Lounge music, exotica, jazz criminale, spy music, easy listening, space age pop, library music, colonne sonore italiane e straniere di genere, nu jazz, electro swing. In una galleria di racconti pop e incursioni accademiche, spigolature, curiosità e interviste ai protagonisti, Mondo Exotica ricostruisce un universo di suoni e insoliti immaginari. La direttrice su cui si innestano questi racconti mobili, multidirezionali, capaci di sprigionare a loro volta visioni, tracce e altre connessioni, è rappresentata dalla generazione la subcultura artistico-musicale che dagli anni novanta si è «appropriata» di generi e stili nati nei decenni cinquanta, sessanta e settanta, ancora oggi un caleidoscopio di influenze e ispirazioni. Un’indagine approfondita su come musica, cinema, televisione, pubblicità e moda possano rivelarsi armi subdole e infide, in grado di sollecitare i più imprevedibili esotismi e razzismi. Il risultato è un cocktail strepitoso, una pozione intossicante, tra Tiki style, american bar e night club all’italiana, Grandi esposizioni e giungle sottovetro, euforia delle prime avventure spaziali, colonialismo e orientalismo. A vent’anni dalla prima edizione, con nuove storie e una discografia ampliata, una guida definitiva, avvincente e originale alle musiche, alle manie e agli intrecci culturali più folli e incredibilmente strani.
un saggio italiano su un genere musicale moderno che ha avuto la fortuna di esser tradotto all'estero? una rarità, e anche solo per quello "mondo exotica" merita il recupero. certo, prima va fatta una premessa fondamentale: questo libro è del 2000 (o meglio, del 200 è l'edizioni di cui parlo qui: ne è uscita recentemente una ristampa, non so se rimaneggiata o ripresa integralmente), e nel frattempo il dibattito e la ricerca attorno a certe musiche si è sviluppato in direzioni diverse, soprattutto nel territorio della cosiddetta library music, oggetto di riscoperte e di riattualizzazioni assai interessanti. ma questo non sminuisce "mondo exotica": il lavoro che vi è dietro è impressionante, e sotto l'aspetto di un libro su generi musicali marginali (se li vediamo con lo sguardo del rocker tutto d'un pezzo) vi è tanta analisi sociale, culturale e politica che mostra la preparazione di francesco adinolfi. in certe pagine il rischio è di venir travolti dal fiume di nomi, date e luoghi, ma preso con calma (magari dandosi il tempo di fare un salto tra youtube e spotify a recuperare quei suoni) diviene assolutamente godibile. gli ultimi due capitoli poi sono un viaggio in una parte dimenticata della storia dell'italia del dopoguerra: la nascita della "notte", dei suoi riti, il viaggio dai primi "tabarin" alla "dolce vita", l'arrivo dei primi balli latinoamericani e lo sviluppo della prima scena jazz... insomma, gran libro, meritevole di essere nelle libreria di chi è appassionato di musica.
An incredibly wide ranging survey of jet- and space-age pop culture in the US, Italy and elsewhere. Adinolfi has a tendency to go with overheated cliches in his descriptions, but there's no other book I know that brings so much of this era together. If you have any interest in this sort of thing, this book should be on your shelf.
I really enjoyed it. A history of the Exotica culture from the late 40's to the late 60s. The book featured tiki culture, Les Baxter, Martin Denny, and the cocktail culture of the 50s. My only fear was that the author would not be able to stretch this topic for the full 250 pages. However, he hits other aspects of the culture like James Bond, the Rat Pack, Ennio Morricone, and the Italian Lounge scene (which is not surprising since the author is Italian and the book had been translated into English.) Very good.