Castello di Leeds, Kent. 1816. Il conte Tristan Alexander Fairfax ha combattuto contro Napoleone ed è tornato in Patria, al Castello di Leeds, solo per scoprire che la sua vita è andata del tutto in pezzi. La donna che amava è morta e gli ha lasciato una figlia che non riesce a sentire sua. Triste, deluso e amareggiato, ha fama di essere senza anima e incapace di amare. Miss Lilias Thompson ha subito una sciagura terribile di cui, però, non ha memoria. Priva di ricordi e di punti di riferimento, viene salvata da Tristan, che decide di tenerla come istitutrice per la figlia. Un conte dal cuore di ghiaccio. Una straniera restituita dal mare. E un terribile passato che ritorna. La dolcezza del Gelsomino di Leeds riuscirà a sciogliere il freddo cuore di Tristan? E Lilias potrà mai accettare i fantasmi che si celano nell’anima di lui?
Tormento. Feroce passione. Sentimenti estremi e un carattere forte e sanguigno.
Determinata. Forte. Innamorata.
No, non mi sono ammattita, sono solo alcuni degli aggettivi che mi sono passati per la testa mentre leggevo il nuovo romanzo della Confraternita dei Leoni, scritto da Valentina e Francesca, serie che ha dato vita al conte di Fairfax e alla “sirena” Lilias Thompson.
Andiamo con ordine. Come tutti i nostri protagonisti maschili reduci dalla guerra di Waterloo, ognuno di essi porta con sé una serie di problemi, incubi e chi più ne ha più ne metta, oggi diremo, PTDS o disturbo post traumatico.
Tristan di nome e di fatto, ritorna al suo castello ed è ombroso, scorbutico. Insomma, una vera palla al piede e, perdonatemi, lo avrei preso a badilate sui denti… ok, posso capirlo: uomo distrutto e problematico che si ritrova con una bambina tra capo e collo scoprendo che è la figlia del suo defunto amore di gioventù. Che fare? Sembra che il destino lo abbia sentito et voilà, salva una sconosciuta dal mare rendendola istitutrice della figlia.
Fino qui mi direte che è normale, no? Ehm, non proprio… vi sembra facile ma non lo è. Iniziano il tormento, la passione e l’amore.
Un romanzo che tiene incollati dalla prima all’ultima pagina perché bisogna sapere come va a finire, si fa il tifo per i personaggi nemmeno stesse giocando la nazionale di calcio e…
Anche voi vi innamorerete di quel testone del conte! Mannaggia a lui e alle sue paranoie, ma quando è vicino a Jasmine/Lilias, fuoco e fiamme. Un incendio di proporzioni epiche che a confronto Nerone era un principiante.
Sapevo che non sarei stata delusa da Valentina, ed è la prima volta che leggo anche Francesca. Essendo una storia a quattro mani, non so chi ha scritto cosa ma ok, sono rimasta piacevolmente impressionata.
Lo stile è scorrevole (vi amo quando non mi fate dormire) che cattura fin da subito, cosa importantissima per un libro, perché, diciamoci la verità, se le prime righe non coinvolgono io me ne accorgo, se un libro è palloso o meno anche.
In questo libro accade di tutto, ma non vi dirò nulla per non rovinarvi la sorpresa. Sarebbe come se vi venisse rivelato subito l’assassino in un libro giallo. Adorerete Lilias, Abigail, quel fregno cosmico del conte Tristano, no aspetta Tristan, e la loro storia.
buon romance storico, per ora Fairfax è tra quelli che lo hanno preceduto, il mio preferito. Avrei voluto più articolazione con Alastair, ma forse tornerà a far danni..
Nuovo appuntamento e nuova storia d’amore all’interno della antologia de La Confraternita dei Leoni, una collection che si propone come un grande ballo, come il celebre ballo che ha dato inizio alla storia, delle storie, nella Storia. In esso si offrono a noi momenti e ritmi diversi, proprio come differenti sono le cifre delle autrici. Con un giro di danza lasciamo il delizioso e elegante cotillon de Le complicanze del cuore, riprendiamo fiato dopo l ’ indiavolata Scottish reel di Incantesimo Scozzese, per fermarci e attendere con curiosità e trepidazione il nuovo ritmo…quello de Il gelsomino di Leeds. Una polka. Animata e tournant, una emozione energica e libera. Questa storia ha in sé qualcosa di intrigante e insolito, sensuale, come le le danze di coppia a volteggi soggette a una sorta di censura, per il contatto intimo della presa stretta. La storia di Tristan e Jasmine è quella di una seduzione inconsapevole, di un gioco dei sensi inevitabile.
