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Kolo, kolo mlýnský

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Ve své prvotině Giuseppe Culicchia čtivě a s nadsázkou vykreslil psychickou stránku postav a hrdinův střet s anonymním velkoměstem a citovou prázdnotou lidí v něm. Na motivy knihy vznikl stejnojmenný film režiséra Davida Ferraria, který se u nás promítal pod názvem Na každého jednou dojde. Kniha byla oceněna prestižní literární cenou Montblanc 1993.

112 pages, Paperback

First published January 1, 1994

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183 people want to read

About the author

Giuseppe Culicchia

69 books54 followers
Giuseppe Culicchia (Torino 1965), figlio di un barbiere siciliano e di un’operaia piemontese, cresce mangiando pane cunzato e leggendo l’enciclopedia Conoscere.
Vince il torneo di calcio della scuola in qualità di riserva disputando solo uno splendido secondo tempo da ala sinistra nella partita contro i professori. Per tutte le superiori passa il tema in classe al compagno di banco in cambio del compito di matematica, esame di maturità compreso.
All’università, abbozza storie in una biblioteca di Palazzo Nuovo e nelle sale del Caffè Fiorio a Torino. Tra i suoi eroi, Hem, Scott e Buk. Ormai ventiduenne, impara a nuotare. Poi finisce a fare l’aiuto-bibliotecario a Londra, e scrive i racconti pubblicati da Pier Vittorio Tondelli nell’antologia Papergang Under 25 III (1990).
Dopodiché torna a Torino e dato che vuol continuare a scrivere cerca lavoro in una libreria, dove scopre che Thomas Bernhard ha dato alle stampe un romanzo di circa 500 pagine con un unico punto a capo, più o meno a metà. Commesso/edicolante/magazziniere/tuttofare per una decina d’anni, pubblica il long-seller Tutti giù per terra (1994, premio Montblanc e Premio Grinzane Cavour Autore Esordiente).
Grazie al romanzo d’esordio finisce in copertina su L’Indice dei Libri del Mese, cosa che gli procura molti nemici e molto onore. Invitato più volte al Maurizio Costanzo Show, rifiuta di parteciparvi. Nel 1997 il suo primo romanzo diventa un film con Valerio Mastandrea per la regia di Davide Ferrario. Seguono Paso Doble (1995), Bla Bla Bla (1997), Ambarabà (2000), A spasso con Anselm (2001), Liberi tutti, quasi (2002), Il paese delle meraviglie (2004, premio Grinzane Cavour Francia) e Un’estate al mare (2007), tutti editi da Garzanti e tradotti in una decina di lingue. Nel frattempo, per sei mesi suona la batteria in un gruppo fantasma chiamato Ratones, che però si scioglie dopo che lui propone agli altri membri una canzone intitolata McChicken il cui testo sotto forma di haiku recita: “McChicken / McChicken / McChicken”. Comunque: con Laterza pubblica Torino è casa mia (2005) e Ecce Toro (2006).
Da Einaudi, l’atto unico Ritorno a Torino dei Signori Tornio (2007). Da Feltrinelli, il memoir Sicilia, o cara. Un viaggio sentimentale (2010). Per Mondadori scrive i romanzi Brucia la città (2009), Ameni Inganni (2011) e Venere in Metrò (2012). Nel corso degli anni traduce tra gli altri Mark Twain, Francis Scott Fitzgerald e Bret Easton Ellis. Gli piacerebbe tradurre il caro vecchio Ernest, in particolare Fiesta, o al limite Festa Mobile, o anche solo l’ultimo capitolo di Morte nel Pomeriggio, o giusto il racconto Colline come Elefanti Bianchi, ma non gliel’hanno mai proposto. Purtroppo non conosce il norvegese, altrimenti avrebbe fatto di tutto pur di tradurre Knut Hamsun. Collabora o ha collaborato con i quotidiani La Stampa, La Repubblica e il manifesto, con i mensili GQ, Traveller e Linus, con il settimanale Gioia. Tifa per la squadra di calcio di Torino, il Toro. Ma, da vero sportivo, tifa anche per tutte le squadre che in tutte le serie e i tornei incontrano di volta in volta l’altra squadra cortesemente ospitata in città.
Cos’altro? Ama giocare a calciobalilla, anche se non ha mai frequentato l’oratorio (e si vede). Ogni anno a Ferragosto guarda Il sorpasso. Desidera essere sepolto a Marsala. Non subito, però.

