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Reunion #1-3

Trilogia del ritorno: L'amico ritrovato; Un'anima non vile; Niente resurrezioni, per favore

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I romanzi di questa "Trilogia" nascono dalla tragedia di chi fu allontanato dal proprio paese in nome di una motivazione aberrante come quella razziale. In "L'amico ritrovato" questa lacerazione coincide con la fine dell'amicizia tra due compagni di liceo, Hans Schwarz, ebreo figlio di borghesi, e il nobile Konradin von Hohenfels. Il nazismo travolge questo legame come un contagio che sembra colpire anche l'amico di un tempo e portarlo al tradimento. La smentita verrà solo trent'anni anni dopo, imprevista e commovente, nell'ultima lettera scritta da Konradin in "Un'anima non vile". Così l'amicizia è al centro dell'esperienza di Simon Elsas che, tornato dall'esilio, lenirà le ferite dell'anima confrontandosi con i suoi amici di un tempo.

222 pages, Paperback

First published January 1, 1979

24 people are currently reading
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About the author

Fred Uhlman

21 books123 followers
Fred Uhlman was a German-English writer, painter and lawyer of Jewish origin.

http://en.wikipedia.org/wiki/Fred_Uhlman

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2 (<1%)
Displaying 1 - 30 of 83 reviews
Profile Image for Roberto.
627 reviews1 follower
July 18, 2017

Quasi amici

Uno di quei libri che si iniziano per caso, ma che catturano immediatamente. Due ragazzi tedeschi abbastanza riservati tanto da essere praticamente soli, Hans e Konradin, uno cristiano di famiglia nobile e l'altro ebreo diventano grandi amici e iniziano a condividere tutto, discutendo di concetti molto importanti e profondi. Ma siamo nella Germania nazista e, inevitabilmente, le loro esistenze si separano.

Tre racconti, legati uno all'altro.

Nel primo racconto è l'ebreo Hans a narrare la storia. E' forse il racconto migliore, più conciso ed efficace.
Nel secondo Konradine racconta la sua versione della medesima storia, tramite una lettera postuma indirizzata ad Hans.
Nel terzo Hans racconta il suo ritorno in Germania, l'incontro con gli ex compagni e la sua presa di distanza dalla Germania e dai tedeschi.

Molti tedeschi prima e durante la guerra credettero fermamente nella superiorità ariana e nella inferiorità degli ebrei, arrivando a rifiutare e rinnegare gli stessi tedeschi che avessero discendenze ebraiche. Il concetto di "razza" era parte del credo comune, insieme con il desiderio di rivalsa verso quei popoli che avevano portato la Germania alla rovina.

"È la fortuna che conta, e nient'altro. Fortuna prima di nascere: lo sperma giusto che incontra l'ovulo giusto, i giusti genitori, il posto giusto."

Dopo la guerra, la sconfitta non cancellò in molti l'idea della superiorità e lasciò invece in tutti un latente ma incombente senso di colpa dovuto a ciò che era accaduto. Senso di colpa di chi aveva "solo" eseguito ordini, di chi aveva consentito, di chi pur non credendo non aveva reagito.

Il libro è semplice, scorrevole, conciso e molto efficace, perché descrive i fatti avvenuti tramite gli occhi sensibili di due ragazzi che non hanno ancora incamerato le convinzioni politiche e religiose degli adulti. Poche parole che raccontano sia una profonda amicizia sia un modo di pensare distorto, violento e ingiusto. Ancora una volta, per non dimenticare.

