Neil Kent's portrait of Trieste focuses in particular on the last two centuries. While political, economic and social issues form the primary focus, art, literature and architecture, natural geography and aspects relating to health and hygiene are also examined.
Mi trovo in difficoltà a valutare questo libro. L'autore si deve essere assai documentato su parecchi libri al riguardo, non tanto su materiale d'archivio. Ed ha presentato una visione che per ora mi sembra condivisibile della storia di Trieste. però non sono accettabili i continui refusi dall'ortografia italiana ai tantissimi nomi storpiati, mi vene in mente Sylvio Pellico o Giuseppo Pelli per Giuseppe Pella, per non parlare di personaggi specificatamente triestini. e anche qualche salto nel tempo, Cavour e Napoleone III citati a proposito del 1848... al di là che la mia copia è pure difettosa delle ultime pagine.. forse una seconda edizione riveduta e corretta potrebbe meritare qualche stellina in più.
Riletto, completo . confermo il fastidio dei refusi, non è possibile che i Brunner a volte diventino il Brenner, che Aquileia a un certo punto sia Oglej ( ha copiato da un testo sloveno senza rendersi conto?) che Udine a volte sia Videm ( idem..) L'autore non sa l'italiano, si è documentato su tanti testi, immagino tradotto in inglese, e ci presenta una storia con anche angolature nuove, la cura ad esempio relativa alla comunità ebraica, più che alle altre comunità, citata comunque tutte... gli scrittori incluso un in tedesco che non ho mai sentito nominare, i pittori se li sceglie a suo piacimento.. diciamo una prospettiva a volte inusuale