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65 (10%)
1 star
15 (2%)
Displaying 1 - 30 of 36 reviews
Profile Image for Orsodimondo.
2,464 reviews2,437 followers
July 12, 2023
IO NESSUNO CENTOMILA


Walter è Valerio Mastandrea.

Walter ha vent’anni, è giovane, ha problemi a entrare nel mondo adulto, ma forse anche nel mondo punto.
Frequenta l’università, forse più per caso e/o per allungare il tempo che per vero impegno: studia filosofia, una di quelle discipline che per anni e anni ci è stato detto non procurano lavoro.
Soprattutto se non si viene da ambienti sociali elevati: ma in quel caso, filosofia o meno, un lavoro si trova, e buono. Walter, che non viene da ceto sociale elevato, ha problemi in questo senso.
È un obiettore di coscienza, svolge il servizio civile presso un’associazione il cui nome è tutto un programma: C.A.N.E., cioè Centro Accoglienza Nomadi ed Extra-comunitari.
In famiglia non va granché, il padre, che è un operaio, lo critica, c’ha il figlio filosofo che passa il tempo cogli extracomunitari, e chissà quando mai riuscirà a procurarsi uno straccio di lavoro serio, uno di quelli con lo stipendio. Figuriamoci poi se farà mai ‘carriera’…
La classe operaia, che non è mai andata in paradiso, in quel periodo fine anni Ottanta e inizio anni Novanta, comincia a tornare all’inferno. O, se si vuole fare gli illusi, va scendendo nel limbo.


A dx Caterina Caselli, la preziosa zia.

Anche con la mamma non va alla grande, lei è troppo tappetino con il padre marito.
Per fortuna che c’è zia Carlotta, sorella della mamma, con lei sì che può parlare, lei lo capisce. Ma zia Carlotta muore ed è difficile riempire il vuoto che si lascia dietro.
E neppure con le ragazze va da dio: Walter s’innamora di Beatrice, che è ricca, ma il rapporto non funziona. O meglio, sono i rapporti, quelli sessuali, che non vanno bene. La storia tra loro non dura molto.
Quando finisce il servizio civile, un lavoro vero se lo cerca: commesso di libreria. E mi pare che anche questa sia una soluzione paradigmatica.


Carlo Monni è il sanguigno padre operaio.

Forse, romanzo generazionale per eccellenza. Come Holden. Ma senza far confronti, che per carità, come Holden non c’è nessuno. Ma solo per dire che anche Walter, proprio come Holden, non invecchia, finisce che le generazioni le imbrocca tutte, anche quelle prima e quelle dopo la sua.
Anch’io, che non sono della generazione di Walter, e neppure di Culicchia, anch’io sono riuscito a specchiarmi in Walter. E ho riconosciuto la sua storia, che avrebbe potuto essere la mia.
E ho riconosciuto il paese che ha raccontato, un’Italia un po’ “triste squallida”. Quella che ho conosciuto io alla sua età era forse color piombo, ma secondo me ben più vitale. Il romanzo è uscito nel 1994, inizio del primo governo Berlusconi. Credo non sia necessario commentare.


Anita Caprioli è Beatrice, e all’epoca sembrava una grande promessa del nostro disastratissimo cinema.

Culicchia azzecca anche tono e lingua: in certe descrizioni sconfina nel fumetto, che fa parte della sua generazione come vera cultura (approvo), riesce a parlare di disagio senza complicare, senza eccedere in psicologia, restando semplice e di facile impatto, frasi brevi, paragrafi corti, poche pagine (meno di centoquaranta), una spruzzata di turpiloquio, ironia, accenni di comicità, ma sempre senza perdere in tenerezza e condivisione (compassione), leggero ma non superficiale.