Curioso come in molti riassunti del libro si legga "un tedesco e un ebreo". Forse, ancora oggi, le idee troppo chiare non ce le abbiamo...
Profile Image for Georgiana 1792.
2,405 reviews162 followers
February 14, 2021
Tre racconti che parlano dell'amicizia tra tedeschi ebrei e cristiani prima, durante e dopo la Seconda Guerra Mondiale. Il primo racconto, L'amico ritrovato è narrato dal giovanissimo ebreo Hans Schwarz, il più bravo della classe; un ragazzo privo di amici che si trova a legarsi per affinità al suo compagno Konradin von Hohenfels, un nobile. La guerra non è ancora scoppiata, ma Hans verrà rinnegato dal suo amico, che non vorrà dare un dispiacere ai genitori, nazisti convinti. Emigrato in America per sfuggire alle persecuzioni contro gli ebrei, Hans scoprirà molti anni dopo che fine hanno fatto tutti i compagni di scuola che si è lasciato dietro, in particolare, il suo caro Konradin, che ritroverà nella morte.
Konradin, infatti è rimasto molto segnato dalla sua amicizia con Hans, tanto è vero che, nel secondo racconto - Un'anima non vile - lo troviamo intento a scrivere una lettera proprio a Hans, alla vigilia della propria esecuzione per essere stato uno degli attentatori alla vita di Hitler. Leggeremo quindi l'altra versione della loro amicizia e la storia di Konradin dopo l'esilio di Hans.
Nel terzo racconto, Niente resurrezioni, per favore, il protagonista ha un altro nome, Simon Elsas, ma potrebbe essere lo stesso Hans che torna nella sua città in Germania dopo essere stato vent'anni negli Stati Uniti, e incontra i vecchi compagni di scuola, che sembrano non essere minimamente pentiti delle persecuzioni razziali nei confronti degli ebrei, ma anzi, sono compiaciuti di essersi risollevati e di essere dei professionisti affermati malgrado la guerra perduta, ancora orgogliosi di essere tedeschi. Simon incontra anche Charlotte, la ragazza di cui era innamorato da giovane, che ormai è una irriconoscibile donna di mezza età. È lei a dare il titolo al racconto quando gli lascia un biglietto con le parole:
Ora non è rimasto nulla. Perché sei tornato? E perché, tornando, non hai cercato di capire? 
Ormai non ho più speranze, mi auguro soltanto che questa vita sia l'unica da vivere, indubitabilmente. Niente resurrezioni, per favore. D'inferni ne basta uno.
Profile Image for Chequers.
597 reviews35 followers
August 17, 2018
"È perseguitato e costretto a fuggire dalla Germania, i genitori sono spinti al suicidio, eppure il sapore che indugia sulle nostre labbra dopo la lettura è la fragranza del vino locale, bevuto nelle osterie rivestite di legno scuro sulle rive del Neckar e del Reno. Non c’è nulla della furia di Wagner; è come se Mozart avesse riscritto Il crepuscolo degli dei." dice Arthur Koestler nella prefazione di questo bellissimo libro: non c'e' rabbia, non c'e' desiderio di vendetta, ma solo tanto dolore e tanta, tantissima nostalgia.
Tre racconti, tre perle, ma il vero gioiello per me e' il terzo racconto, "Niente resurrezioni per favore".
Ho percepito tutto il dolore, tutta l'angoscia di Simon che torna nella sua amata citta' natale dopo dieci anni di America, dove si e' trasferito appena liberato da Auschwitz.
Assolutamente da non perdere.
Profile Image for Norberto.
56 reviews12 followers
August 3, 2024
Credo che tutto il significato dell’opera sia riassunto nel titolo “Trilogia del ritorno”, proprio perché l’attenzione focale dei tre romanzi è il “ritorno al passato”.
Tutte e tre le storie sono incentrate e costruite sull’esperienza antisemita vissuta dall’autore negli anni precedenti al secondo conflitto mondiale in Germania. Tre vicende che cercano di svelare le atrocità e la brutalità dell’atteggiamento nazista e del modo in cui tale comportamento abbia indelebilmente macchiato il volto della Germania. Il ricordo è il filo conduttore delle tre narrazioni ed è il vero protagonista dell’opera di Uhlman. È l’unico strumento per imprimere e lasciare andare. Paradossalmente è il ricordo ad avere l’intenzione di estirpare dall’animo la radice del dolore - o almeno cercare di farlo - e da qui il titolo “Niente resurrezioni, per favore”.
Il migliore, tra questi romanzi, resta indubbiamente “L’amico ritrovato”, perché è costruito in modo più completo rispetto agli altri due romanzi, sebbene in realtà si assomiglino tutti e tre. A mio parare sarebbe stato più “economico” sviluppare di più il primo romanzo e non scrivere le altre due storie che sono a dir poco ridondanti nei toni e nelle intenzioni.
Questo tipo di lettura non è nulla di nuovo per noi che siamo abituati a tanta letteratura partigiana. Restano però romanzi scritti benissimo e impreziositi da molti riferimenti al mondo antico. Una prosa a dir poco tersa.
Profile Image for Simone Invernizzi.
257 reviews26 followers
May 13, 2024
"La trilogia del ritorno" di Fred Uhlman è una raccolta di tre romanzi brevi che esplorano le complesse dinamiche sociali e politiche della Germania del XX secolo attraverso le vicende di protagonisti e personaggi di varie estrazioni sociali.

Il primo romanzo, "L'amico ritrovato", è ambientato nella Germania prebellica e segue la profonda e improbabile amicizia tra Hans Schwarz, un ragazzo ebreo, e Konradin von Hohenfels, un aristocratico tedesco. La loro amicizia sfida le barriere sociali e culturali dell'epoca, ma alla fine è minacciata dall'ascesa del nazismo e dalle sue conseguenze devastanti. E' un romanzo breve che offre un ritratto molto commovente dell'innocenza perduta e dell'orrore dell'intolleranza.

La seconda storia, "Un'anima non vile", è invece ambientato durante la Seconda Guerra Mondiale e segue il viaggio di Hans Schwarz negli Stati Uniti, dove cerca rifugio dall'orrore del nazismo. Tuttavia, il suo passato torna a tormentarlo quando incontra un ex compagno di scuola che si è arruolato nelle SS. Questo romanzo esplora in maniera molto forte il tema del perdono e della redenzione in un contesto di conflitto e di perdita.

