Jump to ratings and reviews
Rate this book

Guido Lopez #3

Non toccare la pelle del drago

Rate this book
Quando è stata l'ultima volta che avete visto un funerale cinese? Chi sono in realtà gli abitanti delle immense Chinatown che ovunque, in America come in Europa, vanno allargandosi a vista d'occhio?
Tra Milano, Pechino, Zurigo, Amsterdam e Montecarlo, Giuseppe Genna muove i fili di un complotto enigmatico e inesorabile. Guido Lopez, poliziotto nichilista che abitualmente indaga in una Milano nerissima e allucinata, è il protagonista di un affare internazionale che coinvolge le gerarchie più alte del mondo della politica e dell'intelligence. Partendo da un suicidio molto sospetto, Lopez e i suoi colleghi europei entrano nelle maglie di una rete immane e segreta che sembra disporre di molti centri e di un'unica mente. Chi è il banchiere il cui corpo brucia in un attico del Principato di Monaco? Che cosa si trasporta nelle cavernose pance dei cargo aerei della Malpensa? Che cosa si cela nei sotterranei del China Down, l'ultimo grido tra i ristoranti di lusso di Montecarlo? Lopez e la Squadra Investigativa Europea si sforzano di venire a capo dell'affare "Carne Fresca", un traffico tanto ambiguo quanto sordido, nel caos di un continente segnato da guerre autentiche e conflitti presunti, infiltrazioni, spionaggio, diplomazie ciniche e tentazioni autoritarie.

390 pages, Paperback

First published January 1, 2003

34 people want to read

About the author

Giuseppe Genna

39 books42 followers
Giuseppe Genna è nato a Milano il 12 dicembre 1969. Ha lavorato in televisione (nel 1991-92 a Odeon Tv; per la Rai nel 1995), presso la rivista mensile Poesia (Crocetti Editore), come attaché alla Presidenza della Camera nel 1994-95, per Mondadori nei settori New Media e Libri nel 1996-99, a Clarence(.)com nel 1999-2002, per RCS Libri nel 2006-07, per le web agency Siris e Mikamai nel 2009-10.
Con Daniela Lanticina e Paolo Spada ha fondato nel 2010 la multiagency culturale Yallee e il blogzine THE YALLEES.
Nel 2006 è stato chiamato a fare parte delle Giurie della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia (sezione Orizzonti). Dal medesimo anno collabora con Vanity Fair. Dal 2000 è redattore di Carmilla, magazine on line diretto da Valerio Evangelisti.
Presso il Padiglione Italia alla Biennale di architettura del 2010 ha esposto una installazione realizzata con Italo Rota, dal titolo Ultima Stele.

Ha pubblicato romanzi, saggi e racconti, in Italia e all’estero:
Catrame (Mondadori, 1999)
Nel nome di Ishmael (Mondadori, 2001)
Assalto a un tempo devastato e vile (peQuod, 2001; edizione 2.0 presso Mondadori, 2002; edizione 3.0 presso minimum max, 2010)
Forget domani. Racconti dell’italian lounge (Pequod, 2002, con Igino Domanin)
Non toccare la pelle del drago (Mondadori, 2003)
I Demoni (Pequod, 2003, Michele Monina e Ferruccio Parazzoli)
Grande Madre Rossa (Mondadori, 2004)
Il caso Battisti (con Valerio Evangelisti e Wu Ming 1, Nda 2004)
L’anno luce (il Saggiatore, 2005)
Costantino e l’impero (Marco Tropea, 2005, con Michele Monina)
Dies Irae (Rizzoli, 2006)
Medium (online @Lulu.com, 2007)
Hitler (Mondadori, 2008)
Italia De Profundis (minimum fax, 2008)
Le teste (Mondadori, 2009)
Discorso fatto agli uomini dalla specie impermanente dei cammelli polari (duepunti, 2010)

(da http://www.giugenna.com/biobiblio/ )

Ratings & Reviews

What do you think?
Rate this book

Friends & Following

Create a free account to discover what your friends think of this book!