Il film che Davide Ferrario ne ha tratto a me è parso pressoché perfetto, godibilissimo, il romanissimo Mastandrea in parte anche se trasferito a Torino. E su tutto brilla la performance di Caterina Caselli nel ruolo della zia. M’ero innamorato di lei da ragazzino, quando scoprii la verità sotto il celebre casco d'oro, sono tornato a farlo da adulto. Grande Caterina, nessuno ti vuole giudicare, e se decide di farlo, stai tranquilla, ti giudica bene, molto bene.

Profile Image for Luca Conti.
36 reviews5 followers
September 13, 2015
Uno dei miei libri preferiti.
Si legge in meno di due ore, scorre via velocissimo. Culicchia qui è stato bravissimo a rappresentare lo sbandamento di una generazione schiacciata da un sistema che è privo di valori e di guide, non solo per i giovani.
Non mi riconosco in Walter come personaggio, nel senso che non mi riconosco nella sua storia personale e nel suo modo di affrontare la vita, ma mi riconosco nel suo modo di sentire in alcune situazioni e in alcuni momenti. Chi può dire di non essersi mai sentito come lui in un periodo della propria vita?

Assieme al bel film di Davide Ferrario, con un Valerio Mastandrea perfetto nel ruolo di Walter, Tutti giù per Terra ha fotografato un periodo storico, l'inizio degli anni '90, la consapevolezza della fine delle illusioni, che avrebbe accompagnato una generazione per un decennio. A differenza di tante altre, la Generazione X non ha lasciato un segno, non ha fatto grandi cose, ma è stata forse la prima ad imparare ad affrontare la propria disillusione con la capacità di riderne e di trovare il lato divertente nelle proprie disavventure. E' anche una generazione che, dopo le battaglie degli anni '70, e dopo la corsa al successo degli anni '80, si è fermata a riflettere un attimo, non su cause per cui lottare o obiettivi da raggiungere, ma sul momento, su se stessi.

"Giro giro tondo, casca il mondo...
Verso la fine degli anni Ottanta il mondo pareva proprio sul punto di cascare e io nell'attesa mi limitavo a girare in tondo."

Tanto semplice quanto efficace nel cogliere sensazioni di decadenza individuale, l'oppressione dello scorrere del tempo:
"Avrei dovuto presentarmi all'ufficio obiettori. Fantastico pensai. Poi capii che quello era l'inizio della fine. Ancora pochi giorni e l'epoca della scuola sarebbe terminata per sempre. Mi sentivo depresso. Stavo invecchiando."
"Il servizio civile finì. Anche quei due anni erano passati per sempre, così come il resto della mia giovinezza. Fossi anche morto a ottant'anni non avrei vissuto a lungo in ogni modo: stavo consumando qualcosa che non mi sarebbe stato restituito mai più"

E il passo più divertente, la tragicomicità della sventura quotidiana:
"La Casa dell'Obiettore si trovava all'ultimo piano di un palazzo che ospitava un ricovero per anziani, una scuola per subnormali e una comunità per ragazzi disadattati. L'ascensore puzzava di piscio. La mia stanza era al termine di un lungo corridoio male illuminato e dai muri scrostati. Quando aprii la porta una zaffata di tanfo bestiale mi inchiodò sulla soglia. Premetti l'interruttore. La luca non si accese. Forse anche la lampadina era stata fulminata dalla puzza. Intuii nel buio dove si trovava la porta finestra che dava sul balcone. Tirai su la saracinesca fino a metà, dove rimase bloccata. Mi guardati attorno. C'erano un lavandino, un letto, una sedia, un armadio di metallo arrugginito, un tavolino e una credenza, anche questa arrugginita.
Aprii la finestra per cambiare l'aria. Dentro la stanza entrò una zaffata di smog. Il balcone dava su un corso pieno di traffico. La ringhiera, bianca in origine, era coperta da una patina di polvere grigia formatasi dai gas di scarico. Le uniche macchie bianche erano dovute alla merda dei piccioni"