Infine, il terzo racconto, "Niente resurrezioni, per favore", segue la vita di un ex soldato tedesco dopo la guerra, mentre cerca di ricostruire la sua vita in un mondo completamente devastato dal conflitto. Il protagonista riflette sulle sue esperienze durante la guerra e cerca di trovare con grande difficoltà un senso di normalità e di speranza in un'epoca segnata dalla tragedia e dalla distruzione.

La prosa di Uhlman è elegante e coinvolgente, e la sua capacità di creare personaggi e situazioni realistiche e complesse rende questa trilogia un'opera straordinariamente potente e significativa. Attraverso le vicende dei suoi protagonisti, Uhlman ci offre uno sguardo intimo e commovente sulla natura umana e sulla capacità di speranza e redenzione anche nei momenti più bui della storia. Personalmente, ho trovato "La trilogia del ritorno" di Fred Uhlman una lettura toccante e significativa, anche se il terzo romanzo non è stato all'altezza degli altri due. La capacità dell’autore di esplorare temi universali come l'amicizia, la redenzione e la resilienza in un contesto storico così tumultuoso e tragico è straordinaria, e offre al lettore molto materiale per la riflessione e la contemplazione. Consigliato.
Profile Image for Gabriella P.
279 reviews11 followers
January 24, 2025
La trilogia del ritorno è composta da tre romanzi brevi: L'amico ritrovato, Un'anima non vile e Niente resurrezioni, per favore.
Dopo aver letto singolarmente il primo dei tre, ho voluto approfondire l'autore completando il ciclo.

Ho trovato una profonda riflessione sulla memoria, la colpa e la redenzione. Uhlman utilizza una scrittura sobria e malinconica per esprimere il dolore delle separazioni causate dal nazismo. I temi trattati sono universali e toccanti, rendendo questi romanzi dei veri e propri gioielli della letteratura contemporanea. La capacità di Uhlman di intrecciare storie personali con gli eventi storici e le sue acute osservazioni sulle relazioni umane rendono la lettura coinvolgente e istruttiva.

La trilogia<\i> trova la sua forza nella coerenza tematica: ogni racconto aggiunge strati alla comprensione della colpa, della redenzione e dell'identità.

- "L'amico ritrovato": La storia di Hans e Konradin non è solo una tragedia personale, ma un microcosmo delle divisioni e dei conflitti che hanno segnato un'epoca. La scrittura incisiva di Uhlman permette al lettore di sentire intensamente le emozioni dei protagonisti, dal calore dell'amicizia alla freddezza della separazione forzata.

- "Un'anima non vile" prosegue il viaggio emotivo offrendo la prospettiva di Konradin, il cui senso di colpa e riflessione morale emerge con forza. Questo contrappunto narrativo arricchisce la comprensione complessiva dei personaggi e degli eventi.

- "Niente resurrezioni, per favore" porta il tema della memoria e della riconciliazione su un'ulteriore dimensione, mostrando il difficile ritorno di Simon Elsas alla sua città natale e il confronto con un passato ineludibile. Quest'ultimo lavoro, in particolare, mi ha lasciato un senso di amarezza e inevitabilità, perché non si può trovare né pace né riconciliazione completa.

La tensione tra dimenticare e ricordare, tra perdonare e rifiutare, è un filo conduttore potente che attraversa tutto il lavoro di Uhlman.

Una riflessione universale e commovente su come la storia personale e collettiva si intreccino, sulle cicatrici profonde lasciate da certe ferite irreparabili e sulle difficoltà a confrontarsi con il passato. Non c'è e non può esserci un "vincitore", perché la complessità delle esperienze umane e delle relazioni interpersonali nate, sopravvissute o finite dalle tragedie storiche, non dà redenzione.

