Schopenhauer e Leopardi, un saggio in forma di dialogo pubblicato per la prima volta nel 1858, è uno degli scritti più geniali di Francesco de Sanctis. Si tratta di un dialogo fra due amici che discutono di Arthur uno di essi (il signor D.) - sostenitore della filosofia - è il De Sanctis stesso e l’altro (il signor A.) è una persona che odia la filosofia ed è convinto che sia destinata a sparire incalzata dal progresso delle scienze naturali.
Una lettura coinvolgente: non sai in quale dei due interlocutori rivederti, fino alla fine. Una spiegazione esaustiva ma efficace sulla filosofia di Schopenhauer, necessaria ad "A" (dunque, anche a noi lettori) per comprendere le analogie con la letteratura di Leopardi (e non con la sua filosofia, come ci tiene a spiegare "D"!). E quando ti sembra di aver colto le somiglianze tra i due, ecco che le ultime pagine ti elencano ciò che li rende distinti e validi al contempo. Anche se hai capito tutto ciò che ha preceduto l'ultima pagina, non puoi che assecondare "A", decidendo di prenderti una pausa da tutte quelle nozioni che hanno messo a soqquadro il tuo normale modo di riflettere.