Volete sapere come il nostro Walter cercherà di pulire questo purgatorio in terra?
Leggete le pagine che seguono.
Profile Image for Antonio Ippolito.
418 reviews41 followers
February 1, 2025
Ho perso i libri “generazionali” della mia generazione perchè mi sentivo troppo impegnato a crescere, ma qualcuno riesco a recuperarlo.. e questo l’ho letto in una serata: troppo forte il déjà vu, l’impatto di un ventenne con la realtà infingarda dell’Italia alla fine degli anni ’80; a partire dal servizio militare (con le sue possibili alternative), istituzione che per molti rappresentava il vero incontro con lo Stato e le sue incongruenze.
Tutti noi che abbiamo compiuto i 18, e quindi ci siamo affacciati alla vita, alla fine degli ’80 abbiamo avuto queste sorprese da una società che appariva integralmente marcia e corrotta, dedita a sfruttarci prendendoci in giro: tanto più che esistevano ancora istituzioni, oggi tramontate, ma che allora si davano a queste attività su scala industriale: i partiti politici della “partitocrazia” e appunto l’esercito di leva.
Opera prima dell’autore, uscita nel ’94, si presenta come un epigono del “Giovane Holden” con un protagonista avulso da qualunque realtà (familiare, scolastica, lavorativa) e in rivolta contro tutto e tutti.
Culicchia fotografa tutti quei temi che oggi, trent’anni dopo, sono sulla bocca di tutti, ma allora erano nascosti prima dai lustrini della “Milano da bere”, poi, dopo che questa ebbe rivelato tutto il suo marcio, dal “nuovo miracolo italiano” berlusconiano che cercò di resuscitarla: l’immobilità sociale, la mancanza di prospettive per i giovani, la pervasività del privilegio e la corruzione come unica alternativa per ottenerne qualche briciola. La narrazione inizia quando il Muro di Berlino è ancora in piedi, ed è ambientata prima di Mani Pulite: direi che copre il triennio 1988-90: la cronologia non è rigorosa ma c’è il primo Salone del Libro di Torino, maggio ’88, e la contestazione universitaria della Pantera, iniziata nel dicembre ’89; Trump è già citato come esempio di palazzinaro arrivista e senza scrupoli (e il card. Ratzinger di intransigenza religiosa). Il film di Virzì “Ovosodo”, pochi anni dopo, riprenderà molto di questa storia.
Narrazione lineare, snella ed essenziale, ma ben ritmata e sapida: era la narrativa italiana degli anni ’90, ben esemplificata dalla star di quegli anni, Andrea De Carlo: esponente dell’alta borghesia intellettuale milanese quanto Culicchia lo è del proletariato torinese, liceo classico Berchet (quello dove insegnava Vecchioni) versus istituto tecnico per geometri, entrambi impegnati in una narrativa che riprendesse a narrare il presente delle nuove generazioni post ’68 e post ’77, grazie anche all’esempio di Tondelli.
NB: l’ossessione per le avances degli omosessuali non dovrebbe essere vista come omofobia, oltre tutto in un alievo di Tondelli:premesso che in quegli anni eravamo lontani dalla correttezza politica, penso sia soprattutto una metafora di come si potesse ottenere qualcosa solo attraverso favori sessuali; e dato che il protagonista è maschio, queste proposte potevano solo arrivare da omosessuali (si chiama Walter forse come Walter Alasia, il brigatista rosso morto ventenne in uno scontro a fuoco con la polizia a Sesto San Giovanni nel ’76, cugino primo dell’autore e di dieci anni più anziano).
Profile Image for Silvia.
247 reviews9 followers
July 4, 2019
Volevo leggere qualcosa di Culicchia e ho deciso di partire dal suo primo libro...l’ho divorato...al di là del fatto che lo si legge in un soffio, il suo cinismo graffiante mi ha catturata.