Community Reviews

5 stars
8 (10%)
4 stars
27 (36%)
3 stars
25 (34%)
2 stars
10 (13%)
1 star
3 (4%)
Displaying 1 - 7 of 7 reviews
Profile Image for Ubik 2.0.
1,076 reviews295 followers
January 27, 2016
Dice la Scrittura: il primo uomo fu cinese.
Dice la Profezia: anche l’ultimo uomo sarà cinese.


Mi sembra che lo stile di Genna (almeno in questi thriller dei primi anni 2000 perché in seguito, a quanto so, si è dedicato a tutt’altro) richiami la scrittura massimalista, sincopata, ossessiva, talora soffocante, di David Peace e anche dell’autore che è un po’ il capostipite di questo genere, sperimentato già un ventennio prima: James Ellroy.

Ma mentre Ellroy e Peace tessono i loro complessi intrecci in un ambito locale circoscritto (Los Angeles; lo Yorkshire e poi Tokyo) con rare e secondarie escursioni esterne, Genna trasporta con una certa abilità il filo dei suoi thriller in giro per il mondo con suggestive e vivide “locations” che conferiscono un respiro più ampio al soggetto e fanno pensare che Genna sia un incallito viaggiatore o che sia dotato di una fantasia particolarmente fervida.

La cura del dettaglio nelle descrizioni ambientali che spaziano fra diverse città e diversi continenti trova qualche analogia col modo di costruire le trame adottato anche da un altro massimalista e complottista come Jean Christophe Grangé, ma tutti questi accostamenti non vogliono suggerire che l’autore italiano sia privo di una propria personalità creativa, anzi.

Di suo Genna inserisce una buona capacità di attribuire ai personaggi convincenti caratteri (cosa che difetta a Peace) e di saper dilatare il percorso narrativo fino a un finale coerente ed originale, elemento che spesso delude in Grangé dove un impianto narrativo imponente sfocia, nei romanzi meno riusciti, in un finale con troppi botti, convenzionale e artificioso.

Questo romanzo non raggiunge la capacità evocativa e suggestiva di “Nel nome di Ishmael”, che secondo me rimane il suo thriller meglio articolato, ma comunque diverte, emoziona, sorprende con poche pause; lascia forse una sensazione di “troppo pieno” e, a volte, un fastidioso eco di voce narrante saccente e sentenziosa, rischi ambedue sempre in agguato in operazioni di questo tipo, ma l’insieme regge ancora una volta.

Che poi le affermazioni sui retroscena delle dinamiche internazionali e le dichiarazioni apodittiche tipiche di Genna e dei suoi personaggi, a distanza di 13 anni dalla pubblicazione risultino lungimiranti o demenziali è un fattore che poco mi interessa, trattandosi di fiction (leggo romanzi in cui a impadronirsi delle leve del potere sono i marziani o gli zombies, perché non i cinesi?).
Profile Image for Hex75.
986 reviews60 followers
August 22, 2017
il solito genna: prende il lettore alla gola e non lo molla fino alla fine, e solo questa sua capacità gli fa avere in automatico il massimo dei voti...ma c'è di più, genna dipinge un'europa nuova, mossa da nuovi poteri emergenti (la cina) mentre quelli vecchi cercano un nuovo equilibrio (l'intelligence europea per cui lavora lopez, protagonista del libro) o semplicemente tentano un ultima disperata prova di forza (l'america, rappresentata dall'agente c.i.a. james cameron, personaggio che forse avrebbe meritato più spazio, con le sue riflessioni, i suoi ricordi, i suoi rimpianti), mentre sullo sfondo il continente europeo diventa sempre più piccolo e fragile.da non confondere con un semplice giallo o spy-story, questo libro ha parecchio da dire e si viene quasi sommersi dalla quantità di informazioni (quante vere? e verosimili? e completamente inventate?) che genna riversa sulle pagine.
Profile Image for Tommaso.
77 reviews14 followers
February 28, 2025
Giuseppe Genna si conferma uno scrittore intenso, capace di tenere il lettore con il fiato sul collo, grazie a uno stile tagliente e a una narrazione che oscilla costantemente tra il reale e il metafisico. Non toccare la pelle del drago rappresenta il terzo capitolo del ciclo di Guido Lopez, e, sebbene sia per ora il più caotico e sfilacciato della serie, non manca di lasciare il segno.

