XV Alla fine di tutto
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7
Il sole, levandosi sugli shtetlekh di Lituania e di Polonia, non incontrerà più
un vecchio ebreo raggiante intento a recitare alla finestra un salmo, o un altro che sta andando in sinagoga -
continuerà a incontrare sulle strade i contadini che con i loro carri vanno al mercato: tanti goyìm - gvald!
Più di prima! E il mercato, il mercato è morto! Il mercato è pieno ma sembra vuoto.
8
Mai più un ebreo vi porterà la sua allegria, la sua vita, il suo spirito.
Mai più le falde di un caffettano svolazzeranno intorno a sacchi di patate, di farina, di grano,
né una mano ebrea solleverà una gallina, accarezzerà un vitellino... Il contadino ubriaco
frusterà il suo cavallo tornando a casa con il carro pieno... Non c'è più un ebreo nel paese!
9
E i bambini ebrei non si sveglieranno più al mattino dai loro sogni d'oro,
non andranno più al cheder non osserveranno più gli uccelli, non faranno più birichinate, non giocheranno più nella sabbia.
O bambini ebrei dagli occhi splendenti! Piccoli angeli... di dove? Di qui, ma anche non di qui!
O bambine belle, graziose e virtuose, malgrado il musetto sporco e i capelli spettinati.
10
Non ci sono più! Non chiedete, voi dall'altra parte del mare, non chiedete di Kasrilevke o di Yehupetz... lasciate perdere!
Non cercate più i Menachem-Mendel, i Tevye-Milkhiker, gli Shloime-Noghed, i Motke-Ganef, non cercateli!
Come i profeti dell'eterna Bibbia, come Isaia, Geremia, Ezechiele, Osea, Amos,
si lamenteranno per bocca di Bialik, ti parleranno dai libri di Sholem Aleichem e di Sholem Asch.
11
Non risuonerà più la voce della Torà dalle yeshivòt e dalle sinagoghe, né quella dei pallidi ragazzi
nobilitati dallo studio, immersi nella Ghemarà... No, non era pallore, era luce,
una luce ormai spenta... Rabeyìm, capi di yeshivòt, studiosi, geonìm consunti e deboli, ma pieni di Talmùd,
piccoli ebrei con grandi teste, fronti alte e occhi chiarì - non ci sono più, non ci saranno mai più.
12
Nessuna mamma ebrea cullerà più il suo bimbo; non moriranno né nasceranno più ebrei;
non si canteranno più i dolci canti dei poeti, dei grandi scrittori ebrei - finito, tutto finito!
Nessun teatro yiddish farà più ridere o piangere la gente,
e i musicisti e i pittori ebrei, i Barcinski, non creeranno più nella gioia e nel dolore, non cercheranno più vie nuove.
13
E gli ebrei non combatteranno più nelle città, non si sacrificheranno più per il bene del prossimo,
non cercheranno più di lenire le sofferenze degli altri trascurando le proprie.
O sciocco goy, hai sparato all'ebreo ma la pallottola ha colpito anche te!
E ora chi ti aiuterà a costruire le tue nazioni? Chi ti darà tanto cuore e tanta anima?
14
E quelle teste calde dei miei comunisti non litigheranno più con i miei bundisti,
ed entrambi non si batteranno più con i miei fedeli chalutzìm che assetati di libertà presero su di sé tutto il peso del giogo
e si offrirono al mondo senza dimenticare le proprie ferite.
Io vidi le vostre dispute e mi rattristai... Oh se poteste litigare ancora ed essere vivi!
15
Ahimè, non c'è più nessuno... c'era un popolo, e ora non c'è più... c'era un popolo... e ora è scomparso!
Che storia. Cominciò nella Bibbia e durò fino a oggi... Una storia ben triste - chi dice che è bella?
Una storia che va da Amalek a uno peggiore di lui, al tedesco... O lontano cielo, o vasta terra, o immensi mari,
non complottate fra voi per annientare i malvagi della terra, lasciate che si annientino da soli!
15-17 gennaio 1944