Profile Image for Leo Wahlig.
57 reviews
January 24, 2025
Unglaublich cringe geschrieben und die ganze Geschichte hatte keinen Punkt. Der Protagonist war ein Versager und nicht einmal im Charakter interessant. wenigstens war das Buch kurz, darum immerhin ein Stern
Profile Image for Plch.
65 reviews123 followers
March 5, 2010
I'm rating the translation a bit lower than the original because of the lack of footnotes: no explantion given about many things which are normal in Italy but quite unknow in CZ. This is a book with a very precise space (Turin) and time (late '80s) collocation, I think Czech readers are not given a way to appreciate or even undestand it when so much is left unexplained.
Profile Image for Lukáš Palán.
Author 10 books234 followers
June 7, 2015
Jelikož umím italsky, recenzi jsem se tentokrát rozhodl napsat jazykem autora: Boloňéze stadžione tutti frutti maldini. Pippo Inzagi, venezia quatro formadži gnoči alexandro del piero. Totti carbonara ragú, špageti tortelini lambordžini. Farfale diavola pizza alberto tomba, don corleone ferrari fusilli fabio cannavaro.
Profile Image for Plch.
65 reviews123 followers
September 14, 2012
I read it many years ago in Italian, I bought it in czech translation today, let's see if I'll be able to finish it (it's a slim volume anyway).
Profile Image for Francesca.
50 reviews
September 4, 2020
Tutti giù per terra è la storia di Walter (alter ego di Culicchia, la cui vita ha tanti punti in comune con quella del protagonista), ventenne figlio di operai verso la fine degli anni '80 che cerca di trovare, a fatica, un suo posto nel mondo. Tra un disastrato servizio civile a contatto con zingari, colloqui ridicoli e coetanei finto-anticonformisti con le spalle coperte, le (dis)avventure del nostro ci mostrano i "magnifici anni '80" da una prospettiva insolita (e sconosciuta a me personalmente, nata negli anni '90), dove se non eri una persona abbiente o un pappagallo ambizioso non eri nessuno. Sicuramente è il ritratto di una generazione ma devo dire che il libro non dimostra i suoi trent'anni, è attualissimo e con pochi aggiustamenti...voilà, potrebbe parere scritto oggi. Tantissimi dei temi che forse in quegli anni erano ancora un tabù, vengono oggi discussi quotidianamente, da anni ormai (sebbene lo siano per dare aria alla bocca, la maggior parte delle volte).
Mentre lo leggevo, non ho potuto fare a meno di chiedermi se ho mai incontrato un Walter tra i miei coetanei. Chissà dov'è adesso, mi domandavo, anche se la risposta non richiede un grande sforzo di fantasia. Un libro corto ma non superficiale, di un'ironia graffiante e irrinunciabile (ho voluto leggere subito dopo infatti il seguito, Paso Doble ).
Profile Image for Simona Calò.
479 reviews14 followers
April 21, 2022
Ho fatto il percorso inverso per arrivare all'opera prima di Culicchia: scoperto con il seguito Paso doble, ho visto la commedia con un'irresistibile e scazzatissimo Mastrandrea e ho finalmente messo le mani sulle pagine da cui tutto è partito, compresa la brillante carriera dello scrittore. Fedele alla trasposizione cinematografica, il protagonista del romanzo è il ventenne Walter, capace di descrivere il pressapochismo e il no future che lo ansiano da ogni angolo con una prosa cinica, cattiva, comicamente tragica. Sfido qualcuno a non ritrovarsi nel servizio civile destinato a ottocento fotocopie al giorno, all'universitario disilluso dalle vaghe ideologie dei compagni, al figlio oppresso dalle squallide proiezioni lavorative dei genitori. Tuttavia, nessuno vi ricorderà Walter, il suo singolarissimo approccio alle cose di tutti i giorni.