Non un Regency puro ma un historical romance dalle sfumature estremamente calde. Premesse intriganti con una patina di mistero stuzzicante. L’inaccessibilità del protagonista maschile è potenziale che non si sviluppa pienamente però in interazioni complesse, questo personaggio magnetico è concepito come uno scrigno di emozioni cui però non corrispondono comportamenti, scelte e atteggiamenti, di pari complessità. Le dinamiche relazionali sono abbastanza semplici e si basano soprattutto sulla forte attrazione che nutre per la fascinosa protagonista. I legami con i membri della Confraternita restano funzionali e gradevoli, soprattutto con MacDonell e Rosemary, labile quello con il Duca (di Kent?! in una sorta di damnatio memoriae) e con il fronte irlandese della Confraternita che conosceremo a breve in modo più approfondito. Gli antagonisti sono presenze maligne, tra cui un fantasma del passato tanto scomodo quanto odioso. L’alone di mistero resta limitato, alla curiosità non segue un crescendo di suspence e di sorpresa nell’infinita gamma delle possibilità. La soluzione proposta tuttavia, ai due elementi in sospeso nella trama, è narrativamente credibile. La macchina narrativa funziona, gli ingranaggi sono al posto giusto e girano in modo efficace, a ritmo elevato. La piccola Abigail è uno sprazzo luminoso e tenero, i momenti a lei dedicati sono tratteggiati con naturalezza davvero apprezzabile. Il gelsomino di Leeds è una storia di amore e seduzione, in cui i protagonisti, come due forze attrattive si avvicinano inesorabilmente, spinti da una corrente di desiderio forte e travolgente.
Continua la serie dedicata alla Confraternita dei Leoni. In questo volume devo ammettere che il legame che caratterizza gli uomini della Confraternita è un po’ troppo in secondo piano. Il protagonista è Fairfax, un Conte che abbiamo già conosciuto nell’antefatto e che ha, con MacDonell, un rapporto, diciamo d’affari, contrabbandando in Inghilterra il whisky scozzese prodotto da William. Fairfax rientra a Leeds dopo Waterloo e si ritrova a doversi occupare dei suoi possedimenti in seguito alla morte del padre. Ma le sorprese non finiscono qui e scoprirà anche di essere padre di una bambina, figlia della donna non nobile di cui era innamorato, che pare sia morta durante il parto. Fairfax non prende decisamente bene la situazione e il rapporto con la figlia, una bambina di 6 anni, è a dir poco ostile. Inconsciamente l’uomo la ritiene responsabile del suo dolore. Gli ha portato via la donna amata e lo ha condannato alla solitudine, pensa di non essere capace di amare un’altra donna. Costretto in una situazione che gli sta decisamente stretta, durante una cavalcata, scopre una donna che si è salvata dalle acque del mare. La giovane donna ha perso la memora e non ricorda né chi sia né di essere sfuggita ad un uomo che l’ha rapita, per salvarsi ha preferito lanciarsi dalla scogliera piuttosto che essere riacciuffata. Fin da subito il Conte sente nei confronti della giovane un legame. Mentre lei si riprende, Fairfax capisce di non volerla perdere, la sua presenza riesce a calmarlo anche se si sente ostile, la ragazza è una tentazione a cui lui non vuole cedere. Guarita fisicamente ma ancora senza memoria, la giovane diventa l’istitutrice della figlia del Conte con cui ha instaurato un bellissimo rapporto. Il Conte tende ad evitare la ragazza a cui ha dato nome Jasmine, ma contemporaneamente la vuole vicina. Lei invece sente di innamorarsi di quell’uomo così freddo ma che la attrae così tanto. In una storia che stenta a decollare, si intrometterà un personaggio inaspettato. Non vi rivelo niente, ma quel rapporto così precario rischierà di morire sul nascere. Ci saranno degli eventi che spingeranno il Conte a cambiare idea nei confronti di Jasmine e, proprio quando si sente finalmente pronto a legarsi, altri ostacoli arriveranno. Il libro ha alti e bassi, i protagonisti andranno dalle stelle alle stalle, ma è un romance e il finale sarà positivo. Jasmine è una ragazza molto dolce ma anche molto determinata, che impara ad avere fiducia in se stessa anche mentre non ha ricordi. Tiene stretto il suo amore e lotta per questo sentimento. Le donne di questa serie sono legate dalla determinazione. Fairfax, in certi momenti, è insopportabile, i suoi scatti per quanto comprensibili dal suo punto di vista, quello di un uomo reduce da una guerra da incubo che ha perso l’amore della sua vita, non fanno altro che creare dolore in primis a lui stesso. Il passaggio dal “ti odio ma ti desidero” al “ti amo”, forse è un po’ troppo repentino, ma è una storia d’amore e, si sa, in amore e in guerra tutto è permesso e il conte si ritroverà non solo innamorato, ma anche in guerra con un nemico senza scrupoli. Sarà il prossimo volume a portarci alla soluzione? I volumi letti finora sono stati tutti ben curati e con personaggi ottimi, anche se, ovviamente, in ogni volume ritroviamo i diversi stili delle autrici. Sto conoscendo autrici per me nuove e ritrovando autrici che ben conosco e non posso che fare loro davvero i mei complimenti per l’idea di questa collection.