La capacità dell'autore di trasmettere emozioni così intense concentrandole in poche pagine, rende la trilogia potente e toccante.
Profile Image for Marica.
413 reviews210 followers
February 28, 2023
Il dovere di non obbedire
L'ho letto ingannata dal titolo, speravo in una storia edificante di quelle che si fanno leggere a scuola, dato che sull'argomento shoah ci sono moltissime storie ignobili. Il libro mi è sembrato più interessante che bello. L'autore, fuggito dalla Germania nel 1933, conosce molto bene quello di cui parla: come una società con un grande passato, che sta attraversando un periodo economicamente difficile, si lasci imbonire da un uomo con stivali, arrivando alla conclusione che i problema della Germania fosse rappresentato dagli Ebrei. Quelli che abitano nella stessa via, quelli che sono stati decorati con la croce di ferro nella prima guerra mondiale, quelli che frequentano la stessa classe a scuola. Così il ragazzo protagonista, amico del cuore di un compagno non ebreo col quale ha condiviso gite spensierate nella bella campagna tedesca, per boschi e valli, scopre di non essere più frequentabile. La principessa madre è disgustata dagli ebrei e il figlio adolescente si lascia convincere che per il bene della Germania deve rinunciare. Io un adolescente così docile non riesco a immaginarlo.
I sentimenti dell'autore sono molto dolorosi, per aver vissuto lo smembramento del suo mondo: paese squarciato dal rifiuto e dalla soppressione di una parte integrante e poi l'essere strappato a un luogo che era suo. La rimpatriata coi compagni di scuola è abbastanza grottesca: la Germania è in piena ricostruzione, l'economia è decollata, i suoi compagni di scuola hanno fatto carriera e soldi, nonostante il passato da nazisti di calibro medio grande, si informano della sua, di carriera, tralasciando i sei milioni di morti.
Comprendo pienamente i motivi di risentimento, ma questo non aiuta un libro ad essere bello. Magari ad essere amaro e interessante.
Profile Image for Padmin.
991 reviews57 followers
July 17, 2021
Intenso, commovente, profondo. Tre lunghi racconti sull'amicizia, il nazismo, la Shoah. Da leggere nelle scuole e non solo nelle scuole (per dire: dovrebbe essere obbligatorio anche in Conclave).
Una sola citazione da L'amico ritrovato, quasi un explicit.
- Deposi l'opuscolo e attesi.
Aspettai dieci minuti, poi mezz'ora, senza lasciare con lo sguardo quelle pagine stampate che erano emerse dall'inferno del mio passato antidiluviano - presenze indesiderate - per turbare la pace del mio spirito, riesumando ciò che con tanto sforzo avevo cercato di dimenticare.
Lavoricchiai, feci qualche telefonata, dettai un paio di lettere, senza riuscire a buttare via l'appello, né a trovare il coraggio di cercare l'unico nome che mi ossessionava.
Decisi finalmente di distruggere quell'oggetto atroce. Volevo veramente sapere? Ne avevo davvero bisogno? Che importanza poteva avere che fosse vivo o morto, visto che, comunque, non l'avrei più rivisto?
Profile Image for Daria Devito.
32 reviews2 followers
April 16, 2022
Libro che merita di essere letto. Della trilogia, spicca “l’amico ritrovato”.
Profile Image for Didi.
442 reviews10 followers
May 24, 2022
Non io che piango come una fontana ⛲️
Profile Image for Roberto/Isairon.
286 reviews7 followers
September 4, 2017
Tre storie, le prime due incatenate dal rapporto tra i due amici, Hans e Konradin. L'ultima descrive il ritorno nella sua città natale di un ebreo, Simon Elsas, sfuggito allo sterminio nazista.
Indubbiamente la prima e l'ultima storia sono quelle emotivamente più coinvolgenti. Nella prima un'amicizia nata tra i banchi di scuola, tra due ragazzi che trovano uno nell'altro quello che non hanno avuto dalla propria famiglia. Per Hans generazioni di personaggi importanti e aristocratici, Konradin invece quell'intelligenza che il suo casato non ha, impigrito dalla loro nobiltà. Amicizia poi travolta dall'ondata di violenza della guerra.
Nell'ultima la consapevolezza che anche anni non cancellano certe ferite che, come descrive "nell'amico ritrovato", bruciano come sale sfregato su una ferita ancora aperta.
La seconda, comunque anch'essa tragica, è una sorta di confessione di Konradin rivolta all'amico Hans. Dove cerca di spiegare i motivi che l'hanno portato prima a seguire l'atisemitismo di Hitler e poi a redimersi.
Una atteggiamento ricorrente è la spiegazione che diversi ex componenti delle ss danno al loro comportamento durante gli stermini "Qualunque cosa io abbia fatta, non ho mai avuto la minima animosità contro di lei o contro i suoi genitori, che avrei salvati se non fossi stato occupato nel tentativo di salvare l'Europa dal bolscevismo." [...] "E non sono venuto a farmi perdonare alcune delle cose che ho fatto, perché come generale dovevo ubbidire agli ordini."
Bellissimo libro, ulteriore testimonianza della violenza che l'umanità ha ancora nel suo dna e quanto ancora dobbiamo "evolvere" per poterci definire "civiltà"!
Grazie a Mirtillina per avermi fatto conoscere la trilogia! :)
Profile Image for Daniela Torrisi.
113 reviews1 follower
December 6, 2023
"Non ero in grado di affrontare i miei genitori.
Dovevo stare solo.
Come avrei potuto raccontare loro che finalmente, finalmente avevo trovato un amico, ma che questo amico era ebreo?"
Profile Image for Gualtiero.
345 reviews6 followers
April 14, 2022
Il libro raccoglie tre racconti in qualche modo collegati tra di loro. Il tema comune è il racconto di ebrei che hanno dovuto lasciare la Germania in seguito alla minaccia nazista e che dopo anni fanno i conti con tutto questo.
* L'amico ritrovato: raccontato da Hans (ebreo) parla della sua amicizia con Konradin (conte tedesco). I due si conoscono e diventano migliori amici, ma la loro amicizia viene oscurata dal sentimento antisemitico che inizia ad infiltrarsi nel popolo tedesco.
* Un'anima non vile: lo stesso racconto, ma visto dalla parte di Konradin che spiega come l'antisemitismo abbia influito sulla sua vita e sulla sua amicizia con Hans.
* Niente resurrezioni, per favore: racconta dell'ebreo Simon, che dopo trent'anni dalla sua fuga torna in Germania e trova i suoi vecchi compagni di scuola. Incontrandoli dovrà fare i conti con tutto il suo odio nei confronti dei tedeschi e di quello che hanno fatto alla sua famiglia.