Profile Image for Marco Giorgini.
Author 8 books9 followers
June 11, 2024
Riletto dopo trent'anni e dopo avere visto (decenni fa) non solo il film tratto da questo libro, ma anche Ovo Sodo (di Virzì) che ne ricalca decisamente la "struttura" - pur in un contesto molto differente.
Quest'opera - anche ora - rimane vera e graffiante, ma fa una impressione diversa, da cinquantenne invece che da ventenne, perché sono forse adesso in grado di vedere da una differente angolazione alcuni degli aspetti raccontati.
Un testo comunque da leggere/rileggere e consigliare.
Profile Image for Sofia.
12 reviews2 followers
January 16, 2013
(Greek Translation:Πατατρακ) I can't recall a single line from the book but I remember laughing my arse off whilst reading it.
Profile Image for Elvio Mac.
1,023 reviews22 followers
October 17, 2025
Si racconta uno spaccato degli anni Novanta e la condizione giovanile di quel periodo. A farlo è Walter, un ventenne diplomato e pressato dal padre che lo vuole imprenditore, manager o qualsiasi altra posizione che gli consenta di fare soldi. Ma Walter non sa cosa vuole fare, chi vuole diventare, si barcamena tra lavori assurdi che iniziano con il servizio civile in un centro di integrazione ed accoglienza, per poi finire in una libreria particolare. Nel frattempo, decide di iscriversi all'università alla facoltà di filosofia, anche qui incontrerà strani personaggi, sempre sopra le righe, mai con una parvenza di normalità. Il radical chic Castracan, il collega Pasquale, l’amica Enza, sono la rappresentazione di stereotipi della società dei nostri giorni. Walter non si identifica con nessun movimento sociale, idea politica o mode del periodo. Con il padre litiga pesantemente, la madre non dice mai nulla e l'unica persona che lo capisce e lo aiuta è la zia Carlotta. Walter non trova una direzione, fa di tutto senza fare mai niente che gli piace. All'università non da nessun esame, al centro di accoglienza C.A.N.E (Centro accoglienza nomadi ed extracomunitari) è in balia degli eventi, vive come uno strazio qualsiasi situazione.
Non ho percepito l'atmosfera di quegli anni, pur avendola vissuta, lo stile di scrittura è abbastanza grezzo con parolacce e volgarità, anche se sicuramente è ben definito. Avrei evitato alcune pagine come quelle che parlano del regolamento sul posto di lavoro, totalmente inutili per rimarcare che Walter non viene mai assunto in regola.
Profile Image for Lubomír Tichý.
382 reviews60 followers
August 24, 2021
Walter je italský outsider, který v ulicích města natrefuje na konzum, pokřivené hodnoty, prázdnotu, osamělost či povrchnost. Pochází z dělnického prostředí, které není zrovna idylické (cholerický otec a věčně vařící matka), vykonává civilní práci u Vlka, konzumuje zaprášené bagety, potkává bývalé sjeté spolužáky a nakonec se nechá zaměstnat u majitelky knihkupectví, která má pásovce Kasouška. Přičemž si hrdina všímá četných problémů velkoměsta, buď je prostě popisuje, nebo v lepším případě sarkasticky glosuje. Ve všem se tak sám mátoží, graduje jeho pasivní znuděnost.
Vlastně to je na román docela málo, ale kupodivu mi to vůbec nevadilo. Z informativního hlediska to shledávám jako cenné, osmdesátá léta Itálie úplně ve školních učebnicích nenajdete. Navíc mi ta celková znuděnost a věcnost, s kterou je kniha napsána, korespondovala s celkovou atmosférou díla. A jasně, není to asi nějaká hluboká analýza italské společnosti, není to ledajak invenční, postavy jsou jen letmo načrtnuté. Nabyl jsem dojmu, že o víc se Culicchia ucházet ani nechce, což mi nějakým způsobem připadá sympatické.