Troppi anni lontani da casa e dal despota di suo padre. La missione è finita e il genitore è passato a miglior vita. A Tristan non rimane che sperare ancora nell’amore, perché una donna c’è ad attenderlo: Ivette.
“Il conte Tristan Alexander Fairfax ha combattuto contro Napoleone ed è tornato in Patria, al Castello di Leeds, solo per scoprire che la sua vita è andata del tutto a pezzi.”
Al castello, però, trova una sorpresa: una mocciosa che gli ha portato via l’amore della propria vita. Abigail ha il suo sangue oltre ai tratti inconfondibili; senza dubbio è sua figlia ma non riesce ad accettarla per quella che è. Non può amarla perché lei è la fusione perfetta del suo amore per Ivette, un sentimento che mai lascerà le proprie viscere, ne è convinto.
“[…] Si trattava di una donna, riversa sulla battigia. […] Era minuta e delicata. Il vestito strappato le copriva a stento le gambe, nude e affusolate […] Una creatura del mare.”
Fino a che… Tristan porta la sconosciuta con sé, offrendole cure e ospitalità. La donna – purtroppo, a causa del presunto incidente di cui è stata vittima – ha perso la memoria e il conte non può non associarle il profumo del gelsomino… E per tutti è Jasmine.
Se per un istante Fairfax ha creduto di essere solo, ora le femmine che lo circondano sembrano essersi coalizzate per ammorbidirgli il cuore. È finalmente con occhi diversi che guarda sua figlia, e sempre più impellente è il bisogno di avvicinarsi alla sua ospite.
Il passato, sul più bello, presenta il conto sottoforma di fantasmi e ricatti. Riuscirà Tristan a mettervi un punto e ricominciare? Jasmine, invece, del suo passato troverà traccia?
Il gelsomino di Leeds mi ha subito colpita grazie al protagonista. Non amo in genere il bad boy ma quando è ben tratteggiato come il conte, be’, è tutta un’altra storia. È tangibile il cambiamento subito dall’uomo, coinvolto in due tipi di amore molto diversi: come padre e come amante.
Poi compare, come una sirena (arenata), Jasmine. È attratta dal conte, ma non solo per il lato estetico; probabilmente lo è più dalla mente e il cuore malati di lui. Dal momento che si è ristabilita i ruoli sembrano essersi invertiti: lei si prende cura del conte con un’aiutante d’eccezione, Abigail. Quest’ultima ha cinque anni ed è rimasta orfana di madre dall’istante in cui ha visto la luce; la sua istitutrice è la figura più vicina… e la vorrebbe, come nelle fiabe, al fianco del padre. Ma nelle fiabe spesso è presente una strega, e la piccolina ne conoscerà una che riuscirà davvero a farle paura. Posso aggiungere una cosa? Amo Abigail e sogno, un giorno, una storia tutta per lei!
Il romanzo è ben inquadrato nel periodo regency e si incastra alla perfezione con la serie della Confraternita dei Leoni, difatti introduce uno dei prossimi personaggi: Mark Frederik Fraser. Il gelsomino di Leeds è avvincente grazie a più colpi di scena, che riescono a camuffare anche i cliché tipici del genere. La scrittura semplice e pulita è un amalgama perfetto delle penne di Valentina Piazza e Francesca Redeghieri, ormai un duo consolidato.