Ho adorato questo libro, perchè racconta molto bene i meccanismi con i quali il nazismo è riuscito ad infiltrarsi nella mente delle persone. La cosa terrificante è che molti di questi aspetti si possono riscontrare anche ai giorni nostri (dove una certa corrente politica sfrutta le condizioni di vita precarie di alcune persone per instillare pensieri di odio nei confronti di altre categorie/etnie). Proprio per questo motivo inserirei questo libro come lettura obbligatoria nelle scuole.

Ero indeciso se dare 4 o 5 stelle a questo libro, ma poi alla penultima pagina mi sono deciso a dare il massimo dei voti leggendo questa frase: "Ormai non ho più speranze, mi auguro soltanto che questa vita sia l'unica da vivere, indubbiamente. Niente resurrezioni, per favore. D'inferni ne basta uno". Pura poesia.
Profile Image for Donatella.
172 reviews28 followers
April 27, 2012
Avevo letto "L'amico ritrovato" molti anni fa e mi era piaciuto tantissimo. Avevo a suo tempo apprezzato anche il film, in fondo abbastanza vicino allo spirito del libro, e solo recentemente ho saputo che quel libro faceva parte di una trilogia.
Ho letto tutta la trilogia bevendola con avidità e ho ritrovato nel primo libro le emozioni provate alla prima lettura. Il secondo libro, la lunga lettera che Konradin scrive all'amico Hans prima di venire giustiziato. Bellissimo, a mio parere, perché in qualche modo complementare al primo, mostrando l'altra faccia di quest'insolita e profonda amicizia. Il terzo libro invece non l'ho apprezzato tanto, sinceramente. Mi aspettavo che avesse a che fare con l'amicizia tra Konradin ed Hans e invece ho avuto la netta sensazione che fosse ancora più autobiografico, ma in una maniera troppo sofferta e troppo poco filtrata, così da perdere quel lirismo sommesso dei primi due racconti e acquisire una lamentosità rabbiosa che rende pesante la narrazione. Inoltre nel terzo racconto spariscono i protagonisti, inghiottiti dalla storia di Simon Elsas. Scopro poi che l'ordine in cui sono stati scritti i 3 racconti non è quello in cui son stati pubblicati in quest'edizione. Infatti "Niente resurrezioni, per favore" è stato scritto prima di "Un'anima non vile". Non sono sicura che in quest'ordine mi sarebbe piaciuto di più, però mi chiedo per quale ragione mescolare così le carte.
Profile Image for Sara Sbaraglia.
193 reviews20 followers
April 21, 2013
Il voto esclude "L'amico ritrovato".

Un'anima non vile: 3/5
Si tratta della stesssa storia narrata in "L'amico ritrovato", raccontata, stavolta, dall'amico. L'idea mi è piaciuta molto, anche se questo racconto non ha la stessa potenza del primo.

Niente resurrezioni, per favore: 1/5
Ecco, appunto. Mio caso Fred, lo dici tu stesso nel titolo. Allora perché riesumi di nuovo la stessa storia? Costante e fastidiosa sensazione di deja-vu. E' la storia di un ragazzo ebreo fuggito in America appena in tempo per non finire nei campi di concentramento. La sua famiglia muore a causa del nazismo. La persona di cui più si fida al mondo si schiera dalla parte di Hitler. La città, le strade, i boschi, le case... tutta l'ambientazione è la stessa dei due racconti precedenti. Solo che non si tratta più di Hans Schwarz, ma di un certo Simon Elsas. E l'amico è in realtà una fidanzata. Quello che cambia è il clima di fondo, fatto soprattutto di rabbia. Ma mio caro Fred, la rabbia verso quello che è successo si percepiva perfettamente anche nei due capitoli precedenti, non c'era bisogno di ribadirlo per l'ennesima volta. Ma sì, ok, hai ragione tu. Il problema sono io, ma visto che il voto lo devo dare io ti becchi una sola stellina per questo. =P
87 reviews5 followers
February 10, 2011
Ho preso d'impulso questo libro anni fa, poi l'ho lasciato sullo scaffale perché in qualche maniera mi intimidiva.La settimana scorsa l'ho ripreso e in due giorno l'ho divorato. Il tono della prosa è delicato, ma fermo.

Il dramma del nazismo e più in generale della isteria collettiva che si insinua in una società apparentemente sana e stabile è narrato in maniera magistrale.

Ognuna delle tre novelle esplora diverse dinamiche: l'amicizia, il rapporto con la famiglia e la difficoltà di accettare il proprio vissuto.

Alla fine della seconda novella ho pianto, e vi assicuro che non mi capita quasi mai.

