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Noi

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"1943: il quattordicenne Giovanni fissa sull'album da disegno gli ultimi giorni del fascismo, il bombardamento di Roma del 19 luglio, la deportazione degli ebrei il 16 ottobre. 1963: Andrea, tredici anni, attraversa col padre, su un Maggiolino decappottabile, l'Italia del boom. 1980: l'undicenne Luca registra sulle cassette del suo mangianastri l'anno terribile del terremoto in Irpinia, del terrorismo, dell'assassinio di John Lennon. 2025: l'adolescente Nina vuole costruire la sua vita preservando le esperienze uniche e irripetibili di coloro che l'hanno preceduta. Quattro generazioni della stessa famiglia, quattro ragazzi colti ciascuno in un punto di svolta (l'esperienza della morte e della distruzione, la malattia di una madre perduta e ritrovata, il tradimento degli affetti, la rivelazione dell'amore) che coincide con momenti decisivi della recente storia italiana, o si proietta in un futuro di inquietudini e di speranze"--Publisher.

347 pages, Hardcover

First published January 1, 2009

36 people want to read

About the author

Walter Veltroni

86 books30 followers
Walter Veltroni è nato a Roma il 3 luglio 1955. È stato direttore dell’Unità, vicepresidente del Consiglio e ministro per i Beni e le attività culturali, sindaco di Roma, fondatore e primo segretario del Partito democratico. Oltre al primo capitolo delle indagini del commissario Buonvino, Assassinio a Villa Borghese, pubblicato sempre da Marsilio nel 2019, ha scritto vari romanzi, tra i quali La scoperta dell’alba (2006), Noi (2009), L’isola e le rose (2012), Ciao (2015), Quando (2017), tutti editi da Rizzoli. Ha realizzato diversi documentari tra i quali Quando c’era Berlinguer (2014), I bambini sanno (2015), Indizi di felicità (2017), Tutto davanti a questi occhi (2018) e la serie sulla storia dei programmi televisivi Gli occhi cambiano (2016). Nel 2019 è uscito il suo primo film, C’è tempo. Collabora con il Corriere della Sera e La Gazzetta dello Sport.

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Displaying 1 - 4 of 4 reviews
708 reviews187 followers
January 29, 2011
"La follia della guerra era tutta lì: nello strazio di quell'uomo forte e buono, e nei capelli inopinatamente bianchi di un ragazzo di quattordici anni."
...
"Ascoltare gli altri è l'atto più rivoluzionario che ci sia dato di compiere."

Sorpresa per un libro così forte, così intenso, così visceralmente "nostro".
Veltroni dipinge, a pennellati forti, ottant'anni d'Italia, attraverso quattro generazioni. Audace è la scelta di protagonisti giovanissimi: non solo la caratterizzazione è ottima, ma l'uso del punto di vista di un ragazzino è una scelta originale, e d'impatto. Perché sono tutti ragazzi accomunati da una dote fondamentale: la sincerità. Le loro emozioni, i loro pensieri, sono autentici, onesti, e ci restituiscono un ritratto del nostro paese assolutamente vivido.
Quattro storie, dunque, per quattro ragazzi, in quattro tempi diversi. E così Veltroni conduce questa grande epica italiana. L'orrore della seconda guerra mondiale, innanzitutto: l'orrore per quel bombardamento che nessuno si sarebbe aspettato nella "città del Papa"; l'orrore per la follia nazista che comincia a trapelare; l'insicurezza di un momento che sembra sganciato per sempre dalla storia e dal tempo.
Poi vengono gli anni sessanta: l'Italia cerca di dimenticare la guerra ed il fallimento fascista cullandosi con frigoriferi, automobili e supermercati americani. Ma chi dimentica? Di certo non un tredicenne, nato dalle ceneri di un paese stanco e sconvolto. Non dimentica la madre, malata di puro dolore per l'orrore delle deportazioni degli ebrei.
Quindi gli anni ottanta: Veltroni preferisce oltrepassare il 68 ed arrivare al suo esito più estremo, gli anni di piombo ed il terrorismo. L'Italia è disillusa, stanca. C'è chi combatte perché non ha altro da fare.
Infine, il futuro. Un futuro agghiacciante: in Italia c'è un regime (che pure è detto "democratico") che ha proposto il compromesso del controllo totale, come garanzia assoluta di sicurezza. Il concetto è: vivi da solo, così non puoi far male. I rapporto umani sono scoraggiati, il passato è cancellato. Ma attenzione: non è una banale riedizione di quel famoso 1984. E' solo la conclusione estrema di una vita frenetica, superbamente individualista, superficiale, indifferente, quasi come sotto anestesia. Viene solo in mente una domanda: davvero è questo quello che ci attende?