"Promiň, co jsi říkala? třeba jsem dobře nerozuměl.
"Ráda bych si s tebou po jídle zašoustala."
V minutě mi magické slovo ŠOUSTAT ztuhlo v mozku. Zmocnila se mě totální panika.
(...)
"Co kdybysme si zahráli stolní tenis dole u minigolfu. Co ty na to?" odpověděl jsem.
(s. 67)
Profile Image for Édgar.
44 reviews1 follower
April 30, 2022
encontré este libro en un banco, estaba en una mesa de una sala de espera, no tuve la fortuna de poder terminarlo en mi tiempo de espera, a las dos últimas páginas tuve que sacarles foto. Qué puedo decir, la novela en sí misma es muy mala y eso al mismo tiempo la hace bastante genial, me parece que el objetivo del escritor fue escribir su vida justo como lo había sido en su generación y lo sigue siendo en la nuestra, jóvenes que quieren un lugar en la sociedad y se matan por conseguir un empleo que los remunere lo suficiente para tener cosas que comprar o poder aparentar cierto status. Definitivamente tiene mucha influencia de Bukowski, había partes que me hacían reír mucho, esencialmente donde se remarcaba lo absurdo que podemos llegar a ser como seres humanos. Me gustó que escribió con bastante sinceridad. Por Dios, la novela ni siquiera tiene un final, se siente plana todo el tiempo y te lo transmite: un chico que no sabe qué quiere en la vida, una sociedad que lucha por obtener status y poder, una economía deplorable y una educación aún más. Me gustó, no demasiado, pero me gustó. en fin.
Profile Image for Federica Tommasino.
24 reviews
February 27, 2023
Walter è un ventenne torinese che non sa bene cosa fare della sua vita. Giovane e introverso passa le sue giornate a leggere, ossessionato dall'idea di ritrovarsi in gabbia come suo padre: una vita buttata a fare gli stessi gesti alla catena di montaggio. Emarginato e spaventato dalla vita adulta si iscrive alla facoltà di Filosofia, in attesa di essere chiamato a fare il servizio civile - o piuttosto trovare il proprio posto nel mondo. Osserva i suoi coetanei, che seguono tutti gli stessi schemi imposti dalla società, provando progressivamente un senso di disagio e una disaffezione per la vita. Meglio consumarsi la suola delle scarpe e girare in tondo, giorno dopo giorno, piuttosto che finire intrappolato come loro.