Un capolavoro imperdibile.

Profile Image for Alessia.
67 reviews9 followers
February 18, 2025
L'effettiva lettura (febbraio 2025) è solamente di Niente resurrezioni, per favore.

È strano completare una serie così tanto tempo dopo averla iniziata. Ho letto L'amico ritrovato quando ero bambina, l'ho riletto due anni fa, ho scoperto solo allora che esistevano un secondo e un terzo libro e mi sono adoperata per reperirli e leggerli.
È come se Fred Uhlman mi avesse accompagnata in un viaggio durato più di vent'anni, e ora che il viaggio è finito mi ha lasciato in bocca il sapore amaro di un passato che ha provocato ferite profonde e insanabili nella nostra società.
Niente resurrezioni, per favore ha un finale duro; non lascia spazio alla rinascita, alla ricostruzione. Il protagonista è quello che più di tutti si avvicina alla figura dell'autore stesso (come età, professione, luogo di nascita e percorso di vita), pertanto ci troviamo probabilmente davanti alla più cruda realtà di Uhlman stesso, che non riesce a lasciarsi alle spalle l'esperienza dell'Olocausto, della fuga dal suo Paese natale e della vergogna verso concittadini che hanno permesso che tali orrori avvenissero.
Del resto credo rimanga fondamentale ricordare, rinnovare quell'orrore, quel disgusto, lottare affinché non si ripetano gli errori del passato; già troppo spesso - oggi - stiamo dimenticando. Allora forse l'ultimo libro di questa trilogia è giustamente duro. Non c'è spazio per gli equivoci: "di inferni ne basta uno".
Profile Image for Fiamma.
42 reviews9 followers
January 28, 2021
“La morte intacca la nostra fiducia nella vita mostrandoci che, in fin dei conti, tutto è ugualmente futile se visto in rapporto alle tenebre che ci attendono.”
395 reviews1 follower
December 1, 2025
Un libro che ti resta dentro l'anima. Due amici, un figlio di ebrei e uno di nazisti, legati da un'amicizia profonda che non ha futuro ma che è in grado di trasmettere tanto.
Ho adorato i primi due libri di questa trilogia, che mi hanno lasciato dentro un impronta di tenerezza e di dolore. Un'amicizia pura che è stata spezzata dall'odio degli altri. Due amici e la loro storia, poi il razzismo e la nuova vita per entrambi con un senso di perdita e di rimpianto che li accompagnerà per tutto il resto della loro vita.
Il terzo libro della trilogia invece non mi è piaciuto, mi ha trasmesso vari sentimenti negativi.
Consiglio la lettura perché la fine di questa amicizia posso evitare la fine di tante altre amicizie e non solo.

M. B.
Profile Image for ✨Virè.
444 reviews7 followers
November 5, 2021
La trilogia del ritorno racchiude i tre romanzi brevi, anzi novelle, come precisato nell'introduzione, di Fred Uhlman L'amico ritrovato, il più conosciuto, Un'anima non vile e Niente resurrezioni, per favore, tutti incentrati sul tema dell'antisemitismo e della persecuzione degli ebrei seguita all'ascesa di Hitler al potere in Germania.
Al contrario di molti altri romanzi ambientati nella stessa epoca, qui non c'è descrizione diretta dei fatti, dei campi di concentramento, della violenza e dell'emarginazione. Il testo è più incentrato sullo stato d'animo degli ebrei tedeschi, che si sono ritrovati traditi da quella che consideravano la propria patria.
Il primo romanzo narra l'amicizia che nasce tra il protagonista Hans, ebreo figlio di un medico primario che ha combattuto nella Grande Guerra nelle fila della Germania, diventando capitano dell'esercito e Konradin, figlio del conte di Hohenfels, nobile famiglia tedesca. I due ragazzi legano grazie ad una intelligenza fuori dal comune, all'amore per la letteratura e ad interessi comuni e diventano inseparabili.
I genitori di Konradin non vedono di buon occhio il loro rapporto e quando Hans se ne accorge inevitabilmente l'amicizia si incrina fino a finire. L'ascesa del nazismo porta anche il giovane Konradin ad infervorarsi e appoggiare Hitler, per poi accorgersi di quanto questo sia un errore e diventare suo nemico. Questo pentimento è al centro del secondo racconto: una lunga lettera che il giovane Konradin scrive al suo vecchio amico per chiarire le ragioni che hanno portato al loro allontanamento e provando a scusarsi.
Posso essere stato debole e confuso, ma disonesto mai. Perdonami mio caro amico – se puoi. Mi hai dato i mesi migliori della mia vita. Il mio amore per la poesia, per l'apprendimento, lo devo a te

