Voici les dernières paroles du maître zen Deshimaru qui, sentant sa mort venir, lègue en 1982 l'essence de son enseignement issu de l'expérience spirituelle de toute une vie. L'Anneau de la Voie est sans commencement ni fin. C'est la répétition de l'expérience vécue "ici et maintenant" qui porte en elle l'éternité. Paroles transmises de patriarche en patriarche au-delà du temps, au-delà des illusions de la vie et de la pensée, cet ouvrage est la trace d'un enseignement oral qui trouve sa source dans le Bouddha Shakyamuni.
Libro molto interessante, conciso ma esaustivo,col quale l'autore (29 novembre 1914-1982) dà un inquadramento molto chiaro e specifico del buddhismo Zen giapponese; in particolare espone i sette principi dello zen di Dogen . È didattico, poiché chiarisce anche il significato delle parole e frasi specifiche giapponesi che inquadrano tale concezione.Spiega il modo, il come e il perché cercare di conseguire l'Illuminazione. Che poi ricerca non è, poiché si tratta di " riscoprire la nostra condizione originaria dimenticata" ovvero il Buddha che siamo. L'autore spiega che la pratica Zen (dalla parola cinese Ch'an a sua volta derivante dall' indiano dhyana, ovvero meditazione )non è fondata sulla conoscenza intellettuale, non è un ragionamento, né una teoria, è unicamente una pratica. Tale pratica è zazen: zen significa "meditazione ", za significa "sedersi", il giusto assetto del corpo seduto; è comprendere il proprio vero sè. Occorre imparare come rivolgere la nostra luce all'interno e illuminare la nostra vera natura." Zazen significa praticare ciò che non può essere pensato tramite la coscienza individuale". Lo Zen è al di là di ogni dualismo. È shikantaza, soltanto sedersi. Lo Zen è la filosofia della gratuità, del non profitto. " Nella vita Ognuno lavora per uno scopo, per una idea....,ma la via spirituale più alta per gli esseri umani può essere raggiunta soltanto la dove non esistono più né ricerca, né profitto, né paura di perdere qualcosa" .Posso solo dire: leggetelo.