Prosegue la serie de La Confraternita dei Leoni alla scoperta delle storie degli interessanti personaggi legati da un patto di mutua protezione e dall'aver partecipato al ricevimento della duchessa di Richmond alla vigilia della battaglia di Waterloo, narrato nel volume dell'Antefatto di introduzione alla serie. È il turno di Tristan Farfaix, conte di Leeds che si è rivelato una bella sorpresa. Al ritorno dalla guerra che lo ha trasformato in un uomo cupo e disincantato, nel castello di Leeds ritrova i fantasmi che lo hanno perseguitato negli anni di assenza. Rivedere e rivivere quegli ambienti una volta molto cari rinnova il profondo rancore per un padre autoritario che lo ha allontanato da Ivette, suo primo grande amore, e lo ha costretto alla vita militare che ha represso tutta la sua vitalità e la sua esuberanza. L 'astio verso il mondo si acuisce quando scopre di avere una figlia e che Ivette sarebbe morta dandola alla luce. Solo l'amicizia con i membri della Confraternita ed in particolare con il colonnello scozzese William MacDonell gli consente di dare un senso alle quotidianità. Il progetto del commercio clandestino del whisky prodotto dall'amico lo assorbe completamente fino a che non compare una misteriosa donna a illuminare il suo mondo d'ombra. Durante una cavalcata di ritorno al castello si imbatte in una giovane priva di sensi. Jasmine, così decide di chiamarla, non ricorda più nulla del suo passato dopo aver rischiato di annegare. Da nobile gentiluomo Tristan si offre di ospitarla fintanto che non ricorderà o scoprirà la sua identità e di affidarle provvisoriamente l'educazione di Abigail, la figlia che non riesce ad accettare. La dolcezza e la bellezza di Jasmine riescono a penetrare le cortine del suo cuore e gradatamente arriva a rivalutare tutti i radicati pregiudizi riguardo al suo passato e le decisioni prese. Nel momento in cui si appresta a riaprirsi agli affetti e ad iniziare una nuova vita il passato torna, però, a chiedere il conto e a mettere alla prova i suoi sentimenti. Il personaggio di Tristan, che era stato introdotto fugacemente nei volumi precedenti, mi ha colpito, mi è piaciuta la caratterizzazione e come sono stati approfonditi i suoi tormenti e la sua evoluzione. È il vero protagonista. Jasmine, che in realtà è Miss Lilias Thompson, rimane più in ombra, più che una protagonista mi ha dato l'idea di una spalla utile ad elaborare la trama. La narrazione mi è sembrata discontinua. La prima parte del romanzo è più statica, in alcuni punti lo stile di scrittura perde smalto, arranca. Ho preferito la seconda parte che ho trovato più avvincente, con una trama più elaborata e scritta con più disinvoltura. Molto belle e curate le descrizioni ambientali e la ricostruzione storica. Come nei volumi precedenti viene stuzzicata la curiosità con un assaggio di alcuni stralci del prossimo romanzo.
- Voto 3,5 - La storia si intreccia con quella del libro precedente e a volte le scene si sovrappongono. Le autrici sono riuscite a caratterizzare bene i personaggi e a renderli tridimensionali. Tristan è un uomo diventato arido e incapace di aprire il proprio cuore per via delle esperienze passate. Miss Lilias Thompson, anche senza memoria, è capace di adattarsi alle situazioni e prenderne il meglio che può. A scombussolare la pace provvisoria che erano riusciti a riportare al castello giungono vecchie conoscenze. La lettura mi ha coinvolta, ma in più casi ho trovato davvero semplicistiche le soluzioni a problematiche che, di fatto, sono il fulcro su cui si regge l'intera storia. Oltre a questo posso dire di essermi appassionata alle dinamiche e aver fatto il tifo per loro.
Ne consiglio la lettura a chi segue la serie de la confraternita.
Recensione completa sulla pagina instagram: https://instagram.com/_meddys_books_?... . . . - Siete una seduzione pericolosa, Miss Jasmine.- - Vi sbagliate- sussurrò lei. -Lo siete, invece.- Il conte inclinò il capo, con uno strano luccichio negli occhi. -Rappresentate tutto quello che non posso e non voglio avere. Ho già subito una tentazione simile in passato, e non intendo cedervi. Non di nuovo.-
E invece, alla fine, ha letteralmente ceduto.
Una storia che ho iniziato a leggere per pura curiosità e poi si è rivelata una droga fatta di pagine e parole.
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Ho avuto il piacere di leggere questo romanzo in anteprima e devo dire che mi ha rapita. Adoro il periodo regency e non potevo perdermelo. Tristan è un uomo segnato dalla guerra che ha perso la fiducia nell’amore e nell’umanità. Sarà la bella protagonista a fargli riscoprire che nel mondo esiste ancora qualcosa di bello per cui vale la pena andare avanti. Intrigante, scorrevole. Consigliato. ♥️
Un Romance classico, il tema dell’ amnesia è trattato bene e credibile. I personaggi sono piacevoli e l’inizio ti intriga. Pecca di ingenuità nei cambiamenti di atteggiamento del protagonista troppo repentini (ignora la figlia poi la adora, si consuma d’amore per la defunta madre della figlia poi la disprezza). Ci sono imprecisioni storiche, il Conte padre non avrebbe mai potuto legittimare una nipote nata fuori dal matrimonio; la nipote non avrebbe potuto erudita re salvo caso davvero particolari. Etc Gli antagonisti dopo un notevole build up sono sgominati in modo veloce anticlimatico. La storia ha un tenue legame con uno dei leoni (che danno il nome alla serie), il protagonista non è un leone. Non si capisce il perché sia nella serie. È stato stravolto il continuum temporale della serie estromettendo ogni menzione del duca di Radnor per inserire un Duca del Kent che nessuno conosce e che è una mera plot device senza spessore.