Infine il terzo romanzo ha un nuovo protagonista, Simon che vive in America ed approfitta di un viaggio di lavoro in Svizzera per tornare nella sua Germania e sciogliere i nodi del passato. Rincontra le persone che ha lasciato quando è stato costretto a fuggire in America e prova a fare i conti con loro, con un passato che ha distrutto tutta la sua famiglia e con un paese che l'ha tradito.
Il tema portante dei tre romanzi è proprio questo: il tradimento. Il tradimento della Germania verso gli ebrei che lì sono nati, che hanno padri che lì hanno lavorato e combattuto, fianco a fianco con i tedeschi. Quella Germania che consideravano la propria patria e per la quale erano disposti a morire.
I tedeschi che si sono sentiti traditi, illusi da promesse e parole di un personaggio carismatico come Hitler, convinti che non ci sarebbero state conseguenze per i loro amici, ebrei onesti e lavoratori e che invece si sono trovati pedine di un sistema cui nessuno di loro ha avuto il coraggio di opporsi.
In poche pagine l'autore riesce quindi a porre l'attenzione su un punto cruciale ed importante, che va oltre il semplice racconto della storia, con i suoi eventi e la sua crudeltà. Se nei primi due libri mostra le due facce della stessa medaglia: la nascita e la fine di un'amicizia, vista prima con gli occhi di Hans e poi con quelli di Konradine, nell'ultimo libro mette a confronto versioni diverse della storia, quella dell'ebreo costretto a fuggire per sopravvivere e quello dei tedeschi che provano vergogna, o tentano di giustificarsi, ma che si sentono comunque traditi.
Un libro che non può non lasciare un segno.
Profile Image for Marco Khrenek Freddi.
295 reviews2 followers
November 28, 2023
Le novelle di questa trilogia parlano di amicizia, di un’adolescenza spensierata, almeno fino a un certo punto, ma anche di tradimento dell’orrore che il genere umano è capace di gettare su sé stesso; nella fattispecie dell’orrore nazista che ha portato il mondo sull’orlo della catastrofe e ha condannato l’intera generazione di una nazione a dover fare i conti con le proprie colpe.
Le prime due novelle sono strettamente connesse, narrando la stessa vicenda ognuna dal punto di vista di uno dei due protagonisti: Hans, ragazzo ebreo solitario che alla fine scamperà all’orrore nazista, ma che perderà tutto, anche l’unico amico, ne “L’amico ritrovato” e Konradin, ragazzo nobile, figlio di un ambasciatore che, circuito da una madre razzista e terrorizzata dagli ebrei, finirà per combattere in Russia e, aprendo gli occhi, verrà giustiziato come traditore per aver partecipato al fallito attentato a Hitler in “Un’anima non vile”. Questa seconda novella, se possibile anche più straziante della prima, è scritta sotto forna di lettera che Konradin scrive ad Hans mentre attende di essere ucciso e nella quale racconta di quanto abbia sofferto per la perdita dell’unico vero amico - che in qualche punto sembra essere anche più di questo -. Non sapremo mai se quella lettera giungerà nelle mani di Hans, e questo, se possibile, è ancora più straziante.
La terza novella (Nessuna resurrezione, grazie) è collegata alle prime due solo in modo indiretto, in quanto ambientata nella stessa città delle altre due, ma avendo un diverso protagonista.
Il tema di questa terza storia è il ritorno e il fare i conti con il passato, senza poter avere la certezza di potersi fidare di chi si ritrova proprio per il fatto di non poter sapere chi sia o non sia colpevole di quanto accaduto. Nessuno in questa novella è esente da colpe, anche chi non ha fisicamente fatto nulla perché anche l’inazione è una sorta di corresponsabilità. Delle tre, questa è la più amara e opprimente, e francamente anche la meno riuscita,
In ogni caso un libro importante che ti entra dentro, non lascia indifferenti e una volta letto non si dimentica più.
Profile Image for Simona F. 'Free Palestine, Stop Genocide'.
617 reviews61 followers
November 19, 2019
La trilogia del ritorno è costituita da tre racconti brevi che hanno ad oggetto gli effetti della seconda guerra mondiale sull'animo umano. I primi due narrano lo stesso evento da due punti di vista diversi e raccontano l'amicizia fra Hans, figlio di uno stimato medico ebreo di Stoccarda, e Konradin, rampollo di una delle più antiche e nobili famiglie tedesche.
L'ultima storia è raccontata da Simon, unico membro di una famiglia di origine ebrea ad essere sopravvissuto allo sterminio nazista perché trasferitosi in tempo in America. Simon, vent'anni dopo, in occasione di un viaggio in Svizzera, decide di fermarsi un giorno a Stoccarda, la sua amata città, spinto da un desiderio di cui prende coscienza solo al momento di realizzarlo, ossia quello di verificare se Charlotte, la fanciulla di cui si era innamorato in gioventù sia ancora viva. Purtroppo non si può ritornare indietro a ciò che siamo stati. Non quando la follia nazista ha cambiato talmente l'esistenza. E non si può perdonare: o si è stati vittime, o si è stati colpevoli. E come dice Charlotte "...mi auguro soltanto che questa vita sia l'unica da vivere, indubitabilmente. Niente resurrezioni, per favore. D'inferni ne basta uno."
Profile Image for Corinna.
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July 8, 2016
18/06 L'amico ritrovato (letto in questa edizione)

07/07 Un'anima non vile ★★★
L'altro lato della storia di "L'amico ritrovato". Questo secondo libriccino della trilogia è una lunghissima lettera/confessione che Konradin scrive al suo amico Hans prima di essere giustiziato.