La scrittura è leggera e divertente, si legge in un soffio. E nonostante racconti lo spaccato di vita di un ragazzo degli anni '90, è così attuale da far credere che in questi ultimi venticinque anni tutto sia cambiato per non cambiare nulla.
Personalmente ho amato il suo cinismo graffiante.

Profile Image for dv.
1,401 reviews60 followers
May 30, 2023
Uno dei libri italiani importanti degli anni '90 (del 1994, per la precisione l'anno della "scesa in campo" di Berlusconi), funziona soprattutto per il ritmo più che per lo stile, che a tratti risulta fin troppo piatto. E a ogni modo, c'è il precariato, c'è incomunicabilità fra genitori operai e figli che non riescono nella scalata di classe, c'è la critica alle piccolezze dell'Italia, fra concorsi pubblici truccati e piccoli imprenditori più o meno imbroglioni. Impossibile, per chi l'ha visto prima di leggere, non pensare al film di Davide Ferrario con Mastandrea e i CSI, film che addolcisce il finale ma ha il merito di fare almeno un'ottima scelta di cast (Carlo Monni che rende un padre operaio molto più multidimensionale di quello del libro).
Profile Image for Giusy Giuffrè .
52 reviews2 followers
February 24, 2021
L'errore è stato leggere il libro poco dopo aver visto il film, che dello stesso rappresenta la perfetta trasposizione cinematografica. Al di là di questo la lettura è stata rapida e rilassante, il libro è carino e attualissimo (nonostante sia ambientato alla fine degli anni '80) e io stessa mi sono immedesimata nel Walter stanco della gente vuota che lo circonda, delle mode che si susseguono, delle banderuole al vento, delle 800 mila lire di stipendio mensile, ovviamente a nero.
Profile Image for Claudio Iannoni.
66 reviews1 follower
August 8, 2018
Storia di Walter, ironico (ai limiti del cinico) ragazzo alle prese con le avventure e le disavventure della vita.
Primi lavori sottopagati, ragazze complicate, università dispersiva, genitori assenti o pressanti, amici o finti tali.
Letto tutto di un fiato, ben scritto, ironico e a tratti spassoso, ma molto deludente e frettoloso il finale.
4 reviews
January 14, 2022
Dieses Buch war ideal zur Matura, zuerst denkt man jetzt hat man genug gelernt und 2 Monate später im 1 Job fragt Frau sich, kann ich überhaupt etwas, daß ich im Büro brauche und warum heißt der Protagonist Walter? Ist das ein typisch italienischer Name?
Für alle, die sich in der Maturazeit und danach verstanden fühlen möchten.
Profile Image for Νίκος Ηλιάδης.
Author 1 book4 followers
March 11, 2021
Κάποτε στα 90's που οι εκδόσεις Perugia έφερναν νέα ιταλική λογοτεχνία, είχα πέσει πάνω σ' αυτό το βιβλίο και είχα πάθει εφηβικό... Πατατράκ. Υπόδειγμα teen angst. Μέσα από χιούμορ και αμεσότητα καταλ��βαίνεις ή θυμάσαι τι θα πει να είσαι νέος, οργισμένος και να μην σε γεμίζει τίποτα...
Profile Image for D.S..
237 reviews4 followers
July 29, 2024
Ανέλπιστα καλό !
''Είμ'εγώ εξάρτημα στη μηχανή σας και ο γιός μου τ'ανταλλακτικό, θα'ναι μιά ζωή στη δούλεψή σας, είν'από άριστο υλικό'' - και οι λειωμένοι δίσκοι των Ramones.
Αδιέξοδα εργασιακά, συναισθηματικά, οικογενειακά ενός προλετάριου (χωρίς στον ήλιο μοίρα) στην Ιταλία του '80.
32 reviews1 follower
June 27, 2019
Gradevole e simpatico. Si legge in fretta.
Profile Image for alba__pla.
27 reviews1 follower
January 22, 2023
Una especie de guardián entre el centeno a la italiana.
Profile Image for Romanzoapranzo.
81 reviews1 follower
November 7, 2022
Ma ci pensi mai/ A noi due, agli sbagli/ A chi ci ha preso in giro/ Agli sbalzi d’umore che ci causano drammi/ Che schifo avere vent’anni. In Mancarsi, i Coma_Cose cantano le difficoltà di chi sta uscendo dall’adolescenza e sta varcando la porta del mondo dei grandi. Se v’è certezza sul mantra “età diverse, problemi diversi”, non è così scontato invece che i problemi delle generazioni passate siano totalmente distanti da quelli degli odierni ventenni. Preoccupante? Un po’: in teoria progredire significa anche stare meglio dei propri genitori. Rileggere oggi Tutti giù per terra, a distanza di ventotto anni dalla pubblicazione, permette di sottolineare questo fil rouge che accomuna generazione X e Zoomer. Da appartenente all’ultima categoria, non nascondo di aver trovato un qualcosa di autobiografico nelle pagine di Giuseppe Culicchia.

CONTINUA SUL BLOG!!!
Profile Image for aída heane.
320 reviews15 followers
December 27, 2022
Tutti giù per terra se centra en el personaje de Walter, un veinteañero que intenta encontrar su camino en la vida como buenamente puede. El libro tiene apenas 100 páginas y en estas vemos cómo Walter intenta acabar una carrera, cómo se enfrenta a varios años (y también a varios puestos) de trabajo, cómo lidia con su situación familiar y con su padre abusivo, cómo intenta socializar en un intento de encajar con la gente de su edad...

No os voy a decir mucho de este libro porque siento que no tengo gran cosa que decir. Es uno de los primeros libros que me leo en italiano y la verdad es que es fácil de entender. En cuanto a la trama... la historia a mí no me ha dicho gran cosa. Sí que es verdad que creo que gran parte de los veinteañeros podrán empatizar y verse reflejados con el personaje de Walter en algún momento, sobre todo en el ámbito escolar y profesional, pero no destacaría nada más allá. Sé que es un libro que voy a olvidar en cero coma porque no me ha parecido nada memorable, pero por lo menos me ha ido bien para practicar el italiano.

Algo es algo, supongo.
Displaying 1 - 30 of 36 reviews

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