Se si vuole avere il senso immediato, incontrovertibile della grandezza di Tolstoj già in poche pagine, basta aprire questo libro. Storia apparentemente delle più comuni – un personaggio mediocre e senza profilo scopre, dopo un banale incidente casalingo, di essere affetto da una malattia mortale –, la vicenda di Ivan Il’ič è forse l’opera dove, più che mai, la morte diventa presenza, interlocutore, addirittura potenza evocatrice di una nuova realtà. E questo prodigio narrativo si manifesta a noi con l’impassibile sicurezza di cui Tolstoj aveva il segreto. Come accadde per i «Ricordi dal sottosuolo» di Dostoevskij, Landolfi volle cimentarsi con un testo fra i più alti di Tolstoj – e ne risultò una traduzione memorabile. Insieme alla «Morte di Ivan Il’ič», il lettore troverà qui le altre versioni landolfiane da il racconto lungo «Tre morti», «Paleček il giullare» e un fascio di racconti brevi. Quale «envoi» per esse, potranno valere alcune felici parole che Landolfi dedicò una volta a «Di fatto sta che egli, per motivi che alla più serrata analisi restano e devono restare oscuri, in quasi ogni suo scritto ci colpisce al cuore; e ci lascia, è vero, senza consolazioni e come vuoti (indice d’una forza eppure anche d’una debolezza), ma da quella stessa disperazione, da quel lavacro ciascuno potrà trarre nuova energia per procedere ovvero per tracciarsi daccapo la propria via, meglio ancora se diversa dalla sua».
This was my first tolstoj book and I was pleasantly satisfied. The subject of death always frightens me, but in this case all the reflections present in this book have made me reason about death and especially about pain in general. In a certain sense I have seen myself again in Ivan Il'ič since all the sufferings that I feel both physically and mentally, everything that is accomplished in me only I can fully understand.
"Caino è un uomo, gli uomini sono mortali, Caino è mortale. Gli era sempre sembrato giusto [...] ma lui Ivan Il'ic non era né Caino, né in generale un uomo, lui era un essere del tutto diverso dagli altri".
Lettura perfetta per iniziare l'anno? Profondissima riflessione/i sulla morte e sulla vita che non può lasciare indifferenti. Dopo più di un secolo, ancora estremamente attuale.
"E - strano - tutti quei bei momenti d'una piacevole esistenza gli apparivano ora tutt'altra cosa da ciò che gli erano apparsi allora. Tutti, tranne quelli dell'infanzia. Là, nell’infanzia, c’era stato qualcosa di davvero piacevole, con cui si sarebbe davvero potuto vivere se fosse tornato."