08/07 Niente resurrezioni, per favore ★★★★
Il tempo è denaro, ma il denaro non è tempo. Tutto l'oro dell'Eldorado non poteva ricomprare gli anni che erano stati contaminati, o fermare il sangue che era sgorgato, o far tacere le urla delle vittime.
L'unico motivo per cui questa ultima parte della trilogia non si prende le 5 stelle è per il fatto che si ha continuamente la sensazione di già sentito: ragazzo ebreo che scappa appena in tempo in America, unico sopravvissuto della propria famiglia, stessa città, stessa scuola.. Si prende comunque 4 stelle perchè la scena della cena tra compagni di classe rappresenta perfettamente i sentimenti della Germania che deve convivere con le conseguenze di quanto accaduto sotto il regime nazista.
Profile Image for Sara Booklover.
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July 21, 2016
Questo volume comprende al suo interno 3 short stories, la prima: "l'amico ritrovato" narra la profonda ma diffcile amicizia tra i sedicenni Hans Schwarz (ebreo) e Konradin von Hohenfels (appartenente una nobile, ricca e conservatrice famiglia tedesca).
La seconda: "Un'anima non vile", è una lettera che, dopo molti anni, Konradin scrive ad Hans, e descrive la loro amicizia secondo il suo punto di vista, spiegandogli le ragioni dei comportamenti che in passato hanno minato il loro rapporto.
La terza: "Niente resurrezioni, per favore", narra di un ebreo che dopo 30 anni torna in Germania. Il suo percorso di vita fu praticamente uguale a quello di Hans Schwarz (del primo libro) e anche i luoghi che descrive sono gli stessi, e io non ho proprio capito il perché della decisione di cambiare personaggio, dato che i primi 2 volumi sono collegati tra loro avrei preferito che lo fosse anche il terzo. Questa scelta non mi è piaciuta.
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February 14, 2011
L'amicizia dall'adolescenza all'età della maturità
Pieni di fascino i tre racconti di Fred Uhlman narrano le vicende di Hans Schwarz, un ebreo borghese tedesco di Stoccarda.
Il panorama è rappresentato dagli anni del liceo, gli albori del nazismo, la vita da esule all'estero e il ritorno a Stoccarda in età matura.
Toccante e commovente come tanti altri libri sull'argomento.
Il primo racconto si sviluppa sull'amicizia tra lui, Hans Schwarz, e Konradin von Hohenfels nobile tedesco, che aderirà al nazismo. Su quest'amicizia si intrecceranno le laceranti vicende del nazismo che determineranno il futuro di Hans.
Il secondo racconto farà emergere alcuni aspetti della figura di Konradin.
Estremamente toccante il discorso di Hans ai compagni di scuola, nel terzo racconto, quando ormai anziano tornerà a Stoccarda.
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April 15, 2020

Ogni lettura riguardante questo periodo storico lascia comunque un segno in alcuni casi ben delineato in altri più vago. C’è ancora la necessità di non dImenticare più che di ricordare e ogni testimonianza aiuta a riconoscere e a riportare alla luce tutti i punti oscuri di questo buio periodo. Ogni testimonianza è meritevole di essere considerata. In questa trilogia troviamo un'ulteriore testimonianza. La testimonianza è importante ma i racconti non sono entusiasmanti. Raramente mi capita di abbandonare un libro ma in questo caso sono stato più volte vicino a farlo e solo il riferimento al periodo storico mi ha convinto ad arrivare alla fine. Lo stile è modesto, i primi due racconti prolungati (quasi ridondanti) e lenti. Il terzo al contrario sembra interrotto troppo presto. Arrivo a tre stelle con grande fatica.
Profile Image for Marina.
37 reviews
September 27, 2019
Una storia di amicizia profonda e vera. Uno spaccato di storia che fa ancora oggi riflettere su cosa sia stato il nazismo e come ancora oggi i tedeschi vivano in crisi con il proprio passato. Il terzo libro è quello che ho apprezzato maggiormente. In esso si rispecchia tutta la società tedesca attraverso i vari personaggi della classe di ginnasio riuniti per una "rimpatriata" tra studenti. Il negazionismo storisco affiora prepotentemente ed in maniera assolutamente precisa e realistica riflettendo un'atteggiamento storico/politico ancora così paurosamente attuale.
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Profile Image for Jakefan Efp.
62 reviews
March 27, 2013
Mentre "L'amico ritrovato", pur molto commovente, mi ha lasciata con la sensazione di un'opera più ingenua, la Trilogia mi pare un'opera compiuta e più complessa. Che non tocca solo il tema dell'Olocausto, ma quello titanico del senso delle cose, degli affetti, dell'arte. Molto bello, da leggere assolutamente.
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