1.
"Un sentimento molto probabilmente previsto dagli specialisti della propaganda. Quel che conta è, come in guerra, non mancare il primo colpo, impegnare in una direzione. La gente non ama ricredersi. Quando dovrà farlo, lo farà in segreto. La certezza dell'inganno si muterà in cinismo. Guadagno per la causa della conservazione. Gli indifferenti sono i suoi più certi alleati."
4.
"La memoria serve a livellare tutto. Sulle terrazze delle ville che si scaldano al sole del tramonto, mentre gli ospiti arrivano tra i vialetti, ti senti fra voci di trenta, quarant’anni fa. [...] Nulla deve mutare. La radio parla dell’esodo estivo, le musichette delle sigle ballonzolano nelle osterie. È l’estate dei rospi e dei cani nei campi, dei piccoli congegni notturni degli insetti; che hanno solo questa estate da vivere e sono al lavoro dappertutto."
5.
"Il moto dell’opinione manipolata m'ha fatto capire fino a che punto siamo stati ridotti ad usare gli eventi mondiali con la stessa disperazione puerile che esercitiamo sui "prodotti": a consumarli. […] Tutto questo vuole persuaderci di una sola cosa: "Non esiste nessuna prospettiva, non c’è nessuna scala di precedenza. Tu devi ora partecipare di questa passione fittizia come hai già fatto con altre passioni apparenti. Non devi avere il tempo di sostare. Devi prepararti a dimenticare tutto e presto"."
27.
"I cani del Sinai non sono soltanto quei miei connazionali europei che hanno sfogato il loro odio per il diverso e il contrario (ieri gli ebrei, oggi gli arabi, domani il cinese, il sudamericano, qualunque "rosso"): sono anche metafora ironica dei nostri più vicini e goffi nemici, quelli che latrano in difesa delle tavole d'una legge che nessun dio ha mai dato e che nessuno sa più decifrare, tanto è lorda di vecchia strage."