Il romanzo parte con slancio, coinvolgendo il lettore grazie a un’ambientazione densa e affascinante: la comunità cinese, tratteggiata con dettagli vividi e suggestivi, diventa lo sfondo di una trama che intreccia filosofia taoista, riflessioni profonde sull’identità della Cina e sul suo ruolo complesso all’interno di una scacchiera internazionale che non è solo politica, ma anche metafisica. C’è un senso di mistero e profondità che permea le pagine iniziali, promettendo una storia avvincente e stratificata.

Tuttavia, man mano che la narrazione procede, il romanzo sembra perdere compattezza. La parte finale, in particolare, si sfilaccia, chiudendosi in modo sghembo, quasi storto, lasciando una sensazione di incompiutezza. Eppure, nonostante questa perdita di equilibrio, Non toccare la pelle del drago riesce a intrattenere, offrendo ben 400 pagine di tensione narrativa e di immersione in un mondo enigmatico e intrigante.

Resta chiaro che Genna, già autore del notevole Nel nome di Ishmael — un’opera ben ritmata e considerata un capolavoro — continua a sperimentare, spingendo la sua scrittura oltre i confini del thriller tradizionale, mescolando politica, filosofia e mistero in un tessuto narrativo unico. Anche con le sue imperfezioni, questo romanzo conferma la sua capacità di tenere alta l’attenzione, lasciando il lettore sospeso tra fascinazione e disorientamento.
Profile Image for Sara.
232 reviews9 followers
March 30, 2020
Ex policemen Guido Lopez e Stefan Wunzam are hired from the new European Detective Agency headed by David Montorsi and they discover a huge criminal network involving the upper class and Chinese workers. This investigation intertwines with the story of CIA agent Jim Cameron, who lives in China and lives on the drug trade, until something goes wrong and he finds himself hunted by his ex CIA colleagues and the criminals.

The places where the stories are set feel different according to characters' perspective and prejudice: Lopez is tired and disgusted by basically everywhere, while Cameron is fascinated by Beijing, and to his eyes China is a paradise, so they're attitudes towards the lives they lead are in contrast: Lopez is annoyed and disgusted by the whole world and the power games, but Cameron enjoys his wealthy life and falls in love with China.
The author is very good at showing the difference between prejudice and knowlegde, and how people judge each other according to their personal experiences: Calimani, a character who represents Milan, hates Chinese people and thinks they are a danger to Italy, whilst Cameron, having lived in China for many years and learning the Chinese people and culture, likes them and respects them.
READ MORE ON MY WEBSITE.
Profile Image for Aurora.
191 reviews45 followers
Read
November 13, 2010
ok, non è bello come "in nome di ishmael". un amico comune mio e dell'autore dice che giuseppe ha dei problemi con le chiusure dei suoi libri, con i finali.
sì, forse, sì.
ma resta il fatto che il libro va avanti a balzelloni e con brio. io ci ho messo un botto per due motivi molto semplici: 1. non è stato un momento buono per leggere 2. ho la versione non tascabile ed è scomoda da leggere in giro.
insomma. a me è piaciuto.

"- il problema con andrea sarebbe un problema da sex and the city? che suggerirebbero le 4 zitelle in carriera?
- mi stai dando della zitella in carriera."

111 reviews3 followers
Read
February 2, 2011
quanti segreti si nacondono dietro alla comunità cinese di milano ... ogni tanto ci si domanda quello che scrivono in questi romanzi è tutto vero c'è da crederci ? si parla di una cosa nascosta come si fa a conoscerla ?
Displaying 1 - 7 of 7 reviews

Can't find what you're looking for?

Get help and learn more about the design.