. Essi seguono un andamento passivo, sentendosi costantemente giudicati come inadeguati per far fronte alle richieste, sempre più pesanti, di una società che non guarda più all'uomo come una persona ma come una "risorsa", come un numero.
Ricco di riflessioni utili e tristemente attuali, ma anche di consigli utili per affrontare le sfide del nostro tempo. Per cominciare bisogna prima di tutto guardare in faccia questi "demoni" e prendere coscienza della loro esistenza.
Profile Image for Matteo Guainazzi.
12 reviews
July 6, 2025
Un libro duro, ostico, complesso. Parte dalla lodabile idea di offire a genitori ed educatori piste interpretative per penetrare la complessità interiore che si nasconde dietro i silenzi degli adolescenti. Individua alcuni elementi generali interessanti (la caduta dei riferimenti ideologici ed ideali nelle società consumiste occidentali, l'incapacità delle famiglie di offire educazione e sostegno emozionale), ma non riesce a trasformare queste linee guida in indicazioni concrete ed utili. Forse non esitono? Inoltre, la sua visione del mondo giovanile è stereotipata e paternalistica (tutti questi giovani che si drogano nelle discoteche al compasso di ritmi tribali, inquietanti ...). D'altronde, che può sapere dei giovani d'oggi un anziano di 83 anni? Un'occasione perduta, un libro a volte criptico, spesso pretenzioso.
15 reviews
October 3, 2025
Galimberti ha sicuramente opinioni interessanti ed è un pozzo di cultura. Eviterei però di metterlo su un piedistallo e prendere come oro colato ogni sua riflessione. Secondo me ha un po' la tendenza a banalizzare certe cose ed a vedere tutto dal suo punto di vista, o a pensare che siamo fatti tutti allo stesso modo.
Mi ha particolarmente infastidito un capitolo in cui denigra gli psicofarmaci, descrivendoli come un meccanismo di evitamento che ti anestetizza alla vita. In qualche caso sì? Ma ci sono tante persone che li prendono proprio per vivere pienamente la propria vita. (Mi sono convinto di questo leggendo Jonathan Haidt)
Nel libro ci sono comunque anche spunti interessanti e tante opinioni condivisibili, la seconda stellina gliela diamo.
Profile Image for antonella.
14 reviews3 followers
May 29, 2018
" [...] i giovani rappresentano il futuro perché un giorno diventeranno adulti. Niente di più falso. La loro età non è un transito. Il futuro è già ben descritto nel presente giovanile che, se può apparire aberrante, è solo perché noi adulti, consegnati alla nostra rassegnazione, quando non al cosiddetto "sano realismo", abbiamo svilito il segreto della giovinezza, che è quel dispositivo simbolico in cui sono già ben scritte e descritte le figure del futuro, che solo la nostra pigrizia mentale e affettiva ci impedisce di cogliere ".
2 reviews1 follower
March 1, 2021
Galimberti propone una visione sicuramente condivisibile degli aspetti giovanili. Molto interessante e corretta la considerazione sulla carenza scolastica è familiare verso questi giovani. Non approvo la scelta di trattare come nichilista un assassino (seppur giovane) come fa Galimberti.
Troppo facile considerare un criminale come prodotto errato della società, quando è evidente una componente personale di scelta.

Insomma un testo che fa molte considerazioni giuste, pedagogicamente corrette, ma anche piuttosto banali in certi aspetti.
Scema un po’ via via nella lettura...
27 reviews
June 19, 2022
Galimberti inizia con un’analisi che a primo acchito mi sembra illuminante. Col suo linguaggio fatto di citazioni sa sedurre, ma ad un’attenta analisi l’ho trovato ripetitivo e intriso di luoghi comuni su quei giovani che crede di conoscere non meno erroneamente della schiera di sociologi, psicologi, educatori, insegnanti e genitori che critica. Finisce per consumare pagine su pagine per mettere in luce le negatività dei giovani e liquidando in una decina di pagine conclusive un’ipotetica soluzione più che mai intrisa di citazioni disparate ma sostanzialmente incomprensibile.
Profile Image for Giuseppe S.
4 reviews1 follower
February 29, 2024
Ensemble d'essais écrits entre 1995 et 2005. Les critiques qui concernent l'école contemporaine sont assez corrects et structures à fur et à mesure qu'on considère l'école un système façonné que par les professeurs. Mais l'école comprend les élèves aussi, et dans ces essais il manque des références à l'éducation morale fournie par les familles, les grandes absentes de nos jours en terme d'éducation.

En plus, il me semble qu'il y ait trop de rétorque, trop d'exemple et de cotations sans aucun context structuré.
Profile Image for Alex Sartori.
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June 9, 2021
Ma questo autore, l'ha mai almeno visto un "giovane" vero, o se ne è solo creato un'immagine in testa a partire dalle esagerazioni dei giornalisti, e se l'è creata con tanta convinzione da pensare di poterci scrivere un intero libro? Leggerlo è imbarazzante. Un luogo comune in fila all'altro e tutto ben contornato dai "bei vecchi tempi quando i giovani non erano intontiti dai videogiochi".

Sembra di leggere il post di un cinquantenne petulante su Facebook, solo che è lungo 200 pagine.
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