"Noi" è dunque un grande romanzo. Meglio: è un'epopea familiare, un romanzo sociale. E' la storia di una famiglia e la storia di un paese intero. L'uomo, come individuo, e come entità collettiva: tipico binomio storicistico. E' questo il nucleo intimo del libro, attorno al quale si strutturano i due temi fondamentali: la crescita e la memoria. La crescita travagliata di un'intera nazione, e la crescita, non meno difficile, di quattro adolescenti diversi, una crescita che passa sempre attraverso il dolore. La memoria: il romanzo, si può dire, è anche un intero omaggio all'eccidio degli ebrei.
Il tutto è arricchito da immancabili allegorie.
Splendida è, ad esempio, l'immagine dei grigi: in periodo di guerra e di orrori, scarseggiano pure i colori, e così il quattordicenne Giovanni deve rinunciare all'arcobaleno per disegnare con una infinita varietà di grigi; e lui, in questi grigi, sa perfettamente riconoscere i colori che vorrebbe vedere.
Me ne viene in mente un'altra: terzo racconto, agli anni '80. Il protagonista, Luca, è testimone consapevole della separazione dei genitori. I due adulti litigano, e litigano. Si parla del '68, del suo fallimento: il padre di Luca non si vuole arrendere, la madre lo ha già fatto, perché ha trovato un altro modo per vincere, prendere in giro il mondo, la società, sfruttarla. Non è solo una lite coniugale: è la lite di un paese violentemente diviso, scosso dal terrorismo degli anni di piombo.

Insomma, io non ne ho dubbi: è il grande romanzo italiano.

Profile Image for Angela.
91 reviews2 followers
September 18, 2025
Romanzo denso, forse anche troppo, narra la storia di una famiglia dal 1943 al 2025, riuscendo a cogliere con maestria le complesse trasformazioni della società. Edito nel 2009 riesce ad anticipare la vacuità della memoria futura, un 2025 fatto di istanti vissuti troppo veloci e liquidi. Veltroni si conferma un grande narratore di storie umane, di emozioni, di malinconie.
358 reviews3 followers
May 16, 2019
Un bel libro che descrivendo le storie di quattro ragazzi appartenenti alla stessa famiglia, in periodi diversi, coglie la situazione italiana nei rispettivi anni e in occasione di eventi particolari per l'lItalia. Sono vicende che possono essere accadute anche a NOI.
Profile Image for comeunfioretralepagine_.
84 reviews
June 6, 2022
Questo libro ha una particolarità: è diviso in quattro parti, nonché quante sono le stagioni, con rispettivi anni differenti, principalmente ambientati in Italia, tra Roma e Milano.
La protagonista è la famiglia "Noi", che vede penna narrante Walter Veltroni. La scrittura e la descrizione è fluida e coinvolgente in una maniera pazzesca e piacevole da ammirare e amare!

"Noi" è la metafora della Nostra Vita, della Nostra Italia, della Nostra Famiglia. Siamo tutti "Noi".

È stato bellissimo ripercorrere ogni tappa della storia e scoprire come premonizione, ciò che potremmo aspettarci del futuro. Chissà, se accadrà veramente...
È un libro che consiglio a tutti!

Estate 1943, Roma - La famiglia Noi è composta da papà Alfredo, mamma Maria, i gemelli Cesare e Francesco e il piccolo Giovanni. Gente umile, ma che si ricrederà sulla fede fascista a causa della delusione che subirà, ma pronta a salvare vite ebree, accogliendole in casa. La città è quasi alla fine della seconda guerra mondiale, ma ciò ancora non sembra; soffre per l'avvenimento più traumatico causato dal bombardamento di San Lorenzo. Giovanni si trova lì in quel momento, che per sempre resterà impresso nella sua mente, come schizzo di matita grigia su un foglio, per poter ripercorrere, un giorno, da grande, tutte le vicende della sua vita vissuta...il testimone dei tempi duri.

Primavera 1963, Milano - Giovanni è adulto, si è sposato e ha due figli Alberto e Andrea. Quest'ultimo, diventerà il simbolo della rinascita e della ripartenza dell'Italia del dopoguerra. Segnata dall'evoluzione e dal consumismo. Dalle prime lavatrici alle TV. Dove tutto sembra rose e fiori, e ciò che è passato, è quasi dimenticato. Ma nella famiglia Noi si cerca di tramandare le proprie radici ed i valori vissuti durante la guerra, spiegando ai più piccoli cosa significa essere deportati nei campi di concentramento, e vivere con la paura costante dell'allarme per rifugiarsi.

Autunno 1980, Roma - Andrea porta avanti l'orgoglio dei Noi insieme al fratello, in crisi con la moglie con a carico il figlio Luca. l'Italia delle lotte sociali dei lavoratori e degli studenti ,che si riuniscono per placare le uccisioni fomentate dalle brigate rosse. È ben chiaro come già da questi anni si perde un po' il senso della famiglia, i problemi ed i litigi che comportano il divorzio di una coppia, e la sofferenza dei figli per il distacco. Costretti ad un sentimento di inadeguatezza.

Inverno 2025, Roma - Luca, l'ultimo uomo di una generazione che si conclude, lascia la moglie e la figlia Nina, togliendosi ogni responsabilità di genitore. Che era è questa? Esattamente quella che sarà tra qualche anno, dove non sarà più concesso assaporare emozioni ed i ricordi, freddamente e analogicamente rivisti tramite schermi virtuali, in cui basta un click sul proprio microchip installato sulla pelle per scegliere la data da rivivere. Una triste e monotona vita, dettata dai potenti.
Chissà cosa avrà pensato Giovanni Noi del futuro...cosa sarebbe accaduto...come si sarebbe vissuto? Con valori sani e forti, o senza?
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